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Flop elettrici: Arcimoto sull’orlo del crac

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Mark Frohnmayer, fondatore di Arcimoto, in una foto del 2018, con i primi veicoli prodotti.

Flop elettrici: Arcimoto è sull’orlo del crac, il suo veicolo sportivo a tre ruote non ha sfondato e la produzione si è praticamente fermata. È il capolinea?

flop elettriciFlop elettrici: l’auto a 3 ruote a corto di ordini

Si è sempre detto che il passaggio all’elettrico non è un semplice cambio di motorizzazione, ma l’occasione di reinventare i veicoli. Con un approccio out of the box, fuori dagli schemi. Beh, non c’è dubbio che gli americani di Arcimoto hanno preso la cosa sul serio, realizzando una macchinetta a tre ruote. Non un Suv, ma un Fuv, Fun Utility Vehicle, destinato a un pubblico giovane e anti-conformista. Con due posti, uno davanti e uno dietro, velocità massima di 120 km/h e accelerazione 0-100 in poco più di 7 secondi. Nella versione più economica batteria da 12 kWh per 100 km di autonomia. Con l’obiettivo di arrivare, a regime, a un prezzo d’attacco di soli 12 mila dollari, con una produzione di almeno 10 mila veicoli all’anno. Sembrava un’idea destinata al successo e la società con sede a Eugene, nell’Oregon, in Borsa era arrivata ad essere valorizzata un miliardo di dollari. Ma poi…

flop elettriciEntrano soldi o “è in gioco il futuro dell’azienda”

Ma poi gli ordini non sono arrivati con le dimensioni sperate. Non c’è stata la risposta sperata, per esempio, da parte  di hotel e centri turistici, che avrebbero poi potuto noleggiare i veicoli ai clienti. Invece delle consegne, sono arrivati i licenziamenti (100 dipendenti) e le casse aziendali hanno cominciato a esaurirsi. Negli ultimi sei mesi sono stati prodotti solo 252 veicoli e ora per andare avanti servono altri soldi. Ultima ratio: un aumento di capitale a prezzi stracciati, 3 dollari per azione, l’ultima ciambella di salvataggio. Nelle comunicazioni al Nasdaq, la Borsa dei titoli tecnologici di New York, Arcimoto ha dovuto spiegare che senza nuovi fondi è in gioco il futuro dell’azienda. Aggiungendo di avere “interrotto la produzione di veicoli e di richiedere sostanziali finanziamenti aggiuntivi per riprenderla“. Conclusione: se i soldi non arriveranno, “saremo tenuti a cessare le nostre operazioni e/o cercare protezione dal fallimento“.

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10 COMMENTI

  1. E chi se lo compera questo arnese, un oggetto di nicchia, ibrido tra moto e minicar, non penso proprio possa avere numeri importanti. Più che un flop mi sembra un azzardo non andato a segno 🙂

  2. Mi dispiace. Quando un’ idea “fallisce” sono sempre dispiaciuto. Purtoppo storicamente quel tipo di configurazione non ha mai “funzionato”. Evito di tediarvi coi perchè, ma la storia quello dice.
    Però mi spiace.

    • In effetti il trike cabinato è un’idea simpatica quanto si vuole ma purtroppo unisce i difetti dell’auto a quelli della moto.. Un pó una versione riveduta e corretta del sidecar degli anni 50 😉

      • Esatto. Inoltre un mezzo a tre ruote per quanto sia fatto bene, da un punto di vista dinamico rimane comunque sempre un po’ zoppo. Guardacaso la Twizy, che in ultima analisi non si discosta molto da questa proposta ma di ruote ne ha quattro, a suo modo ha venduto bene… 😉

        • Io invece avendo guidato un mezzo a 3 ruote e avendolo adorato (e ne ho apprezzato proprio la dinamica, pazzesca!) ne guiderei volentieri un altro. Ma non certo Arcimoto, il cui progetto non mi piace, bensì la versione più sportiva della Aptera, quella da 50k. Dove gli altri ci vedono delle limitazioni, io ci vedo tantissimo divertimento. E l’Aptera io me la immagino così: tantissima potenza e coppia e un bel gioco di nervi saldi per tenere sotto controllo quel retrotreno a ogni curva, una ruota in meno potrebbe diventare un punto di forza (= divertimento) e non di debolezza. Certo non l’ho provata, magari l’elettronica troppo interventista potrebbe ammazzare ogni velleità (probabile) ma se fosse fatta bene, magari con dimensioni più europee e meno americane …

          • -avendo guidato un mezzo a 3 ruote e avendolo adorato –

            La Lapa 50? 🤭🤭🤭🌹🌹🌹

          • /// la versione più sportiva della Aptera, quella da 50k. Dove gli altri ci vedono delle limitazioni, io ci vedo tantissimo divertimento \\\ Beh la Aptera è molto piú auto che moto (mentre la Arcinoto piú il contrario) e proprio per questo credo sia poco adatta alla realtá europea dove le limitazioni supererebbero il divertimento nella maggioranza delle situazioni..

          • @Alessandro: https://www.google.com/search?q=piaggio+galassia+50 . Lo so che adesso riderai a crepapelle. Acquistato già elaborato e con uno scarico che il record monza a confronto è silenzioso come un’auto elettrica, impennava (!!! ma io non lo facevo, anche perché a differenza di una moto non si vedeva nulla, toccava andare a fiducia …), nelle curve si inclinava di 45 gradi (fino a grattare il fondo lasciando una scia sull’asfalto e questo invece lo facevo …) e diventavi un tutt’uno col mezzo. Pensa ad arrivare a freni bloccati e farla scodare dietro come se fosse una normale vespa (lo so che si può fare anche con l’auto, ma non è lo stesso), basta inchiodare, si torceva di suo e controsterzando controllavi la direzione.

            Tu pensa un mezzo in cui qualunque cosa facevi ti divertivi sempre: nel traffico riuscivi a sgusciare quasi come uno scooter (grazie anche all’interasse ridottissimo) disegnando nuove corsie (tipo corsia 9 e 3/4 alla Harry Potter), curvavi e la mettevi sempre su 2 ruote, frenavi e ti divertivi in controsterzo, niente elettronica a dirti cosa fare, sterzo direttissimo senza servosterzo, panchetta allargata per portare un’amica a destra e una a sinistra e pensa averlo a quell’età, quando tutti sotto l’acqua si bagnavano e tu avevi il riscaldamento nell’abitacolo e il tergicristallo (e ovviamente per le belle giornate la moto).

            Ora che ci penso il suo difetto più grande era l’autonomia: andava a miscela e aveva un serbatoio minuscolo, stavo ogni 2 giorni a ricaricare, camminavo sempre con una tanica di miscela che in più di un’occasione mi ha salvato. Questo spiegherebbe in effetti la mia ansia da ricarica …

          • Minorenne, senza famiglia, è quella l’età per fare certe cose. Poi crescendo un po’ si cambia, la testa è quella lì ma se la cintura di sicurezza è rotta scendo dall’auto e vado a piedi. L’auto oggi per me deve essere divertente ma sempre molto sicura …

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