Giapponesi a due velocità: Honda annulla tre progetti elettrici, Toyota li accelera

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Il mercato dell’auto elettrica vive una fase di assestamento globale e i grandi costruttori giapponesi mostrano strategie opposte. Se da un lato Honda cancella tre modelli elettrici pronti al debutto, dall’altro c’è Toyota che rilancia con nuovi modelli a batteria come la C-HR+. 

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Honda ha cancellato il progetto “O Series”

Honda, per ora niente O Series

La notizia più clamorosa arriva da Honda, che ha deciso di cancellare le sue ambiziose “O Series” e il crossover elettrico Acura RSX EV: tre modelli in tutto ormai vicini alla produzione e al lancio sul mercato. Una scelta drastica che segna un cambio di rotta significativo nella strategia del gruppo giapponese.

Il progetto “O Series” rappresentava il cuore della nuova generazione elettrica Honda, basata su una piattaforma dedicata e su una filosofia progettuale definita. L’investimento era stato ingente, con oltre 4,4 miliardi di dollari destinati alla nascita dei primi due modelli della serie (un SUV e una berlina) e alla creazione di un hub produttivo negli Stati Uniti.

Eppure, il contesto economico ha cambiato tutto. La Casa giapponese ha parlato apertamente di una situazione finanziaria “estremamente complessa”, aggravata da diversi fattori: dazi negli Stati Uniti, calo della competitività in Asia e una pressione crescente da parte dei costruttori cinesi, sempre più avanzati sul fronte elettrico.

Il risultato ha portato a costi stimati in oltre 15 miliardi di dollari e il rischio di registrare la prima perdita annuale dopo decenni. In questo scenario, Honda ha quindi ritenuto che lanciare nuovi modelli elettrici nel breve periodo potesse generare ulteriori perdite, soprattutto a fronte di una domanda globale meno dinamica del previsto.

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Anche l’Acura RSX EV, al momento, non vedrà la luce

Spazio agli ibridi

La scelta non significa tuttavia un abbandono totale all’elettrico, ma piuttosto un rallentamento. Honda sembra infatti orientata verso una transizione più graduale, con un ruolo centrale per le tecnologie ibride, ancora oggi molto redditizie.

In questa direzione si inseriscono i nuovi modelli con motorizzazioni ibride evolute, come le prossime generazioni di SUV destinati al mercato americano. Una strategia che riflette un approccio più conservativo, ma anche più difensivo rispetto alle turbolenze del mercato globale.

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La nuova Toyota C-HR+ elettrica

Toyota rilancia con la nuova C-HR+

Sul fronte opposto si muove Toyota, che continua a sviluppare l’elettrico con maggiore gradualità ma senza frenate improvvise. Dopo il debutto della bZ4X, la casa giapponese ha lanciato sul mercato la nuova C-HR+, un modello full electric che segna un passo avanti più deciso.

Nonostante il nome, la C-HR+ non è una semplice variante elettrica del noto modello termico ma è del tutto nuova. Riprende il DNA stilistico della “sorella”, ma lo evolve in chiave più moderna e aerodinamica. Nasce infatti su piattaforma dedicata e-TNGA ed è più grande, con una lunghezza di 4,52 metri e un passo aumentato, a vantaggio dello spazio interno.

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Tecnologia e qualità nell’abitacolo della C-HR+

Tre versioni, autonomia oltre i 600 km

La gamma prevede tre configurazioni, tutte pensate per rispondere a esigenze diverse anche nel mercato europeo. La versione base offre 167 CV e 456 km di autonomia massima dichiarata, mentre le varianti superiori arrivano fino a 343 CV e trazione integrale, con autonomie che possono superare i 600 km.

Le batterie, fornite da Panasonic con tecnologia NMC, hanno capacità da 57,7 o 77 kWh. Interessante anche la ricarica, con picchi fino a 150 kW in corrente continua, supportata da sistemi di precondizionamento della batteria.

Comfort e tecnologia: un salto rispetto al passato

La C-HR+ punta molto anche su abitabilità e qualità percepita. Il passo più lungo consente una maggiore comodità per i passeggeri posteriori, mentre l’abitacolo propone materiali curati e un’impostazione tecnologica evoluta.

Il display con sistema infotainment da 14 pollici domina la plancia, affiancato da soluzioni pratiche come le doppie basi di ricarica wireless. Non mancano poi dettagli come l’illuminazione ambientale a 64 colori, il tetto panoramico (optional) e una dotazione completa anche per i passeggeri posteriori, con porte USB-C da 60W complessivi e controlli dedicati del clima.

Per offrire un’alternativa concreta nel cuore del mercato europeo, Toyota ha previsto alcune formule promozionali che abbassano i prezzi d’acquisto, con la possibilità di scendere ulteriormente sfruttando eventuali incentivi statali.

A listino, si parte dai 40.800 euro della versione C-HR+ base, per finire ai 49.800 della Premium, top di gamma.

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Visualizza commenti (1)
  1. Francamente non credo che qualcuno rimpiangerà il mancato debutto della “O Series” Honda…. vista l’estetica troppo stravagante… Troppi potenziali clienti sono ancora nella “nebbia informativa” creata sulle auto di nuova generazione (NEV.. BEV.. eREV.. HVE.. ), molti sbigottiti quando guardano i cruscotti da astronave che propongono troppe case, nel nome della modernità (tradotto= del risparmio costi).
    Honda non sta attualmente azzeccando molte “mosse” sul mercato automotive, visto anche il recentissimo fallimento della JV con Nissan (ricordiamoci che ha anche investito ingenti risorse nelle auto ad idrogeno -FCEV- che rischia di fare il flop commerciale degli altri modelli che han già debuttato da anni sul mercato, mostrando gli enormi limiti del progetto – tra costi strutturali e difficoltà di gestione veicolo).

    Toyota, dopo tante comunicazioni fuorvianti (in perfetto stile “TACO” Trump) in realtà ha impostato un serio e coerente programma per sviluppare auto elettriche sia in patria che in con collaborazione coi “colleghi-rivali” cinesi (li aiutano “a casa loro”) e potranno fare significative presenze sui mercati cinesi, indiani e globali… sempre che questo clima di “3a guerra mondiale diffusa” non accenda anche quell’area li (non c’è soltanto il problema Taiwan a creare tensioni militari crescenti! ).

    Al momento a rallentare pesantemente qualsiasi processo di sviluppo e produzione veicoli resta il crescente divario tra disponibilità di hardware (SSD, RAM…anche 300GB sulle future auto a guida autonoma!) data la centralizzazione delle attuali produzioni in favore dei data-center AI e la crescente carenza di materiali per la produzione chip, molti dei quali provenienti dall’area attualmente in conflitto.

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