La Germania rilancia gli incentivi per l’acquisto di auto elettriche. Dopo averli sospesi per un anno per i problemi al bilancio federale, il governo guidato dal cancelliere Merz, ha approvato un nuovo stanziamento per oltre 3 miliardi di euro. Gli incentivi verranno assegnati in base al reddito in una forchetta compresa tra 1.500 e 6.000 euro. Il governo ha calcolato che dovrebbero servire per almeno 800mila auto a batteria. Anche cinesi.
Non deve essere stata una decisione facile, viste le varie anime che compongono la coalizione di governo. Soprattutto sui temi legati alla lotta al cambiamento climatico e all’elettrificazione dell’economia. E non solo dei trasporti. Tanto è vero che la presentazione del nuovo piano di incentivi era stato previsto per venerdì scorso.

Gli incentivi rivolti alle fasce di cittadini con redditi medio-bassi e aperti a vetture a idrogeno fuel cell e ibride plug-in
Ma dopo un fine settimana di nuova messa a punto dei dettagli chiave, il governo tedesco ha dato il via libera lunedì 19 al nuovo programma, presentato dal ministro dell’Ambiente. Il socialdemocratico Carsten Schneider ha presentato il programma dei sussidi rivolti alle fasce di cittadini con redditi medio-bassi e aperti anche alle vetture a idrogeno Fuel Cell e alla ibride Plug-in che emettono fino a 50 g di CO₂ per km. Oppure che garantiscono un’autonomia WLTP minima di 80 chilometri. Ed è bene precisarlo: non ci sono limiti all’acquisto di auto cinesi.
Molto netto l’intervento del ministro Schneider in conferenza stampa: “Con questo programma di finanziamento vogliamo fare qualcosa per l’ambiente. Ma anche per l’industria automobilistica europea e per le famiglie che non potrebbero permettersi un’auto elettrica senza supporto“.
Batterie e riciclo: la Germania accelera sulla filiera europea
Come anticipato, chi deciderà di acquistare o noleggiare un’auto elettrica beneficerà di sussidi che vanno da 1.500 a 6.000 euro. I parametri su cui calcolare l’incentivo prendono in considerazione il tipo di veicolo, il reddito e le dimensioni del nucleo familiare. Secondo il ministero dell’Ambiente, i fondi disponibili, per un totale di tre miliardi di euro provenienti dal Fondo per il Clima e la Trasformazione del governo tedesco, dovrebbero essere sufficienti per “circa 800.000 veicoli nei prossimi tre o quattro anni”.
Mancano ancora i dettagli tecnici dell’operazione che verranno rei noti nei prossimi giorni attraverso la piattaforma web dove sarà possibile presentare domanda. Ma alcune speifiche significative sono già notre. Punto primo: il nuovo Ecobonus sarà retroattivo, cioè vale anche per gli acquisti avvenuti dal primo gennaio 2026, a patto di rispettare i requisiti previsti. Punto secondo: sempre per sostenere la diffusione di auto elettriche, il governo tedesco ha deciso di prorogare le esenzioni fiscali delle BEV fino al 31 dicembre 2035. Una decisione che peserà sulle casse federali minori entrate per 600 milioni di euro fino al 2029.
Come si vede non sono poche le differenze con il provvedimento italiano: molto più fondi, in modo che il provvedimento non si esaurisca in poche ore, retroattivo e soprattutto senza criteri “geografici”.
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Salve, io rimango sempre piu’ sorpreso di come non si riesca a fare un’ incentivo unico europeo piuttosto che lasciato alle singole nazioni anche perche’ ci sarebbe una programmazione meglio delineata circa la produzione di auto interessate da parte delle case costruttrici e soprattutto da parte dei potenziali acquirenti se ben programmati.
L’ altro dato che noto leggendo i commenti e’ il fatto del debito pubblico ecc ecc, il governo tedesco sembra di capire che metta sul piatto 3 miliardi di euro per 3/4 anni di incentivi quindi meno di un miliardo l’ anno, quello invece che ha messo sul piatto, anche se in modo molto strampalata, l’ Italia e’ stato fino ad ora mezzo miliardo per l’ anno scorso e di oltre 900 milioni se non ricordo male nel 2024.
Considerando che in Germania si vendono annualmente quasi il doppio delle auto che si immatricolano in Italia i soldi messi a disposizione non e’ che siano molto differenti in proporzione.
La differenza e’ il come incentivare e purtroppo noi italiani non siamo campioni in questo.
I 900 milioni che lei non ricorda bene andarono per tre quarti ad auto termiche. Alle elettriche meno di 200 milioni sia nel 2023, sia nel 2024
Buonasera sig.r Degli Esposti, e’ vero quanto ha scritto, il mio intervento precedente era per far capire che comunque anche l’ Italia mette una discreta somma per l’ incentivo, speo che in futuro lo dia solamente per l’ elettrico che allarghi la platea.
Sottoscriviamo in pieno. Aggiungerei che gli incentivi dovrebbero avere una durata almeno triennale
Il provvedimento ha perfettamente senso visto che il gruppo vw lancia le nuove id.polo id.cross e la skoda e la raval. Questo significa sostenere l industria nazionale ( che noi abbiamo perso grazie ad imprenditori come el kan)
Gli incentivi all’italiana sono sempre stati una riffa, molto per pochi.. Chissà se impareremo mai, ma non ho molte speranze.
Come al solito su queste cose i tedeschi sono avanti anni luce. Non incentivi tipo Superenalotto Ammiocuggino che facciamo noi ma un programma per vendere le auto nei prossimi 3/4 anni!
Se noi facessimo come loro un programma simile (in debito) ci manderebbero la Troika nel giro di un mese 😅. Come diceva Sordi col marchese del Grillo, per i tedeschi vale il detto: io so io e voi non siete un ……
Valgono anche i numeri, signor Gobbo: il debito pubblico tedesco è il 63% del prodotto intero lordo, quello italiano il 136%, cioè più del doppio.
Infatti io dicevo proprio quello…. loro possono farlo noi e moltj altri paesi anche no con buona pace deglj obiettivj di decarbolizzazione europei.
I tedeschi non accettano 100 miliardi di evasione fiscale all’anno. Per loro le tasse non sono un “pizzo di stato” come l’ha definita la nostra Giorgia. Quindi si, loro sono loro e noi siamo degli imbecilli.
Occhio che non è tutto oro quello che luccica, anche loro hanno j loro scheletri negli armadi ed ora ha cknnla crisi che hanno in casa hanno fatto una curva a 180 gradi spendendo in armi e infrastrutture dimenticandosi immediatamente dei “compiti a casa” che davan da fare aglj altri.
Anche se ci mettesse molto meno denaro, il ns attuale governo ha comunque ripetutamente dimostrato, emanando regole assurde, di riuscire a buttarne al cesso una buona quota!
Diciamo che fanno credere a noi polli che ne “buttano al cesso” una buona parte.
Tipo i fondi COVID finiti non al cesso, ma nella borsa di un ministro.