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Giancarlo e la Enyaq, Mattia e la Jeep…Vaielettrico risponde

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La Skoda Enyaq iV: il lettore è incerto tra due versioni, con 4 mila euro di prezzo di differenza.

Giancarlo e la Enyaq: può essere il Suv della Skoda l’auto per lui? Mattia, invece, ha optato per la Jeep Compass plug-in e racconta che…Vaielettrico risponde. Ricordiamo che i vostri quesiti vanno inviati alla mail info@vaielettrico.it

Giancarlo e la EnyaqGiancarlo e la Enyaq: “È la macchina che fa per me?. Meglio la 50 o…?”

“Vorrei un consiglio sull’acquisto di un’auto elettrica. Avendo un‘auto benzina di 12 anni, avrei infatti intenzione di approfittare dei bonus. La mia famiglia è composta da 4 persone (2 adulti e 2 bambini). Quindi, gradirei un’auto che sia comoda per famiglie. L’auto percorrerebbe circa 50 km al giorno per lavoro. Tuttavia, la mia intenzione è settare l’autonomia su viaggi di circa 200 km. Abito infatti in Piemonte (provincia di Torino) e sovente mi reco in Liguria (provincia di Savona) o sulle Alpi Marittime (provincia di Cuneo). L’intenzione sarebbe di non fermarsi per la ricarica ed effettuare le ricariche presso il domicilio. Avevo pensato alla Skoda Enyaq iV 50 (per contenere i costi d’acquisto), ma temo non sia sufficiente. Soprattutto in montagna, con gli ultimi km tutti in salita andrei in ansia. La 60 mi darebbe più tranquillità o cambierebbe poco? Avreste altro da suggerire? Altra domanda: quale andatura potrebbe essere il giusto compromesso autonomia/velocità di percorrenza?“. Giancarlo.

Giancarlo e la Enyaq / 4 mila euro per 52 km

Risposta. Tra le due versioni della Enyaq “ballano” 4 mila euro di prezzo (35.950 contro 39.950) e una cinquantina di km di autonomia dichiarata (361 contro 413). Ma sappiamo tutti che questi valori diventano irrealistici quando la temperatura scende e la strada sale. Ergo: se lungo il tragitto ha facilità di ricaricare e fare qualche sosta non la disturba, può anche optare per la iV 50. In caso contrario è ovvio che la iV 60 è una medicina migliore contro la temuta ansia da ricarica. Tanto più se i suoi viaggi in Liguria o sulle Alpi Marittime sono molto frequenti come Lei dice.
P.S. I prezzi indicati sopra sono al lordo degli incentivi statali e di eventuali sconti. Qui trova gli importi netti che a suo tempo ci hanno preventivato in concessionaria.

Giancarlo e la Enyaq

L’autonomia in elettrico della Jeep plug-in di Mattia

“Vi racconto la mia esperienza sul Compass plug-in (versione 190 Cv). Per motivi familiari, avendo due Punto a metano, ho sostituito la più nuova del 2017 con solo 40.000 km con la Compass plug in. Mi sarei lanciato su un’auto full elettrica, ma mia moglie non era così sicura, soprattutto dell’autonomia nei viaggi più lunghi, in realtà pochi. Per cui ho scelto una plug-in capace di fare circa 50km elettrici (la mia distanza casa-lavoro- casa è di 55 km). Ho tenuto la Punto più vecchia del 2011: se gli incentivi resteranno uguali, l’anno prossimo avrà diritto alla rottamazione per un’ipotetica seconda auto (piccola) full electric. Abbiamo impianto fotovoltaico e per ora ricarico in garage con la normale schuko (circa 5 ore e mezza per ricarica completa). Ieri abbiamo fatto un giro più lungo di quelli percorsi finora e la capacità di ricarica in discesa è stata davvero buona. Abito sull’Appennino parmense (Selva Castello, comune di Terenzo). Partenza da casa con batteria al 100%, salita fino a Cassio, poi Berceto e passo Cisa (sulla vetta la batteria era ancora del 30%).Discesa fino a Pontremoli (avevo a fine discesa il 43%) e poi via in fondovalle fino ad Aulla, con salita finale fino alla chiesa di Podenzana. Totale 72,5 km tutti fatti in elettrico con batteria al 3%. Nel pomeriggio, senza ricaricare, ritorno a casa ripercorrendo la strada inversa….Finale di giornata con 145 km effettuati di cui ben 105 in modalità elettrica e arrivo a casa, in discesa, con 10% di batteria. Sono rimasto davvero sorpreso dall’ottima performance e volevo condividerla con voi“. Mattia

Risposta. Siamo strabiliatisul sito  della Jeep per la Compass si parla di un’autonomia in elettrico fino a 49 km. Tra il Comune di Terenzo e il Passo della Cisa ci sono quasi 500 metri di dislivello, una discreta salita spalmata su una trentina di km. Arrivare in cima con il 30% della batteria è un piccolo grande record: a che velocità andava?

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7 COMMENTI

  1. Comunque è troppo interessante leggere coloro che hanno la plug-in (come il bifuel metano o gpl) stai sempre lì a cercare di usare l’elettricità cercando di non accendere mai il termico quindi la domanda è sempre ma che senso ha (oggi per me nessuno) portarsi appresso tutto il peso in più utilizzando pochissimo il termico con tutti i problemi del caso??? Mah chi lo capisce è bravo io no….

    • Qualcuno o Leandro stesso mi può aiutare a capire cosa ha scritto x favore ?
      Quale peso sarebbe meglio non portarsi dietro ? Il termico, le bombole del gas o il pacco batteria plug-in o quelle full elettric ?

      • Il termico nel caso del plug-in che non usi mai o quasi. Poi torniamo sempre allo stesso discorso ha senso oggi con autonomie di 300/400 km che coprono diciamo il 90% delle persone comprare una plug-in che ha lo stesso costo ( o quasi) dell’elettrico? Ognuno faccia come crede ma per il ragionamento a riguardo non è molto giusto.

    • Perché, Leandro, loro sono inarrestabili. Possono prendere l’auto e fare oltre 500 km senza sosta. A fine anno usano pochissimo la benzina ma quelle poche volte che devono fare viaggi più lunghi non hanno problemi di autonomia, nessuna ansia da ricarica. Se trovano la colonnina occupata, se non hanno tempo per ricaricare, se va via la corrente a casa, se il loro capo li manda in trasferta o se con la batteria quasi scarica ricevono una telefonata di emergenza e devono correre, loro possono, chi ha la full electric chiama il taxi. Abbinano il meglio dei 2 mondi. Se hanno 2 settimane di ferie e decidono di trascorrerle in Puglia partendo da Torino, impiegano 8 ore in auto e sono lì, non sono costretti a tappe intermedie, perdendo giorni di vacanza, facendo una “tappa forzata” presso qualche amena/caratteristica colonnina di ricarica italica o dormendo in auto come i barboni. Il discorso del peso non è vero, perché quello che prendono per via del motore lo risparmiano in batteria: alla fine se vedi il peso della Ioniq PlugIn e della Ioniq elettrica è lo stesso. Il meglio dei 2 mondi, ma si sa, i “radical chic” (copyright: Cingolani) sono lì a prenderli in giro, quando, di fatto, chi ha la plugin inquina meno di chi va in elettrico perché la pochissima co2 emessa quelle poche volte che vanno a benzina (parlo dei guidatori virtuosi, come Mattia) compensa la co2 emessa per le batterie più grandi.

      • Grande Sig. Enzo

        Ha spiegato bene perché pure io ho comprato una plug in, tra l’altro proprio una Compass.

        Ma i radical chic non la capiranno o non vorranno capirla.

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