Home Nautica Giovanni, maestro d’ascia: “Elettrico e legno matrimonio perfetto”

Giovanni, maestro d’ascia: “Elettrico e legno matrimonio perfetto”

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Nel cantiere Barcarizzo

Un maestro d’ascia che le barche in legno le vuole far navigare in elettrico. Si chiama Giovanni Da Ponte, classe 1985, veneziano e nel curriculum già qualche motorizzazione elettrica 

Galeotto fu un corso di formazione dedicato al restauro delle barche tradizionali organizzato da Confartigianato nel 2004. Un’esperienza che a vent’anni permise a Giovanni di trasformare in professione la sua passione. Appresi i rudimenti dell’arte millenaria il giovane inizia a lavorare nei cantieri veneziani.

Tre barche elettriche per le escursioni a Venezia

escursioni a emissioni zero a Venezia
Una delle barche elettriche dell’operatore turistico Classic Boats

Ventenne facevo l’aiutante all’Isola di Certosa nel cantiere Vento di Venezia. Sono rimasto lì per sei anni,  nel 2009 il titolo di maestro d’ascia,  poi ho aperto la Partita IVA e  oggi collaboro con diversi cantieri della città” . Giovanni diventa prestatore d’opera esterno e si convince dell’importanza del motore elettrico  che viene montato su tre barche della società Classic Boats (guarda) che offre escursioni ad emissioni zero in Laguna.

Maestro d’ascia per amore della Laguna

all'intenro del cantiere
L’interno del cantiere dove lavora il maestro d’ascia

L’idea di questo lavoro è stata stimolata dall’ambiente in cui vivo: sono circondato dall’acqua e dalle barche”. Una strada percorsa in nome della tradizione, ma soprattutto dell’ambiente: “Quello che voglio sottolineare è che, per chi si vuole impegnare in una scelta ecologica, oltre ad acquistare un motore elettrico dovrebbe, allo stesso tempo, avere la barca in legno”.

Elettrico e zero vetroresina

Il box che ospitano le batterie
Il maestro d’ascia ha ricavato il box dove è ospitato il pacco batterie

La sostenibilità di Giovanni è a  360 gradi “poiché sappiamo che la vetroresina è molto inquinante sia nella fase di produzione in cui si usano molti solventi e agenti chimici che si disperdono nell’ambiente, sia in fase finale di demolizione o fine vita in cui lo smaltimento è un problema non da poco”. In una visione green della barca il ragionamento non fa una grinza. E Giovanni ama essere chiaro: “Avere una barca in vetroresina con il motore elettrico penso sia come fare 10 passi avanti e 5 indietro rispetto ad un obiettivo ecologico. Mentre la barca in legno sarebbe più coerente con una scelta rispettosa della natura”.

Le indicazioni del maestro d’ascia: motore da 4 kW

Ma vediamo il lavoro con la propulsione elettrica: “Negli ultimi 3 anni ho collaborato e collaboro con il Cantiere Barcarizzo di Maurizio Agabitini a Murano. Abbiamo costruito tre barche in legno, richieste dalla società turistica Classis Boats, con il motore elettrico. Le barche tradizionali erano spinte con i remi e hanno una linea adatta alle basse velocità e alle basse potenze, quindi, con un motore elettrico da 4 kW sono perfette per Venezia. L’obiettivo è unire lo scafo tradizionale con il fuoribordo elettrico”. Nella costruzione la motorizzazione elettrica richiede grandi cambiamenti? “E’ necessario prevedere il box per le batterie, la seduta deve essere spaziosa. Per avere un’autonomia significativa è necessario essere ben equipaggiati con le batterie”.

A Venezia basta una velocità da 6/7 nodi 

Lavoro in cantiere
Una barca tradizionale in lavorazione

Aumenta la domanda di elettrico, ma la maggioranza dei diportisti sono scettici sulle prestazioni dei motori a batteria: “Le barche termiche devono avere carene plananti per raggiungere i venti nodi, ma per la laguna di Venezia deve essere concepita per una velocità più coerente con l’ambiente. Basta una velocità di 6/7 nodi”. C’è la necessità di avere ore di navigazione senza ansia: “Per barche di sei/ sette metri con motore da 4 kW si può arrivare ad un autonomia di 8 ore utilizzando batterie buone come quelle della Torqeedo”.

Il prezzo? Diecimila contro tremila, ma è una scelta 

Per la propulsione elettrica si spendono circa sui 10 mila euro. Se si fa il confronto economico con un termico non c’è storia: un 6 cavalli costa sui 3 mila euro. Stessa filosofia per lo scafo: “Come paragonare la barca in legno con quella in vetroresina? Attualmente si tratta più di una scelta personale, ma la direzione è quella, le amministrazioni e gli enti chiedono il passaggio all’elettrico per preservare l’ambiente naturale”.

Per il maestro d’ascia altre due barche elettriche 

Giovanni Da Ponte al lavoro
Il maestro d’ascia Giovanni Da Ponte al lavoro

Qualcosa si muove, ma in agenda ci sono altre barche elettriche? “Ne abbiamo altre due in produzione per il prossimo anno, le ha richieste un’altra società che si occupa di noleggio turistico. In questo settore la domanda delle escursioni a emissioni zero è crescente”. E al Salone di Venezia c’è stata una buona partecipazione: “Abbiamo visto i cantieri che cercano di variare l’offerta, c’è maggiore attenzione all’elettrico. Merito di una nuova sensibilità verso l’ambiente e questo si sposa con il nostro lavoro di maestri d’ascia. Siamo professionisti ecologicamente sostenibili. Inoltre si crea una forte relazione con il cliente che vede la nascita e l’evoluzione della sua barca. Se la gusta prima ancora di usarla”. Per maggiori informazioni sul lavoro di Giovanni cliccare sul link.

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