Ford punta sullo storage: 20 GWh di accumulo annuo con Ford Energy

Ford Energy



Ford debutta nello stoccaggio di energia con il lancio ufficiale di Ford Energy, nuova controllata dedicata alla produzione di sistemi di accumulo a batteria (BESS) destinati a utility, data center e grandi clienti industriali. La società produrrà fino a 20 GWh l’anno di batterie stazionarie nel sito di Glendale, in Kentucky, riconvertendo una parte della capacità nata inizialmente per le auto elettriche.

La nuova divisione rappresenta una svolta strategica per Ford dopo mesi complicati sul fronte elettrico, dovuti ad un rallentamento della crescita EV negli Stati Uniti che ha reso improduttivi diversi stabilimenti. Tra cui quello di Glendale, utilizzato dalla joint-venture BlueOval SK per le batterie dei veicoli elettrici.

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Ford ha trasformato il sito di Glendale in una gigafactory focalizzata sullo stoccaggio stazionario

Dalle batterie per auto ai data center

Ford aveva già annunciato l’intenzione di destinare parte dei propri impianti EV alla produzione di sistemi di accumulo per la rete elettrica. Ora il progetto prende forma concreta con la nascita di Ford Energy.

A guidare la controllata sarà Lisa Drake, già manager di lungo corso del gruppo, che ha spiegato come negli ultimi mesi il lavoro si sia concentrato sulla creazione della filiera e sull’adattamento degli stabilimenti alla nuova domanda energetica.

Il contesto, infatti, è cambiato rapidamente. La crescita dei data center per l’Intelligenza artificiale, insieme alla diffusione delle energie rinnovabili, sta generando una domanda enorme di sistemi di accumulo capaci di stabilizzare la rete e garantire continuità energetica.

Per Ford, quindi, l’accumulo stazionario diventa anche un modo per valorizzare investimenti miliardari già effettuati nella produzione di celle batteria.

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I nuovi container energetici Ford

Il prodotto di punta sarà il “Ford Energy DC Block”, un container standard che integra batterie LFP (litio-ferro-fosfato) da 512 Ah. Ford ne proporrà due versioni, FE-250 e FE-450, entrambe con una capacità energetica di 5,45 MWh, raffreddamento a liquido e sistema proprietario di gestione della batteria.

La scelta della chimica LFP non sorprende. E’ ormai lo standard globale per l’accumulo stazionario, grazie alla maggiore stabilità termica e alla durata superiore rispetto alle celle NMC utilizzate più spesso sulle auto elettriche.

Ford punta inoltre sulla robustezza industriale dei sistemi, progettati per funzionare in ambienti estremi, da -35°C fino a +55°C. Le prime consegne sono previste per la fine del 2027.

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I nuovi container per lo storage energetico di Ford Energy

La sfida al Megapack di Tesla

Per Ford entrare nel mercato dell’accumulo significa confrontarsi direttamente con il leader americano del settore: Tesla Megapack.
Tesla ha installato quasi 47 GWh di storage nel 2025 e punta a superare i 50 GWh annui con la nuova fabbrica Megapack 3 in Texas. Ford partirà quindi da una scala decisamente inferiore, ma il mercato è in forte espansione.

Secondo le previsioni statunitensi, infatti, nel 2026 verranno installati circa 24 GW di nuovi sistemi di accumulo utility-scale, quasi il doppio rispetto al 2025.

Un elemento chiave della strategia Ford sarà il posizionamento “made in USA”. I sistemi saranno assemblati negli Stati Uniti e progettati per rientrare negli incentivi federali legati ai contenuti domestici.

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L’importanza dello storage europeo

La scelta di Ford evidenzia una trasformazione ormai evidente nel settore batterie. La crescita dell’accumulo energetico potrebbe diventare persino più rapida rispetto a quella dell’auto elettrica in alcuni segmenti industriali.

Per l’Europa, che continua a rincorrere Cina e Stati Uniti sulla produzione di celle, il tema resta strategico. Le gigafactory nate per alimentare il mercato EV potrebbero infatti trovare una seconda vita proprio nello storage stazionario.

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