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Fotovoltaico+auto elettrica: devo potenziare l’impianto?

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Volendo caricare l’auto elettrica con energia autoprodotta è necessario potenziare l’impianto fotovoltaico tarato per il solo consumo domestico? A questa domanda del nostre lettore risponde il fondatore e CEO di Silla Industries Alberto Stecca. Stecca ha avviato una collaborazione con Vaielettrico mettendoci a disposizione le sue competenze in materia di ricarica domestica e privata. Silla Industries è una giovane azienda padovana che produce l’ampia gamma di wallbox Prism. Ricordiamo che potete inviare i vostri quesiti all’indirizzo mail info@vaielettrico.it.

 auto elettrica impianto
Fotovoltaico più auto elettrica: un connubio perfetto

Da assiduo lettore del vostro sito mi permetto di suggerire un tema che non ricordo sia stato ancora affrontato da voi: il dimensionamento di un impianto fotovoltaico domestico a fronte del possesso di un auto elettrica.
Infatti fino a poco tempo fa gli impianti fv domestici erano, spesso sono tuttora, dimensionati sulla base dei consumi di casa.

Con l’auto elettrica però tutto cambia, in quanto (nel mio caso) i consumi possono raddoppiare o addirittura triplicare rispetto a prima e questo comporta un ricalcolo dell’intero impianto, accumulo compreso.

Sarebbe molto interessante sentire il parere di un esperto al riguardo visto che con l’attuale crisi energetica sono molti coloro che si stanno seriamente interessando all’argomento.
Grazie e complimenti ancora per il vostro servizio

Buona idea, ma non tutti possono permetterselo

di Alberto Stecca∗

Alberto Stecca, CEO di Silla Industries

L’evoluzione della mobilità che avverrà tramite il passaggio all’elettrico genererà altrettante nuove sfide da cogliere e fronteggiare in modo tale da volgere ogni difficoltà in opportunità. Tra queste sicuramente anche la situazione espressa dal lettore.

Il fatto che la ricarica dell’auto elettrica pesi significativamente sui consumi domestici, prelevati o auto prodotti tramite impianto fotovoltaico, è indubbio.

Aspettarsi che le famiglie investano una così ingente quantità di denaro, sommando l’acquisto dell’auto elettrica al ridimensionamento completo dell’impianto fotovoltaico è forse chiedere troppo.

La domanda che possiamo porci e analizzare è un’altra: esistono soluzioni alternative? Sì, per esempio fare riferimento a colonnine di ricarica intelligenti che, attualmente presenti sul mercato, permettano di gestire l’energia in eccesso prodotta dal fotovoltaico.

Wallbox intelligente, è una soluzione smart

auto elettrica impianto
Prism Solar è una delle wallbox predisposte per massimizzare la ricarica auto da energia prodotta con fotovoltaico

Energia extra che, in assenza di un sistema di accumulo o una colonnina intelligente in grado di convertirla alla ricarica dell’auto, viene ceduta alla rete ottenendone di solito una remunerazione molto bassa.

Il suggerimento che ci sentiamo di dare al lettore è quello di monitorare, facendo riferimento un lasso di tempo di qualche mese, i propri consumi domestici e la quantità di energia fotovoltaica ceduta alla rete in modo da valutare il da farsi sulla base di dati reali.

E l’energia in esubero non si butta mai via

A quel punto potrà prendere una decisione consapevole e scegliere se acquistare una colonnina capace di intercettare l’energia prodotta in esubero dal fotovoltaico per destinare alla ricarica gratuita dell’auto o ridimensionare il proprio impianto.
Sempre più autonomia, sempre più autoproduzione.

Perché le esigenze del domani non pesino eccessivamente su cittadini e famiglie è necessario lavorare affinché il modo in cui consumiamo e generiamo energia cambi.

Aumentare la potenza dell’impianto fotovoltaico è un’opzione valida ma insostenibile per alcune persone. Produrre soluzioni che rassicurino utenti e cittadini è l’obbligo della ricerca e dello sviluppo delle case madri di colonnine e auto, in sinergia con gli enti governativi.

Fondatore e CEO di Silla Industries

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25 COMMENTI

  1. @Xardus
    L’accumulo è una gran comodità, e se lo paga il Superbonus 110% ben venga il più capiente possibile 😀
    Ma se dovessi comprarlo di tasca mia… beh, non so quanto sarei disposto a spendere per la comodità.
    Probabilmente metterei comunque una decina di kWh, dovrei fare qualche calcolo 😉
    Le Tesla PowerWall sono belle, efficienti e hanno un SW fatto bene.
    Però costano parecchio e lavorano in AC. Io ho preferito batterie lato DC.
    Come ingombro dipende dalla tua cantina… nella mia sarebbero state più adatte le Tesla 🙂

  2. @moreno
    Non c’è dubbio che più autoconsumi e meglio è.
    Ma anche la tariffa SSP (da 12 a 16 €cent/kWh) dà una bella mano.
    E con la detrazione l’investimento non è poi una cifra così inarrivabile: qua si parla di acquistare auto che costano molto di più per avere una frazione del rendimento del FV.

    Un paio di esempi reali:

    Costo impianto FV: 20.000 € (al 50%)
    Potenza: 20 kWp
    Produzione: 25.000 kWh
    Costo attuale prelievo: 0,31 €/kWh
    Rimborso attuale SSP: 0,14 €/kWh
    Ricavo attuale RID: 0,04 €/kWh

    Consumi PdC: 4.000 kWh
    Consumi casa: 4.000 kWh
    Consumi auto 1: 2.200 kWh
    Consumi auto 2: 1.800 kWh
    Totale consumi: 12.000 kWh
    Spesa totale senza FV: 3.720 € [12.000 * 0,31]

    — caso 1: autoconsumo ridotto

    Autoconsumo: 5.000 kWh
    Residuo: 7.000 kWh [12.000 – 5.000]
    Immissione: 20.000 kWh [25.000 – 5.000]
    Spesa residuo: 2.170 € [7.000 * 0,31]
    Rimborso residuo SSP: 980 € [7.000 * 0,14]
    Residuo RID: 13.000 kWh [20.000 – 7.000]
    Ricavo RID: 520 € [13.000 * 0,04]

    Spesa totale con FV: 670 € [2.170 – 980 – 520]
    Risparmio: 3.050 € [3.720 – 670]
    Anni rientro investimento: 6,55 [20.000 / 3.050]

    — caso 2: autoconsumo elevato

    Autoconsumo: 10.000 kWh
    Residuo: 2.000 kWh [12.000 – 10.000]
    Immissione: 15.000 kWh [25.000 – 10.000]
    Spesa residuo: 620 € [2.000 * 0,31]
    Rimborso residuo SSP: 280 € [2.000 * 0,14]
    Residuo RID: 13.000 kWh [15.000 – 2.000]
    Ricavo RID: 520 € [13.000 * 0,04]

    Dimmi tu se conosci un prodotto di investimento che ti torna il capitale in 5 o 6 anni… Perché io non ne conosco.
    Cioè, vuoi mettere con un “risparmio gestito” oppure, manco a parlarne, l’acquisto di titoli di stato?
    A confronto fanno ridere 🙂

    P.S. non esiste un massimale “unico” per il Superbonus, ogni categoria di intervento ha il suo massimale; sarebbe bene, anche se in pochi lo fanno, tenere contabilità separate per categorie anche se gli interventi vengono realizzati in maniera congiunta.

    • Certo se io ti dico A è tu mi rispondi B i conti vengono come dici tu….
      Nei tuoi 2 esempi nessuno dei 2 è una situazione in cui sono stati messi 20kw ma non si hanno consumi alti perchè non si ha ne pompa di calore ne ke auto elettriche (questo io ti ho detto che non è corretto consigliare…) ma sono entrambi la stessa situazione con la sola differenza che nel primo caso i consumi sono concentrati di notte e nel secondo invece di giorno…
      Prendiamo per buoni i valori di costo e rimborso che hai dato tu,,, A proposito quello che ti viene dato per la corrente prodotta ma non consumata da te non è l’ipotesi rimborso dello SSP, quello riguarsa sempre la corrente consumata da re ma in un momento diverso dalla produzione (tipicamente di notte) ma il RID perciò per tua stessa ammissione parliamo oltre 1/3 in meno (4 cent anziché 14 al KWh) ed è questo che fa allungare i tempi di rientro dall’investimento….
      Ma torniamo al vero esempio utilizzando i parametri da te forniti (così non rischiamo che li consideri non validi…):

      Costo pannelli 20 KWh = 20K €
      Produzione: 25.000 kWh
      Costo attuale prelievo: 0,31 €/kWh
      Rimborso attuale SSP: 0,14 €/kWh
      Ricavo attuale RID: 0,04 €/kWh

      Consumi casa: 4000 KWh
      Spesa totale senza FV: 1240 €/anno

      Consumo diretto: 3000 KWh
      Residuo: 1.000 kWh [4.000 – 3.000]
      Immissione: 22.000 kWh [25.000 – 3.000]
      Spesa residuo: 310 € [1.000 * 0,31]
      Rimborso residuo SSP: 140 € [1.000 * 0,14]
      Residuo RID: 21.000 kWh [22.000 – 1.000]
      Ricavo RID: 840 € [21.000 * 0,04]

      Spesa totale con FV: -680 € [310 – 140 – 840]
      Risparmio: 1.920 € [1240 + 680]
      Anni rientro investimento: 10, 41 [20.000 / 1920]

      Quibdi ti servono 10 anni e mezzo per recuperare il capitale investito…. e qui c’è il secondo errore che hai fatti quabdo lo hai confrontato con altri progetti d’investimento… infatti dopo 10 anni e mezzo tu hai solo recuperato l’investimento non hai avuto un rendimento del 100% (che vorrebbe dire un 10% annuo inarrivabile per tutti…)….al contrario di altre forme d’investimento (come quelli che tu hai citato) in quedto caso il capitale viene “consumato” all’inizio dell’investimento e quindi parti da un -100% che devi recuperare… perciò devi stare attento che i tempi di rientro non siano eccessivamente lunghi (10 anni a mio parere iniziano a diventare un pò eccessivi) perchè sennò a cge se hai un “rendimento” annuo alto (cge non ho mai messo in dubbio esserci) alla fine della fiera l’investimento rende molto di meno…

      • Anche con questi parametri il risultato non è affatto male.
        Ammetterai però che sono alquanto inverosimili: sarebbe necessario rimanere per 10 anni senza cambiare generatore, piano cottura e auto. E soprattutto con la stessa tariffa.
        Vista la direzione che sta prendendo il contesto mondiale, sia dal punto di vista dei futuri obblighi per le rinnovabili, sia per il crescente costo mondiale dell’energia, rimane un esercizio al limite inferiore, per quanto comunque valido.
        In altri termini: la tariffa, il consumo totale e l’autoconsumo sono tutti parametri che è estremamente probabile aumentino col tempo e il cui aumento porta un beneficio sensibile all’investimento.
        In ogni caso, anche in questo scenario sfavorevole, il confronto con un investimento vincolato a tasso fisso NETTO, anche delle tasse, dell’1,5% (che è tanto al giorno d’oggi!) ha un punto di pareggio di poco più di 12 anni (4.000 € di guadagno circa per entrambi), poi avviene il sorpasso.
        Dopo 20 anni, inoltre, con il FV avresti guadagnato circa 18.000 €, mentre con il vincolato circa 7.000 €.
        Sono d’accordo che l’orizzonte temporale di 20 anni è totalmente eccessivo e che anche 10 anni non è poco.
        Però, ripeto, anche in questo scenario non è male come investimento e ha ottimi margini di miglioramento col tempo, senza neanche includere i benefici ambientali.

        Se poi l’investimento iniziale te lo paga pantalone… 😉

  3. Grazie per aver trattato il mio quesito e grazie per la gentile risposta. È vero che ciò richiede un investimento notevole, ma quante auto nuove diesel o benzina da 50 mila euro in su si vedono ogni giorno sulle nostre strade? Eppure con gli stessi soldi si potrebbe investire sulla mobilità elettrica alimentata in una certa parte da una fonte rinnovabile.
    Peccato che ricaricare un’auto col fotovoltaico non sia cool quanto l’ultimo modello di suv tedesco, perciò la maggioranza di chi avrebbe la possibilità di farlo in realtà non ci pensa proprio.
    Spererei che il fatto di iniziare a parlarne e far sapere che è possibile, sia il primo passo per cambiare le cose.
    Dopotutto fino a qualche anno fa era anche impensabile scaldare una casa senza combustibili fossili cosa che oggi invece è fattibile

  4. La risposta di Stecca è del tutto deludente. Un sacco di luoghi comuni che neanche la tesina di maturità di mio figlio…
    È chiaro che per poter rispondere in dettaglio bisognerebbe conoscere le abitudini personali di chi pone la domanda, ma mi aspettavo almeno dei criteri che poi ciascuno possa applicare alla propria situazione particolare.
    È molto più interessante il commento di Moreno che almeno ci spiega uno dei criteri per dimensionare il fotovoltaico e anche quello di Aldo che testimonia un problema pratico che io personalmente non conoscevo: “a mia id3 per iniziare la ricarica ha bisogno di una potenza di circa 1.4 kW”.

    Grazie a voi

  5. La capienza della batteria dell’auto non ha nulla a che vedere con il dimensionamento del impianto fotovoltaico be tantomeno di un eventuale accumulo….
    Perchè quello che conta non è quanto è grande la batteria na quanta energia devi metterci dentro ogni giorno/notte… è questo non dipende dalla capienza della batteria ma da quanti kwh consumi ogni giorno Perchè è quella la quantità di energia cge devi reintegrare giornalmente nella batteria…
    Mettiamo che uno faccia 50 km al giorno e consideriamo un consumo medio di un ipotetica auto elettrica di 160 wh/km la matematica dice che mediamente si raggiunge un consumo giornaliero di 8000 Wh… ora se si ha un auto con batteria da 60 kwh vuol dire che ogni sera si rientra a casa con un 13% in meno di batteria mentre se si ha una batteria da 40 kwh si consumerà il 20% al giorno ma in entrambi i casi sempre 8 Kwh bisogna rimettere nella batteria per tornare al valore di batteria con cui si è partiti la mattina.
    Quindi il dimensionamento dell’impianto fotovoltaico va fatto considerando i km medi percorsi esattamente come fino ad oggi si è dimensionato considerando i kwh consumati da casa e non la somma della potenza nominale dei elettrodomestici presenti…

    • Così dopo 5 anni quando anche la seconda auto di famiglia va sostituita con una elettrica sei punto a capo perché hai fatto i conti risicati al giornaliero casa lavoro, poi il figlio prende il motorino elettrico e poi auto elettrica..

      Male che vada se hai parecchio surplus metti i fornelli a induzione e una caldaia ibrida con pompa di calore.. Avere più energia a disposizione e gratuita ti dà margine per il futuro, dove i consumi base son destinati ad aumentare negli anni per le abitazioni anche escludendo l’auto caricata a casa, tari l’accumulo nel modo giusto in modo da alimentare la casa h24 anche in inverno e il resto lo regali all’auto ed eventuale eccedenza (un accumulo enorme oggi costa veramente troppo) la rivendi, schifo alla comunità non fa avere due kw in più ogni giorno no?

      Tecnologie per accumuli statici stanno nascendo come funghi, a costi e prestazioni ben migliori delle litio usate ora, non è da escludere che tra 4 o 5 anni una accumulo da una decina di kwh da mettere in cantina o garage costi un migliaio di euro e tutto cambierà, non son da escludere forti bonus a chi mette a disposizione una parte dellaccumulo personale per stabilizzare la rete come col v2g…
      Batterie auto largamente sovradimensionate a casa potrebbero far la stessa funzione.
      Perché limitarsi al risicato soprattutto quando ci sono incentivi che ti dicono apertamente che serve più fotovoltaico ovunque sia possibile metterlo, e restare totalmente dipendenti dalla rete? In caso di blackout prolungati saresti fregato malgrado hai pannelli

      • D’accordissimo, tranne che sulla ibrida, che è solo una presa in giro nel 99% dei casi.
        Metti una pompa di calore non-ibrida, un piano a induzione e fai casa no-gas.
        Efficienza ed efficacia. In altre parole: risparmio, comfort e beneficio per l’ambiente 🙂

        • Si ma in certe situazioni è difficile, pompa di calore significa praticamente per forza riscaldamento a pavimento e cappotto di ottimo livello per via delle basse temperature operative, una caldaia ibrida se la studi bene in base alla casa è necessità quantomeno è un modo immediato di abbattere enormemente il consumo di gas e usare energia auto prodotta, che richiede forse una settimana di lavori compreso il fotovoltaico e magari anche “il bombolone” per solare termico.

          Oltre che un appartamento con centralizzato ha enormi difficoltà nel fare qualcosa, poco spazio per i kw da installare etc, il condominio è quasi impossibile da ristrutturare e convertire completamente a elettrico, chi ci abita dove va nel frattempo? Un cambio della caldaia che ha magari 30 anni quando va bene quantomeno abbasserebbe i costi condominiali e l’inquinamento, per le parti comuni lo spazio sul tetto si trova quasi sempre alla fine bastano pochi kw per far una cosa buona

    • No, non più ormai, già da qualche anno. Ci sono PdC che lavorano bene anche ad alta temperatura, e anche se l’efficienza è ridotta rispetto a una distribuzione a radiante, sono al peggio efficienti quanto una caldaia classica a condensazione.
      Anche per il cappotto è una leggenda metropolitana, se la potenza della PdC eguaglia quella della vecchia caldaia, ovviamente il risultato è lo stesso, cappotto o no.
      Viceversa, il cappotto è utilissimo in entrambi i casi.
      Ecco, il bombolone per l’acqua calda con la PdC è quasi obbligatorio (a meno di avere una potenza elevata e uno scambiatore particolare), ma il solare termico è ormai una tecnologia obsoleta e andrebbe scartata in favore del FV che ha meno manutenzione e rende molto di più.
      Ovviamente il discorso per un condominio è molto più complesso, ma ho visto installazioni di più PdC in cascata.
      È molto più complicato, ma comunque non impossibile 🙂

      • Michele tu consigli d’installazione il massimo installabile ancgd se non ti occorre….
        Forse lo fai perchè dai per scontato che non lo si paga di tasca propria altrimenti ti voglio vedere se sei disposto a spendere 30-40 K € per un sistema cha sfrutti in minima parte….

        Dalle mie parti c’è un detto molto simpatico cge recita: “son tutti capaci a fare i curatori con il culo degli altri!!!”

        Non si può dire con tanta semplicità “è sempre meglio mettere il massimo possibile sia come produzione cge come accumulo” perchè se non te lo paga lo stato (anche con il 110% ci sono dei massimali di spesa che ti rimborsano…. non puoi spendere quabto vuoi a tuo piacimento) e devi tirare fuori i soldi di tasca tua esagerare rispetto alle proprie necessità porta a non far più nulla perchè non avresti mai il rientro dell’investimento…

        P S. Se in futuro le esigenze cambiano se hai predisposto un impianto modulare puoi sempre ampliare sia la produzione che l’accumulo…

        • Ma infatti, se leggi il mio altro commento, la premessa è che lo paga il Superbonus, oppure dipende dalle tue tasche.
          In ogni caso, anche con la detrazione al 50% e SSP risulta un investimento che non solo si ripaga in circa 5 anni, ma che poi rende pure parecchio e con rischio quasi nullo: l’energia che non autoconsumi viene pagata parecchio con SSP (in realtà è più complicato, ma il concetto è quello).
          Nessun prodotto bancario di investimento ha un rendimento tanto elevato per un rischio tanto basso.
          Di conseguenza, anche solo dal punto di vista speculativo, se le tue tasche lo consentono, il consiglio rimane lo stesso: DIMENSIONA AL MASSIMO POSSIBILE.

          • Ah, e per precisione, il Superbonus ha due massimali sul FV:
            – massimale di spesa: 48.000€ totale (IVA, prestazioni e manodopera incluse)
            – massimale specifico: 2.400€ per kWp installato (solo materiali)

            Come puoi vedere, risulta giusto giusto un impianto da 20 kWp.

            Stesso discorso sulle batterie, due massimali:
            – massimale di spesa: 48.000€ totale (IVA, prestazioni e manodopera incluse)
            – massimale specifico: 1.000€ per kWh installato (solo materiali)

            Anche qui, si può fare un accumulo da 48 kWh.

            Inoltre, per quanto riguarda i limiti imposti dai prezzari, se utilizzi il DEI stai ampiamente dentro.

            Posso essere d’accordo che 48 kWh di batterie sono forse eccessivi…
            Ma i 20 kWp di FV sono più che sacrosanti.

          • “Viene pagato parecchio con lo SSP”, ne sei proprio certo????
            A me non risulta affatto… lo SSP ti paga neanche 0,10 cent/kwh che vendi alla rete… se ti affidi a quello per recuperare l’investimento altro che 5 anni ti ci vogliono…. un conto il guadagno della potenza che utilizzi tu e che perciò non acquisti (perciò risparmi quanto spenderesti acquistando il kwh che in questo momento è pressapoco 4 volte quello che ti paga l’elettricità che vendi lo SSP…), in quel caso si che con la detrazione del 50% rientri in 4 o 5 anni….
            Ma se spendi il triplo perchè vuoi produrre il triplo di ciò che consumi i tempi di rientro si allungano di molto perchè con l’eccedenza rispetto al tuo consumo (che in quel caso è la parte predominante dei kwh che produci) rientri ad un ritmo di 1/3 rispetto alla quota di autoconsumo….

            Il superbonus ha massali anche di spesa totale che io sappia… non puoi sfruttare i massimali di ogni singolo intervento come se fossero ognuno a sé stante… se per il tuo intervento hai un massimale generale di 150K € per esempio una volta fatti i lavoro principali (quelli trainanti) non è detto che ti rimanga margine sufficiente (anzi molto spesso è quasi certo che non c’è) per sfruttare al 100% il massimale del FV….
            La teoria è sempre semplice ma poi spesso la realtà risulta ben diversa…

          • Beh Michele, in ottica di avere un paio di auto elettriche in casa (a regime tra qualche anno) 48kwh di accumulo casalingo assumono tutt’altro peso, fai che una casa grande cmq consuma un po di più è normale, ma ti garantisce mezzo pieno alle auto fatto senza prelevare dalla rete, che quasi mai ti servirà e quindi una volta pieno di nuovo vendi eccedenza, ti dà autonomia per magari una settimana di brutto tempo (auto escluse ovviamente hehe) etc etc, chiaro se è da pagare senza 110% si va verso qualcosa di più piccolo hehe
            Mi preoccupa l’ingombro però di un 48kwh in cantina 😅 a vedere quelle di tesla che son decisamente più piccine come kwh…. 😂

  6. La risposta è solo una: ampliare l’impianto FV il più possibile fino ai 20 kWp (oltre si diventa officina elettrica ed è più complicato).
    Se avete possibilità di fare il Superbonus 110%, lasciate perdere chi vi racconta storie sul dimensionamento, l’unico dimensionamento giusto è quello MASSIMO POSSIBILE (20 kWp), così come per l’accumulo elettrico (48 kWh).
    Se invece non avete questa possibilità, c’è sempre la detrazione al 50% che permette anche di usufruire dello SSP (Scambio Sul Posto), ossia un contratto vantaggioso di compravendita dell’energia in eccesso. Qui il dimensionamento ha più senso, in base alle vostre tasche più che altro.
    E in questo caso è da valutare attentamente l’investimento sull’accumulo, nella maggior parte dei casi è un costo che non si ripaga.

    • Son d’accordo con te, ma 20kwp son una bella fetta di roba per averla tutta a sud hehe va bene aver la villetta, col simulatore ho provato a far 2 conti e con 45mq a sud si arriva a 10kwp e qualche decimo.. Ora magari sottovaluto la superficie installabile sul tetto ma son tanti 90mq su un lato solo.
      Ho magari interpretato male?

      • L’esposizione a Sud è la migliore, ma Est e Ovest mica fanno schifo 🙂
        In alcuni casi particolari anche a Nord non è da scartare del tutto.
        Comunque sì, serve un bel po’ di superficie… Ma non per forza sul tetto.
        Io ho 40 pannelli sul tetto (la maggior parte a est) e 10 sul pergolato che mi fa da copertura per il parcheggio delle auto.
        In ogni caso, se uno ha la possibilità, è bene coprire ogni mq disponibile, sia in vista della crescente diffusione delle auto elettriche, sia di una climatizzazione a pompa di calore, ma anche degli aumenti dell’energia che saranno dei veri salassi, se tutto va bene…

        • Si esatto, diciamo che l’obiettivo dovrebbe essere sutoprpdurre più di quello che serve (per avere in inverno con nuvolo comunque una base di produzione che soddisfi la casa e un po di carica dell’auto) e avere il contatore principalmente per rivendere eccedenza e per quelle volte probabilmente rare in cui avrai bisogno di attingere, magari coincidenze due auto da ricaricare completamente in una notte, o passi un pomeriggio con fornelli accesi per il cappone e intanto fuori con idropulitrice mentre ti passi il phon. L’idea è che rivendendo tanto quel poco che si incassa va a coprire parte dei costi fissi del contatore così da chiudere il cerchio delle spese,almeno up così vedo la massima espressione del fotovoltaico (magari abbinato a un mini eolico se la zona è favorevole), e sono abbastanza certo che volendo (e con aiuti normativi Seri) si riuscirebbe a rendere quasi indipendenti anche gli appartwdi super palazzine, magari non abbastanza per l’auto, ma sicuramente per la casa, anche perché voglio sperare che nessuno si azzardi a dire che un eventuale obbligo di solare ed eolico da balcone deturpi la vista perché altrimenti devono levare tutte le parabole e i cassoni dell’aria condizionata dai balconi d’Italia 😂

          • Concordo con ogni singola parola.
            Abbiamo una marea di tetti e facciate che sarebbero l’ideale per la produzione di energia pulita.
            Il problema è che l’infrastruttura di rete andrebbe aggiornata e manutenuta, e andrebbero installati degli accumuli (non per forza batterie).
            E sembrerebbe non essere conveniente per chi gestisce l’infrastruttura…

  7. Anch’io mi sto ponendo da un po’ di tempo questa domanda. Possiedo daqualche mese un’ auto elettrica e una decina d’anni fa avevo installato un impianto fotovoltaico da 3 kW sulla mia abitazione. Ho anche acquistato una wallbox Prism solar che permette di gestire la ricarica dal fotovoltaico. Non usando l’automobile per andare al lavoro, spesso la posso ricaricare di giorno quando l’impianto fotovoltaico produce. Da un po’ sto quindi studiando come gestire al meglio la ricarica, facendo varie regolazioni della wallbox. Sono giunto alle seguenti conclusioni empiriche che vorrei confrontare con il parere di Alberto e di altri lettori di vaielettrico: 1) la mia id3 per iniziare la ricarica ha bisogno di una potenza di circa 1.4 kW. 2) il mio impianto fotovoltaico produce una potenza di picco di circa 2,5 kW nelle ore centrali della giornata, ma per la maggior parte del tempo la potenza è inferiore e visto che una parte è assorbita dall’abitazione in queste ore mi ritrovo nella situazione di riversare in rete l’energia eccedente gli usi domestici perchè non c’è potenza sufficiente a far partire la ricarica della macchina. 3) Per evitare di perdere questa parte di energia prodotta dal fotovoltaico ho impostato la wallbox in modo che prelevi al massimo 0,5 kW dalla rete ed il resto dall’impianto solare in modo da aumentare le ore di ricarica della macchina, e la cosa sembra funzionare…. 4) Se aumentassi la produzione dell’impianto fotovoltaico potrei ridurre questa “competizione” tra usi domestici e ricarica dell’automobile, e potrei ricaricare di più anche nei mesi invernali, quando l’abitazione utilizza quasi tutta l’energia prodotta dagli attuali 3 kW del fotovoltaico.
    Mi rimane il dubbio sulla convenienza economica, perchè dovrei affrontare un ulteriore investimento non previsto al momento dell’acquiso dell’automobile. C’e speranza di nuovi incentivi per il fotovoltaico domestico?

    • Oppure un piccolo accumulo nell’ordine di 5 o 7 kw (i calcoli falli tu che sai quanto produci hehe) che faccia sostanzialmente da condensatore ed eventualmente se non lo usi per l’auto perché già carica te lo usi per i consumi notturni, sempre ammesso che gli accumulatori domestici non abbiano lo stesso problema di potenza minima ma spero proprio di no hehe
      Certo che se si deve scegliere se spendere per accumulo o produzione aggiuntiva è un bel match

  8. Ok, ma se una persona potesse a livello economico installare un impianto in vista della ricarica della propria auto con una batteria da 40 o fa 64 kwh, sommando il consumo casalingo che dimensione dovrebbe avere l’impianto? E sarebbe opportuno installare anche le batterie per avere l’opportunità di ricaricare l’auto nelle ore notturne?
    Mi sembra che la risposta data da Silla abbia evitato il contenuto della domanda….

    • È proprio questo che intendevo quando ho scritto. Volendo avvicinarsi il più possibile all’indipendenza energetica (che sappiamo non sia raggiungibile al 100%), avendo la possibilità di investire sull’impianto che sia grazie ai bonus oppure no, mi chiedevo se vada rivisto l’intero sistema di calcolo.
      Io comunque sono riuscito a fare l’impianto con accumulo e wallbox col 110% e ne riscontro un grosso vantaggio (ci mancherebbe altro, non ho problemi di tempi di ammortamento) ma non c’è stato alcun calcolo. Ho messo 6Kwp perché di più non stavano sul tetto e 13kWh di accumulo. Ma se volessi costruire una casa nuova con pompa di calore per sganciarmi dalla rete gas e auto elettrica per sganciarmi dal petrolio mi porrei eccome il quesito tutto qui.

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