La Francia accelera sullo storage energetico con un progetto…da record. Il produttore francese Neoen ha infatti annunciato lo sviluppo di una batteria da accumulo super prestazionale, con una potenza di 200 MW e una capacità di 496 MWh. L’impianto, che nascerà a Vernou-la-Celle-sur-Seine, sarà in grado di immagazzinare energia equivalente a circa 10.000 auto elettriche, contribuendo in modo significativo alla stabilità della rete elettrica nazionale.
Connessione diretta ad altissima tensione
L’impianto – i cui lavori inizieranno in estate a 90 km sudest da Parigi – sarà il primo in Francia a essere collegato direttamente alla rete a 400 kV, un elemento tecnico non banale. Questa connessione permetterà di fornire servizi avanzati di regolazione di frequenza e tensione, oltre a contribuire alla decongestione della rete elettrica dell’Île-de-France, cuore del bacino parigino.
Secondo Neoen, il progetto favorirà anche una maggiore integrazione delle rinnovabili nel mix energetico. L’accumulo consentirà infatti di evitare sprechi di energia solare nelle ore centrali della giornata e di compensare l’intermittenza dell’eolico. Allo stesso tempo, permetterà di ridurre la dipendenza dalle centrali a gas e di limitare le oscillazioni operative dei reattori nucleari.

Francia, storage in crescita
Al 31 dicembre 2025, la capacità installata di batterie in Francia si attestava a circa 1.600 MW, una quota ancora limitata. Attualmente, queste infrastrutture vengono utilizzate soprattutto per la regolazione della frequenza della rete (50 Hz), con un contributo marginale allo stoccaggio delle rinnovabili.
Ma lo scenario è destinato a cambiare rapidamente. Oggi, la nuova frontiera è rappresentata dalle batterie stazionarie di grande scala, più flessibili e rapide da implementare. In Francia sono in attesa di connessione circa 14.000 MW di nuovi progetti.
Un dato che evidenzia come il mercato dello storage stia entrando in una fase di forte espansione, seguendo un trend già evidente anche in altri Paesi europei.
Una volta operativa nel 2028, la mega-batteria supererà l’attuale record francese di Cheviré (100 MW/200 MWh) e anche il progetto previsto a Cernay-les-Reims (240 MW/480 MWh), che utilizzerà sistemi Tesla Megapack.
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Negli ultimi anni la Francia ha dovuto fermare o rallentare alcune centrali nucleari sia per questioni di manutenzione straordinaria che per questioni climatiche: in certi periodi la carenza d’acqua per raffreddamento (e persino la temperatura troppo elevata dell’acqua prelevata) in concorrenza con crescenti bisogni per l’agricoltura e consumi cittadini hanno pesantemente influito sulla copertura energetica delle centrali nucleari. La necessità di sviluppare tutti i possibili sistemi di “backup” con accumuli (BESS, bacini idrici, sistemi a CO2, a calore, etc) diventa sempre più pressante nel mondo attuale.
In Italia non abbiamo le risorse al momento per tentare direttamente lo sviluppo di centrali nucleari ma è perfettamente possibile partecipare a quello dei paesi vicini (Francia, Spagna, Svizzera, Germania, Austria etc) ma è indispensabile creare a nostra volta gli accumuli grandi e piccoli, meglio se distribuiti lungo tutto il territorio per compensare anche piccoli e grandi “guai” in sede locale (pericoloso dipendere da grandi sistemi centrali).
La Francia aggiunge questo impianto BESS equivalente a 10.000 veicoli elettrici… ma ricordiamoci che producono anche vetture BEV che già sono pronte per essere inserite in rete V2G / V2H con le idonee WALLBOX domestiche o aziendali… ed il conto è veloce da fare….