Gli imprenditori agricoli hanno fatto sentire la loro voce: «Abbiamo diritto all’agrivoltaico». Messaggio indirizzato alla Regione Sardegna, alla presidentessa Alessandra Todde, a cui hanno scritto una lettera dove si dice chiaramente «le moratorie e l’incertezza normativa generano solo sfiducia». Non è la prima volta che il mondo agricolo chiede di poter investire sulla condivisione tra produzione agricola ed energetica, ma per la prima volta si è organizzata una manifestazione. Una settantina di imprenditori agricoli e alcuni associati di Saper e Fimser si sono riuniti vicino a Stintino, nel Nord Sardegna, in un terreno di proprietà dell’imprenditore Giuseppe Antonio Porqueddu e si sono confrontati sul tema.
Associazioni di categoria assenti, ma non i tesserati
«Eravamo in settanta, non pochi dato che tutte le sigle di settore si sono rifiutate di appoggiare la nostra iniziativa ma chi è venuto a parlare con noi ha sicuramente in tasca le tessere associative». Il problema sono le norme e la loro interpretazione: «Abbiamo concordato sul fatto che il reticolo di divieti e lentezze della Regione non aiutano un settore che in Sardegna soffre tantissimo».
La richiesta è semplice: vogliono continuare a lavorare la terra, «quella che produce per noi i prodotti di cui ci vantiamo tanto. Puntano sull’agrivoltaico, il sistema che piazza i pannelli solari in alto e lascia lo spazio in basso per le piante o per il pascolo degli animali».

Questo il dato sottolineato nell’incontro anche da Arnaldo Melissa e dall’ingegnere Michele Pigliaru, rispettivamente vicepresidente e presidente della Fimser. Al dibattito ha dato il suo contributo Stefano Ruggiu, vicepresidente del Centro Studi Agricoli che da tempo – ne abbiamo scritto nel 2024 – chiede di valorizzare l’agrivoltaico e un approccio equilibrato al tema.
La lettera: “L’agrivoltaico rafforza l’agricoltura“
Qui sotto riproduciamo integralmente la lettera inviata alla Regione Sardegna.
Alla cortese attenzione della Presidente della Regione Sardegna
All’Assessore dell’Agricoltura e Riforma Agro-pastorale
All’Assessore dell’Industria
“Proposta per un Agrivoltaico di Qualità – Istanza del comparto agricolo e pastorale sardo per il futuro del territorio”
Gentile Presidente, gentili assessori
vi scriviamo come agricoltori e imprenditori che ogni giorno lavorano la terra della Sardegna, non solo per produrre reddito, ma per custodire un patrimonio di storia, cultura e paesaggio che appartiene a tutta la nostra Isola.
Oggi però questo equilibrio è sempre più fragile. La siccità crescente, l’aumento dei costi e la difficoltà di garantire redditi adeguati stanno mettendo in crisi molte aziende agricole. Sempre più giovani sono costretti a lasciare le campagne e la Sardegna in cerca di opportunità altrove. L’abbandono delle terre è oggi uno dei veri rischi per il nostro territorio.
In questo scenario riteniamo che l’agrivoltaico di qualità possa rappresentare una risposta concreta, capace di integrare agricoltura ed energia rinnovabile senza sottrarre valore al paesaggio rurale. È necessario affermarlo con chiarezza: l’energia prodotta con l’agrivoltaico è energia pulita che contribuisce a ridurre le emissioni e a costruire un futuro più sano per le nostre comunità.
Sostenere l’agrivoltaico non significa abbandonare l’agricoltura, ma rafforzarla, permettendo alle aziende di diversificare il reddito, proteggere le colture dal clima estremo e restare attive.
Le richieste alla Regione in 4 punti: regole chiare
Per questo chiediamo alla Regione Sardegna di aprire un confronto concreto sulle seguenti priorità:
1. Regole chiare e stabili: Le moratorie e l’incertezza normativa generano solo sfiducia. Gli agricoltori hanno bisogno di certezze per poter programmare il proprio futuro. In tal senso, le limitazioni poste dalle Leggi Regionali stanno rischiando di soffocare i progetti sul nascere. Ci sono tanti progetti in fase autorizzativa che non hanno nessun tipo di impatto negativo sul nostro territorio, bloccarli attraverso leggi incostituzionali significa bloccare il futuro di molte aziende agricole che vedono nell’agrivoltaico la loro unica salvezza.
I distinguo fra agrivoltaico e fotovoltaico
2. Distinzione tra agrivoltaico e fotovoltaico: È fondamentale distinguere i due tipi di progetti perché i primi mantengono realmente l’attività agricola e pastorale mentre i secondi no. Se si continua a confondere i cittadini senza distinguere le due tipologie di impianto si crea diffidenza nei confronti di chi non sa che l’agrivoltaico non consuma suolo, anzi crea le possibilità per migliorarne le caratteristiche e i prodotti.
Confronto con gli imprenditori e non solo con i comitati
3. Tavolo permanente Agricoltura–Energia: Proponiamo l’istituzione di un tavolo di confronto tra Regione, agricoltori e operatori per definire modelli di agrivoltaico compatibili con le caratteristiche del territorio sardo in modo da poter trarre i massimi benefici per il nostro comparto che ha bisogno di investimenti e finanziamenti importanti per poter resistere alla concorrenza e alle conseguenze della crisi climatica.
Attrarre investitori responsabili
4. Attrazione di investitori responsabili: se avessimo le risorse finanziarie per realizzare in autonomia gli impianti agrivoltaici, lo avremmo fatto volentieri. Ma tale disponibilità non la abbiamo. Esistono investitori disposti a mettere a disposizione i loro capitali per consentirci di far progredire la nostra attività in maniera più proficua e decorosa di quanto avvenga ora. Le ultime prese di posizione della politica regionale stanno facendo allontanare questi partner verso altre regioni d’Italia; la Sardegna non può permettersi di perdere queste opportunità di sviluppo e occupazione.

“Il paesaggio più bello della Sardegna non è quello abbandonato, ma quello vissuto, lavorato e tramandato”
Gli agricoltori non vogliono essere spettatori delle trasformazioni energetiche in corso. Vogliono esserne protagonisti, continuando allo stesso tempo a coltivare la terra e a custodire il paesaggio.
Il paesaggio più bello della Sardegna non è quello abbandonato, ma quello vissuto, lavorato e tramandato.
Confidiamo nella vostra attenzione e nella volontà di costruire insieme un percorso che permetta all’agricoltura sarda di guardare al futuro con fiducia.
Cordiali saluti.
I Pastori e gli agricoltori sardi che dicono SI all’agrivoltaico.
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i nuovi Carbonari contro l’oscurantismo
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prego che il Signore “apra i cuori ed illumini le menti” degli amministratori e faccia pentire i lobbisti, venga la Pace e comincino a tutelare realmente l’ambiente ed il lavoro delle famiglie.
Speriamo che i media non lobbisti diano supporto a questa iniziativa (coraggiosissima ! visti i precedenti storici dei confronti tra agricoltori/allevatori ) in modo che la popolazione sia meglio informata e si possa schierare a sostegno di progetti che tutelano tutti loro, non qualche miliardario dei “fossili”.