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Fotovoltaico sui tetti, eolico in mare: c’è un’Italia che…

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L'impianto fotovoltaico installato sui tetti dei parcheggi di Chima Florence.

Fotovoltaico sui tetti, eolico in mare: in un Paese in cui la politica sembra concentrarsi solo sul gas, c’è comunque gran fermento sulle rinnovabili. Con piccoli progetti di aziende private e grandi disegni dei centri di ricerca.

fotovoltaico sui tettiFotovoltaico sui tetti, la scelta di Chima Florence per tagliare la bolletta

Chima Florence,  lavanderia industriale che opera in Toscana ed Emilia, ha inaugurato uno dei più grandi impianti fotovoltaici del Mugello. In tutto 600 moduli, per una potenza di picco di 324kw, in grado di soddisfare il 20% del fabbisogno elettrico complessivo. L’impianto è stato realizzato su pensiline fotovoltaiche ad uso parcheggio da Gesco, che si è assunta il 100% dei costi di realizzazione. Chima Florence pagherà solo l’energia effettivamente prodotta e consumata a una tariffa scontata rispetto all’elettricità prelevata in rete.“Per un’azienda energivora come la nostra, che ha visto salire di oltre 10 volte la spesa, questo impianto rappresenta il primo passo per ridurre la dipendenza energetica”, spiega Pietro Chirico di Chima Florence. “Con molteplici vantaggi aggiuntivi: riduce immediatamente la bolletta, non ci impegna finanziariamente, garantisce la copertura del parcheggio senza costi. E riduce le emissioni di CO2 di 192 tonnellate/ anno”.

fotovoltaico sui tettiEolico offshore, 21 proposte in fase di valutazione

“L’eolico offshore è probabilmente l’unica possibilità per incrementare le energie rinnovabili in Italia. E raggiungere gli obiettivi posti dalla UE per il 2030. Questa tipologia di sistema rappresenta un’occasione unica, una sfida per il nostro Paese. È la sola tecnologia, sebbene non ancora completamente matura, che permette di sfruttare il vento del Mediterraneo. Troppo profondo per le turbine eoliche che prevedono il fissaggio sul fondale”. Così il Prof. Domenico Coiro dell’Università  Federico II di Napoli e presidente SEAPOWER scrl, durante un workshop nel capoluogo campano. Il tempo è maturo per organizzare e sviluppare una filiera tutta italiana. “Al momento segnala Roberto Bardari del Ministero dell’Ambiente – sono in fase di valutazione le prime 21 proposte progettuali sui mari italiani. Cn trend in forte crescita. Solo queste ultime rappresentano un investimento stimato per 50 miliardi di euro, il 50% in più dell’ultima manovra finanziaria”.

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Vesper
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29 COMMENTI

  1. Il prof. Coiro dice che “l’eolico offshore è probabilmente l’unica possibilità per incrementare le energie rinnovabili in Italia…”.

    Capisco l’entusiasmo verso l’offshore, ma di possibilità da rinnovabili ne abbiamo a bizzeffe, a partire ovviamente dal fotovoltaico in tutte le sue forme. Con meno dell’1.5% della superficie italiana, potremmo ipoteticamente coprire il 100% della domanda annua di elettricità.

    Similmente, lo sviluppo del geotermico potrebbe darci un altro 10% almeno di copertura, ma non abbiamo fatto nulla per decenni.

    • Non si può minimamente pensare di soddisfare il 100% della domanda con un unica fonte, non tanto perché sia impossibile avere abbastanza spazio per tutti quei pannelli magari col tempo si fa anche, ma perché sarebbe una stupidata colossale a livello strategico… Salta uno dei vulcani che abbiamo sul territorio e per tot mesi una fetta enorme non produce più che fai? C’è maltempo per un mese di fila, che fai? C’è una guerra, che fai? La differenziazione è la base minima per dar qualsiasi raggionamento di questo tipo, non avessimo differenziato fin ora le produzioni cosa sarebbe successo? 100% gas naturale? Probabilmente saremmo morti tutti… 100% idroelettrica? Come sopra… Al di là del cambiamento climatico (che se poi facciamo bene e lo invertiamo cacchio facciamo? Alziamo i livelli di ossigeno dell’aria in modo innaturale come facciamo con la co2 ora?) non possiamo smantellare roba indispensabile… Abbiamo sole, abbiamo vento, abbiamo geotermico, abbiamo idroelettrico, abbiamo l’atomo… Ognuna coi suoi punti di forza e debolezza che se ben distribuiti si vanno a compensare per garantire la continuità

  2. “L’eolico offshore è probabilmente l’unica possibilità per incrementare le energie rinnovabili in Italia”

    Capisco l’entusiasmo verso l’offshore, ma di possibilità da rinnovabili ne abbiamo a bizzeffe, a partire ovviamente dal fotovoltaico in tutte le sue forme. Con meno dell’1.5% della superficie italiana, potremmo ipoteticamente coprire il 100% della domanda annua di elettricità.

    Similmente, lo sviluppo del geotermico potrebbe darci un altro 10% almeno di copertura, ma non abbiamo fatto nulla per decenni.

  3. Ho sulla mia pelle l’effetto di un solo pannello fotovoltaico…( fotovoltaico da balcone) vedere il contatore di e-distribuzione con una serie di ZERI quando in funzione c’è caldaia,riscaldamento televisione e frigo e un po’ di energia rimanente che va in rete gratis mi ha portato ad una verifica sui consumi:sostituito subito il vecchio frigo (25 anni ) e migliore utilizzo del resto…posso immaginare chi ha un vero impianto fotovoltaico …

    • 😁😁..da soddisfazione vedere il contatore a zero è?..e poi succede una cosa strana,se l’energia la produci stai più attento a non sprecarla…mentre se tarriva dal contatore si è meno parsimoniosi..ce ne siamo resi conto pure noi ai primi giorni di attivazione FV 🖖

      • Avevo un preventivo e se non fosse precipitata la situazione ( covid) avrei messo il fotovoltaico poi preso la Kona….è successo l’esatto opposto…ora a 66 anni mi accontento di un solo pannello…le case come la mia non hanno valore e non verrà nessuno ad abitarci ( quando lascerò la compagnia) il rischio concreto è di fare un investimento di cui non vedrò i frutti…ma, appartengo alla categoria di quei personaggi capaci di alzarsi una mattina e…mai dire mai…

        • I frutti li comincerà a vedere e goderne da subito.
          E sappia che, nel caso, le detrazioni sono ereditabili.
          Comunque faccio le corna e tocco ferro anche per lei.

          • Vero li vedo anche con un solo pannello…per il resto i miei familiari se ne sono andati sempre con almeno 90 anni sulle spalle …spero di non rovinare la media…magari di migliorarla!!

  4. Se avessimo voluto, come Paese, sfruttare in maniera corretta tutti i soldi del 110%, su ogni tetto disponibile sarebbe stato possibile installare un impianto fotovoltaico.
    Personalmente ho un impianto fotovoltaico da 13 anni incentivato dal GSE per 20 anni. Oggi bisognerebbe ritornare a quel tipo di incentivo dove il proprietario paga l’impianto e con il ritorno degli incentivi si riesce a pagare un possibile prestito studiato a tale fine (quando lo feci io pattuirono con le banche un tasso pari ad un mutuo prima casa). Se ci dicessero, è gratis, i prezzi raddoppierebbero!

  5. Noi siamo specialisti nel non sfruttare le risorse che abbiamo.
    Per il fotovoltaico ci sono spazi enormi, per l’eolico anche, ma al momento siamo il fanalino di coda in Europa.
    Non parliamo del geotermico, lo abbiamo inventato noi e adesso ci superano più o meno tutti.
    E non solo nel campo dell’energia, la Spagna ci ha superato nella produzione di olio e nel turismo, adesso lo farà con i pistacchi… Siamo un paese davvero strano.

  6. Le rinnovabili sono tutti palliativi Certamente aiutano, ma la gente pensa che bastino siano sufficienti a soddisfare la richiesta di energia mondiale!

    • Ogni mq di superficie, in Europa, riceve mediamente dal sole fra 3 e 5 kWh di energia solare ogni giorno. In ogni istante sono esposti all’irraggiamento solare circa 127,5 milioni di km² di superficie terrestre; calcoli lei quanta energia potenzialmente catturabile ha a disposizione l’umanità. In base a quali informazioni lei dice che le rinnovabili sono un palliativo e non saranno mai sufficienti a soddisfare il fabbisogno mondiale?

      • Si beh, quellenergia a qualcosa serve eh, non è che possiamo assorbirla tutta altrimenti si fan più danni di quelli che già stiamo facendo😂
        Che non siano palliativi è assolutamente vero, ma appunto van sfruttati in sinergia, soprattutto sfruttando le collaborazioni internazionali, noi siam forti col sole? Venderemo fuori eccedenze a prezzi vantaggiosi e ricompreremo eolico dal nord Europa e dallatomo francese in inverno etc, si potrebbe tappezzare il deserto del Sahara di centrali nucleari in serie e portare l’energia fuori, il problema è che sarebbe tutto realizzabile ma siamo noi a non voler organizzarci come un unico pianeta ma divisi in stati che guardano il loro piccolo giardinetto

    • Posta la necessità di gestire le ore di mancata produzione, con 40 mq. produco almeno 6000 kWh annui.
      Quanta se ne produrrebbe con un Kmq?
      Faccia due conti.

    • Fabbio, compera una calcolatrice cinese.

      Impara ad usare i numeri arabi.

      Documentati sulla quantità di energia che si riversa continuamente sulla Terra espressa in joule (inglese).

      Impara a convertire i joule in watt ora (inglese).

      Confronta i numeri arabi che escono sul display con le frottole “libere e vere” che leggi in giro.

      Sorridi.

      • Ma io sorrido alla grande. L’articolo va letto e bene pure 20% questo è il dato, il resto qualcuno in qualche modo un pochino di energia gliela deve pur dare..,… 80%!

        • Qualcosa non torna.
          Con il mio impianto FV da 8kW produco circa 8,5MWh, 8500kWh, ogni anno.
          Re per casa e 2EV, ne consumo circe 9300kWh.
          Mi pare che riesca ad utilizzare percentuali ben più alte di quanto sostiene lei.

        • stiamo parlando ,”leggendo bene l’articolo” , di un risparmio del 20% sulle bollette a investimento zero da parte dell’utilizzatore

          una società terza, ha investito sul parcheggio dell’azienda , e gli rivende l’energia a prezzi scontati

          non sappiamo quanta energia assorbe l’impianto di lavanderia industriale
          ma sappiamo che chi gli fornisce l’energia oltre a venderla a minor prezzo
          dovrà rientrare dell’investimento

          questo tipo di aziende terze , produttrici di energia rinnovabile
          danno energia scontata o il alternativa pagano un usofrutto ventennale a chi gli fornisce la superfice su cui montare i pannelli

          -_-

        • Appunto, lo faccia. Insistere senza avere capito certifica solo l’incapacità di comprensione, non l’efficienza del FV. Lo dico da proprietario di FV da 11 anni…

  7. Secondo me la prima via per ampliare le rinnovabili passano dal FV. Poi dall’eolico.
    Il GSE ha stimato una capacità dei SOLI TETTI italiani che va dai 75 ai 92GWp, se non ricordo male.
    Ne abbiamo installati in totale circa 25 in Italia (Germania 68GWp).

    L’altra parola che vorrei sentire é AGRIVOLTAICO. Ne sud Italia c’é tanto sole (troppo) che le colture vanno in sofferenza spesso in estate per il caldo e la siccità. All’ombra dei pannelli alti 4/5mt gli agrumi crescono meglio e si possono canalizzare le file di pannelli a raccogliere l’acqua piovana.
    Crescono così i cedri a scalea, crescono così 190 ettari di mandorli in Sicili.

    Il punto é che sono una piccolissima parte. Bisogna sbrigarsi perché c’é fame di energia ed ogni Kwh prodotto da FV é gas risparmiato (produciamo il 50% della corrente col gas).

    Solo che in Italia, come al solito, aspettiamo gli eventi, in Germania 7,9GWp nel 2022, Spagna 7,5GWp perfino l’Olanda (1/3 dell’Italia) ne ha installati 4 GWp. Italia 2,9GWp.

    In Olanda 1KWp di pannelli se arriva a 900KWh/anno é tanto in Sicilia ne fa 1500. Possibile che abbiamo una centrale elettrica naturale e noi continuiamo a comprare il gas?

    • “Perche’ non tutte e due?” – cit.

      C’e’ spazio per entrambe le fonti rinnovabili, alla fine, abbiamo bisogno di energia anche la notte, e l’eolico per questo aiuta.

      Per il ritardo… Speriamo di recuperare quest’anno! Tra l’altro pare che il prezzo del silicio policristallino sia in rapida discesa, quindi i prezzi quest’anno saranno ancora piu’ competitivi…

    • 1) non tutte le colture vanno bene con l’agrivoltaico
      2) già adesso frutta e verdura hanno un costo siderale, spalmiamoci pure sopra il costo di impianti fv..
      3) buona parte degli agrumi in vendita nei mercati provengono da fuori italia perché meno costosi, le stesse aziende del settore importano e vendono come loro produzione..

      • 1) quindi alcune colture sono adatte…
        2) perche’ spalmare!? I campi renderanno un po’ meno, ma ai profitti mancati, il coltivatore potra’ sommare quelli derivanti dalla generazione elettrica.
        3) e questo non vedo che cosa c’entri…

        • 2 e 3) mi rifacevo ai suoi esempi sugli agrumi: il costo dei materiali, installazione (con tutto quello che comporta: non si piantano semplicemente dei paletti nel terreno, vanno fatte delle fondazioni resistenti anche al vento) e collegamenti vari. tutto questo ha un costo iniziale notevole: chi li sostiene? se già comprano all’estero per rivenderla, anziché vendere la propria produzione perché così guadagnano, chi glielo fa fare di spendere?
          1) se vuole c’è tutta un’informativa su piante e agrivoltaico

      • Sono 20 anni che va avanti sta storia, con una Politica lungimirante e non clientelare come la nostra dovevamo essere quelli che davano l’energia rinnovabile agli altri quando è in eccesso e non il contrario. Poi capisco che gestire una colonia USA ha i suoi limiti, non puoi certo fare quello che vuoi.

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