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Frenata delle elettriche nelle vendite in Europa

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Le vendite di Tesla soffrono anche sul mercato tedesco, il più importante d'Europa.
Charxcontrol

Frenata delle elettriche nelle vendite in Europa: a maggio calo del 10,8%, con la quota sulle immatricolazioni totali scesa dal 15,2% del 2023 al 13,9%.

frenata delle elettriche
Reinhard Zirpel, n.1 dell’associazione tedesca Case auto

Frenata delle elettriche: crollo in Germania, Italia sempre giù

In particolare sono stati due grandi mercati come Germania e Italia a frenare le vendite complessive di auto a batterie. Sulla piazza tedesca si è assistito ad un vero e proprio crollo, -30,6%, legato in gran parte alla cancellazione degli incentivi. E anche al netto calo di vendite di Tesla. Mentre da noi l’arretramento è stato del 18,3%, qui per un mercato bloccato in attesa degli incentivi, poi scattati il 3 giugnobruciati in un amen. Ora si tratta di capire che cosa farà il governo italiano, mentre in Germania i costruttori sono tornati all’attacco del governo. Secondo Reinhard Zirpel, presidente dell’associazione tedesca delle Case auto, “il crollo di maggio delle immatricolazioni dei veicoli completamente elettrici è massiccio. E sono ora necessari piani politici e contromisure per ripristinare la fiducia dei consumatori sulla mobilità elettrica”.

Frenata delle elettriche
Così il settimanale tedesco Der Spiegel ha simboleggiato il crollo di vendite di auto elettriche in Germania: -30,6% in maggio..

Il flop delle EV frena tutto il mercato: “Servono interventi”

Le considerazioni di Zirpel, spiega Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, valgono anche per l’Italia. Nella graduatoria  della diffusione di auto elettriche non siamo all’ultimo posto nell’Europa Occidentale, ma poco ci manca. La quota delle auto a batterie è stata pari al 3,6%, contro il 4,1% dello stesso mese del 2023 e contro il 13,9% dell’intera Europa Occidentale. Il tonfo delle elettriche ha pesato anche sulle vendite complessive di auto in Europa Occidentale (UE+EFTA+UK). Le immatricolazioni sono state 1.092.901, in calo del 2,6% su maggio 2023 . Il bilancio dei primi 5 mesi dell’anno resta comunque positivo: le auto vendute nel Vecchio Continente  sono state 5.569.024 con una crescita del 4,6% rispetto al 2023.

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92 COMMENTI

  1. qualcuno ha già comprato la nissan ariya che compare ogni 3 secondi?
    a quanto corrisponde lo sconto dopo aver visto la pubblicità 200 volte?
    grazie

    non sapevo che le onlus (vaielettrico) abbisognassero di soldi..

    • Dove ha letto che Vaielettrico è una onlus? E parli di ciò che conosce: evidentemente l’editoria on line non rientra tra queste

  2. Non mi sorprendente che non capisca il mio commento ne’ tantomeno che faccia qualsiasi sforzo…se fosse x me non darei incentivi a chicchessia…ne vedremmo delle belle…a cominciare dalla benzina. ..Se avesse seguito le discussioni saprebbe che sono uno di quelli fermamente contrario a mettere imposizioni. Gli italiani facciano come credono ( o quello che possono) e la maggioranza degli italiani l’auto può caricarla a casa o davanti casa. Temo sia lei che ha bisogno di un disegnino…vero: Crozza non va in onda e avrei il tempo x farlo ma perché sprecarlo, il tempo,lei,non lo guarderebbe ne’ tantomeno ascolterebbe le mie argomentazioni

    • Il commento è indirizzato, per correttezza e x chi non l’avesse capito, al Dottor Elvio Cipriani

  3. io ho bisogno di muovermi
    non di una auto mia
    se si vendono poche auto benissimo, ci saranno strade meno intasate, l’8 agosto inizia la decrescita felice, avere tutto senza possedere, vivere meglio consumando meno, io sono favorevolissimo

    • se confronto quello che ho risparmiato io acquistando e rivendendo le mie auto anziché noleggiandole ci esce il costo di una casa …

      • anche io ho fatto i conti
        se avessi evitato di acquistare automobili affidandomi alla sola mobilità pubblica con i soldi risparmiati mi sarei fatto almeno un paio di ville

        in Germania uno studio del TUV

        Almost 70 percent of Germans say that the climate crisis means a “fundamental rethink is needed in the area of mobility,” …. One third of car owners in the survey said they could imagine giving up their car for an alternative solution (40% in big cities).

        https://www.cleanenergywire.org/news/two-thirds-germans-want-mobility-transition-one-third-willing-give-car-survey

        l’idea di non possedere una auto è ancora limitata dal fatto che non è imposta dalle autorità la guida autonoma , quando sarà imposta prevedo un decollo della diffusione di questa idea

        ancora pochi anni

        • /// se avessi evitato di acquistare automobili affidandomi alla sola mobilità pubblica con i soldi risparmiati mi sarei fatto almeno un paio di ville ///

          E adesso saresti su un frecciarossa senza aria condizionata … Mia moglie ha preso un intercity per Torino qualche giorno fa ha detto che la puzze in quel vagone era talmente forte che le è venuta la nausea 2 volte …

          /// One third of car owners in the survey said they could imagine giving up their car for an alternative solution (40% in big cities) ///

          In Germania le soluzioni alternative esistono … queste sono quelle risposte date per fare gli ecologisti davanti al giornalista, poi quando gli presenti la soluzione alternativa tutti a storcere il naso … in città ci si può andare con gli scooter elettrici, peccato che non se ne vendono, stai a vedere che la soluzione alternativa all’auto che tutti hanno in mente si chiama … auto!

          • A sentire chi ci sta lavorando – sempre lui – la soluzione si chiama taxi (senza taxista, ma che costa molto meno, al chilometro, rispetto all’auto privata).
            Ma il personaggio che ci sta lavorando non ci dice che lo stesso principio lo si può applicare anche agli autobus, anche se con minori benefici economici.

          • che la guida autonoma riguardi ogni singolo mezzo che si muove su terra aria o acqua è ovvio, anche i due ruote

            gli esempi già esistenti di mazzi autonomi sono tanti, il punto cruciale della guida autonoma specialmente elettrica è la enorme riduzione dei mezzi circolanti che consentirà anche a causa degli sconvolgimenti sociali che imporrà

            personalmente non vedo l’ora

          • mah, io le poltrone dei frecciarossa le ho consumate, problemi rarissimi, sicuramente meno di tagliandi o danneggiamenti o incidenti o furti che ti lasciano a piedi, senza contare che con gli abbonamenti all’epoca mia possibili la spesa annua era inferiore sicuramente alla somma di ammortamento ed assicurazione di una auto, cioè con quelle spese annue obbligate per un’auto senza aver percorso un solo metro io giravo tutto l’anno sprofondato spesso addormentato in poltrone comodissime raggiungendo le mie destinazioni nella metà del tempo

      • lo sono
        la guida autonoma non è comunque solo Elon Musk, gli attori con investimen ti di miliardi sono tanti
        non penserà spero che questa gente che ha investito miliardi sulla guida autonoma lo abbia fatto perché tiene alla salute dei propri clienti e vuole ridurre i propri incassi per riparazioni sostituzioni e ricambi

        • Gli investimenti in guida autonoma sono vertiginosamente calati negli ultimi 2 anni. Proprio perché chi investe cerca un ritorno che sembra essere ancora lontano.

          Ma aspettiamo e vediamo

          • wayve ha appena preso un miliardo ed in Cina neanche a parlarne
            https://www.startmag.it/smartcity/auto-a-guida-autonoma-ripresa-investimenti/

            gli investimenti per la guida autonoma sono aumentati, d’altronde la prospettiva è almeno decuplicare il guadagno per ogni singola vettura prodotta, forse si vedono meno perché sono una buona parte di quelli fatti nell’intelligenza artificiale, qualcuno per la guida autonoma si arrende perché capisce che ormai il suo ritardo è incolmabile, tutti investono nell’intelligenza artificiale cifre enormi con progressi tecnologici fantascientifici e potenza computazionale impiegata che raddoppia ogni 6 mesi

            in corso progressi pazzeschi nella elaborazione delle immagini (fondamentale per la guida autonoma) tipo questo
            https://www.techtimes.com/articles/305663/20240613/china-introduces-photonic-chip-capable-processing-hundred-billion-pixels-6-nanoseconds.htm

            comunque ormai la strada è segnata, abbandonata l’impossibile soluzione predeterminata si è passati all’AI inferenziale, è solo questione di dati e potenza computazionale, entrambi in decollo in particolar modo per tesla, l’apprendimento dell’auto è in enorme e rapidissima accelerazione, anche se non si raggiungerà la perfezione assoluta (con centinaia di milioni di auto autonome in giro potrà capitare un caso ogni dieci anni in cui l’auto non sa cosa fare) sarà difficile per un governo normale (quindi escluso il nostro) proibire la guada autonoma se i dati riportano una sicurezza nettamente superiore alla guida umana

            comunque ormai manca un mese e mezzo alla presentazione tesla, valutazioni e previsioni sono state fatte, l’acquisto di una auto privata è un investimento pluriennale e secondo me prima si deve considerare l’imminente guida autonoma, in pratica attualmente data la situazione guida autonoma in cui tutto il mondo giudica tesla l’avanguardia l’unica auto considerabile per un acquisto quindi per un investimento pluriennale è una tesla perché mal che vada (ti proibiscono la guida umana, se sarà possibile quanto ti costerà aggiornare una citroen e-c3 ?) potrai destinarla al servizio di mobilità tesla incassando denaro

            https://www.ark-invest.com/articles/valuation-models/arks-tesla-price-target-2029

            https://github.com/ARKInvest/ARK-Invest-Tesla-Valuation-Model

            https://www.investopedia.com/terms/m/montecarlosimulation.asp

    • Da molto tempo si lamentano di basse vendite di auto, ma se ti guardi attorno ne sono piene le starde i parcheggi, le vie…..
      Tra un po’ le parcheggiamo sugli alberi se non continuano a tagliarne…
      Mai visto strade sgombre….

  4. Il coraggio delle scelte caro Enzo! Si può spendere meno in armamenti ( non ho scritto di non spenderne! ) meno nel sovvenzionare certi settori come voler fare un ponte x andare dove ci sono problemi drammatici che , guarda un po’ hanno a che fare con i cambiamenti climatici …ovviamente , a proposito della siccità, anche oggi, tale F. Dragoni punta il dito contro l’auto elettrica. Esattamente quello che si può fare x se stessi, la propria abitazione e come camminare. A me pare che tu, scusami se lo scrivo ma è quello che penso, preferisca stare coi piedi in più scarpe…

    • Io credo che se dopo tutti questi anni siamo ancora a incentivare l’elettrico a fronte della iper tassazione sulla benzina (perché senza le accise la benzina costerebbe un terzo, stracciando la “””convenienza””” dell’elettrico, cosa che il gpl in parte già fa) c’è qualcosa che non va, non ricordo che il famoso iPhone, usato sempre come esempio, abbia avuto bisogno di incentivi statali. Se io fossi lo Stato e dovessi fare qualcosa per spingere l’auto elettrica lo farei investendo in infrastrutture, non dando soldi che finiscono ai costruttori che rivendono qui in Europa al triplo del prezzo di costo.

      • Se non ci fossero le tasse sui carburanti in questo momento avremmo già esaurito le riserve di petrolio, saremmo già nel pieno della crisi climatica e avremmo una bilancia commerciale in deficit e un debito pubblico messo ancora peggio. Insomma saremmo già in default.
        Ottimo invece il suggerimento di investire in infrastrutture, ma devo registrare che questo governo si è adoperato per fare esattamente il contrario, e con un discreto successo direi.

      • ehm..senza accise e iva hai che la benzina costa al km 2,3 volte l’elettricità:

        > litro benzina 0,9 euro
        > kwh 0,13 euro (0,09 + disp. + disp )

        kwh conviene persino se lasci iva e accise su kwh, e le togli su benzina:

        > litro benzina 0,9 euro
        > kwh 0,23 euro (0,30 – oneri contatore)

        Enzo è il contrario, in italia stanno superprezzando il kwh alle colonnine per rallentare artificialmente l’elettrico, che altrimenti conviene

        • Gli 0.86 della benzina comprendo tutti i costi, anche quelli logistici, dispacciamento, etc (ovvero il costo delle petroliere e delle autobotti sulle strade, inclusi i costi del benzinaio). Quindi non puoi rimuovere costo contatore e dispacciamento dall’ energia elettrica. Ma soprattutto non puoi pretendere che le colonnine pubbliche siano lì a fare beneficenza: se nei costi della benzina è incluso il costo al distributore di benzina, tu perché vuoi non considerare i costi di enelx e becharge? Da entrambi i costi devi levare solo le accise e le tasse. Levando solo e unicamente le accise, il costo al kWh alla colonnina è vicinissimo al costo al litro, solo che i km percorsi con 1 litro si benzina sono circa il triplo. Certo ricaricando a casa si risparmia … Ovvero senza le accise non ci sarebbe proprio partita …

          • 0,86 benzina senza Accise e IVA
            0,24 kwh senza Accise e IVA
            0,15 kwh senza Accise IVA, senza spese fisse contatore
            (ma con spese dispacciamento, dispesioni, etc)

            0,86 x 1 = 0,86
            0,24 x 3 = 0,72
            0,15 x 3 = 0,45

          • PS: metà di accise e iva sulla benzina, torano alla filera petrolifera come sussidi

            in pratica il costo del litro di benzina senza tasse, non è 0,86 euro, ma togliendo i sussidi è circa circa 1,35 euro;

            questa differenza in pratica paga i costi di gestione del distributure, le cisterne, etc, è l’equivalente dei costi delle colonnine ( o del contatore di casa)

          • Continui a ignorare il prezzo praticato alle colonnine, ovvero il guadagno non comprimibile di chi offre il servizio di ricarica e continui a vedere solo il prezzo della ricarica domestica, disponibile non certo per tutti … e vabbè, pace, ne prendiamo tutti atto …

            Per quanto riguarda i famosi sussidi alle fonti fossili … che continuerebbero ad aumentare … li hai mai visti? Sai in cosa consistono? Quasi sempre in minori accise ma … c’è il trucco!

            Esempio: è considerato un sussidio alle fonti fossili il fatto che il diesel non paghi le accise alte tanto quanto la benzina. Ovvero si dà per scontato che sia la norma che la benzina abbia l’accisa più elevata d’Europa mentre sarebbe uno “sconto” il fatto che sul diesel sia più bassa. E lo stesso vale per il gpl che, ti fornisco un rumor, rischia di vedere un aumento delle sue accise da parte di questo governo (o quantomeno c’è chi preme per questo). Oppure i sussidi alle trivellazioni intese come basse royalties e le esenzioni dal pagamento di aliquote allo Stato, i finanziamenti pubblici a progetti internazionali, le esenzioni e le riduzioni per l’utilizzo di combustibili fossili in diversi settori (sotto forma di detrazione e/o riduzione di accise e sconti) e gli extracosti per le isole minori. Ma ci arrivi da solo: in realtà questi “sconti su tasse e accise” servono proprio … per massimizzare le entrate dello stato. Se infatti lo stato decidesse di aumentare le accise sulla benzina o sul diesel anziché guadagnare … ci perderebbe! Perché meno persone guiderebbero l’auto o comprerebbero auto gpl e il gettito diminuirebbe. Oppure se lo stato imponesse per le isole le stesse tasse per la terraferma questo manderebbe in dissesto i conti di quelle regioni. O se tassasse al massimo le estrazioni di petrolio dall’Italia le compagnie petrolifere preferirebbero trivellare altrove.

            Questi non sono veri sussidi. Anziché mettere le accise a 1000 sui prodotti petroliferi ci sono “scontistiche” che si applicano in certi settori ma ESCLUSIVAMENTE per far cassa di più. Un po’ come certi prodotti sottocosto (che poi sottocosto non sono davvero) nei volantini dei supermercati non servono per fare beneficienza ma per aumentare i guadagni perché parte di un meccanismo che fa guadagnare di più: l’eliminazione di questi sussidi, ovvero l’applicazione delle accise piene, produrrebbe un dissesto nei conti.

            E lo stesso accadrebbe se domani mattina tutti acquistassimo un’auto elettrica: l’assenza di entrate dovute alle accise produrrebbe un collasso, costringendo lo stato ad applicare subito le accise sul prezzo dell’elettricità o sul bollo auto.

      • Concordo sulle infrastrutture e, se è x me , lascerei fare al mercato…purtroppo credo non ci si renda conto delle necessità del pianeta… faccio notate che ci sono persone che sono ancora ospiti in convento e o da amici…e altro che lascia l’amaro in bocca…non posso dimenticare quella domenica pomeriggio che sono andato a Conselice( RA) e quella distesa di “ cose proprie” accatastate lungo le strade. Già dimenticata la Romagna? A chi tocca la prossima volta?

  5. Parlavo con una persona più benestante di me che criticava un modello di suv (a benzina) che invece secondo me ha un buon rapporto prezzo/prestazioni. Si lamentava che non aveva l’apertura elettronica nel portellone dietro. Un altro mio amico, fresco acquirente di una Audi A5 usata, si lamenta continuamente del fatto che la sua auto non ha la chiusura elettrica degli specchietti.

    Per me sono tutte cretinaggini, optional di poco conto, ma c’è un’attenzione ossessiva alla “comodità”, al minor sforzo possibile. Per quanti la ricarica dell’auto elettrica coincide con il concetto “zero sbattimenti”? Forse per chi la usa solo come citycar e può ricaricare a casa, avendo una seconda auto per gli spostamenti e non avendo alcuna difficoltà a pagare 10000 euro di più all’atto dell’acquisto dell’auto.

    Di tutti i freni che impediscono alle persone di avvicinarsi al mondo dell’auto elettriche (con ben 3 possessori su 10 che secondo un recente studio fatto su scala planetaria sono pentiti di aver acquistato l’auto elettrica) il principale è legato al meccanismo di ricarica. E per chi è in fissa con il volere meno sbattimenti possibili (sono in tanti, credetemi) l’attuale infrastruttura di ricarica non funziona. Per questo la soluzione, che convintamente auspico, sono ricariche rapide come quelle a benzina e come come quelle a benzina: nei distributori (quindi zero problemi, zero incognite, zero difficoltà a trovarli, zero app) con colonnine ad almeno 400 kW. Tra qualche anno saranno molti i modelli capaci di sfruttare queste potenze di ricariche e il problema si risolve.

    • Non ho capito perché una cosa escluderrebbe l’altra.
      Chi compra la Ioniq 5 se la carica a 350KW, pagando il dovuto. Io mi carico a casa col FV la mia MG4 è pago in bolletta il dovuto.

      Non comprendo la contrapposizione.

      • perché al momento non ci sono colonnine a 400 kW nelle aree di servizio tranne rarissime eccezioni. Non è una contrapposizione, oggi di fatto chi non può ricaricare a casa o a lavoro deve affidarsi alle colonnine ac presenti in città (pochissime le dc, ancora meno nei distributori) con tutti i disagi di malfunzionamenti, posti occupati o inaccessibili, etc.

    • MaI Nessuno è pentito di acquistare un bene che continua da 100 anni a distruggere il nostro pianeta per estrarre e trasportare il suo carburante, a inquinare l’aria, facendo diventare l’aria pericolosa per la salute?
      Io sono più pentito forse di questo che non di metterci 3 ore in più in un viaggio di 8/9….

      • Mettiamola così: tu (tu generico, non tu Fede77) sei pentito di riscaldarti con il metano che bruci appestando il pianeta e sei disposto a fare i lavori per tutta casa per metterti la pompa di calore?

        Uguale per l’auto.

        • sì, assolutamente sì,
          ho visto, ho capito meglio,
          ci sono le tecnologie
          quindi
          sì, sono pentito di riscaldarmi bruciando fossili, e mi sto organizzando.

        • io l’ho fatto… e con grande soddisfazione … (oltre al notevole risparmio che mi sta ammortizzando il costo )

          • Scusa una curiosità quando dici notevole risparmio cisa intendi? Io ho fatto 2 conti ipotizzando di nettare una pompa di calore avrei un risparmio di circa il 30% (ho caloriferi a ghisa e l’impianto non è certo predisposto per una pompa di calore) siccome io di riscaldamento invernale spendo attualmente sui 900- 1000 euro significherebbe un risparmio di 300 euro all’anno e anche ipotizzando un 60% dj detrazione su una pompa da 10 -12000 euro significa comunque 10 12 anni per arrivare a pareggio … come investimento non mi pare proprio eccezionale.

          • Antonio il problema è che ognuno ha un caso specifico da valutare: la struttura di casa (e le abitudini di temperatura interna), la zona di abitazione (latitudine e altitudine)…insomma, ci sono 1000 variabili da considerare. Anche io ho casa del ’63 senza “cappotto” ma negli anni ho sempre fatto interventi migliorativi, es. stanze a N-O coibentate internamente (5cm complessivi), messo nuovi infissi “a gas” molto performanti sia estate che inverno.
            Come te ho impianto metano e radiatori in ghisa…ma anni fa ho completamente sostituito il circuito acqua (potendo passare dal seminterrato..per non “sbranare” casa, riducendo a <1/3 l' acqua ed i tempi di riscaldamento, caldaia condensazione…che tengo regolata su temperatura minima e costante…per evitare start_stop che altrimenti non fanno lavorare "in condensazione",
            In realtà la gran parte del riscaldamento lo ottengo con 3 split PdC inverter, mantenuti accesi tutto il giorno gratis con F.V. (messo 5 anni fa ..Senza che all' epoca avessi consumi elettrici sufficienti! una felice pazzia che sta ripagando): ogni inverno risparmio solo di GNL 1000euro (rispetto alle quotazioni di anni fa) . Per i bagni uso lampade riscaldanti a infrarossi… quando necessario Massimo effetto in 30"…e anche a finestra aperta e bagno sempre asciutto pure dopo vaporose docce.
            ..e mi asciugo pure i capelli ..minimizzando il phon.
            Questi ultimi 2 anni ho aggiunto la BEV…ma per le mie esigenze (1000km/mese) l' aggravio di consumi kW notturno (WB 6kW) non ha comportato grandi aggravi ..visto che le bollette sono limitate a 80€ IVA e RAI compresa.. prima spendevo 80€/mese solo di gasolio 😁.

            Tornando a tuo calcolo su Caldaia a Pompa di Calore.. mi venne sconsigliata per zona climatica e difficoltà di adeguarsi a frequenti variazioni di temperatura in zona .. un mio vicino c'è l' ha…ha dovuto prima "rinforzare il fotovoltaico" (per i consumi elettrici) e deve accederla 7-10gg in anticipo (altrimenti casa fredda) e quando calda .. se salgono temperature esterne..si adegua male (però ha riscaldamento "a parete"; quelle coi radiatori… consumano di più. In ottica di cambiamento climatico.. brevi fasi freddo intenso e lunghe di poco freddo, estati calde afose…ti consiglio la mia soluzione..
            Ovviamente…senti più di 1 specialista 😉

          • @antonio Gobbo dovrebbe anche calcolare l’inflazione (stimata), il probabile aumento del costo delle emissioni con gas (difficile da stimare ma che potrebbe essere molto importante nei prossimi 10 anni), possibile diminuzione del costo dell’energia elettrica (anche se rallentato, l’aumento di penetrazioni di rinnovabili dovrebbe portare a una diminuzione dei prezzi).
            Sull’altro piatto della bilancia c’è di non fare nulla: il vantaggio è che non bisogna sbattersi né fare alcun investimento, lo svantaggio è che si resta in balia del mercato fossile, una vera scommessa visti i sempre più frequenti venti di guerra e le problematiche legati al climate change.
            Ognuno poi tragga le proprie conclusioni, a me onestamente non pare granché saggio restare attaccati alle importazioni di fossili e alla prima occasione (incentivo o buone offerte da parte degli operatori) procederei con lo switch senza stare a pensarci troppo su.

          • Leonardo, se tutti avessero la sfera di cristallo saremmo tutti a Bora bora e non qui a scrivere.
            Quelli di Enel viste le bollette avute credo non credano molto ora sulla convenienza elettrica, mi immagino se avessero avuto una pompa di calore cosa gli sarebbe costato, mentre il gas è tornato a livelli ragionevoli rispetto ai prezzi folli di 2 anni fa, siamo in Italia e tutto può succedere sia che ci siano guerre sia che cj sia la pace mondiale e il belpaese sia diseminato di campi eolici …basta guardare a cosa è successo sui prezzi delle colonnine fast negli ultimi tempi per farsene un’dea 🙂

          • @antonio gobbo nessuna sfera di cristallo, basta non confondere i trend di breve periodo con quelli di lungo periodo.

    • Il bagagliaio elettrico optional di poco conto???? Ma che auto possiedi?
      Io ho una grandland full optional e posso dirti che quando non la guido mi manca ogni singolo optional, altro che “poco conto”. Persino gli specchietti che si abbassano quando metti la retromarcia sei lo hai provato tornare indietro è difficile. Se non lo hai provato…beh allora capisco perche non gli dai importanza.

      • Come volevasi dimostrare.
        Un conto sono gli optional importanti, altro conto i vizi e le comodità, su questo bisogna dare ragione a Enzo.

      • Mi stai dando ragione, una volta provata la “comodità” non volete tornare indietro. Se trovate irrinunciabili queste fesserie, come pensate di potervi adattare alla ricarica alla colonnina?

        Quando ho chiesto al mio amico facoltoso (più alto e più grosso di me) qual era la difficoltà per lui a sollevare (che poi non è sollevare, è accompagnare) l’apertura del portellone posteriore con la mano mi ha fatto uno sguardo a metà tra “effettivamente sembro un pappamolla …” e “tu non puoi capire perché sei povero …”. Se uno si schifa a toccare con le mani il portellone dietro, figuriamoci ogni volta che deve srotolare/riavvolgere un cavo di ricarica tutto lercio perché rimasto per terra sulla strada bagnata e sporca (evitando di sporcarsi pantaloni e giacca/camicia), poi gli tocca pulirsi le mani alla meglio (e qui scatta la domanda per chi guida elettrico: usate delle salviettine deumidificate dopo aver riposto il cavo?) e rimettersi alla guida.

        E magari quella elettrica l’ha pagata pure 50000 euro e sta lì ad aggeggiare coi cavi. Pensa alla differenza di ricarica presso una stazione di rifornimento ad alta potenza con pensilina e connettore sempre pulito già collegato alla colonnina, connettore che è anche più pulito di una pistola di rifornimento carburante, lo colleghi, entri in macchina, 5/8 minuti, stacchi e riparti. Non ti bagni, non devi riavvolgere i cavi, il lusso e puoi anche prendere in giro quelli che ricaricano l’auto a benzina porgendogli una salviettina per pulirsi le mani e dicendo “tenga pure, a me non serve …”.

        • -Quando ho chiesto al mio amico facoltoso (più alto e più grosso di me) qual era la difficoltà per lui a sollevare (che poi non è sollevare, è accompagnare) l’apertura del portellone posteriore con la mano…Se uno si schifa a toccare con le mani il portellone dietro…-

          Tu digli che può accompagnare solo. ☝️

  6. Non capisco; ammetto di essere sempre più confuso. Fino a ieri veniva rinfacciato agli automobilisti italiani di non essere abbastanza green e di acquistare poche auto elettriche ed ora siamo (O eravamo secondo l’articolo) tra i grandi mercati per le BEV… Più volte ho letto in questo sito che in Italia nessuno vuole produrre auto elettriche sempre perché non siamo abbastanza “bravi” come ad esempio i francesi e poi leggo che Stellantis assemblerà le Leapmotor in Polonia dove la quota BEV non mi sembra migliore di quella italiana. Ma come stanno allora le cose?

    • Temo che tu abbia male interpretato la frase “…due grandi mercati come Germania e Italia…”: penso che la redazione intendesse indicare che Germania e Italia sono grandi mercati per le auto in generale, non specificamente per le BEV.

    • Il mercato italiano negli ultimi decenni è stato “polarizzato” dalla situazione economica; nei reparti consegne delle conc. ove ho lavorato (->15 marchi ) eran sempre presenti il 50% di utilitarie a basso costo e un 50% di vetture seg. D/E dai costi notevolmente superiori (ho anche partecipato al lancio delle prime plug-in, che non costavano affatto poco.. ma venivano scelte da molte persone con le condizioni idonee d’uso… segno che chi si informa, fa calcoli e confronti le ha trovate convenienti nel proprio contesto d’uso).

      Adesso veniamo da un prolungato effetto combinato tra aumento costi da inflazione ( dovuti a caro-energia + scarsità componenti e materiali) ed elevati tassi di finanziamento, che nel settore auto (2° bene più caro dopo la casa per le famiglie, e quindi oggetto di acquisti a rate), che ha portato in molti paesi europei un calo del PIL e depressione dei redditi netti (tra cui pure la Germania.. non solo Italia, che son “legate” da rapporti di reciproca fornitura).

      Trovo normale che l’eliminazione/non erogazione degli incentivi auto + costi elevati dei finanziamenti abbiano frenato le vendite, in particolare delle vetture che richiedono situazioni specifiche per aver vantaggi d’uso; in Germania il particolare funzionamento del mercato energetico ha portato ad oscillazioni dei costi energetici (https://www.vaielettrico.it/la-germania-colpa-nostra-se-il-prezzo-del-gas/) che ha avuto rilevanti effetti anche sul nostro mercato.

      Se venissero disaccoppiate le quotazioni energetiche in base alle fonti (F.E.R. svincolate dalle produzioni a gas/nucleare/carbone) si vedrebbero effetti ben diversi: tutti gli operatori di ricarica vantano “fonti green” (con PUN tendente a quotazioni sotto i 0.08/0.10€) ma rivendono a prezzi PUNx10 su HPC>50kW, sostanzialmente parificando i costi a benzina/gasolio per chi rifornisce solo alle colonnine pubbliche, mentre i “fortunati” con posto auto con WB vantano facilmente costi 3€/100km anche da noi… se non addirittura gratis per molti mesi l’anno grazie a impianti F.V. domestici.

      In Italia l’adozione di BEV non è stata affatto favorita (inizialmente non prodotte se non la sola 500e di Mirafiori.. piuttosto cara rispetto all’uso ed ai concorrenti con utilitarie “a base cinese” tipo Dacia Spring / dR1 etc); la frenata dell’adozione di F.E.R. nazionali (con legislazioni persino “retroattive” per frenare le installazioni richieste da tempo) non aiuta ad avere costi energetici migliori, visto che dobbiamo importar tutto da altri paesi (piano Mattei + gas U.S.A. via nave).

      Tuttavia la “fiammata” di vendite BEV c’è stata per l’accumulo per mesi degli ordini con la speranza di beneficiare degli incentivi annunciati 8 mesi prima … certi clienti han potuto concludere l’ordine anche in assenza del beneficio (magari perché sapevano di rientrar ugualmente nel costo/beneficio; con la mia precedente ICE avrei speso in 5 anni ben 1885€ di bollo, pagato costosi tagliandi e cambi pneumatici est/inv .. oltre ai rifornimenti piuttosto cari in questo periodo).

      Produzioni di BEV in Italia son previste in tutti gli stabilimenti Stellantis (unico costruttore presente .. fonte infinita di ricatti sull’occupazione) ma si tratta di vetture di alta gamma seg. D/E + Supercar poco appetibili per l’italiano medio (in senso finanziario) con prevedibili listini elevati che consentiranno margini pur in presenza di costi produttivi (energetici, trasporti, “cuneo fiscale”…) più elevati rispetto a quelli spagnoli / portoghesi / polacchi, cui saranno affidate le produzioni di auto di segmenti inferiori (A/B/C … New Y, Junior , Grande Panda etc ). Per quanto riguarda la Polonia … mi ricordo gli operai di Tychy già si lamentavano – giustamente !! – perché producevano la Panda la Y e la 500 sulla stessa piattaforma ma la 500 per loro era inaccessibile al prezzo proposto (pure in Italia erano scalate mi pare 12/14k – 14/16 e 16/20 secondo versioni.. vado a “memoria”, con la 500 quindi poco raggiungibile anche per i nostri giovani & anziani meno benestanti).

      Mi auguro comunque che non si parli più di “incentivi” con queste formulazioni sin qui proposte (tornando a normali trattative in concorrenza tra case, comprese quelle cinesi ); tutt’al più potrebbero favorire il cambio auto agli utenti “fiscalmente” deboli con un incentivo erogato direttamente a rimborso della spesa sostenuta al netto degli sconti (un “cash back statale” in base all’ISEE) per evitare le follie del 110% (che ha fatto impennare i costi dei materiali, servizi tanto “paga Pantalone”).

      • Ma l’Italia non fa testo e per la Germania non puoi uscirtene circoscrivendo il fenomeno alle oscillazioni del costo della corrente, è riduttivo. E lì in Germania gli incentivi sono finiti da quel dì …

        • Se hai letto tutto (magari l’ho scritto male ..a volte faccio 2 cose assieme) ho citato il rallentamento economico… tutt’ ora in corso… Le vendite son calate.. in particolare le BEV (ed i problemi ad equilibrare costi energia influiscono ..specie in un paese che, per quanto dotato di FV domestico e industriale non è proprio favorito per molti mesi.. e più che facilmente si spostano su ICE e full Hybrid ).
          Comunque… Ho fatto ipotesi sui pochi dati che ho letto..

          Tu che ipotesi proponi?

          • Il rallentamento economico non giustifica la perdita di quota delle bev … ovvero lo spostamento delle preferenze verso altri tipi di alimentazione. La mia ipotesi è che la ricarica rimane il maggior ostacolo al passaggio all’auto elettrica e si sta passando da un mondo di utopia a uno di realismo, con 3 utenti su 10 che fanno retromarcia e hanno deciso di tornare al termico (e questi fanno il passaparola). Con questo meccanismo di ricarica l’elettrico oggi è attrattivo solo per una nicchia del mercato (nerd e persone che possono ricaricare agevolmente a casa e possono permettersi di pagare l’auto di più), nicchia che è già passato all’elettrico. Ora c’è da convertire il “corpaccione”, la “pancia” e il prodotto non è adatto a loro. E’ un po’ come i primi PC: fintanto che ci girava sopra il dos era una cosa per nerd, quando uscì Windows e migliorarono i programmi divenne una cosa per tutti. Oggi l’infrastruttura di ricarica per come è organizzata è un ostacolo che porta le persone a rimanere con ciò con cui ha familiarità e con cui si trova già molto bene. Il passaggio è dunque rallentato da questo ostacolo e tanti costruttori stanno facendo retromarcia.

          • In una fase di crisi ovviamente le scelte delle persone si ri-orientano verso scelte meno impegnative sia sul piano finanziario che di contesto d’uso: scegli auto che ti costano meno per prezzo, rifornimento, manutenzione; se variano molto queste condizioni a favore di un tipo o di un altro ci sono bruschi spostamenti nelle scelte di acquisto.
            Anni fa FIAT deve fece una politica di incentivazione sulle Panda a Metano…tutti (giovani, casalinghie e operai, anziani pensionati) comprarono queste vetture perché spinte dall’ idea che si rifornivano con 10€ (di metano.. all’ epoca a 0.8mq o meno.. molto presenti distributori GNL nella zona), senza essere minimamente informati sui successivi costi manutenzione e revisione dell’ impianto.
            Avevo clienti con BMW che a certi tagliandi spendevano meno con una serie 5 a gasolio.
            I costi variabili di rifornimento BEV influiscono molto più del differenziale di acquisto a parer mio (visto che 5 anni di bollo in meno, tagliandi di costo più che dimezzato e altri vantaggi locali possono compensare rapidamente il divario).
            I tedeschi poi sono grandi utilizzatori delle auto per loro ferie sul Mediterraneo: da fine aprile ad ora sulla costa puoi contare 1 o 2 auto su 10 con targa tedesca…anche BEV… però si “scontrano” con la fantozziana realtà delle nostre colonnine: poche, a bassa potenza, molte guaste… troppe occupate abusivamente.. Secondo me anche questo pesa sulle loro (e nostre) scelte.
            (NB in ultimo trimestre primavera ci sono sempre cali di vendite: i tedeschi vanno in ferie fino a fine giugno…noi italiani paghiamo diverse tasse..e dobbiamo programmare le nostre vacanze… tutte cose che rallentano .. in generale una ripresa su luglio…poi nuovo calo su settembre ottobre.. per rialzare sul finire dell’ anno).
            Infine…il calo di vendite in particolare BEV me lo spiego anche sulle tempistiche di presentazione e disponibilità effettiva di tante nuove vetture BEV arrivate negli ultimi mesi, con caratteristiche migliori (e non di poco) rispetto al prezzo..
            La battaglia nei prossimi mesi si farà più interessante su seg. B/C

            Avessi dovuto cambiare auto ora .. probabilmente avrei aspettato di vedere dal vivo molti modelli di nuova generazione.
            Un’ auto non è una camicia… prima di acquistare ci penso su bene, confronto.. e se posso… aspetto ciò che mi convince di più.

          • Sul fatto che bollo e tagliando incidano molto e pareggio il delta cisto iniziale no mi trova affatto d’accordo, qui stiamo parlando di persone che comprano panda, y, dacia ecc e fanno 10 -12000 km all’anno, i tagliandi in futuro li fanno solo nei primi 2 anni di garanzia poi vanno dal meccanico sotto casa e cambiano olio e filtri (130 euro) ogni 2 anni, il bollo costa 130 euro (qui in Lommbardi 110 con l’addebito in conto) per cui il risparmio di una BEV è molto imitata e si annulla totalmente se non puoi ricaricare a casa (a prescindere dalla scomodità della ricarica)

          • Antonio.. ovviamente i casi sono tanti… Ma al momento SE si parla di auto BEV ci si riferisce purtroppo ancora a segmenti superiori.. C D E..ove le elettriche sono compatibili con gli usi e convenienti per risparmio sui costi.. Chi compra BEV attualmente tende a sostituire SUV, berline e SW di oltre 1600cc, con costi di bollo e manutenzione ordinaria annuale abbastanza costosi, spesso eseguiti in officine autorizzate, pertanto i risparmi sono più elevati passando all’ elettrico anche se costretti a ricaricare alle colonnine pubbliche o SUC Tesla (usando però App e forme di abbonamento per sfruttare gli sconti… disponibili più per sconosciuti operatori terzi che per chi usa le tariffe dei due dominatori di mercato).
            Faccio esempio personale per spiegare i miei costi: venduto SUV gasolio 170cv preso BEV 220cv… 5a x 377€=1885€ solo bollo in 5 anni… Tagliandi su BEV (fatto in conc. pur potendo fare da solo) -200€ rispetto alla precedente. Consumi gasolio medi 14-17km/LT confrontati con max 3€x100km a pari uso invernale.

            Ovviamente per la fascia prezzo cui ti riferisci (auto economiche e seg. A,B) le basse potenze pagano poco bollo; chi le compra va dall’ “amico meccanico” facendo il minimo necessario, usando ricambi “di concorrenza”.
            La tua zona di rifornimento poi è connotata da elevati costi di abitazione (rispetto ad altre regioni e città più piccole) e di ricovero auto, quindi gran parte delle persone non hanno posto auto privato..
            Coloro che hanno a disposizione garage sono ovviamente più disponibili a passare al full-electric .

            Chi ha Panda, Y o Dacia & simili dovrà (invece che remare contro…che si tira la zappa sui piedi alla lunga) “tifare” per tutti gli apripista …che fanno in modo che arrivino modelli competitivi anche nelle fasce basse del prezzo…con un ecosistema di ricarica diffuso, economico ed affidabile.
            È così per qualsiasi tecnologia… Se guardo al costo dei PC negli anni ’80 e degli smartphone nei più recenti anni ’90 abbiamo avuto una bella “galoppata” nelle prestazioni pur con consistenti abbattimenti dei prezzi (grazie anche allo spostamento di molte fasi produttive in Asia.. ricordiamocelo quando qualcuno chiede dazi! ).
            Avverrà anche per le auto (non si resta ancorati agli idrocarburi ancora a lungo.. è come parlare di auto a carbonella)…ma occorre investire in strutture adeguate ad alimentare fabbriche in cui fare lavorare italiani con stipendi adeguati e serenità di futuro.

          • E’ una falsa pista quello del costo delle BEV perché NON spiega perché le plugin CRESCONO di quota in Germania mentre le bev CROLLANO. Costano uguale. Il prezzo della benzina in Germania è alto, come in Italia, e la corrente costa un po’ meno. Se le plugin crescono e le bev crollano l’unica risposta sensata e razionale che si può trovare è nel meccanismo della ricarica. E comunque sono andato a spulciare sui siti tedeschi e ho scoperto che anche lì parlano dell’infrastruttura di ricarica come di un problema …

          • Infatti ho cercato di comunicare il fatto che se molti tedeschi usano viaggiare in auto per ferie nel Mediterraneo… devono poter rifornire facilmente e a prezzi decenti: in Francia e Spagna possono riuscirci… Se vengono spesso in Italia trovano costi elevati e troppe colonnine indisponibili (tra guaste e abusivamente occupate)…lo vedo ogni w.e che trascorro sulla costa… Gli stranieri con BEV son veramente tanti, specie gli olandesi… un po’ meno i tedeschi… tanti con vecchie carrette .. segno che la situazione economica non è eccezionale…occupano più i campeggi che gli hotel.
            Le plug-in se le scelgono significa che a casa possono ricaricare a tariffa bassa…ed i viaggi lunghi pagano a benzina (spero che a beneficiare della richiesta di plug-in oltre a Mercedes ci siano anche le italiane d’Italia…. AR Tonale da Pomigliano e Jeep Compass e Renegade da Melfi… così anche i nostri stabilimenti avranno futuro…in attesa delle fantomatiche full Electric.

            Comunque Enzo…anche in Germania il vento politico ha spirato in altra direzione…diminuendo i Grüne ed i piani di VW stanno ripiegando verso auto ICE .. nonostante il supporto in JV con case cinesi.. per me un errore fatale spingere ancora per mantenere lo status quo.

            Purtroppo il perdurare di conflitti (armati e commerciali) rallenterà parecchio gli investimenti necessari in automotive per restare al passo coi cinesi.
            A conflitti fermati…se riparte la crescita economica ci sarà una tale richiesta di energia che vedremo nuove impennate nelle quotazioni di petrolio e gas… E ci sarà da avere paura a guidar auto poco efficienti.

  7. “Ora si tratta di capire che cosa farà il governo italiano, mentre in Germania i costruttori sono tornati all’attacco del governo.”
    …ANCORA?!?!
    Ricominciamo con un altro piagnisteo per la concessione di ALTRI incentivi?!?!
    Ma possibile che non vi rendiate conto che il mercato (rionale) delle BEV sta in piedi solo se si inietta “droga” nel circuito?!?!

    • Ma lei sa quanti settori dell’economia ricevono sussidi? Ma non parliamo dei 200 milioni degli incentivi alle auto elettriche, qui si parla di decine di miliardi.
      Agricoltura circa 8 miliardi, Edilizia 13 miliardi (non includo il superbonus), Combustibili fossili 42 miliardi, Evasori fiscali (stima) 100 miliardi.
      Faccia il conto e vede che le auto elettriche prendono lo zerovirgola dei sussidi.

      • Vi sfugge quello che sta accadendo in Europa in queste ore …

        https://www.corriere.it/economia/finanza/24_giugno_19/le-pagelle-ue-procedura-d-infrazione-per-l-italia-per-deficit-eccessivo-serve-correzione-da-10-12-miliardi-3e0c0646-b077-42a7-b259-8bd2a2185xlk.shtml

        Le pagelle Ue: procedura d’infrazione per l’Italia per deficit eccessivo, serve correzione da 10-12 miliardi

        E voi siete qui a chiedere di fare altro deficit? Che coraggio …

        • se ho capito, ci sono 170 milioni di fondi 2023 accantonati,
          e altri 170 milioni del bonus 2024 che ICE e PHEV non stanno smaltendo, il contatore sul sito incentivi scende molto lento

          di questi 340, girarne almeno altri 100 a smussare il click-day del 3 giugno non sembrerebbe cosi azzardato; però Ursus al solito vuole tenere tutti nell’incertezza paralizzante sino al 30 dicembre, con altro click day al 31 dicembre, impedendo nel frattempo ai concessionari di iniziare a abbassare/scontare i listini, allora forse meglio niente

          per il rersto, si, in autummo arriva una prima resa dei conti sull’operato del governo, ho letto che si parla di manovra sino a 28 miliardi.. classico risultato quando si eleggono quelli che urlavano “meno tasse”, ma hanno riprorogato il superbonus da fine 2022 sino a poco fa, e si parla di altri 100 miliardi volatilizzati, dopo i primi 60 degli anni prima

        • @enzo
          va bene il bar
          ma una frase del genere manco al bar!
          gli incentivi non sono regali ma investimenti che generano un effetto volano,
          solo una idea di economia da brava massaia anni 50 si rifiuterebbe di fare investimenti!

          ma dove vivi?

          poi: certo, sappiamo tutti che in Italia gli incentivi sono come le scarpe regalate da Achille Lauro
          ma allora che facciamo?
          invece di pretendere incentivi da Paese serio
          gettiamo via bambino e acqua sporca?
          sarebbe (è…) un atteggiamento veramente da sfigati e da servi!

          diamine, non serve un dottorato in storia delle Economia per capire questo, né scomodare Smith o Keynes

          • Scusa effettovolano per chi? In Italia non si produce manco una delle BEV vendute, al limite si crea maggiore diseguaglianza, si favoriscono quelli che acquistano elettrico (ovvero quelli che, dati i costi di ricarica alle colonnine, possono ricaricare a casa o sul posto di lavoro magari gratuitamente grazie al fotovoltaico, sfavorendo chi non puo farlo) molto meglio se proprio si voleva favorire la mobilità elettrico dare questi soldi per installare nuove colonnine magari obbligando a farlo con prezzi calibrati, questo si che servirebbe non regalare soldi a chi già potrebbe passare di suo all’elettrico.

        • “E voi siete qui a chiedere di fare altro deficit? Che coraggio …” e “l’eliminazione di questi sussidi, ovvero l’applicazione delle accise piene, produrrebbe un dissesto nei conti.”, come conciliare queste due frasi?
          Senz’altro con la risposta “Non sono la stessa cosa”: ci spieghi la differenza? Anche Mario son convinto sia interessato a capire perchè l’intepretazione dello stesso meccanismo sia diversa a seconda del partito (non politico, di idea) si appartenga.

          • 1. ogni auto elettrica che un italiano acquista l’Italia ci perde. Niente bollo (per 5 anni), niente parcheggi (non ovunque), niente accise, senza considerare i costi per incentivare l’acquisto. Vero che qualcosa ritorna sotto forma di “minor spesa per la salute” ma tutto ritorna sotto quella voce lì, anche ad esempio aumentare gli investimenti per la prevenzione medica (mentre oggi si va nella direzione opposta, con meno soldi proprio in quel settore)

            2. portare le accise sui carburanti al massimo porterebbe ad un minor gettito per le casse dello stato. Quando lo stato si inventò qualche mese fa quella formuletta provvisoria per cui, a fronte di una impennata del costo della benzina lo stato accettava di ridurre momentaneamente le accise, non lo fece, come molti pensarono, per aiutare la popolazione ma per aiutare se stesso. Con l’impennata nel costo dei carburanti avrebbe guadagnato MENO perché si sarebbero verificati più eventi nefasti simultaneamente:
            – meno persone avrebbero preso l’auto
            – più persone si sarebbero orientati su soluzione per risparmiare carburante (gpl, metano, elettrico o guida più attenta)
            – aumento nel costo dei trasporti con sicuri impatti sull’inflazione
            Quindi apparentemente lo stato guadagnava di più ma di fatto avrebbe guadagnato meno. E’ lo stesso principio per cui davanti a un debito mostruoso lo stato non può mettere nuove tasse o aumentare troppo quelle esistenti: perché uccide l’economia e fa peggio. L’esempio classico è il superbollo che ha causato un MINOR introito per lo stato perché chi aveva auto potenti se ne è liberato e questo ha inciso anche sulle entrate del bollo, inoltre consumando meno benzina ha ridotto anche i guadagni sul fronte accise

            L’economia è un sistema delicato, pensare di intervenire con le bombe è una stupidaggine, tu tocchi lì e provochi disastri da altre parti, aumenti le tasse sui ricchi e quelli prendono la residenza nei Paesi Bassi, aumenti le tasse sull’industria e quelle mettono la sede fiscale in Olanda, aumenti le tasse sui professionisti e scateni una corsa al nero e un’impennata nei bitcoin.

    • È veramente un piacere leggerla…in estate Crozza non c’è ma, fortunatamente, c’è chi mi ricorda uno dei suoi personaggi!! Continui… l’estate è appena cominciata! P.S. È nei rioni che si trovano le cose più belle!!

    • Direi che di rionale c’è solo il tuo commento. Se si abbassano i prezzi delle elettriche, le BEV si diffondono capillarmente (anche in virtù del fatto che la tecnologia migliora e di conseguenza l’autonomia e l’affidabilità). Scommettiamo? Ma possibile che VOI non vi rendiate conto?

    • È evidente che solo lei non ha capito che gli incentivi fanno guadagnare SOLO i produttori di auto, e per come sono fatti ora, non danno poi un vero risparmio agli acquirenti. Poi, visto il Suo livore contro le BEV, mi dice quale BEV l’ml’hai morsicata o investita per coltivare tutto questo rancore? Oppure questo serve per giustificare qualche bonifico mensile da parte di Big Oil?

  8. fermare la costruzione delle endotermiche e delle sigarette , non ci vuole molto ,lo si fa per il bene dell’umanita’ , ma riusciremo mai a capirlo ?

    • Il messaggio arrivato dalle elezioni penso non le sia arrivato chiaramente…

      Le persone NON VOGLIONO essere costrette a passare alle BEV.

      Piantiamola con questa sciocchezza che le auto 100% salveranno il mondo; due curiosità…
      1) L’India ha aumentato del 7,3% rispetto allo stesso periodo del 2023 la produzione di energia elettrica con il CARBONE (alla faccia del green deal…)
      2) il Jet privato della cantante americana Taylor Swift nel 2023 ha coperto in volo una distanza di 178mila miglia, emettendo 1200 tonnellate di CO2, pari alla quantità che in media 83 americani emettono nell’arco di una intera vita.

      E stiamo qui a pensare di costringere gli europei a bandire motori euro7? Dai su…

      • Anche io credo che il vento sia cambiato, il segnale è chiaro. In Francia con le elezioni anticipate il rischio di avere Le Pen premier è altissimo, in Germania AdF (AdF eh … non Meloni o Salvini ma AdF …) sfondano in Baviera e Assia. In Italia Meloni vede il suo consenso crescere e il centro destra riconfermato nelle urne. E’ verissimo che la destra in UE non ha i voti per comandare ma lo spostamento del consenso ha riflessi locali/nazionali che non si possono ignorare (Francia docet).

        Il segnale dell’elettorato è stato chiaro: siamo stanchi e stremati, non ce la facciamo più, non osate chiederci ulteriori sacrifici, trovate il modo di risolvere i problemi ambientali senza romperci le scatole. Perché il green deal di fatto è una manovra lacrime e sangue che impatta sulle abitudini, la vita e il portafogli dell’utente (quanto costa efficientare le case?). E’ il motivo per cui per la prima volta in vita mia non sono andato a votare perché non ho approvato il programma elettorale delle forze in cui pur mi riconosco per altre battaglie.

        La prima a capitolare è stata l’Italia, con la Meloni premier. Tra un mese potrebbe toccare alla Francia e poi alla Germania. Ovviamente non lo auspico ma occorre dare subito un segnale per tranquillizzare l’elettorato che, a queste condizioni, si rifiuta di andare a votare.

        • Enzo, è vero che in Francia la le pen ha preso più voti, ma non dimenticare che c’è stato un forte astensionismo. Ovvero in molti hanno fatto come te.
          Questo non vuol dire che la maggioranza degli europei approvi le politiche di dx.
          Infatti il fatto che per le europee si voti con il proporzionale e non il maggioritario ha permesso ancora una volta che la dx non potesse acquisire il controllo delle istituzione UE.
          Quello che penso è che anche in Italia se ci fosse stato il sistema maggioritario l’attuale governo non avrebbe potuto governare. Sicuramente avremo avuto un governo meno stabile ma non di dx.
          Sul green deal c’è da dire che è un qualcosa che ha preso forma sul finire degli anni ‘90 del secolo scorso e più volte bloccato. Alla fine è stato necessario adottare queste politiche ed avendolo fatto in ritardo ci toccherà correre e sostenere più spese nel breve se si vogliono raggiungere i risultati.
          Alternativa c’è ma credo che ci costerà di più economicamente, visto che il governo non potrà pagare all’infinito i ristori gli eventuali danni dovuti al clima ed anche sociali con una maggiore mortalità.
          Se i più decideranno di seguire questa seconda strada dovranno essere pronti anche a questo e se poi ci sarà uno sconvolgimento etnico dovuto a migrazioni (che non potranno essere fermate) poi non si venga a piangere.
          La democrazia è questa. Purtroppo in Italia molti ascoltano la pancia per il breve e non hanno più voglia di rimettersi in gioco perché dovrebbero cambiare ora le proprie abitudini/spese per avere un futuro migliore.

          • Guardi , io sono abbastanza certo che ( salute permettendo , ma questo vale per chiunque a qualunque eta) che il mio future sarà almeno come il tempo attuale ( che non è male) se non un po meglio , ovviamente il mio sguardo temporale si aggira ad una ventina di anni, i 100 che prospetta lei sono troppo lontani perché io me ne possa preoccupare
            Riguardo ai sacrifici ne ho sostenuti abbastanza per arrivare alla minima tranquillità del presente , quindi non essendo geloso fatene pure quanti volete che non mi offendo
            Un solo consiglio, uno sguardo un po più ottimista dicono sia ottimo per umore e salute

          • Io, però, continuo a chiedere quali sarebbero gli orrendi sacrifici richiesti dalla transizione energetica.

          • Si legge in giro che ci sono non pochi che non potrebbero più rinunciare all’apertura, quella sì elettrica, del portellone posteriore.

          • Ivan.S, anch’io ho circa 25/30 anni davanti a me (se guardo all’età media di mio padre e nonno paterno, 40 lato materna), sono ottimista, nel senso che si facciano o no questi sacrifici (non avendo figli/nipoti) non me ne può importare un granché, ma non credo che gli anni avvenire dal 2035 in poi avranno un clima come l’attuale e questo avrà sicuramente una ricaduta sull’aspettativa di vita di tutti.
            Poi è veramente una tristezza sapere che le generazioni attuali e precedenti che hanno creato il danno non si impegnino almeno in parte per rimediare anche parzialmente.
            Mi sembra di essere all’interno della fiaba della formica e della cicala.

          • @ivan.s
            mi spiace deluderla perché riguarderà anche me
            ma ignorare le devastazioni già in atto relative al Cambiamento Climatico e non conoscere l’effetto perverso delle retroazioni positive saranno origine di un brusco e brutale risveglio.
            non tra 20 anni. dopodomani

          • @Degli Esposti , io non pretendo di riuscire a farmi comprendere e sicuramente non la biasimo se non condivide il mio pensiero
            Proverò a semplificando così
            Quando l’auto elettrica ( o a farina di ceci) non prenderà di farmi cambiare le abitudini e i tempi di viaggio e i tempi di rifornimento non mi darà nessun motivo per non acquistarla, visto che non faccio il veggente le mie ” analisi” non possono che essere basate sulla fotografia sel momento

          • Ha ragione: non comprenderò mai chi ritiene che modificare qualche piccola abitudine (con tanti vantaggi, anche) sia un sacrificio che non vale il futuro dell’umanità.

          • Io camperò ancora 30/40 anni…un lasso di tempo troppo breve affinchè i cambiamenti climatici provocati dall’uomo possano essere invertiti o anche solo arrestati.
            Se anche da domani venissero annullate totalmente le emissioni di Co2 nell’intero globo (ovviamente è un paradosso, in quanto del tutto impossibile), non credo che 50 anni sarebbero sufficienti per invertire la rotta dei mutamenti climatici attualmente in corso.
            Pertanto, il mio interesse per il futuro dell’umanità è alquanto flebile.
            Saluti e buon weekend a tutti.

          • La sua sanità e le sue pensioni sono debito pubblico pagato dalle future generazioni. Lei se ne frega del futuro? Benissimo, niente welfare e si arrangi.

        • @enzo
          santa pazienza Enzo,
          Meloni ha perso voti!
          guarda che sono dati ufficiali!
          è cresciuta in percentuale ma solo perché è aumentato l’astensionismo e perché ha rosicchiato agli alleati!

          ma manco le basi?
          manco le medie aritmetiche e le percentuali?

          e in Europa il clima è cambiato…. talmente tanto che la maggioranza è la stessa di prima, è cresciuto molto il PPE ma proprio Meloni è cresciuta di 1 o 2 seggi, niente di che!

          sono dati ufficiali!

        • @enzo
          “…non osate chiederci ulteriori sacrifici, trovate il modo di risolvere i problemi ambientali senza romperci le scatole…”

          meglio se me lo chiede un governo fatto di persone
          piuttosto che me lo imponga un clima impazzito non controllabile.

          so di cosa parlo: tetto in cascina devastato 3 volte negli ultimi 5 anni,
          0 volte nei precedenti 80, mio padre ci ha vissuto tutta la vita e lo sapeva bene.
          e quando hai il tetto rotto e lo Stato non caccia il grano e l’assicurazione paga solo la sua fettina,
          sai che fai?
          paghi paghi paghi,
          ma un bel po’ di più di quel che si sarebbe potuto spendere usando la ragione,
          o resti sotto la pioggia.

          a questo punto mi chiedo se non capisci o non vuoi capire.

      • per gli europei sarebbe (?) meglio produrre ancora motori diesel in futuro, anche se per l’epoca non li vorrà nessuno, che poter vedere dal vivo Taylor Swift ai concerti? sicuro sicuro?

        credo che i fan di Taylor Swith siano metà del pianeta, ora chiederanno di bannare i motori termici già domani

        PS: per le tourné non penso viaggi sola in aereo.. un giorno mi devi dire su quale canale (salviniano?) trovi queste perle 🙂

    • Certo Franco è allora perchè non abolire la carne e ovviamente gli allevamenti intensivi, tenere in inverno la temperatura massima di 8 – 10 gradi, disinstallare tutti i condizionatori e vietarli sulle auto, vietare di produrre energia elettrica da fonti fossili (se poi ci fossero del blackout c…. loro), vietare il trasporto su gomma ma solo su rotaia (tanto se ai supermercati mancherà fresco si andrà avanti a scatolette a lunga conservazione), ecc ecc
      È così semplice chissà perchè nessuno ci ha mai pensato 🤣

      • Nessuno ci ha mai pensato perché è molto più economico produrre elettricità da fonti rinnovabili e utilizzare quella come unica forma di energia, anzichè il petrolio. Elementare Gobbo.

  9. Per quanto sia drammatico, forse è corretto, nel senso che l’unico metodo per farcela è abbassare drasticamente i prezzi. Il veicolo elettrico dovrà costare MENO.
    Con l’incentivo, il cliente interessato, aspetta e aspetta che sia la volta buona… chi fa molti Km sa benissimo che il vantaggio dell’EV è notevole. Ma c’è una grande maggioranza di persone che per mille motivazioni (lecite e non) dubitano e bisogna riuscire a portarli a guidare una BEV, senza tira e molla, oggi c’è lo sconto, domani no, oggi il prezzo della corrente alle colonnine raddoppia, domani si dimezza, e una colonnina funziona e l’altra no, e il mio abbonamento fatto con il coupon di un sito che vende scarpe funzionasolo in roaming …..
    E aggiungo che le vetture devono essere UTILI a tutti, servono autoveicoli tuttofare, deve essere possibile mettere un gancio di traino, mettere le barre portatutto, avere dei 4×4 piccolini… insomma…. siamo solo all’inizio. Dobbiamo ricordarci che la scala temporale è di anni… e quindi siamo ottimisti dai!
    Ce la si farà.

    Bisogna anche insistere sul fattore riciclo, farlo diventare consapevole, batteria di oggi = materiale per la nuova batteria tra 20 anni (con tecniche sicuramente di maggiore efficienza… pannello solare di 20 anni fa, tra 10…15…20 diventerà un nuovo pannello con un rendimento sicuramente maggiore….)
    E insistere invece che il metano, il petrolio, li bruciamo e via, sono andati… diventano un rifiuto speciale da assorbire (Co2..Nox………..)

  10. Bene, bene, siamo nella cosiddetta “fossa della disillusione”.
    Tutto normale e come “da programma”.
    La prossima fase è la “salita dell’illuminazione” seguita dall’ultima fase, l'”altopiano della produttività”.

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