Francia: il ristorante per camionisti mette la ricarica nel menù

ristorante camionisti ricarica

Nel parcheggio di un ristorante per camionisti in Bretagna è stata inaugurata una stazione di ricarica elettrica dedicata ai mezzi pesanti. Quattro charger da 400 kW pensati per camion e autobus, installati dove i conducenti già si fermano per mangiare e riposare.

L’iniziativa, firmata da Kallista Energy attraverso la rete di ricarica di Yaway, racconta molto di come la transizione energetica del trasporto pesante stia passando non solo dalle grandi infrastrutture, ma anche da scelte pragmatiche e locali.

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Camion in carica nel nuovo sito di ricarica di Etrelles

Un’idea nata… per esperienza diretta

La stazione è entrata in funzione nel parcheggio del ristorante La P’tite Fringale, a Étrelles (Ille-et-Vilaine), lungo l’asse strategico tra Parigi e Brest. Il promotore dell’idea è Bertrand Vivier, gestore del locale e proprietario lui stesso di un veicolo elettrico.

Dopo aver osservato autobus elettrici ricaricarsi alle colonnine per EV già presenti sul sito, Vivier ha chiesto a Yaway di realizzare un’infrastruttura specificamente pensata per i veicoli industriali, evitando interferenze con auto e furgoni nelle ore di punta. Il risultato sono due colonnine Siemens Sicharge D400, con quattro punti di ricarica da 400 kW complessivi, protetti da blocchi in cemento e facilmente accessibili anche a mezzi articolati.

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Bertrand Vivier, il ristoratore che ha promosso l’iniziativa

Ricarica durante la pausa: premiato il fattore tempo

Il dimensionamento degli stalli (17 m. di lunghezza x 3,7 di larghezza) riflette una logica semplice: permettere ai camion di ricaricare durante la pausa obbligatoria. In Francia e nel resto d’Europa, dopo 4 ore e mezza di guida ogni autista deve fermarsi almeno 45 minuti: tempo sufficiente per recuperare circa 300 km di autonomia collegando un tir stradale a una colonnina da 400 kW.

È qui che l’elettrico diventa compatibile con la logistica reale, soprattutto per tratte regionali e per flotte che già ricaricano nei depositi o nei centri logistici. Non a caso, durante l’inaugurazione del sito, il gruppo Kertrucks ha esposto diversi camion elettrici, ricordando che oggi rappresentano appena l’1,1% del mercato francese, ma con un obiettivo del 30% entro il 2030.

Energia rinnovabile e 72 euro di risparmio ogni 1.000 km

La nuova struttura di ricarica utilizza l’energia green di Kallista Energy, produttore indipendente di rinnovabili che gestisce 43 parchi eolici e solari tra Francia, Paesi Bassi e Germania, per una potenza installata di 436 MW.

Uno degli elementi più rilevanti del progetto è la politica di prezzo. Per rendere il costo totale di proprietà (TCO) dei camion elettrici più competitivo rispetto al diesel, Yaway ha introdotto una tariffazione dedicata più accessibile: 0,435 €/kWh (0,522 € IVA inclusa) come base, con una riduzione immediata a 0,40 €/kWh per i trasportatori professionisti.

Secondo l’operatore, questo può tradursi in un risparmio fino a 72 euro ogni 1.000 km. Inoltre, per flotte disposte a impegnarsi su volumi di energia, sono previste negoziazioni personalizzate.

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La stazione utilizza la rete di colonnine da 400 kW di Yaway Recharge

Una soluzione pragmatica per i camionisti

La scelta di puntare sul sito di Étrelles non è casuale: l’area concentra già diverse piattaforme logistiche di ricarica, rendendo la stazione un tassello coerente della transizione del trasporto merci. Un progetto accolto positivamente anche dalle istituzioni locali, che vedono nella ricarica elettrica un’opportunità di sviluppo territoriale.

In generale, il caso bretone mostra come la decarbonizzazione del trasporto pesante passi anche da infrastrutture mirate, integrate nei flussi “reali” dei camionisti. Dove i corridoi logistici e i parcheggi dei ristoranti “da strada” sono ancora centrali, il modello di Étrelles potrebbe rappresentare una soluzione pragmatica, forse più efficace di grandi hub isolati.

LEGGI anche: “Camion elettrici, svolta in Cina: a dicembre sono più dei diesel” e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (1)
  1. a parte grandi gruppi che possono attrezzare autogrill appositi lungo direttrici di traffico (che in Italia troverebbero i soliti “ostacoli” tra autorizzazioni e concorrenza agli idrocarburi) mi viene in mente che almeno per gli automobilisti “elettrificati” la possibilità di ricaricare durante le soste pranzo sarebbero molto interessanti (ovviamente abbinate a buon cibo ed a prezzi giusti); se le case automobilistiche volessero promuovere l’adozione di BEV potrebbero riservare una scontistica maggiorata ai proprietari di luoghi di ristorazione o pernottamento (analogamente ad altre categorie come “calciatori” o “commercialisti”) in modo che se hanno a disposizione spazi propri per predisporre delle wallbox a proprio uso e dei clienti rafforzerebbero a loto volta la domanda di N.E.V. rendendole molto più agevoli da usare… Son sempre convinto che mancano ancora tantissime attività che beneficerebbero di aumenti di clientela con le segnalazioni su App o gMaps con poca spesa (meno della pubblicità ricorrente).
    Una volta poi si sceglievano le trattorie quando davanti c’erano autotrasportatori (era segno di qualità a buon prezzo)… Nel 2026 potrebbe essere la presenza di veicoli in ricarica a segnalare i posti frequentati dai viaggiatori abituali…

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