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Fonti rinnovabili e auto elettrica, Armaroli smonta le tesi di Toyoda & C.

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C’è una campagna mediatica in atto contro le fonti rinnovabili e l’auto elettrica. Una valanga di falsità. Nell’intervista a Vaielettrico Nicola Armaroli (qui il video), direttore di ricerca del CNR, non usa giri di parole per commentare le recenti esternazioni del presidente di Toyta , signor Toyoda, sui costi della transizione alla mobilità elettrica. Ma il suo giudizio è ancora più drastico nei confronti di un recente intervento di Enrico Mariutti su Econopoly e Il Sole 24 ore intitolato “La grande eresia, la rivoluzione verde è un’enorme fake news?“.

fonti rinnovabili

 

All’auto elettrica bastano le fonti rinnovabili

fonti rinnovabili

Armaroli si occupa da anni di energia sostenibile da fonti rinnovabili e per il CNR coordina una ricerca internazionale sulla fotosintesi artificiale. Ha appena pubblicato per le Edizioni Dedalo il libro Emergenza Energia-Non abbiamo più tempo ora in vendita in tutte le liberie e su Amazon. Armaroli è anche, da oltre tre anni, un convinto automobilista elettrico (leggi).

A Toyoda contesta le valutazioni sui presunti costi di infastruttura per l’elettrificazione dei trasporti. Non è vero, sostiene Armaroli, che un parco auto elettrico farebbe esplodere la richiesta di energia elettrica: per alimentarlo servirebbe appena il 15% dell’attuale produzione. Una quota ininfluente anche alla luce del forte calo di richiesta di energia primaria totale a causa dell’efficientamento energetico.

Mitigare i costi sociali della transizione

I problemi, semmai, potrebbero venire dalla richiesta di picco. Se tutte le auto elettriche fossero in ricaica contemporaneamente assorbirebbero circa 50 GW. Ma  questo non si verificherà mai grazie alle nuove reti intellligenti, capaci di regolare la distribuzione dei carichi. Armaroli condivide invece le preoccuazioni di Toyoda per i costi sociali della conversione dell’industria automobilistica.

Un settore che, assieme alla filiera del petrolio, rappresenta il 10% circa del Pil modiale.  Sarà quindi necessario mitigare gli effetti di una transizione energetica che dovrà concludersi in soli 10-20 anni, mentre quelle del passato hanno richiesto circa un secolo. L’urgenza della conversione deriva dall’emergenza in atto: i cambiamenti climatici già producono effetti devastanti sul Pianeta e nei prossimi 5-10 anni saranno sotto gli occhi di tutti.

Salvare il clima in zona Cesarini

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La mobilità elettrica, ci dice Armaroli, è solo uno degli elementi di una strategia energetica rivolta ad azzerare le emissioni di CO2 e degli altri gas serra enro il 2050. La rivoluzione verde è una necessità assoluta e non è affatto una fake news come scrive Il Sole 2 Ore. Le fonti rinnovabili sono in grado di fornirci tutta l’energia di cui abbiamo bisogno. Sfruttarle, con pannelli solari, impianti eolici, centrali idroelettriche e sistemi di accumulo e stoccaggio  richiede certamente l’utilizzo di enormi quanità di materie prime. Anche rare come rame, litio, cobalto, nichel, manganese.

Fonti rinnovabili ed economia circolare

Si tratta però di materie prime tutte riciclabili in un’economia circolare. Non sono riciclabili, invece, i carburanti fossili. Dopo la combustrione, estrememente inefficiente, il “residuo” è la CO2 che viene stoccata in atmosfera aumentando la concertazione di gas serra.  Un’auto diesel, per esempio, cosuma nell’arco di vita 5 volte il suo peso in gasolio ed emette 20 volte il suo peso in CO2. La vera fake news, invece, è la soluzione caldeggiata da Mariutti, cioè la cattura e il sequestro della CO2. E’ tecnicamente impossibile ed economicamente insostenibile. Senza considerare che sfruttare le riserve di idrocarburi, gas e petrolio, è sempre più complicato e costoso. Si esauriscono infatti i giacimenti più accessibili e quelli ancora  disponibili hanno costi di estrazione in crescita esponenziale.

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83 COMMENTI

  1. Domanda: Il Dottor Armaroli teme un futuro in cui lo scioglimento dei ghiacci dell’Antartide e Groenlandia porti ad un innalzamento del livello del mare costringendo “due miliardi” di persone a spostarsi (e quindi ad emigrare preferibilmente nei paesi “occidentali”).
    Alcuni credono che questo non sia vero, che sia un “hoax” ( gli elettori di Trump e tanti altri). Possiamo pubblicare dati scientifici inoppugnabili (oramai è tutto accessibile sulle riviste pubblicate) che dimostrino inequivocabilmente che ci sarà questo aumento del livello del mare dovuto allo scioglimento dei ghiacci e che questo comporterà lo spostamento di due miliardi di persone?

    • Non c’è fonte che si possa definire inoppugnabile che non confermi queste previsioni. Si legga i rapporti dell’IPCC, il massimo organismo dell’Onu che studia gli effetti dei cambiamenti climatici. https://www.ipcc.ch/reports/. Lei ritiene Trump e i suoi elettori altrettanto autorevoli?

  2. Mai avuto dubbi sulla bontà dell’elettrico, mi fido di chi i conti li fa per mestiere.

    Le esternazioni di Toyoda sono dannosissime ancorché false e pretestuose, verranno usate verso chi detesta le auto elettriche contro chi ne sa poco o nulla.

    Già i vari siti di auto termiche hanno pubblicato le parole di Toyoda, tutti i siti specializzati ma proprio tutti.

    Potete immaginare i commenti compiaciuti degli odiatori dell’auto elettrica che adesso saranno ancora più ottusi “perché l’ha detto anche Toyoda!”… sic…

    Personalmente è deprimente.

    Non fermeranno l’elettrico ma possono in qualche modo rallentarlo, infoltendo la schiera dei dubbiosi che disinformano ad arte.

    Deprimentissimo…

  3. Vito Simini, se la tua proposta non è, come dici tu, una stroncata, come mai non la proponi pubblicamente, per poterne discutere insieme?
    Potresti quantomeno segnalarci un sito, per maggiori chiarimenti?

  4. Dico la mia: tra Mariutti e Armaroli neanche provo a schierarmi perché non ho le loro competenze e non ho fatto i loro studi. Mi limito ad osservare però che mai come sul fronte energetico gli studi ahimè non sono concordi e non ci consegnano una verità scientifica, per cui tutto va ad interpretazione dei dati. Penso ad esempio alle critiche fatte da qualcuno sul calcolo della CO2 consumata per la produzione delle batterie, ma anche andando in altri ambiti, ad esempio il citato EROEI, basta andare su Wikipedia e leggere come esistano diversi studi, secondo un l’EROEI del fotovoltaico oscillerebbe tra 1,7 e 10 (quindi sempre conveniente), secondo altri < 1 (quindi sempre conveniente). Chi ha ragione tra i 2 giudici non può deciderlo né un giudice di un tribunale né un "leone da tastiera": davanti a questa incertezza, molti fanno "ad occhio". Mi pare che il pannello produca energia e non inquina quindi lo promuovo; mi pare che l'auto elettrica non inquina perché non vedo marmitte installate. La scienza è più complicata di così e servono molti più studi indipendenti per definire la bontà di una scelta piuttosto che un'altra. Allora ne vedremmo delle belle: ad esempio potremmo scoprire che incentivare la rottamazione di una station wagon diesel Euro 5 con pochi km per spingere all'acquisto di un suv elettrico fa malissimo all'ambiente; oppure che proibire l'accesso al centro con l'auto e consentirlo solo con mezzi pubblici (navette veloci) è più efficace di qualunque altra transizione energetica; oppure che incentivare lo smart working dimezza la quota di co2 emessa, etc.

    Invece mi sembra che si sia cercata la scorciatoia: la marmitta dell'auto. E non sono sicuro che scientificamente sia la scelta giusta. Per l'Euro 7, ad esempio, si vocifera di un tetto alla co2 / km emessa pari a 59 grammi: con questo valore, se confermato, l'auto a benzina emetterebbe CERTAMENTE meno co2 non solo delle elettriche long range, ma forse anche delle city car elettriche (dipenderà come otterranno questo valore, se usando l'ibrido o no). Io credo che il dibattito sia apertissimo e tutti i contributi, studi, analisi, osservazioni sia i ben venuti.

    • Enzo, a 59 gr CO2 l’auto dovrebbe essere necessariamente una ibrida plug in. Come minimo.
      Questo perché significa tagliare le emissioni del 50% circa rispetto ai motori attuali.
      Inoltre spesso ci si dimentica che i motori vengono omologati a certe emissioni, ma che poi la manutenzione svolge un ruolo centrale nel rispettarle e non è che tutti trattano bene i propri veicoli. Basta stare a un semaforo in inverno e vedere gli scarichi.
      Infine, mentre con un EV possiamo sperare di pulire la filiera di produzione dellelettricita nel tempo usando piu rinnovabili, con gli ICE non possiamo. Questo per me è già sufficiente ad indirizzare un acquisto.
      Poi se uno vuol prendersi una ibrida perché ha timori, ci può stare. Ma fra 10 anni, con i prezzi delle batterie in calo e si spera una diffusione di colonnine maggiore, penso che sarà chiara la direzione

  5. Dico un ultima cosa:

    il fatto di catturare la CO2 (ammettiamo pure che sia possibile) mi ricorda lo stesso processo assurdo di catalizzatori, fap, urea ecc. – che senso ha produrre veleni per poi fare i salti mortali per catturarli, renderli meno cattivi ecc.

    Non è più semplice non produrli, la tecnologia ce l’abbiamo, e funziona pure bene.

    Il problema del petrolio non è solo la CO2, per combattere quella basta piantare alberi, il problema sono tutti i veleni che il maledetto petrolio butta in atmosfera avvelenando ogni forma di vita.

    Devo dire che certe idee hanno un’onestà intellettuale pari a zero.

    • CO2 e veleni non sono esclusiva delle auto ice, ma anche delle elettriche. Già le elettriche long range emettono mediamente più CO2 di una auto ibrida, ma anche per quanto riguarda gli altri inquinanti c’è il particolato emesso dai pneumatici, etc (certo, in misura inferiore rispetto alle ICE). Oppure uno può credere alla favoletta delle emissioni zero.

        • Verissimo! Tra l’altro la decrescita felice (non è la mia teoria, sia chiaro) parla anche di questo: se diminuiamo noi salviamo il pianeta perché ogni essere umano inquina, non solo emettendo CO2 ma anche perché mangia, consuma, etc.

          • Peccato che “la decrescita felice” sia un ossimoro, e “salvare il pianeta” un’altra figura retorica senza gran significato: “salvare l’umanità” sarebbe più corretto ché il pianeta può sopportare livelli di CO2 elevati a piacere senza alcun problema.

      • Chi pensa alle ICE si ferma alla CO2 emessa da tubo di scarico, pensa a tutto quello che emette l’intera filiera del petrolio: trivellazione, estrazione, trasporto, RAFFINAZIONE, ri trasporto (ed a tutto l’inquinamento cancerogeno che petrolio e derivati diffondono).

  6. Rispondendo ogni volta a questi personaggi , cercando di inviarli ai link tipo quella di Eindhoven che spiega il livello di inquinamento dalla produzione allo smaltimento . forse c è anche qualche blog su Linkedin . Ai politici dovremmo trovare altri politici un po piu capaci , ma la vedo dura

  7. Il problema non è rispondere alle affermazioni di Toyoda, riprese da giornalisti vari.
    Il problema è non avere persone del livello del Prof. Armaroli al governo.
    Come lo risolviamo questo problema?

    • Concordo, il Prof. Armaroli andrebbe clonato.

      E aggiungo che finalmente ho trovato una persona che vede le cose come le vedo io (ovviamente io non sono al suo livello di competenza e conoscenza).

    • Il fatto è che Armaroli dice le cose come stanno, ed è sempre più facile credere a una bugia confortante (1) che una scomoda verità (2)
      Questo ci porta ad osservare che l’espressione di voto è fondamentalmente guidata dalla pancia più che dalla ragione.

      Esplicito, così non ci sono fraintendimenti:
      (1) Le bugie confortanti sono create ad arte per rassicurare che potremo continuare a bruciare tutto il petrolio che vogliamo e non modificare le nostre abitudini.
      (2) La scomoda verità ci costringe ad ammettere che ci sarà perdita di posti di lavoro nel settore dell’estrazione degli idrocarburi e tutto l’indotto e che dovremo fare investimenti e cambiare le nostre abitudini per evitare disastri peggiori in futuro.

  8. Solo un gentilezza (Massimo e Direttore) se ne avrete la possibilità dite al Sig. Armaroli due cose che nella sua esposizione ha dimenticato:

    – la prima è che il rendimento delle auto termiche (riferendosi al petrolio) è molto inferiore al 20% in quanto la raffinazione produce moltissimi scarti (che sono sempre maggiori);

    – le emissioni delle auto termiche sono ben superiori a quelle dichiarate dalle case costruttrici in quanto tengono conto solo di quelle misurate al tubo di scarico – in quanto alle stesse occorre aggiungere quelle legate a estrazione, trasporto, raffinazione e ritrasporto di petrolio e derivati.

    – le emissioni dell’indotto del petrolio comprendono anche una quantità impressionante di veleni che provocano quotidianamente tumori, malformazioni neonatali, sterilità e malattie cardiache e respiratorie.

    • @Nicola- al punto 2 mi permetto di aggiungere che le emissioni dichiarate, oltre ad essere come abbiamo ben visto nel recente passato, “ottimistiche”, sono quelle di un’auto in perfetto stato di manutenzione. Quante ce ne sono in giro? qual è l’emissione di un’auto dopo 50, 100 mila km?

    • Addirittura non sono mai contate le emissioni fuggitive dai pozzi petroliferi: tipicamente metano, causa di grande effetto serra, sia da pozzi in uso che da quelli dismessi.

  9. Ho capito tutto, coloro che sono contrari a modificare il proprio business per salvare il pianeta e che stanno sbraitando come pazzi in quanto hanno paura di fare meno utili o magari rimetterci per qualche anno allo scopo di investire, hanno già un piano di fuga per il giorno in cui la terra diventerà invivibile:
    – andranno tutti sul Sole, e siccome sono più furbi che intelligenti ci andranno di notte così non si bruciano.

  10. Le vostre di vai elettrico non sono falsità? Come mai non scrivere che le auto elettriche subito dopo immatricolate non valgono nulla … ( risultato soldi buttati )

    • Manca l’omino del tram e dell’auto a noleggio … E’ arrivato secondo, Paolo, si metta in fila, c’è già Eni che dice che per salvare l’ambiente serve l’aiuto di Chiara che evita di prendere l’auto tutte le volte che può …

  11. A me sembra che una discussione seria non si possa più fare su nessun argomento, in ogni campo ci sono estremisti che difendono l’argomento A o l’argomento B, qui si trovano gli estremisti sostenitori della mobilità elettrica ed ogni commento, articolo o tesi in generale che va contro il loro credo va smontata in qualche modo…se il mondo fosse meglio popolato si vivrebbe tutti meglio

  12. In questo modo non fate chiarezza ma create tifoserie.. serve un bilancio energetico del prodotto correlato al paese in cui si introduce il veicolo elettrico, con i dati di oggi e non quello che forse in teoria ci sarà 20-30 anni

  13. Il dott. Nicola Armaroli dice un sacco di falsità.
    1) il tempo di ritorno energetico di un pannello fotovoltaico è di pochi anni se si conta solo il silicio. Ma non mi pare che un impianto fotovoltaico sia fatto solo di wafer di silicio. Se contiamo calcestruzzo, acciaio, alluminio, rame e via dicendo l’EROEI (Energy Return on Energy Investment) è NEGATIVO. E rimarrà di poco sopra 1:1 per molti decenni.
    2) il problema delle risorse correlato con i pannelli solari non è l’argento (anche se la Banca Mondiale stima che avremo bisogno di una quantità di argento superiore alle riserve mondiali), il problema principale sono l’indio, il telluluro e altre terre rare.
    3) “possiamo decuplicare la produzione di litio”. Peccato che per elettrificare la flotta globale di veicoli servano batterie per 200.000 GWh, a cui si aggiungono batterie per altri 100.000 GWh per l’energy storage. Quindi parliamo di moltiplicare per migliaia di volte la produzione attuale e no, il litio non basta.
    4) “la cattura diretta è una tecnologia che non esiste”. Infatti da 3 anni Carbon Engineering con il suo impianto cattura le mosche . Il ciclo industriale è stato pubblicato su Joule, sister journal di Cell, ed è stato revisionato dalla NASEM, l’Accademia delle Scienze USA. Morale: Carbon Engineering cattura la CO2 a 94 dollari la tonnellata, senza provocare terremoti e senza provocare disastri ambientali, al contrario delle miniere di litio o di rame. L’Accademia delle Scienze britannica, di cui mi pare che il dott. Armaroli sia socio, prevede che entro il secolo la cattura diretta sarà un business da 10.000 miliardi di dollari e l’economia mondiale sarà una Carbon Economy, visto che con con il carbonio ci si può fare praticamente qualunque cosa.
    5) io capisco che siano temi divisivi, capisco che ci possano essere idiosincrasie caratteriali o punti di vista molto diversi ma nessuna tematica è così importante da far passare in secondo piano la correttezza. Io non rivolgo mai, mai, attacchi personali e invece ricevo mensilmente palate di insulti, attacchi diffamatori e persino minacce di morte da fanatici integralisti. Fanatici integralisti aizzati da esperti con il vizio della “retorica incendiaria” come il dott. Armaroli. Mi sono stancato, ho già querelato Sylvie Coyaud e ora querelerò il dott. Armaroli. Non è possibile discutere di un argomento serio e complesso come l’AGW in questa maniera.

    Uscito oggi come addendum, qui trovate tutte le fonti ai dati brevemente riassunti in questo intervento.

    https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2020/12/22/rinnovabili-rivoluzione-verde-risposte/

    • La parte più delicata di un pannello è proprio quella del semiconduttore che genera energia (che viene mangiata dal sole), il resto è ben più duraturo (salvo qualche meteorite o altro disastro).
      Per il resto immagino che usciranno altre tecnologie alternative di accumulo, inoltre di continuare bruciare fossili non credo che sia una buona soluzione….

    • Lasciamo al professor Armaroli il compito di risponderle nel merito. Ma la minaccia di querela, signor Mariutti, la qualifica da sè. Dimostra arroganza e scarse conoscenze giuridiche.

      • Non minaccio proprio niente e ho parlato preventivamente con l’avvocato. Purtroppo accusare una persona di sparare palle e prendere in giro la gente in Italia è reato, si chiama diffamazione. Permetto quotidianamente questi vezzi a Marco777452 o Gaia-bio-veg-nat sui social ma non posso certo permetterlo a un dirigente del CNR, perché ciascuno ha la sua reputazione da difendere. Trovo anche singolare ospitare un attacco ad personam senza contraddittorio, mi pare si definisca macchina del fango ma magari mi sbaglio.

        • Avendo lavorato per anni al Sole 24 Ore (quello di Gianni Locatelli, per intenderci) mi meravoglio sempre di più che ospiti senza contraddittorio i suoi articoli. E mi quereli anche per questo.

          • Il Sole 24 Ore ospita quotidianamente opinioni diametralmente opposte alla mia. Perché è un quotidiano, non una piattaforma dedicata a una precisa categoria merceologica.

            Vaielettrico.it è nato nel settembre del 2017 con un sogno: raccontare la transizione della mobilità verso le emissioni zero. Per dirla come Elon Musk, il fondatore di Tesla, “viaggiare sfruttando solo l’energia che arriva dal sole”.

    • Buongiorno, nel suo articolo sul sole24ore pubblicato ieri 22/12 con schema domande-risposte
      https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2020/12/22/rinnovabili-rivoluzione-verde-risposte/?refresh_ce=1
      pubblicato dopo l’articolo “incriminato” proprio per puntualizzare i concetti precedentemente espressi, ad un certo punto si arriva ad una domanda per me fondamentale, la madre di tutte le polemiche: “Che senso ha catturare la CO2 se possiamo non emetterla?”
      Questa è la sua (sconcertante) risposta: “Che senso ha andare in palestra per perdere peso quando si può mangiare meno? I sistemi complessi non sono coerenti. E, se già l’essere umano è un sistema complesso, una comunità di esseri umani è un sistema iper-complesso.”
      Mi aspettavo una risposta basata su argomentazioni tecnico-scientifiche e invece mi trova una sorta di super cazzola, detto con rispetto. Poteva a quel punto aggiungere anche “E’ un mondo difficile…felicita’ a momenti…e futuro incerto” che ci stava bene. Mi aspetto di leggere una sua risposta seria ad una domanda seria. Cordiali saluti.

    • Sig. Mariutti, ma – tra le altre cose – tutto sto calcestruzzo per gli impianti solari dove lo vede? Ci può quantificare il tipico uso in chili per kWp installato? Vorrei proprio capire.

      Intanto, ecco cosa dice il National Renewable Energy Laboratory (NREL) riguardo al ritorno energetico del fotovoltaico, inclusa la struttura metallica dei pannelli: https://www.nrel.gov/docs/fy04osti/35489.pdf

      Tante altre fonti offrono calcoli riguardo il ritorno energetico di un impianto fotovoltaico (incluso Balance of System, tutti i componenti). Ad esempio: https://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/download?doi=10.1.1.367.3038&rep=rep1&type=pdf

      Da notare come ogni anno le cose migliorino, quindi la maggior parte dei dati reperibili è comunque da aggiornare (in meglio). Ad esempio, si usa oggi nei pannelli un quarto del silicio necessario poco più di dieci anni fa.

      Il futuro non è così brutto come lei lo dipinge! 😉

  14. Avrei scommesso, prima di leggere l’articolo, che il problema vero fosse non la transizione e le ricadute sul mondo del lavoro, bensì la soddisfazione del fabbisogno. Quanto mi sbagliavo

  15. Complimenti, grande intervista, tanti spunti e informazioni da trasmettere. E da ricordare quando andremo a votare, credo presto.

  16. A me sta storia che ,se tutte le auto andassero in elettrico ,il consumo elettrico aumenterebbe solo del 15 % non torna…
    L’altro anno i consumi di carburanti per autotrazione sono stati 31 milioni di tonnellate ,ovvero 31 miliardi di kg,visto che in 1 kg di benzina vale 10 kWh sarebbero circa 310 miliardi di ,attenzione,kWh di energia chimica per spostare mezzi…
    Facciamo i bravi :calcoliamo che alle elettriche bastino un terzo di questa energia perché hanno in rendimento altissimo ,sarebbero comunque 100 miliardi di kWh ,ovvero 100mila GWh.
    L’altro anno il fabbisogno di energia elettrica in Italia è stato 320mila GWh .
    Si parla di almeno il 30% in più (e mi pare di essere stato molto ottimista sulla riduzione del 66% pece to dei consumi passando da una alimentazione fossile a quella a batteria )
    Sbaglio i conti ?

    • Con 1 Kg di benzina (1,2 litri circa) percorro 15-18 km circa. 25-30 con una ibrida.
      Con 10 kW dalla rete, convertiti in DC con un’efficienza dell’80% per tenermi dalla parte della ragione, cioè 8 kWh percorro 60 km di media tra estate ed inverno. Perciò, sì, c’è una riduzione del 70% del fabbisogno rispetto ad un’auto normale.

    • 1 kg di gasolio contiene la stessa energia di una batteria da 10 kWh. ciò significa che un’auto con una batteria da 50 kWh è come se avesse un serbatoio da 5 litri (!).
      domanda: quanti chilometri fai con 5 litri di carburante? se va bene ne fai 100.
      perché un’auto che ha una batteria che contiene la stessa capacità di energia, di chilometri ne fai mediamente 300.
      i tuoi conti sono sbagliati perché non tieni minimamente conto di una cosa (da nulla) che si chiama EFFICIENZA.

      • Ne ha tenuto conto. Ha scritto che considera un terzo dell’energia corrispondente ai consumi di petrolio considerando il rendimento dei motori elettrici. Cosi a spanne, i conti sono giusti.

    • Potrebbe essere che il 15% è riferito all’Europa dove ci sono paesi che hanno un’auto ogni 3 abitanti e non 2 ogni tre come l’Italia. Poi Paesi che consumano già, in proporzione, molta energia elettrica per altri motivi: la Germania per le industrie, la Francia anche per il riscaldamento. La Francia consuma quasi 500 TWh di elettricità all’anno, La Germania oltre 500 TWh, quindi i trasporti in proporzione incidono di meno.

      • Non capisco perché ostinarsi a fare i conti della serva in 5 minuti, quando c’è gente che fa queste proiezioni di mestiere e studia tutto il giorno le 1000 variabili, prima di arrivare a delle conclusioni.
        Comunque, fosse pure il 30% invece del 15, cosa cambia?? Il punto è che possiamo (dovremmo) produrre questa quantita di energia da fonti rinnovabili e togliere di mezzo – nell’arco di 20-30 anni – il grosso dei veicoli a combustione.

      • La Francia ha il nucleare, che non intende abbandonare, nonostante la rivoluzione green sostenuta dall’europa. Noi ne uscimmo con un referendum demagogico nell’86 dopo Chernobyl e da allora acquistiamo nucleare da loro e svizzera, e la tecnologia l’abbiamo venduta all’India

          • Rubbia parla di un mix energetico, nel quale non esclude il nucleare, ma anzi lo sostiene se vengono adottate tecnologie per bruciare le scorie. Purtroppo il pensiero antiscientifico domina in italia, e questo lo si vede dall’isteria che domina su certi temi come il nucleare

          • @francesco , nel temo di quell’intervista Rubbia faceva il solare a concentrazione in Spagna ,
            poi “per fortuna” è avvenuta fukushima è ha messo una TOMBALE sul Nucleare a livello MONDIALE !!

            La Spagna che si è buttata sul solare a capofitto creando economia e
            sorpassandoci nelle classifiche europee , un po in tutto ..

            la Germania è partita prima (più di 20 anni fa oramai) con la “rivoluzione verde” con governi di destra ;
            e ogni anno sforna nuove pale eoliche in grado di battere il record di efficenza delle precedenti , considerato che i parchi eolici vanno max rifatti ogni 10 anni ..
            ha creato un’economia circolare da milioni di posti di lavoro veri , mica quelli finti promessi da mister b.

            i prezzi del fotovoltaico all’ingorosso oramai sono ridicoli
            gli accumuli stanno scendendo
            presto ci saranno chimiche a buon mercato orientate solo all’accumulo
            dovrebbe essere uno stimolo per l’Italia , che dovrebbe copiare quello che è successo in Spagna
            ma in ItaGlia c’è ancora gente che crede che serve il nucleare e pensa
            che è sostenibile a livello economico oltre a quello ambientale ..
            non ho parole ..
            o meglio ce l’ho
            la nostra è un’idiocrazia mafio-fascio-sovietica-fantozziana
            e anche un po tafazziana e
            “non ci resta che piangere”
            -_-

          • e chi ha detto il contrario ..
            mio padre è stato all’estero da fine anni 50 a fine anni 70
            Kenia Centro America Pakistan Nigeria

            uno dei tanti “Pasquale Ametrano” che queto paese ricorda troppo poco come “causa” del loro “benessere”

        • @Massimo Degli Esposti
          oramai ho 54 anni , io non denigro
          ma vedo ciò che è
          e ciò che poteva essere
          un briciolo di speranza , di vedere qualcosa di meglio dopo 40 anni di decadenza mi è rimasto ..
          giusto un briciolo ,
          se i soldi del “recoveri found” verranno spesi male ..
          per questo paese è finita per sempre .

          negli 50a 60a 70a l’epoca di mio padre
          l’Italia aveva il Primato Mondiale delle rinnovabili
          gli Italiani erano protagonisti nel mondo , per il costo/efficacia
          eravamo a capo di multinazionali e costruivamo centrali Idroelettriche in tutto il Mondo

          con un po di nostalgia un piccolo documentario su quello che eravamo

          • Gli anni 70-80 che ricordo io (c’ero, tranquillo): divieto di investire all’estero; vacanze con i travel checque, valore massimo un milione di lire; inflazione al 18%; svalutazioni sistematiche della lira che all’estero, peraltro, nessuno accettava di cambiare; assegnini al posto delle monete; omicidi delle BR ogni giorno; stragi di Stato due volte l’anno; P2 ovunque; monopolio elettrico, telefonico, postale, ferroviario e oligopolio automobilistico degli Agnelli; Iri, Efim, Egam (70% dell’economia italiana); bilancia commerciale in profondo rosso; Borsa, una jungla senza regole; Fondi d’investimento, legge antitrust, Opa obbligatoria ecc. non pervenute. Ci andrei piano con la nostalgia.

          • hai ragione , io in Italia non c’ero ,
            anche perchè ho passato la mia infanzia all’estero a seguito di mio padre
            che lavorava nei cantieri di cui sopra ,
            e forse ho mitizzato troppo questo paese rimanendo doppiamente deluso ..
            gli Italiani con la I maiuscola, che si spaccavano la schiena e la testa in giro per il mondo , che mandavano le rimesse in questo paese ,
            permettendo il famigerato BOOM economico ..
            forse hanno sbagliato tutto

          • Devo intervenire di nuovo: il boom fu negli anni 60 (io c’ero, seppur adolescente). Gli anni 70 furono quelli degli autunni caldi, della strategia della tensione, delle crisi energetiche. L’unico boom fu quello del debito pubblico…

  17. Ricordo che ero ragazzo, molti più anni or sono di quello che la maggior parte dei lettori possa credere, e lessi un libro su come in Francia si utilizzino le maree per la produzione di energia elettrica.
    Feci anche una “tesina” sulla geotermia e l’impianto di Larderello, sempre più operativo, con tecnologia esportata da Enel anche nelgi USA e Cile.
    Si, conosco i limiti e i costi elevati di realizzazione, ma molte volte molte soluzioni sono a portata di mano e non le vediamo perché non vogliamo.

    • Sulla geotermia di certo siamo un paese ideale per sfruttarla. Se ci investissimo più soldi e la sviluppassimo sul territorio potremmo sia far scendere i costi che avere (più) tecnologia da esportare.

  18. condivido ogni sillaba pronunciata nel video .

    Lo so sono ossessivo ma continuerò a postare questo video finchè
    arriverà agli occhi di qualcuno che “conta”

    la via più breve economica,efficiente per le rinnovabili è …

    LA STRADA

    immensi campi fotovoltaici lungo tangenziali e autostrade

    niente vincoli paesaggistici
    niente vincoli faunistici
    logistica estremamente facilitata ed economica

    esempio Coreano , che si può migliorare molto
    https://www.youtube.com/watch?v=LuYsYLqjUtU&feature=emb_logo

    ho fatto un conto spannometrico , una pista ciclabile fotovoltaica come quella del video sul GRA di Roma , permetterebbe di realizzare un campo fototovoltaico di almeno 50 MegaWatt di picco (pista ciclabile coperta omaggio)

    facilmente raddoppiablile o triplicabile
    provate a immaginare l’Autostrada A1 fatta così , saranno almeno 500 Km pannellabili

    message in a bottle

    • 50 MW sono come 16.667 tetti fotovoltaici da 3 KW ciascuno.
      in Italia ci sono 7.000 chilometri di autostrade quindi al massimo si possono installare, a spanne, 5.000 MW che producono in un anno 5 TWh.

      Come soluzione preferisco molto di più i tetti con i pannelli fotovoltaici… pero’, piuttosto che niente, va bene anche l’autostrada.

      • io ho fatto un conto approssimativo molto conservatore il
        GRA di Roma che è lungo 68,2 KM
        mettiamo che solo 50Km siano usabili immediatamente , causa tunnel e ponti vari
        mettiamo di usare un pannello di vecchia generazione 250Wpicco (oggi arrivano a 300/400 W)
        i pannelli normalmente hanno largezze standard che mettendo 4 file permette di metterne 12 ogni 3 metri di strada 3×4 .
        fanno 1000W picco per metro per 50 Km sono bellezza di 50 MegaWatt
        se però , li installiamo invece che solo al centro della carreggiata anche entrambi i lati della strada
        fanno 150 Megawatt , senza toccare i tetti dei centri storici
        poi ovviamente come dici tu ci sono i tetti dei privati che sono molto importanti

        ma io direi , che come investimento STATALE su LARGA SCALA le strade sono importantissime ,anzi direi ; l’IDEALE .

        a questo link
        https://www.google.com/maps/@41.8081454,12.3252505,1470m/data=!3m1!1e3?hl=it

        c’è il nuovo quartiere fieristico della Fiera di Roma
        notare la copertura MOLTO parziale dei parcheggi
        e la totale mancanza di colonnine , in quanto all’epoca della realizzazione , non esistevano auto elettriche per la massa
        Questa è roba che deve coinvolgere le AZIENDE

        Gardate questa area commericale sull’aurelia ,
        https://www.google.com/maps/@41.8829718,12.3535333,258m/data=!3m1!1e3?hl=it

        parcheggi immensi completamente PRIVI di copertura fotovoltaica ..
        non è TRISTE nel 2020 , andare a fare la spesa e NON avere pensiline che tengono le auto all’ombra e che magari permettono di caricare l’auto durante la sosta ?

        questo paese dorme da 40 anni ..
        è ora che si svegli
        o è la decadenza che ci farà uscire dall’Europa e ci farà entrare in Africa
        sempre che nel frattempo gli Africani non ci avranno superato in tecnologia e qualità della vita

        my 2 cent di progresso sostenibile e a buon mercato

        • P.S. i campi fotovoltaici stradali
          mi aspetto che li realizzino i grossi player dell’energia
          o le partecipate che fanno le reti
          Enel Acea A2A ecc..

          • Non dimentichiamoci di Enlil “Signore delle tempeste”.
            Sul paesaggio, personalmente ho la fortuna di vivere in un impareggiabile paesaggio lacustre. È il valore assoluto della mia Città, una ricchezza ambientale e paesaggistica che attrae turisti da tutto il mondo.
            Il paesaggio già offeso e degradato dobbiamo cercare di recuperarlo dalle trasformazioni che sembrano irreversibili, di tutelarlo e di preservarlo per tutti noi e per le generazioni future.
            Avere scolpito nella mente l’insegnamento di Pier Paolo Pasolini nel docufilm profetico girato per la Rai: “Pasolini e la forma della città”, dalal città di Orte per approfondire il tema “la forma della città”.
            http://www.teche.rai.it/2015/01/pasolini-e-la-forma-della-citta-1974/
            https://www.youtube.com/watch?v=1nqp09nFQZA&t=13s

    • L’ideale credo invece che sia quello di sfruttare in prestito i tetti dei cittadini, questi di giorno per la maggior parte stanno fuori casa e non riescono a consumare l’energia prodotta dal sole.
      Dovrebbe bastare qualche bilanciamento più equo per ricevere dalla rete l’energia che loro cedono di giorno.

      Per gli eventuali picchi di produzione fotovoltaica basterebbe mettere colonnine a tariffazione e carica variabile proprio per sfruttare le batterie delle auto (l’auto carica quando c’è extra produzione) .

      • Ma perchè non ENTRAMBE LE SOLUZIONI ?

        Non tocchiamo i centri storici , con pannelli antiestetitici , anzi dotiamole di fibra ottica
        così facciamo sparire le antenne antiestetiche

        LE STRADE per i grossi campi fotovoltaici in mano alle municipalizzate/partecipate
        tipo A2A Acea Enele

        i tetti in mano ai privati ..
        tanto i prezzi sono talmente bassi che veramente rischiamo di essere sorpassati dal terzo mondo

        le periferie fatte dagli anni 50 in poi dovrebbero avere la libertà di pannello elettrico o termico

  19. Essendo i dati pubblici sono andato a vedere i CV , fra questi due CV sul tema energetico chi ascoltereste ??
    CV 1
    He graduated in Chemistry at the University of Bologna in 1990, where he obtained his PhD in 1994. He has worked since 1997 at the Institute for Organic Synthesis and Photoreactivity (ISOF) of the Italian National Research Council (CNR)
    CV2
    Presidente dell’IsAG. Laureato in Storia Contemporanea, ha conseguito un Master di II livello in Geopolitica e Sicurezza Globale

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