<>
Dal 16 luglio la Francia aprirà la terza edizione del programma di leasing sociale dedicato alle auto elettriche. L’iniziativa punta a favorire l’accesso alla mobilità a zero emissioni per i lavoratori con redditi più bassi, mettendo a disposizione fino a 50.000 contratti agevolati.
Il programma, denominato leasing social de voitures électriques, rappresenta uno dei pilastri della strategia francese per accelerare la diffusione delle auto elettriche. Dopo il successo delle precedenti edizioni – la prima del 2024 aveva esaurito i fondi in appena sei settimane – il Governo conferma l’obiettivo di rendere più accessibile la mobilità elettrica alle fasce di popolazione che dipendono dall’auto per raggiungere il luogo di lavoro.

Requisiti più accessibili per 50 mila nuovi e-drivers
Per accedere al programma è necessario avere un reddito fiscale di riferimento non superiore a 16.880 euro. I criteri sono stati leggermente allentati rispetto alla seconda edizione del 2025, quando il limite era fissato a 16.300 euro.
Possono fare domanda i lavoratori che utilizzano la propria auto privata per il tragitto casa-lavoro percorrendo oltre 10 km al giorno, oppure che percorrono più di 8.000 km l’anno per motivi professionali con il proprio veicolo.
I contratti hanno una durata di tre anni, comprendono un limite di percorrenza di 15.000 km annui e non richiedono alcun anticipo o deposito cauzionale. Il canone mensile non potrà superare 200 euro, anche se l’importo effettivo dipende dal modello scelto.
Diverse Case hanno già annunciato le proprie proposte per questa nuova tornata di incentivi. A partire da Citroën che propone la ë-C3 a partire da 94 euro al mese. Renault offrirà invece la Twingo elettrica da 130 euro e la Renault 5 elettrica da 139 euro mensili, con variazioni in base all’allestimento. Anche Peugeot aderisce al programma con E-208, E-2008 ed E-308, disponibili da 149 euro al mese.
Incentivi fino a 9.000 euro per la produzione europea
Le condizioni economiche particolarmente favorevoli sono rese possibili dal sostegno dello Stato francese. Il contributo pubblico copre infatti il 29% del prezzo di acquisto del veicolo, fino a un massimo di 6.500 euro.
L’incentivo può però salire fino a 9.000 euro se sia il veicolo sia la batteria vengono prodotti nello Spazio Economico Europeo. È inoltre previsto un ulteriore bonus di 500 euro nel caso in cui anche il motore elettrico sia realizzato nell’area EEA.
Questa impostazione punta a sostenere non solo la diffusione della mobilità elettrica, ma anche la filiera industriale europea, premiando la produzione locale.

Esclusione indiretta delle auto prodotte in Cina
Anche questo nuovo round mantiene un criterio già adottato nei precedenti bandi: non esiste un divieto esplicito nei confronti delle auto costruite in Cina, ma l’accesso agli incentivi dipende dal rispetto di una soglia massima relativa all’impronta di CO₂ dell’intero ciclo produttivo e del trasporto del veicolo.
Nella pratica, quindi, molti modelli assemblati in Cina difficilmente riescono a rispettare questo parametro e potrebbero rimanere esclusi dal programma.
- LEGGI anche: “Prima le auto elettriche o le colonnine? Dipende: nelle città del Nord, per esempio….” e guarda il VIDEO
