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Formula E, l’Audi toppa e lancia Mahindra

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Un errore, un banale errore: così il team principale dell’Audi Sport, Allan McNish, ha giustificato l’infrazione che ha portato alla squalifica di Daniel Abt al termine della vittoriosa gara di domenica 3 dicembre a Hong Kong. In un primo tempo la Casa di Allgau aveva annunciato un ricorso alla Fia, proposito poi rientrato.

I fatti hanno destato un notevole scalpore nell’ambiente: il tedesco Abt aveva vinto a mani basse nella seconda gara, quella di domenica appunto, davanti alla Mahindra di Felix Rosenqvist, cui non era bastato un furioso inseguimento dopo uno sciagurato testacoda alla prima curva. Ma Abt non ha avuto neppure il tempo di gioire che la Fia ha fatto sapere che la vittoria sarebbe stata assegnata a tavolino al team indiano. Motivo: la non corrispondenza dei codici a barre apposti dalla Federazione sui sigilli di inverter e motogeneratore con quelli dichiarati da Audi Sport alla vigilia dell’evento. Una manomissione? O, appunto, un semplice equivoco? Nella sua dichiarazione McNish ha tagliato corto parlando di “un piccolo errore” che ha privato Abt di una vittoria meritata, assicurando che comunque le sue vetture saranno presto nuovamente sul podio della Formula E. Nel suo profilo ufficiale la monoposto dell’Audi, che prende il nome del Suv completamente elettrico di prossima uscita, l’e-Tron, denuncia una potenza di 180 kw (200 in qualifica), con una velocità massima di 225 all’ora e la possibilità di passare da 0-100 in 3,5 secondi. La batteria ha una capacità di 28 kWh, la vettura un peso minimo di 880 kg., pilota compreso.

Il Team Mahindra festeggia la vittoria e la testa del mondiale di Formula E

Chi se la ride, intanto, è la Mahindra, che dopo le due gare a Hong Kong è balzata in testa al campionato con 44 punti. Confermando che non solo la Formula E è il campionato con il maggior numero di costruttori ‘veri’, assai più della Formula Uno, ma è anche un vero contest mondiale, con una forte presenza di Case asiatiche. Mahindra & Mahindra è un colosso indiano con oltre 200 mila dipendenti, famoso per i suoi Suv e proprietario di marchi come Pininfarina, SsangYong, Peugeot Scooter, Bsa e Jawa. Ma scorrendo la classifica di Formula E troviamo anche al terzo posto (dietro Ds Virgin) la Techetaa del miliardario cinese Edmund Chu, seguita a distanza da altri due team cinesi, la Nio (ottava) e la Dragon Racing (decima). Ora, comunque, il ‘circo elettrico’ si prende un mese di vacanza: tornerà in pista (o meglio, in strada) il 13 gennaio a Marrakech, per poi approdare a Roma il 14 aprile, dopo le tappe di Santiago del Cile (3 febbraio) e Città del Messico (3 marzo).