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Germania e Cina: ecco dove si fanno le EV

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Catena di montaggio della Polestar 2: design svedese, ma proprietà e produzione cinesi.
Charxcontrol

Germania e Cina: le auto elettriche che acquistiamo in Europa arrivano soprattutto da questi due colossi industriali. L’Italia? Un produttore marginale. 

Germania e Cina
Ultimi ritocchi alla produzione della Volkswagen ID.5 a Zwickau, Germania..

Germania e Cina in testa, scavalcata la Francia

Non basta la 500, prodotta a Mirafiori con ottimi risultati sul mercato continentale, a salvare l’onore del Bel Paese. I giochi si fanno sul triangolo Germania-Francia-Cina, con il paese asiatico in continua progressione, già in grado di conquistare il 2° posto nel 2021 ai danni di Parigi. Per ora grazie soprattutto modelli di marche occidentali fabbricati in Cina. Ma con l’arrivo delle marche cinesi, sempre più aggressive, ci potrebbe essere anche il sorpasso ai danni della Germania. I conti li ha fatti Inside EVs, su un totale di 1,2 milioni di auto elettriche vendute in Europa nel 2021. In testa c’è la Germania, con il 19,7%, ma la rincorsa della Cina fa sentire il fiato sul collo ai colossi tedeschi. Che, detto per inciso, sono i primi a utilizzare le fabbriche del grande Paese asiatico come piattaforma produttiva. La Cina già lo scorso anno è arrivata al 14,7%, ma bisogna considerare che nel 2019 era appena allo 0,5%.

Germania e Cina
L’Italia, con solo la Fiat 500e, è un produttore marginale.

E l’Italia? Un produttore marginale

Chi va indietro è la Francia, all’11,4%, pagando anche il forte rallentamento delle vendite della Renault Zoe. Mentre la Germania è al 19,7%. Al quarto posto c’è la Corea del Sud, grazie ai buoni risultati di Hyundai e Kia, con il 9,84%. Seguono la Repubblica Ceca, grazie alla Skoda, al 5,9%, gli Stati Uniti con il 5,32% e la Spagna con il 4,94%. L’Italia è ancora più indietro, in posizione marginale. Il nostro governo, sempre ispirato alla pilatesca “neutralità tecnologica“, dovrebbe riflettere su questa classifica. Se davvero il futuro è elettrico, come tutti (tranne noi) credono in Europa, il nostro sistema industriale rischia di perdere un treno cruciale per l’occupazione. Anche perché Germania e Francia, sotto la pressione dei rispettivi governi, attuano politiche finalizzate a riportare in patria produzioni finite in Paese a più basso costo del lavoro. I nostri ministri, invece, si voltano dall’altra parte, sperando che sia una moda passeggera…

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5 COMMENTI

  1. Intanto Giorgetti fa il furbo: “Ricordiamoci anche di idrogeno e biofuel”. Anche un’auto a idrogeno funziona con un motore elettrico. Tuttavia, è necessaria una quantità di elettricità da 3 a 4 volte superiore a quella di un’auto elettrica, perché l’efficienza è così misera.

  2. Scusate ma non capisco di cosa parlate. L’Italia non nè più un produttore di automobili (almeno non di massa), quindi le decisioni sulla localizzazione della produzione viene presa al di fuori dei suoi confini (e da ben prima di Stellantis, visto che FCA era società di diritto olandese). Quindi il treno l’abbiamo perso da parecchio, a meno di non volerci umiliare a fare delle condizioni particolari ai produttori stranieri, sui quali non possiamo fare proessioni particolari.

    • A Pomigliano d’Arco si produce Fiat Panda (che è di massa)
      A Melfi si produce Fiat 500X, Jeep Renegade e Compass.
      A Cassino si produce Alfa Romeo Giulia e Stelvio
      A Mirafiori si produce l’unica elettrica, Fiat 500E

      Sì, il treno lo abbiamo perso da parecchio, sostanzialmente è rimasta la Panda, le altre hanno volumi risibili.

      Il punto è che perderemo anche questo e ci rimarrà solo la produzione di “nicchia” delle Supercar (Ferrari, Maserati, Lamborghini, Pagani, Dallara) e se proprio vogliamo mettercele (non certo supercar…), anche delle DR.

    • È una questione di mentalità.
      In Italia si osteggia i cambiamenti pensando che portino disoccupazione.
      Così facendo ci si perde spesso la possibilità di diventare leader.
      E i posti comunque si perdono, senza riguadagnarne nelle nuove tecnologie.
      Pensiamo all’oggi senza guardare al domani!!!

      • No. La questione è che non decidiamo più noi, perchè come già spiegato, la proprietà è al di fuori dell’Italia. Tutto qua.

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