Porti tedeschi e barche fluviali da decarbonizzare. Se l’Italia si è limitata a 3 milioni per i fuoribordo elettrici, i tedeschi mettono sul piatto 125 milioni da spendere nel triennio 2026/2029. Come funziona? Lo Stato finanzia fino al 90% la differenza di prezzo tra la soluzione a basse emissioni e la sua equivalente convenzionale. Non si finanzia l’intera barca, ma il prezzo della sua elettrificazione.
Si finanzia anche il retrofit delle vecchie barche
Il Ministero federale dei trasporti tedesco ha pubblicato il 16 luglio una direttiva a sostegno della transizione ecologica della navigazione interna. La direttiva riguarda sia le imbarcazioni a propulsione elettrica che le infrastrutture di ricarica, con sovvenzioni che possono arrivare fino al 95%. Si tratta di una iniziativa del programma federale per la navigazione e i porti a basse emissioni forte di un budget di 400 milioni per il periodo 2026-2029 di cui 125 dedicati a questa misura.

Il progetto è rivolto all’equipaggiamento di nuove navi mercantili e la conversione di quelle esistenti a motori a zero o basse emissioni. Nel dettaglio si finanzia la propulsione elettrica insieme a quella a idrogeno e metanolo. La misura comprende alcuni settori dell’economia fluviale nelle vie navigabili: trasporto pubblico di passeggeri, logistica urbana e conversione alla propulsione a zero emissioni dei servizi già forniti via mare. Si punta alle aree urbane e alle regioni portuali.
Finanziamento fino al 95% dei costi aggiuntivi
Il sostegno approvato si applica ai costi aggiuntivi ammissibili, ovvero alla differenza di prezzo tra la soluzione a basse emissioni e la sua equivalente convenzionale, e non al costo totale della nave. In base a ciò, l’equipaggiamento di una nuova nave con propulsione a zero emissioni può essere coperto fino al 95%.
La conversione di una nave esistente è limitata al 90%, mentre per le navi classificate come a basse emissioni ma non completamente a zero emissioni il limite è dell’80%.

Come osservano gli addetti ai lavori la misura è significativa. Il costo aggiuntivo di un sistema di propulsione elettrica con il relativo pacco batterie rappresenta spesso la maggior parte della differenza di investimento rispetto a una trasmissione diesel, ed è proprio questa differenza che ostacola le decisioni di armatori e operatori.
Finanziamenti anche per la ricarica
Anche la componente infrastrutturale può beneficiare di sovvenzioni fino al 90%, a seconda del progetto. Si finanziano sistemi di ricarica elettrici e gli impianti di idrogeno, ammoniaca e metanolo, ma pure gli allacciamenti alla rete, spesso la parte più costosa e le più lente da realizzare.
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Sono ammissibili soluzioni fisse, mobili o galleggianti, così come, gli impianti associati di produzione e stoccaggio di energia rinnovabile.

«Vogliamo spostare una maggiore quantità di traffico sulle vie navigabili e affidarci costantemente a tecnologie rispettose del clima. Per questo motivo promuoviamo sia i corridoi merci ecologici sia i servizi di mobilità innovativi sull’acqua. Ciò ridurrà le emissioni, alleggerirà la pressione sulle strade e, al contempo, rafforzerà la competitività della navigazione interna», ha dichiarato il ministro dei trasporti Patrick Schnieder, prima delle dimissioni presentate la scorsa settimana. Possono presentare domanda aziende, comuni e altri soggetti economici con sede in Germania.
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