Il furto dei cavi delle colonnine di ricarica continua a rappresentare un problema concreto per gli operatori; nemmeno CableGuard, il sistema sviluppato per Kempower con guaina rinforzata e tracciabilità “DNA”, sembra essere riuscito a fermare i ladri.
Alcune immagini pubblicate sui social mostrano infatti due cavi di una colonnina Kempower tagliati nonostante la presenza del sistema CableGuard. Le immagini evidenziano bene come i responsabili siano riusciti ad attraversare la protezione e a raggiungere i conduttori interni.
L’episodio tuttavia non dimostra necessariamente un fallimento della tecnologia: CableGuard non è stato progettato come una barriera inviolabile, ma come uno strumento per aumentare il tempo necessario al furto, rendere l’operazione più rischiosa e lasciare tracce utili alle indagini.

Contromisure insufficienti?
Il problema, come noto, nasce soprattutto dal rame contenuto nei cavi delle stazioni di ricarica rapida, il cui valore può attirare i ladri. Il danno per l’operatore, però, è decisamente superiore al valore del materiale recuperato: oltre alla sostituzione dei cavi, l’attacco può rendere indisponibile una colonnina e interrompere il servizio.
Per questo nel 2025 Kempower aveva validato CableGuard, una soluzione sviluppata dalla società britannica Formula Space. Il sistema utilizza una guaina particolarmente resistente con l’obiettivo di rendere più difficile e più lenta la recisione del cavo.
La caratteristica più particolare è il sistema di tracciabilità forense. Quando il cavo viene tagliato, un liquido sotto pressione può depositarsi sugli abiti, sugli strumenti o sul veicolo utilizzato dai responsabili. Il marcatore, invisibile a occhio nudo, può essere identificato con una lampada UV e associato a uno specifico punto di installazione.
La tecnologia, tuttavia, non sembra aver eliminato il problema.
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In Francia oltre 400 denunce nel 2026
Il fenomeno sta assumendo dimensioni significative anche in Francia. Secondo dati citati da Charge France, dall’inizio del 2026 sarebbero state presentate oltre 400 denunce per furti o danneggiamenti ai danni di infrastrutture di ricarica.
Gli operatori stanno quindi sperimentando un approccio sempre più articolato: oltre alle protezioni anti-taglio, entrano in gioco videosorveglianza, sistemi di allarme e tecnologie di tracciamento.
Per l’ecosistema della mobilità elettrica il problema non è marginale. Una colonnina fuori servizio significa infatti ridurre temporaneamente la disponibilità della rete e, soprattutto sulle infrastrutture ad alta potenza, può tradursi in costi di ripristino elevati e in una minore affidabilità percepita della rete.
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Già dai commenti a questo articolo sono state proposte valide tecniche per evitare i furti. A parte le folgorazioni… 😉. Però a volte mi vengono dei dubbi: perché i fornitori non hanno pensato a questa eventualità e perché anche in un secondo tempo non hanno applicato tecniche efficaci? Mi sembra che ci sia qualcosa che non quadra…
considerando il costo di riparazione delle HPC forse conviene adottare un drone TAZER che individua, insegue e folgora lui gli aspiranti ladri…. in Ucraina son già esperti…. chiederei a loro….
Mentre nelle stazioni di servizio con HUB ricarica qualche robot che fornisce assistenza h24 ai più inesperti potrebbe aiutare pure ad inserire il connettore all’auto … poi però si “ruberanno” pure il robot se non sa difendersi 😂
a proposito di difendersi dai ladri di rame… c’è anche chi non sporge denuncia o segnala i casi sospetti….
https://www.ansa.it/toscana/notizie/2026/08/21/furti-di-rame-appello-cc-firenze-denunciate-se-no-ladri-restano-impuniti_a65e290f-a4ba-4136-bcbf-0ee352d0852f.html
Fare una colonnina blindata con il cavo avvolgibile all’interno .
Un cartello bello grande di avviso…cavi sempre in tensione…poi se non al primo ma al secondo che si abbrustolisce i peli…forse smettono!!
Cavo a scomparsa, Videosorveglianza con lettura delle immagini e chiamata diretta alle forze dell’ordine, allarme sonoro e lampeggiante che scatta alla pressione anomala del cavo.
Una piccola scarica elettrica e passa la voglia di avvicinarsi a questi delinquenti.
Dovrebbero fare un sistema a scomparsa, tu arrivi attivi la colonnina con l’app o con la carta, si apre una porta e prendi il cavo di ricarica.
Così il cavo è chiuso dentro
Esatto, magari inserito in una bobina con un blocco elettromeccanico per non farlo uscire, sbloccando il tutto con la tessera o carta di credito