Ford allarga la famiglia dei suoi Transit elettrici. Il nuovo van a batteria Transit City, atteso entro fine anno, nasce per semplificare il lavoro di corrieri, artigiani e servizi urbani, con un’autonomia dichiarata fino a 254 km e varie configurazioni.
La strategia Ford è quella di presidiare un mercato, quello dei veicoli commerciali elettrici, sempre più competitivo anche in Europa. E dove i costruttori cinesi stanno guadagnando terreno soprattutto sul fronte dei prezzi.

Un elettrico “senza fronzoli” per la città
Il nuovo Transit City rompe con la tradizione Ford: niente prefisso “e-”. Una scelta voluta, perché il modello sarà esclusivamente elettrico, senza alternative diesel o benzina.
Pensato per un uso urbano intenso, il van adotta un motore da 110 kW sull’asse anteriore e una batteria LFP da 56 kWh (capacità netta), integrata nel pianale. L’autonomia arriva fino a 254 km (ciclo WLTP), un valore che secondo Ford copre ampiamente le esigenze quotidiane della maggior parte degli operatori urbani.
Sul fronte ricarica, prevista in corrente alternata (AC) da 11 kW (10-100% in circa 5 ore) e corrente continua (DC) fino a 67 kW (10-80% in 3o minuti). Numeri coerenti con un utilizzo tipico da “ultimo miglio”, dove conta più la regolarità delle soste che la lunga percorrenza.

Le varianti per il lavoro
Il Transit City sarà disponibile in tre diverse configurazioni per adattarsi a più esigenze operative:
- Furgone L1H1 (4,99 m): compatto per centri storici e parcheggi difficili.
- Furgone L2H2 (5,29 m): più spazio e capacità.
- Telaio cabinato: piattaforma con sponde abbattibili, ideale per allestimenti specifici.
Nonostante le dimensioni compatte, entrambe le versioni furgonate possono trasportare tre europallet. La capacità di carico arriva fino a 1.275 kg di portata utile e 8 m³ di volume (versione lunga)
Un limite importante: l’assenza del gancio traino. Chi ha bisogno di trainare dovrà orientarsi su modelli superiori come l’e-Transit Custom.

Dotazioni essenziali ma mirate
Per contenere i costi, Ford ha scelto un allestimento unico, senza optional. Una decisione che serve anche a ridurre la complessità produttiva pur salvaguardando ciò che è utile davvero: nello specifico il pavimento di carico rinforzato, le pannellature laterali e anelli di fissaggio ben distribuiti.
Interessante la scelta dei sedili riscaldati di serie, considerati più efficienti del riscaldamento dell’abitacolo nelle continue soste tipiche dei corrieri.
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Non manca un po’ di connettività, garantita dai sistemi Apple CarPlay e Android Auto integrati nel display da 12 pollici.
Infine il Transit City integra sistemi di assistenza alla guida di serie, come la frenata automatica d’emergenza, sensori di parcheggio, telecamera posteriore, Adaptive Cruise Control e avviso di superamento corsia.

Origine asiatica e prezzo più competitivo
Uno degli elementi più rilevanti è l’origine del modello. Il Transit City non è sviluppato direttamente da Ford, ma deriva da una collaborazione con Jiangling Motors, partner cinese in cui Ford detiene una quota.
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Una scelta che consente di abbattere i costi e posizionare il veicolo in una fascia più accessibile. Le stime parlano di circa 47.000 euro, contro i quasi 59.000 euro dell’e-Transit Custom.
Una mossa difensiva ma anche strategica: mantenere i clienti nel proprio ecosistema (inclusi servizi come Ford Pro Telematics) evitando che migrino verso marchi emergenti o nuovi competitor come Kia con il PV5.
Il nuovo van sarà ordinabile dal secondo trimestre 2026, con le prime consegne in Italia previste con l’inizio del 2027.
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