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Formula E a Roma, uno scatto per guastare la festa

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Mitch Evans sul podio dopo la vittoria all'EUR.

Formula E a Roma, uno scatto malizioso per guastare la festa. Gira sui social con post pepati. E ritrae una colonnina di ricarica che sembra allacciata a un generatore del tipo che di solito sono alimentati a gasolio.

Un gruppo elettrogeno per una colonnina

Si tratta di un gruppo elettrogeno mobile Aggreko, per la produzione di energia in continuo in alternativa alla rete elettrica. Supporti di questo tipo vengono noleggiati da ditte specializzate per eventi temporanei, la cui durata non giustifica l’investimento per impianti fissi. È chiaro che un appuntamento come la Formula E in città a Roma, richiede questo supporto straordinario. Peraltro, ci segnala l’ing. Lorenzo Marfisi su Twitter, <era un generatore d’emergenza alimentato a glicerina (glicerolo): un biocarburante ottenuto come scarto di lavorazioni di saponi e zuccheri industriali, e sottoposta ad un processo di nitrazione per poterla usare come carburante “pulito”>.

Non c’è nulla di nascosto, nulla di cui vergognarsi. E nessuno ha mai detto che i motori diesel siano tutti da buttare nel cesso, per dirla alla Vasco Rossi. Eppure i commenti sono spietati. Tipo: “la foto si commenta da sola“, “la via del progresso è lastricata di str…. Questa è una di quelle“, “se non fosse tragico ci sarebbe da morire dal ridere” o “è sempre il momento giusto per una figuraccia…“.

In tv 766 mila spettatori e 6% di share

Che dire? È il solito cercare il pelo nell’uovo per fermare il nuovo che avanza. Seminando dubbi, ridicolizzando, facendo credere che si stava meglio quando si stava peggio. Tutti sport molto praticati in Italia, con i risultati che sono davanti agli occhi di tutti. In realtà la Formula E a Roma è stata una grande festa, con oltre 30 mila persone sulle tribune dell’EUR e soprattutto 766.000 spettatori a guardarsi il GP su Italia Uno (share 5,99%). Per la cronaca: la gara l’ha vita Mitch Evans su Jaguar Panasonic, davanti a André Lotterer della Techeetah e Stoffel Vandoorne della HWA. Una gara bellissima, con un maxi-incidente poco dopo la partenza e duello fino all’ultima tra Evans e Lotterer, partito in pole. Terzo Vandoorne, quarto Frijns e quinto Buemi. Ritirato per un guasto l’ex ferrarista Felipe Massa. Altro che Formula noia.

Qui il sito ufficiale della Formula E, con foto, video e interviste. E qui la presentazione del GP di Roma. 

28 COMMENTI

  1. Mi permetto un commento:
    Ringrazio per aver scritto una risposta assolutamente sensata in risposta alle solite, facili e sterili critiche. Se si volesse entrare nel dettaglio, l’impatto di Co2 è stato studiato prima dell’evento e, la formula E produce 1/3 di emissioni rispetto ad una classica gara di F1, la maggior parte dei generatori utilizzati, erano installati in back up alla rete, non funzionanti, per evitare che cadute di tensione, anche temporanee della rete stessa, potessero compromettere molte delle sofisticate apparecchiature usate per l’evento(e non è accaduto) una sorta di piano di contingenza applicato. Oltre a questo, se non si comincia, anche con qualche compromesso, a metter in pratica le nuove tecnologie mai si raggiungeranno obiettivi come quelli di organizzare un evento come questo, completamente green, obiettivo a cui noi ci stiamo lavorando investendo ingenti parti delle nostre risorse. Un unico appunto, sempre all’articolo, il noleggio, la progettazione elettrica e l’installazione completa sono state gestite direttamente con Aggreko e non con CGT Rental power da voi menzionata. Grazie e buon proseguimento

    • …c’è un unico errore in tutto quello che ho letto. Ed è la fonte della maggior parte delle critiche. “completamente green”. L’inquinamento c’è in forma diversa e quantità minore. Iniziate con il dire le cose per come stanno, le persone non saranno pronte a saltarvi alla giugulare alla prima occasione….

  2. Come mai citate CGT quando non c’entra nulla con l’evento ha tutta l’aria di essere un articolo con la scusa di fare una pubblicità occulta.
    Non e’ corretto per una testata “giornalistica “ strumentalizzare in questo modo la situazione .
    Verificheremo nelle sedi opportune una eventuale azione legale risarcitoria nei confronti della testata.

    Grazie

    • Abbiamo immediatamente tolto il riferimento a CGT dall’articolo, non c’era da parte nostra nessuna intenzione di strumentalizzare alcunché. O tantomeno di fare pubblicità occulta a qualcuno, leggendo l’articolo ci sembra tutto molto chiaro. E siamo comunque a disposizione per qualsiasi chiarimento.

      • A parer mio la reazione di Aggreko all’errore nell’articolo è eccessiva; perchè non segnalare l’errore e chiedere un chiarimento, prima di minacciare un’azione legale? Risarcitoria, poi?

        Da lettore interessato all’argomento in sè, non avevo notato il riferimento a CGT piuttosto che Aggreko, ma così facendo si fornisce una chiara dimostrazione del cosiddetto “effetto Streisand”.

        Se il primo commento di Cristiano Leoni ha puntualizzato la cosa, con pacatezza, quello della società ha inasprito i toni inutilmente, il che è un autogol, che i litigiosi “a prescindere” non ispirano simpatia.

  3. ” la formula E produce 1/3 di emissioni rispetto ad una classica gara di F1″ e “un evento come questo, completamente green” mi sembrano in contraddizione. 1/3 di emissioni è comunque “tanto”!

    • A parte il fatto che posso solo immaginare che una classica gara di f1 abbia una quantità di emissioni “non da ridere” e quindi 1/3 delle stesse sia comunque una bella quantità…
      Se leggi bene l’intervento di Cristiano Leoni, cita appunto “compromessi” iniziali per raggiungere l'”obbiettivo” (futuro) di un evento completamente green.

    • Ma forse leggendo e cercando di capire cosa c’è scritto la risposta vien da se. Dice che completamente green è un obiettivo al quale stanno lavorando.
      Buona giornata

  4. Ma forse leggendo e cercando di capire cosa c’è scritto la risposta vien da se. Dice che completamente green è un obiettivo al quale stanno lavorando.
    Buona giornata

  5. So che sono contro corrente.

    Tuttavia sono un ottimista.

    Perché altrimenti seguire i veicoli elettrici? O l’Unione europea?

    Sembrano due perdenti oggi in Italia. In questa fase storica dove gli “osanna” delle masse vanno a favore di chi vende soluzioni semplici, gratuite e immediate per problemi complessi, costosi e di lungo termine, come osservava H. L. Mencken, perché puntare su dei “ronzini”?

    Quindi perché stracciarsi le vesti per una fotografia forse maliziosamente messa in circolazione per danneggiare la Formula E? Come dice Dorian Gray “There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about.” Ora una manifestazione di nicchia è sulla bocca di milioni di persone. Già, è una fake news.

    D’altro canto, siamo italiani: dimentichiamo rapidamente le malefatte, votiamo tranquillamente pregiudicati e bugiardi seriali e preferiamo la caciara all’analisi dei fatti. Appena la Panda elettrica costerà come quella a benzina, nessune se ne ricorderà più, anzi, il fotografo in questione passerà il tempo a documentare “lo scandalo delle zone senza colonnine”, a prescindere che siano alimentate con il vento, il sole, o il carbone.

    Analizzando il fatto in sé, se si deve pensare male, presumibilmente l’intento e l’obiettivo erano quello di screditare il movimento d’opinione che vuole – che pazzi! – mettere al bando le sorgenti che immettono nell’atmosfera sostanze gassose velenose e particolati dannosi per l’uomo e le altre forme di vita. Il mondo è vario: c’è chi combatte l’ISIS e chi combatte chi vuole vivere qualche anno in più.

    Come detto in altre occasioni, se temiamo, crediamo, o speriamo che la comunicazione di massa abbia fini educativi immediati, temo ci sbagliamo. Anche azioni dimostrative come andare davanti a una scuola dell’infanzia ad offrire a tutte le mamme e a tutti i papà che NON guidano auto elettriche un adesivo da attaccare sul paraurti posteriore vicino al tubo si scappamento, con scritto “Quest’auto avvelena l’aria che i tuoi bambini respirano.”, creerebbe forse scandalo per qualche giorno sui social network, in tv, su qualche giornaletto, ma non credo potrebbe salvare nessuno dei 130 italiani morti ieri, o che moriranno oggi o domani, prematuramente, perché l’aria che respirano non è “buona”.

    • Ma che stai a di? Hanno barato punto e basta. La colonnina alimentata a combustibile, qualunque esso sia, è solo l’emblema di quello che si cela dietro a sto bluff dell’elettrico che è “green” solo a metà: Le macchine elettriche vanno alimentate, ed oggi non c’è altro modo di produrre elettricità, se non bruciando qualcosa.
      Lo volete capire o no che l’elettrico (e l’Idrogeno similmente) spostano solo il problema ma non lo risolvono?
      Il rinnovabile è uno scherzone e l’unica vera alternatiiva a tutto ciò, indovina quel’è? Il nucleare. Per far funzionare il giochino devi riaccendere le centrali nucleari: Bella mossa.
      E dato che questa cosa nun se po fa, perché imbarcarsi in quest’operazione ultra costosa, inefficiente e che, alla fine non risolve un tubo?
      Perché, come al solito in questo paese l’ecologia e la salute sono solo i grimaldelli per farvi spendere un sacco di soldi per roba di cui non avete assolutamente bisogno.
      Volete la macchina “green”? Fatevi l’ibrido. E’ il miglior compromesso oggi e non rompete ulteriormente.

      • @Stanisław Lem

        Barato in che senso? Se una risorsa manca in un luogo sei costretto a portartela con i mezzi disponibili al momento. Nel deserto, ti porti la borraccia dell’acqua. Roma, che purtroppo ci fa vergognare nel mondo per logistica, smaltimento rifiuti, energia, politica, pur essendo la capitale persino ben foraggiata da leggi ad hoc del “Paese del sole”, non ha sufficiente forniture sostenibili e ridondanti per garantire un servizio di backup e di peak shaving come serviva durante una manifestazione di quella portata. Quindi hanno portato la borraccia. Era una borraccia diesel di plastica? O così o…

        Veramente una (grossa) centrale nucleare (a fusione) c’è già e funziona abbastanza bene. A ben guardare, la fornitura non è senza macchie… Basta alzare la testa.

  6. Grazie #Raul….esattamente, lavoriamo per il futuro .
    Oggi non posso fare troppa filosofia sul capitolo emissioni poiché la maggior parte dei generatori è alimentato ancora a gasolio (discorso generale) però sono sicuro che domani riusciremo a dare una svolta al mondo dell’energia a noleggio contribuendo in maniera significativa al rispetto dell’ambiente e all’utilizzo di fonti rinnovabili. Purtroppo (soprattutto in Italia) esistono anche delle leggi, molto datate, che regolano la produzione di energia elettrica e in alcuni casi limitano la possibilità di utilizzare combustibili alternativi.
    Aggreko, nel 2017, ha acquisito la società Younicos, luminare nel mondo del “battery storage” e “energy management” ed è proprio grazie alla loro esperienze ed alla sinergia ingegneristica creatasi che posso avere questa visione ottimistica e positiva. Già oggi Aggreko propone soluzioni a bio diesel o a gas ma, come prima riportato, le stesse non possono essere applicate al mercato Italiano per progetti di breve durata. Vi ringrazio per aver potuto scrivere queste righe, in risposta a chi (nessuno sul vostro Blog) sta approfittando mediaticamente per creare un binomio “Aggreko-inquinamento”, con piacere affermo che a Milano abbiamo noleggiato il primo generatore ibrido e, sono certo che sarà il primo di una luga serie….

    Grazie ancora

    • Noi abbiamo solo detto che Aggreko faceva il suo lavoro, come supporto a un evento temporaneo…

  7. colgo l’occasione per porre una domanda: ma le batterie “esaurite” (perchè per quanto tecnologiche a un certo punto “muoiono” e vanno sostituite) come vengono smaltite ?
    Siamo così sicuri che gli ioni di litio, nichel-cadmio etc etc alla fine non inquinino più della plastica ?
    Stesso discorso per i pannelli fotovoltaici… Ero tentato a montarli, ma quando ho chiesto a tutte le aziende specializzate a cui mi sono rivolto come saranno smaltiti, la risposta è stata: “boh? ci penseremo quando sarà il monento..”.

    • La risposta non può essere “Boh? Ci penseremo quando sarà il momento”. Per le batterie le strade sono due, come abbiamo scritto già molte volte. O utilizzarle in “second life”, come accumulo per strutture fisse, dato che in genere hanno ancora il 70% residuo della loro capacità. L’esempio più ricorrente è lo stadio dell’Aiax, ad Amsterdam, alimentato con batterie che arrivano dalle Nissan Leaf. Ma c’è anche la strada del riciclo, ancora più importante, perché consente di recuperare i materiali rari presenti nelle batterie, come litio, cobalto, nickel, manganese…In Germania ci sono già stabilimenti nati con questa mission, mentre in Italia è in corso un lavoro congiunto, molto promettente, condotto dal Cobat e dall’Enea.

      • Basterebbe finanziare lo sviluppo e messa in opera di centri di smaltimento delle batterie, atto al recupero > di x%. Finché la materia prima costa meno della prima seconda, qui da noi nessuno spende per una causa green.
        Nel Veneto abbiamo almeno 3 produttori di batterie che potrebbero recuperare materia prima seconda durante lo smaltimento. Abbiamo grossi produttori di batterie in Italia che lavorano bene, incentiviamoli a progredire verso il green !!!

    • @marco, esattamente questa è la domanda delle domande.
      E come hai visto, ora NON c’è risposta…
      Perchè dire “dopo le riuso per qualche altro utilizzo” non è una risposta… Quando tra X anni le batterie dello stadio dell’Aiax, non saranno più utili che ne facciamo? Boh !!!
      Speriamo che nel frattempo, gli “studi molto promettenti” siano arrivati ad una soluzione, che per ora non c’è.

      @Emanuele Aliberti Se vuoi pubblicizzare la “tua” acqua di fonte super naturale, non porti borracce o meglio le autobotti con l’acqua di rubinetto…

      • Non c’è risposta perché purtroppo forse non avete la pazienza di leggere e informarvi. Comunque: nessuno quiha la verità rivelata e sono ben accette le opinioni di tutti, purché non si scada nell’insulto personale, giusto?

        • Senza polemica, ma leggo che oggi tutte le batterie al litio, in europa, vengono inviate in Germania, dove vengono parzialmente riciclate e il residuo “Black Mass” viene poi inviato in Corea.

          Oggi in Italia c’è “una ricerca affidata dal Cobat all’Istituto del CNR ICCOM” molto promettente, ma ancora “deve partire l’operazione industriale che consenta di sfruttarne le potenzialità”.

          Quindi la domanda “ma le batterie esaurite come vengono smaltite ?”, per me, trova la risposta: è ancora molto difficile e probabilmente antieconomico (costa molto meno usare sempre materia prima), speriamo in futuro (prossimo?) di trovare soluzioni più semplici e convenienti.

          Sbaglio, è possibile, non sono un’esperto chimico/fisico.
          Ma una riflessione seria va fatta, la risposta “tanto poi si riusano” non regge, e ritengo che prima di avere una mole ingestibile di “nuovi rifiuti tecnologici”, andrebbe indicato chiaramente come saranno smaltiti.

          • D’accordissimo, il tema va trattato con serietà e senza vendere illusioni, ma gli esperti del Cobat mi dicono che la strada sarà il riciclo, prima di quanto pensiamo. Però è giusto aspettare di vedere i risultati.

  8. Hanno solo incasinato il gia’ difficile traffico a roma. Tutti i residenti di roma ovest ringraziano per le ore di traffico impazzito in piu’ per questa inutilissima manifestazione. Da ostia a roma magliana quasi 2 ore di fila…spero che l’ anno prossimo non ci sia piu’ questa manifestazione

  9. Si Mauro e ti ringrazio, volevo solo cercare di dare un contributo oggettivo alla polemiche che si è innestata.

  10. E sui pannelli solari vale lo stesso discorso?
    Perché il “boh… Ci penseremo quando arriverà il momento” è la risposta data da tutti coloro (enel compresa…) quando ho chiesto informazioni in merito.

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