Benchè in Francia il prezzo dell’elettricità sia tra i più bassi d’Europa, oltre 100 parlamentari del partito Les Républicains chiedono un taglio sul kWh per accelerare l’elettrificazione del Paese, soprattutto nei trasporti. La proposta arriva mentre il presidente Macron prepara un nuovo piano nazionale sull’elettrificazione dell’economia francese.
Secondo i firmatari, ridurre il costo dell’elettricità è indispensabile per rendere davvero conveniente il passaggio dalle fonti fossili alle tecnologie elettriche, a partire dal settore automotive. Tutti i firmatari appartengono al partito di destra-centro fondato dall’ ex presidente Nicolas Sarkozy, tutt’altro che vicino alle posizioni dell’ambientalismo radicale.
Paradosso francese: tanta elettricità pulita, ma i trasporti…
La richiesta dei parlamentari francesi parte da un punto preciso: la Francia dispone di uno dei sistemi elettrici più solidi e meno carbon intensive d’Europa grazie al nucleare, esporta energia verso i Paesi vicini, ma continua a dipendere fortemente dai carburanti fossili nel settore trasporti.

Dalla tribuna pubblicata su Le Monde, i 37 deputati e 65 senatori accusano il governo di non aver ancora creato condizioni economiche sufficientemente favorevoli per convincere famiglie e imprese ad abbandonare benzina e diesel.
Nel mirino finiscono diverse imposte che, a detta loro, continuano a gravare pesantemente sulle bollette dei consumatori. In particolare, si tratta dell’IVA, dell’accisa sull’elettricità e di alcuni contributi relativi alla rete e al trasporto di energia assimilabili ai nostri oneri di sistema
Secondo i firmatari, queste componenti fiscali riducono il vantaggio economico dell’elettrico proprio mentre i prezzi dei carburanti stanno tornando a salire.

L’auto elettrica resta il nodo principale
In Francia, come in Italia, il costo della ricarica pubblica è diventato uno degli elementi più discussi dagli automobilisti. Uno dei fattori cardine che porta il passaggio ai veicoli elettrici a rappresentare ancora una barriera psicologica ed economica per molte famiglie.
Se la ricarica domestica continua a essere competitiva rispetto ai carburanti tradizionali, le colonnine rapide pubbliche possono invece ridurre sensibilmente il vantaggio economico dell’auto elettrica, soprattutto per chi non dispone di un garage privato.
Ecco perchè, sostengono i 100 parlamentari, una riduzione strutturale delle tasse sull’elettricità renderebbe la ricarica domestica ancora più competitiva rispetto al rifornimento di benzina. Ciò porterebbe il costo totale di proprietà di un veicolo elettrico ad essere ancora più attraente.
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La richiesta dei parlamentari arriva alla vigilia della presentazione del nuovo piano francese per l’elettrificazione dell’economia, promosso dal presidente Emmanuel Macron.
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per il principio strombazzato a gran voce della “Neutralità Tecnologica” vorrei anche la parificazione tra le accise tra carburanti e kWh, visto che sono generalmente più alti sull’elettricità, che poi usiamo per qualunque cosa pure in casa…
ho chiesto ad una Intelligenza Artificiale di confermarmi Se pesano di più le accise/tasse sui carburanti oppure sull’energia elettrica… questa è la risposta che mi ha calcolato:
“Risultati per
Italia
In Italia, le accise sui carburanti sono complessivamente più alte rispetto a quelle sulla ricarica elettrica domestica, ma il quadro cambia drasticamente considerando gli oneri generali di sistema e le ricariche pubbliche.
Le accise pure sui carburanti nel 2026 sono fissate a 0,673 €/litro per benzina e gasolio (allineati da gennaio 2026), contro i 0,147 €/litro del GPL. Per l’elettricità, l’accisa specifica è di 0,0227 €/kWh per la ricarica domestica (esclusi i primi 150 kWh con contatore max 3 kW) e di 0,0125 €/kWh per gli usi fuori casa.
Tuttavia, se si sommano le accise agli altri oneri fiscali e parafiscali (come gli oneri generali di sistema destinati alle rinnovabili e al trasporto di energia), la situazione si inverte:
La ricarica domestica subisce oneri totali superiori del 5-30% rispetto a benzina e diesel.
La ricarica in garage condominiali o in ufficio vede oneri superiori del 22-191%.
Le colonnine pubbliche, specialmente quelle ad alta potenza, hanno oneri fino a 275% superiori rispetto ai carburanti tradizionali.
Nonostante la maggiore pressione fiscale sulla ricarica elettrica (specialmente in pubblico), l’auto elettrica rimane più economica da gestire grazie alla maggiore efficienza del motore, con un risparmio annuo stimato di circa 340 € per 10.000 km rispetto a un veicolo termico.
Risposta generata dall’IA. Controlla i fatti importanti.”
Una cosa per me è sicura… il SUV Diesel che avevo prima mi sarebbe costato (tra gasolio, tagliando ordinario e bollo) quasi 3000 euro/anno; dopo quattro anni ho risparmiato tanto da ordinare altri pannelli FV + accumulo per casa…. Accise o non accise… se si può ricaricare a casa o in azienda comunque è una ottima scelta (almeno per chi non deve correre 1000km/giorno senza fare soste neppure per la pipi).
A Roma, invece, la Destra di Governo pensa a una patriottica “tassa di compensazione”, per coprire la mancata vendita di benzina e gasolio causata dai veicoli elettrici, che tanto nuoce ai suoi sponsor.
Verrà calcolata sui km percorsi nell’anno precedente dal veicolo elettrico e, secondo tabelle ACI, convertita in litri di benzina/gasolio virtuali da pagare retroattivamente.
Con opportuno emendamento alla legge sulla riservatezza dei dati personali, i nomi dei titolari di veicoli elettrici verranno poi pubblicati sull’albo pretorio.
ah quello è sicuro, in ogni stato le spesone del green deal vanno pagate- non inventerei discorsi di “bassa politica” tipo i tuoi..ma in qualche modo va pagato tuttio..io mi auguro solo che con i discorsi surreali della Sinistra non se ne occupi quella a trovare dove finanziare il tutto 🙂 -ognuno ha le sue opinioni, ma io eviterei discorsi religiosi-politici, che tanto i miracoli esistono poco 🙂 piuttosto servono soluzioni. e sono ben complicate. il problema principale per qualsiasi stato sarà ” come paghiamo spese così alte?” tassazione in aumento e tagli vari al welfare per tutti sono certi, con qualsiasi governo