Maggio si conferma un mese difficile per i veicoli commerciali leggeri elettrici che perdono 1,9 punti e scendono al 3,5% di quota. Lontani dal 5,4% registrato nello stesso mese del 2025, pur mostrando un recupero rispetto al 2,9% di aprile. A chiederne il rilancio è l’Unrae, che nel diffondere i dati sottolinea la necessità di stimolare la domanda. Come? Rendendo finalmente operativi gli incentivi promessi dal Ministero delle Imprese, introducendo un credito d’imposta al 50% per gli investimenti privati nelle ricariche fast oltre 70 kW. Infine intervenendo sugli “elevati costi delle ricariche”.
Calano le immatricolazioni elettriche
Dopo tre mesi di sostanziale stabilità, a maggio il mercato torna in territorio negativo, come già accaduto a gennaio. Le immatricolazioni si fermano a 15.345 unità, in calo del 7,1% rispetto alle 16.521 dello stesso mese del 2025, che a sua volta aveva registrato una flessione del 10,8%. Nei primi cinque mesi del 2026 il settore segna una diminuzione del 2,4%, con 77.665 unità immatricolate contro le 79.572 dello stesso periodo del 2025.

A sostenere il mercato è soprattutto il noleggio a breve termine, che a maggio quasi raddoppia i volumi e conferma una crescita molto forte; senza questo contributo, il comparto avrebbe registrato un calo dell’11,8%. In questo contesto non sfugge alla crisi anche il segmento elettrico. Come scrivono da Unrae: «Perdono terreno i veicoli elettrici, che cedono 1,9 punti e scendono a una quota del 3,5% rispetto al 5,4% di maggio 2025, pur mostrando un lieve recupero rispetto al 2,9% del mese precedente».
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Che fare per mezzi green ed elettrici? Quattro proposte di Unrae
Per frenare il calo e sostenere il processo di decarbonizzazione da Unrae si fanno quattro proposte, nel dettaglio le soluzioni:
Ufficializzazione degli incentivi: L’associazione chiede che venga presto ufficializzato lo schema di incentivi annunciato dal Ministero delle Imprese e che la misura prenda avvio immediato. Fare presto. Anche per contrastare l'”effetto attesa” che sta portando i potenziali acquirenti a rimandare gli acquisti, penalizzando i risultati di mercato.
Sviluppo delle infrastrutture di ricarica: Unrae sottolinea la necessità di sviluppare una rete di infrastrutture di ricarica specifica per i veicoli commerciali leggeri, seguendo l’esempio di quanto previsto per i veicoli pesanti.
Sostegno agli investimenti privati: Viene richiesto l’introduzione di un credito d’imposta al 50% per gli investimenti privati in stazioni di ricarica fast (oltre i 70 kW) per il triennio 2026-2028.
Intervento sui costi dell’energia: L’associazione auspica un intervento mirato a ridurre gli “elevati costi delle ricariche elettriche”.
Infine viene evidenziato come l’incertezza sulla revisione del Regolamento europeo sui target di emissione di CO2 (attesa per l’inizio del 2027) stia pesando sullo scenario di mercato
Il presidente Pietrantonio: gli incentivi non bastano, servono i fattori abilitanti
Con il presidente Roberto Pietrantonio, l’associazione sottolinea che per accompagnare la transizione del trasporto merci, «come più volte ribadito dall’Unrae, non bastano gli incentivi». Servono«altri fattori abilitanti. In questa direzione la necessità di sviluppare infrastrutture di ricarica dedicate anche ai veicoli commerciali leggeri, sul modello di quanto già previsto per i mezzi pesanti».

Ma non è finita qui e il presidente chiede «di introdurre un credito d’imposta al 50% per gli investimenti privati nelle ricariche fast oltre 70 kW nel triennio 2026-2028». A questo si aggiunge «la richiesta di un intervento sugli elevati costi delle ricariche, che continuano a rappresentare un ostacolo alla diffusione dell’elettrico nel comparto».

Per quanto riguarda le stazioni di ricarica, il settore ha perso il treno del Pnrr: le ingenti risorse sono state destinate quasi esclusivamente alle colonnine per auto – poi in larga parte non spese, tanto che quasi 600 milioni sono stati dirottati sugli incentivi all’acquisto dei veicoli. Senza prevedere infrastrutture dedicate ai veicoli commerciali. La potenza delle colonnine fast può anche essere adeguata, ma resta il problema degli stalli, spesso progettati senza considerare le dimensioni dei mezzi più grandi.


