Tre progetti per grandi impianti di stoccaggio di energia (BESS, ovvero Battery Energy Storage System) seminano lo scompiglio a Forlì, dopo che un comitato di cittadini “No BESS” ha reclutato come testimonial due ex campioni di motociclismo: Loris Reggiani, poi elettro presidente, e Andrea Dovizioso. Un lettore, Marco Di Paola, ci segnala la vicenda che oggi sarà oggetto di un incontro tecnico nell’aula del Consiglio Comunale, trasmesso in diretta streaming sul sito del Comune di Forlì. Vaielettrico ha contattato Loris Reggiani che risiede a circa 150 metri dal perimetro di uno dei tre impianti. Lamenta soprattutto il mancato rispetto della prevista distanza dalle abitazioni, che la legge fissa in 500 metri. Per scriverci: info@vaielettrico.it.


Due grandi inquinatori ora hanno paura delle emissioni
“Gentile Vaielettrico – ci scrive Marco -, vi volevo segnalare questo articolo del Resto del Carlino. Due note star del motociclismo, che hanno inquinato a più non posso con le loro moto, si oppongono a un sistema di stoccaggio per impianti rinnovabili lamentando le emissioni dovute ad eventuali incendi. Hanno però dimenticato le numerose ricerche sui rischi di incendio delle batterie, che sono bassissime. A questo punto mi chiedo, quando si installa un impianto fotovoltaico domestico con batteria di accumulo ci vuole l’autorizzazione dei vigili del fuoco?„
Una centrale Terna e tre impianti di stoccaggio: la storia
Risponde Massimo Degli Esposti– Un passo indietro per chiarire la vicenda. I tre impianti di stoccaggio di Durazzanino, Malmissole, Poggio e Pieveacquedotto saranno al servizio della stazione di trasformazione Terna di via Oriziana.


A quanto è dato sapere, un primo impianto, proposto dalla società società Sphera Nordea Srl, ha già terminato l’iter di autorizzazione e il cantiere si aprirà a breve (qui la delibera che risale al 2024). La potenza nominale è di 120 MW. Si compone di 224 container BESS suddivisi in 32 unità modulari, ciascuna composta da 6 moduli batterie, un modulo PCS-Power Conversion System e un modulo ausiliare. Occupa una superficie complessiva di 31.500 metri quadrati e sarà collegata alla centrale Terna da un cavo interrato di 430 metri.
Un secondo progetto, presentato da Rne 19 srl, riguarda un impianto da 100 MW; un terzo, da 50 MW, è stato presentato dalla società Arancia Energy srl. Entrambe le istanze sono all’esame dell’agenzia regionale per l’ambiente Arpae che poi passerà la pratica alla Conferenze dei servizi. In quella sede saranno esaminate anche le istanze contrarie dei cittadini. In totale, quindi, si concentreranno nelle tre frazioni di Forlì circa 500 container di batterie per una potenza totale di 270 MW. Uno dei più significativi interventi pianificati in Italia.
Oggi in streaming i dettagli dei progetti che scuotono Forlì
Ricordiamo che la prima asta di assegnazione MASE-Terna ha aggiudicato autorizzazioni per 10 GW di nuova potenza di accumulo (67 GWh di capacità energetica) da realizzare entro il 2028, raddoppiando di fatto la potenza installata in Italia. Si tratta di impianti chiave per stabilizzare la rete elettrica italiana, sempre più basata su energia da fonti rinnovabili, intermittente e non programmabile.
I dettagli si conosceranno oggi, quando i tre progetti saranno illustrati nella riunione della 2^ Commissione consiliare, a partire dalle 16:00. Parteciperanno Arpae Emilia-Romagna, AUSL Romagna e i tecnici progettisti. Tutti i cittadini potranno seguire la seduta che sarà trasmessa in diretta streaming sul canale Youtube del Comune di Forlì.
Reggiani: vogliamo solo il rispetto della legge
Il comitato presieduto da Loris Reggiani promette battaglia. Su che base? «La legge prevede che questi impianti siano ubicati ad almeno 500 metri delle abitazioni più vicine – dice -; ma in questo caso diverse decine di edifici residenziali, compresa la mia proprietà, distano molto meno. Perchè? Che garanzie abbiamo contro l’inquinamento acustico, quello elettromagnetico e quello chimico in caso di incidenti?».
Dalle informazioni raccolte, aggiunge l’ex campione di motociclismo, i sistemi di raffreddamento delle batterie «sono molto rumorosi»; e il rischio di incendi e fughe di gas tossici, pur minimo, non si può escludere. Proprio la settimana scorsa, fa notare, è andato a fuoco un container di batterie in Germania: «Decine di famiglie sono state evacuate e le operazioni di spegnimento hanno richiesto 30 ore di lavoro».
Legittime preoccupazioni o “sindrome Nimby”?
Preoccupazioni giustificate o “sindrome Nimby“? Noi di Vaielettrico propendiamo per la seconda ipotesi. Nessuna attività umana è a rischio zero; ma di certo l’accumulo di energia a batterie non è tra quelle che possono suscitare allarme sociale. In Italia si contano qualcosa come 730 mila sistemi di stoccaggio elettrico stazionario (qualche centinaio quelli di potenza superiore ai 10 MW) e non si è mai registrato un solo incidente degno di nota. A livello mondiale i BESS su scala industriale sono molte migliaia e gli incidenti si contano sulle dita di due mani. Anche perchè utilizzano le celle batteria Litio-Ferro-Fosfato (LFP), di gran lunga le più sicure.
La controprova viene proprio dalle auto elettriche, che dati statistici incontrovertibili certificano come 25 volte meno esposte al rischio incendio rispetto alle auto termiche.
Concludendo: giusto il pressing dell’opinione pubblica per il rigoroso rispetto delle leggi e delle normative di sicurezza. Sacrosanto il diritto dei cittadini ad una informazione puntuale e trasparente. Lodevole la disponibilità al dialogo delle amministrazioni locali e degli organismi di controllo.
Ma se è vero, come assicura Reggiani, che a Forlì non c’è un’opposizione di principio alla sostenibilità ambientale, il buon senso aiuterà le due parti a trovare un punto d’incontro. E non saranno i trascorsi da “grandi inquinatori” dei due testimonial Reggiani e Dovizioso, caro Marco, a bloccare progetti così importanti per la transizione energetica italiana.
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Io ormai dovrei esser noto qui su V.E. come convinto sostenitore della rivoluzione energetica (che ho già iniziato anni fa a casa mia, e poi completato con BEV + accumulo…) però ritengo che alcune “precauzioni” siano legittimamente richieste; in U.S.A. grandi impianti IPERscalers per A.I. & CLOUD services sono altamente contestati per via dell’eccesso di consumo idrico da raffreddamento, blackout per assorbimenti energetici e i forti rumori in bassa frequenza dovuti ai sistemi di ventilazione perennemente accesi ed udibili anche a notevole distanza.
L’Italia ha una densità abitativa estremamente elevata e diventa molto difficile piazzare qualsivoglia impianto (con le sue potenziali conseguenze nocive) anche nelle aree industriali / artigianali esistenti (sempre e comunque “invase” pure da insediamenti civili e centri commerciali… ). I fattori di rischio son contenibili ma non eliminabili su tutte le tipologie di disastro (ovviamente in caso di attacchi militari… non abbiamo scampo ! ).
Doveroso quindi che comitati di cittadini ( forse non solo N.I.M.B.Y. a priori, ma fortemente preoccupati che vengano seguite tutte le normative di sicurezza) possano far sentire la propria “voce”, anche quando a guidarli sono personaggi famosi per i loro rapporti con gli idro-carburi, che ovviamente causano disastri un po’ ovunque (zone estrazione/trasporto/deposito/distribuzione..ed uso finale ! ) come anche drammaticamente ha dimostrato la vicenda del deposito carburanti di Calenzano (FI) prossimo a conversione proprio in impianti di energia rinnovabile..
Recentemente in Vermont (U.S.A.) hanno avuto grande successo le “virtual power plant ” (V.V.P.) che son riuscite a compensare le problematiche delle reti sotto stress per eccessiva domanda (anche per elevato calore di questo periodo) pertanto continuo a pensare che sistemi di accumulo siano fondamentali (BESS o tramite condivisione di risorse V2G di BEV ed accumuli domestici) per attenuare altri possibili e ricorrenti “guai”, oltre a ridurre anche i costi che pagano cittadini, imprese ed enti pubblici..
E mi fa piacere leggere che ogni tanto pure il ministro Pichetto Fratin si può “vantare” di progressi in corso in Italia:
https://www.ansa.it/ansa2030/notizie/energia_energie/2026/07/29/pichetto-prezzo-dellelettricita-da-solare-meno-della-meta-del-pun_a09b9289-d23a-4655-bd27-4a2919826a82.html
Mi auguro che il confronto tra gli stakeholders riescano rapidamente a risolvere i dubbi ed adottare tutte le prescrizioni tecniche obbligatorie ed eventuali ulteriori miglioramenti non obbligatori per far si che la transizione verso energie pulite e sicure sia sempre più veloce, conveniente ed … accettata ubiquamente.