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La storia di Garda Solar che conquista gli inglesi con i Go Go

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La storia di due ragazzi, Alessio e Alberto, che hanno saputo unire la passione per la mobilità elettrica con il saper fare artigianale e le conoscenze ingegneristiche. La coppia ha fatto nascere Garda Solar, azienda che produce i GOGO: piccole barche elettriche che hanno conquistato anche gli inglesi. 

Correvano i primi anni 2000 quando Alessio Zanolli  e Alberto Pozzo partono carichi di energia per partecipare al The Frisian Solar Boat Challenge, la gara sportiva per barche solari che da Leeuwarden, capitale della Frisia in Olanda, corre tra canali, fiumi e laghi della terra dei tulipani. Tanto entusiasmo, tanti sacrifici ma restano subito a piedi, anzi a mollo, e il traguardo lo scrutano con i binocoli. La barca si è rotta. I due tornano a casa, paradossalmente più carichi che alla partenza. Hanno una nuova sfida in cantiere: costruire una barca affidabile. Detto fatto l’artigiano (Alessio) e l’ingegnere aerospaziale (Alberto) in quattro mesi danno forma e sostanza alla loro idea. E da quella sfida sportiva persa e da quella costruttiva vinta danno vita al marchio Garda Solar. Questa volta il traguardo lo tagliano. Parlano i numeri:  l’impresa dal 2013 ha realizzato e venduto 60 barche elettriche che hanno conquistato clienti in Italia, Francia, Austria e soprattutto nel Regno Unito dove hanno trovato casa 30 GoGo Boat. Una barca da 4 a 6 posti, motore da 1000 o 2000 W, autonomia fino a 7 ore e velocità fino a 4 nodi. C’è il modello tutto elettrico (GOGO Electric), quello solare (GOGO Solar) e quello ibrido (GOGO  Hybrid) ovvero la versione solare/elettrica.

Il Pedalò a pedalata assistita

Alla coppia unita dalla mobilità sostenibile gli affari vanno bene, ma vogliono puntare in alto. Appuntamento l’8 novembre a Birmingham, alla fiera Holiday Park & Resort dove presenteranno il loro  prototipo di pedalò a pedalata assistita. Sfida di prodotto e sfida di mercato. C’è da conquistare il popolo delle spiagge e gli imprenditori degli stabilimenti balneari: “i pedalò in circolazione hanno una vita media di 10/15 anni, sono scomodi e non facili da manovrare. Il nostro è comodo da usare e con un design accattivante – spiegano l’artigiano e l’ingegnere -. Rispetto ai GoGo sono più facili da gestire, grazie ad un peso minore,  in spiaggia. Le batterie sono estraibili per facilitare la ricarica”.

 

Barche per il loisir

Chiaro l’uso ludico dei pedalò e dei  GOGO. I clienti sono infatti parchi acquatici ed operatori turistici di fiumi e laghi, per esempio quelli di Molveno. L’ investimento non è  impegnativo: “il nostro modello base costa meno di 10mila euro per arrivare, a seconda del parco batterie scelto, ai 12 mila. Si riesce ad ammortare facilmente la spesa come confermano le richieste, dopo il primo ordine, dei clienti già acquisiti a cui offriamo anche l’assistenza”. Il GoGo va. “Oltre l’aspetto tecnologico abbiamo puntato sul design grazie alla collaborazione con Davide Tagliapietra, un nome di peso della vela internazionale, che ha tirato fuori dal cilindro il concept”. Idee e progetti con chiaro risvolto imprenditoriale: “Nel 2009 abbiamo vinto il premio D2T a Trento, riconoscimento dedicato dedicato alle start up che ci ha portato 50mila euro.Un trampolino di lancio che ci ha permesso di presentarci al Salone Nautico di Genova, al Sun di Rimini e farci conoscere”. Obiettivo centrato.