Home Due ruote Gita bolognese a emissioni zero: io, Anna, Marcello e…i WOW 774 e...

Gita bolognese a emissioni zero: io, Anna, Marcello e…i WOW 774 e 775

3
CONDIVIDI

Una gita tra le colline che circondano Bologna, la compagnia giusta, una pausa pranzo rilassante e loro, gli scooter WOW 774 e 775, ad accompagnarci. Il resoconto che segue è quello di un viaggio, fisico e non solo, tra il silenzio della natura e il rispetto per la stessa con due veicoli a emissioni zero. 

wow 774 e 775
Con Marcello e Anna, pronti a partire per la nostra gita sui colli bolognesi

Una gita sui colli bolognesi con i WOW 774 e 775

Arrivo a Bologna, città che mi affascina da sempre e che trovo davvero a misura d’uomo. È lì, in pieno centro, proprio sotto la casa che fu di Lucio Dalla e oggi ne raccoglie le vestigia, il punto di ritrovo con Anna e Marcello: colleghi, amici e, in quest’occasione, compagni di viaggio. Anche un po’ ciceroni, perché la conoscenza di Bologna del sottoscritto si limita a quella del cantautorato locale e, ovviamente, della cucina (ma su questo c’erano ben pochi dubbi).

wow 774 e 775
Un giretto di prova su e giù dai portici di San Luca per verificare come se la cava il “cinquantino” WOW 774 alla mitica curva delle Orfanelle, lo strappo che decide ogni anno il Giro dell’Emilia. Nessun problema, nonostante il 22% di pendenza.
wow 774 e 775
Le Due Torri e il centro storico di Bologna visti dalla terrazza naturale di San Michele in Bosco

Di certo la scoperta dell’entroterra bolognese, per me, è stata qualcosa di magico: dolci distese di verde, pianeggiante e collinare, tutt’attorno alla città. A San Michele in Bosco e al  Santuario di San Luca per godere della visione d’insieme del centro storico, dalle Due Torri a San Petronio, da queste due terrazze naturali affacciate sui tetti rossi della Dotta. Da lì, inoltrandoci fra i “colli bolognesi” immortalati da Cesare Cremonini nel suo brano d’esordio “Vespa 50 Special”,  arriviamo al Borgo medioevale di Monteveglio, avamposto d’osservazione romano sulle Gallie, poi sede dell’Abbazia francescana eretta da Matilde di Canossa.

Noi a pranzo, i WOW 774 e 775 in carica

A passo d’uomo nei vicoli del Borgo di Monteveglio

Scendendo in paese, assaporiamo prelibatezze del territorio alla Trattoria del Mugnaio. E intanto, collegandoci a due normali prese elettriche nel cortile del locale, in poco più di un’ora recuperaimo per intero l’energia consumata per coprire i 60 km della mattinata.

Ricarica in cortile, mentre pranziamo alla Trattoria del Mugnaio di Monteveglio

Con le batterie al 100% e un’autonomia di nuovo superiore agli 80 km, siamo pronti per tornare verso il capoluogo. Ma allungiamo la strada, passando per la rocca di Oliveto e la romantica stradina di campagna che si rituffa verso la Pianura Padana, davanti a noi  a perdita d’occhio. Un sogno, verrebbe da dire, per chi come me è abituato a quella Milano che tutto ti offre, fuorché una rapida gita fuori porta, immersi nella natura. «Buon cibo e scooter performanti e affidabili, il binomio perfetto in terra bolognese»: questo il titolo del nostro possibile racconto, se volessimo dare il senso della nostra giornata. 

La comodità del silenzio a zero emissioni

Al netto della serena bellezza che ti circonda, a me affascina il silenzio. Quello che si percepisce quando non hai nessuno che ti ronza attorno. Quando il telefono è in modalità muto. Quando il cervello si riposa e può godere solo di quello che vuole.

 

Quel silenzio fascinoso che emanano anche i due WOW 774 e 775 accompagnandoci nella nostra scampagnata. Anna alla guida del primo, più piccolo ma anche più maneggevole per chi non ha un fisico statuario. Io e Marcello sul 775. Più robusto, potente e di conseguenza solido per reggere anche il peso di un passeggero come me (e non è  poco…). Non vi annoio con le performance dei due scooter; per quello vi rimando all’ottimo articolo scritto da Marcello, che potete leggere QUI. Vi voglio parlare invece di quello che a me personalmente piace di un veicolo elettrico e che penso sia fondamentale: la riduzione delle emissioni inquinanti.

WOW, lo scooter green e made in Italy

Partiamo da un presupposto: WOW è un’azienda italiana, quindi un motivo di orgoglio nazionale. Poi lo scooter elettrico, a me personalmente, piace moltissimo. Perché tra le mille difficoltà della mobilità alla spina, tra i detrattori e coloro che ancora nutrono dubbi, c’è una verità insindacabile: la mobilità elettrica è la migliore forma di mobilità urbana oggi disponibile. E lo dice chi, ogni giorno, vive, lavora e viaggia per le vie di Milano e hinterland (abito nella prima provincia) su due ruote elettriche senza problemi. Questo mi permette un ulteriore balzo in avanti: essere fiero di contribuire a rispettare l’ambiente circostante.

Quando è bello e armonioso come quello che ci ha accolto nei dintorni di Bologna, a bordo dei nostri WOW 774 e 775, la soddisfazione è due volte maggiore.  

— Iscriviti alla Newsletter e al canale YouTube di Vaielettrico

 

Luca Talotta (Catanzaro, 1980), giornalista, vincitore del premio Top Green Influencer 2019 per la mobilità sostenibile, vive a Milano. Si occupa di tutto quello che riguarda la sostenibilità, da quella automotive a quella tecnologica e ambientale. Sui suoi canali social si trovano molti dei progetti realizzati con aziende top del panorama mondiale. Collabora con importanti testate nazionali (Corriere dello Sport, Tuttosport, Il Giornale, Il Giorno, Mi-Tomorrow e Il Resto del Carlino tra le altre) e siti internet. E' docente presso l’università eCampus.
Apri commenti

3 COMMENTI

  1. Permettimi di dirti che se ti trovi a Bologna sotto la casa di Lucio Dalla dovevi incontrarti con Anna e Marco… Marcello è da sostituire 😀

  2. Premesso che non ho dubbi sulla qualità dei wow e che sono proprietario di un piaggio One Active da Marzo, avrei qualche appunto da fare…
    Le batterie messe lì dietro sono una trovata ottima per lo spazio sottosella (anche se quello del Piaggio non è per niente male) ma sotto il profilo della dinamica di guida, le trovo a dir poco assurde. Il baricentro viene decisamente spostato dietro e in alto. E in caso di caduta non la vedo bene…
    Ottima la scelta delle ruote grandi che nel piaggio sono da 10” e si fanno sentire.
    Non mi sono chiari i tempi di ricarica. Il piaggio passa da 60 a 100% in oltre 2 ore. Nel test non ho chiaro da quanto partono e a quanto arrivano.

    Una domanda, i dati tecnici del mio Active sono praticamente identici a quelli del 774, fuorché la velocità massima. Perché il mio Active viene visto come un L3 e il 774 come un L1? Assicurativamente parlando c’è una bella differenza.

    Una nota preoccupante è la batteria. Nel One si è guastata, regolarmente sostituita in garanzia dopo quasi un mese di attesa, email e telefonate alla Piaggio. Ma come si mette con l’assistenza di un marchio giovane come WOW? Fra tre anni trovo i ricambi?

    Infine mi pare che il prezzo del L1 sia piuttosto alto. E quello dell’L3 non scherza. Con qualcosa in più c’è il silence 01 (Seat MO) che credo dia molto di più sotto ogni aspetto.

    • Anche secondo me le batterie del Wow sono un pó troppo esposte agli urti, avrebbero potuto prevedere un minimo di protezione in piú (come un tubo saldato al telaio). Se non altro sono piuttosto leggere quindi non credo che alzino piú di tanto il baricentro. Secondo la scheda tecnica il tempo di ricarica è 4 ore da 0 al 100% per la versione L3e, un pó di piú per la versione L1e. Se ho capito bene il Piaggio 1 esiste sia come ciclomotore che come “equivalente 125” e ovviamente l’assicurazione cambia fra le due versioni. Forse il prezzo del Wow è un pó alto ma bisogna tenere conto che una start-up non ha le economie di scala di un marchio piú importante.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome