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Frankie, la Mini Minor riconvertita da un vecchio motore elettrico

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La Mini Minor Frankie, convertita in elettrico da Sono Elettrica, è un  tributo a Frankestein: il motore è composto da vecchi pezzi recuperati. Ora è pronta per varcare la Manica e partecipare al raduno mondiale delle Mini di Bristol.

Per il retrofit il team di SonoElettrica si è dedicato alla prima ondata di auto elettriche. Un lavoro di recupero che, oltre il risparmio, è lodevole sotto l’aspetto ambientale.

La Mini tutta riciclata farà 1954 km fino a Bristol

Il motore retrofit recuperato

Ad un’anziana signora circa 7 anni fa regalarono un’auto elettrica, ma fatti 100 chilometri l’abbandonò. Alla sua morte gli eredi si sono ritrovati con l’auto, senza sapere che farsene. Si sono fatti avanti gli uomini della start up SonoElettrica, che hanno riutilizzato il motore per Frankie: la Mini Minor, anno 1987, con il motore da economia circolare. “C’è un patrimonio di auto elettriche dismesse, noi vogliamo recuperale. Con Frankie attraverseremo l’Europa per partecipare al raduno mondiale delle Mini Minor, si tiene a Bristol a metà agosto”. Luciano Battaglini, amministratore di SonoElettrica, non vede l’ora di percorrere, partenza da piazzale Michelangelo a Firenze, i 1954 km in elettrico.

Mettere assieme 250 officine dedicate al retrofit

team meccanici SonoElettrica

Luciano con il direttore commerciale Alessandro Degl’Innocenti, l’ing. Donato e le due officine Italo Giampaoli GT Meccatronica di Lucca e  By Alex Sport  di Alessandro Sonaglia di Livorno, sono mente, corpo e cuore di SonoElettrica. L’azienda, oltre  rigenerare il patrimonio automobilistico elettrico desueto, vuole diventare protagonista del mercato retrofit nazionale. Queste le tappe: “Ci stiamo accreditando, il passo successivo è l’omologazione dei kit per diversi modelli di auto, infine la rete di circa 250 officine”. Progetto diffuso ed ambizioso che si vuole chiudere entro gennaio 2020.

Il pacchetto: retrofit più pannelli fotovoltaici

Ancora pochi mesi, ma fioccano i contatti con i meccanici. “Qui a Bologna, ad Autopromotec, in poche ore abbiamo distribuito un centinaio di biglietti da visita. Ci chiedono come poter lavorare in questo settore viste le tante richieste di persone interessate alla conversione”. Luciano Battaglini è ottimista e spiega  la mission dell’azienda: “Puntiamo alla sovranità energetica del cittadino, noi lavoriamo da tempo sulle energie rinnovabili con Rango E&M. Al cliente offriamo una soluzione completa”. In altri termini il pacchetto può includere, oltre il retrofit, anche i sistemi di produzione ed accumulo energetico.

Retrofit da 7mila euro

Luciano Battaglini con la sua e-bike retrofitata

La proposta è preceduta da una scheda/questionario dove si ricostruisce il profilo energetico del cliente, ad iniziare dai consumi dell’auto termica. Il costo del retrofit è di circa 7mila euro, più altri 5 mila per il pacco batteria. Un format è basato sull’integrazione con i pannelli, i sistemi di accumulazione e le “colonnine” di casa.

Una passione che viene da lontano

Quest’architettura è il frutto di una storica  passione: “Già nel lontano 2004 mi sono interessato alle auto elettriche. Circa 10 anni fa ho fatto un retrofit alla bici perché mi serviva una buona potenza per superare il 27% di pendenza della strada della casa in montagna”. Battaglini mostra orgoglioso la sua creatura: la porta sempre con se durante i viaggi. Arriva in auto e poi si sposta con i pedali assistiti. “Nel settembre 2015 con il primo decreto Retrofit abbiamo capito l’opportunità e ci siamo messi in moto”. I kit in preparazione vanno dal segmento A delle utilitarie, sono tantissimi i modelli, per poi arrivare a quello C. Al momento, come nel caso della Mini, si procede con l’omologazione da pezzo unico. Ma si è già sulla buona strada.

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