Due facce opposte dello stesso mercato. In Cina vengono presentate quasi in contemporanea una piccola elettrica urbana da circa 7.000 dollari con 310 km di autonomia e la BYD più costosa di sempre: una hypercar da oltre 3.000 CV venduta a 2,76 milioni di dollari. È il ritratto perfetto dell’attuale industria cinese delle EV, capace di presidiare ogni fascia, dalla mobilità popolare al lusso estremo.
Da una parte c’è la Kaiyi E-Qute 04 Max, citycar essenziale destinata al mercato di massa. Dall’altra la Yangwang U9 Xtreme, supercar elettrica estrema in tiratura limitata firmata BYD. Due modelli lontanissimi per prezzo, pubblico e missione industriale, ma uniti dalla stessa origine: la nuova potenza automobilistica cinese.

Kaiyi E-Qute 04 Max: elettrica low cost
Kaiyi, marchio collegato all’universo Chery, ha lanciato in Cina la nuova E-Qute 04 Max, una mini hatchback elettrica proposta a prezzi super competitivi: circa 7.000 – 7.600 dollari (sotto i 6.500 euro).
Lunga 3,72 metri, si colloca nel segmento delle microcar urbane che in Cina ha avuto enorme successo grazie a prezzi aggressivi e costi d’uso contenuti. Il modello ha uno stile semplice con ben pochi fronzoli. Monta un motore anteriore da 55 kW (74 CV) e batteria LFP CATL da 28 kWh, per un’autonomia dichiarata di 310 km (CLTC). Con ricarica rapida DC, la casa dichiara il pieno 30-80% in circa 30 minuti.
Le fasce più “fragili” si difendono
Kaiyi rappresenta bene la Cina dell’auto democratica: accessibile, funzionale ma anche industrialmente spietata. Brand meno forti stanno infatti subendo la concorrenza feroce dei grandi costruttori, con tagli prezzi continui che comprimono i margini. In questo scenario, auto come la E-Qute 04 Max servono soprattutto a mantenere volumi e presenza commerciale, più che a generare profitti elevati.

BYD Yangwang U9 Xtreme: la Cina del lusso estremo
E a proposito di brand forti, ecco che all’estremo opposto arriva la notizia che BYD ha venduto al Salone di Pechino la sua prima supercar Yangwang U9 Xtreme a oltre 20 milioni di yuan, cioè 2,76 milioni di dollari (circa 2.37 milioni di euro).
Per BYD si tratta dell’auto più costosa mai commercializzata e per il Salone la transazione più alta mai registrata.
I numeri dell’auto sono da hypercar globale. La potenza dichiarata supera i 3000 CV e l’architettura elettrica è a 1200V. BYD ha evidenziato come l’auto abbia registrato un tempo sul giro al Nürburgring di 6:59.157, posizionandosi al vertice della categoria dei veicoli elettrici di serie.
La U9 Xtreme, come prevedibile, sarà un modello da collezione, limitata a soli 30 esemplari nel mondo.
BYD sbanca il Nürburgring: è sua l’elettrica di serie più veloce di sempre
Due modelli, una sola strategia nazionale
Questi due lanci agli antipodi raccontano bene la vera forza cinese: presidiare contemporaneamente base del mercato e vertice tecnologico. Dimostrando di poter mettere sul campo una grande varietà di prodotto frutto di una radicata profondità industriale.
Una citycar elettrica da 6.000 euro oggi in Europa è quasi impensabile. Ma anche una hypercar cinese da quasi 3 milioni sarebbe stata impensabile fino a pochi anni fa. Ed è proprio questo il punto: la Cina automobilistica sorprende perché ormai presidia con sconvolgente facilità ogni fascia di mercato, dall’entry level al lusso estremo. Può produrre tutto. Per tutti.
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