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Flo Drive, svolta per la trazione elettrica a due ruote

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Il produttore di scooter elettrici taiwanese Gogoro e Gates Carbon Drive presenteranno ad Eicma la soluzione Flo Drive, una rivoluzionaria trasmissione a cinghia per scooter e piccole moto elettriche.
Flo Drive

Gates e Gogoro intendono concedere in licenza il treno di trasmissione elettrica Flo Drive ai produttori di scooter e motocicli di tutto il mondo. Sarà montato in anteprima nello scooter elettrico Viva Mix di Gogoro che sarà presentato la settimana prossima a Milano.

flo drive

La trasmissione è costituita da un motore da 6 kW raffreddato ad acqua che combina un cambio elicoidale con un sistema di trasmissione a cinghia in fibra di carbonio di Gates per azionare la ruota posteriore. Rispetto a una catena, l’unità dovrebbe essere più facile da mantenere.  E offre una potenza più reattiva insieme a un’esperienza di guida più silenziosa del 40%.

Gogoro ha partnership con aziende come Yamaha e Suzuki che potrebbero anch’esse beneficiare dell’accesso a Flo Drive. Il boss di Gogoro, Horace Luke, ha dichiarato al blog Electrek che le due ruote elettriche sono «il modo migliore per sbarazzarsi dei motori a combustione interna perché moto e scooter sono i mezzi di trasporto predominanti in gran parte del mondo, soprattutto nei paesi in via di sviluppo ed emergenti».

Per diffonderne l’utilizzo, tuttavia, sono necessari continui miglioramenti, ha proseguito Horace:  «Le batterie raggiungono un certo apice e dobbiamo trovare un modo per spremere ogni goccia di energia. Noi abbiamo progettato sistemi di trasmissione e nuova elettronica, tutto nell’interesse di spremere ogni goccia di efficienza da esso».

Gogoro è conosciuto soprattutto per il suo sistema di batterie intercambiabili noto come Gogoro Network. È la principale rete di scambio di batterie al mondo e vanta oltre 250 mila cambi di batteria giornalieri tra i clienti di Gogoro. Sono oltre 2.100 le GoStation sparse nella nativa Taiwan.

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16 COMMENTI

    • Da quello che so tutti (o quasi) i motori usati nei veicoli elettrici di serie sono brushless. Per la Formula E non saprei dire ma potrebbero essere con spazzole visto l’impiego ben diverso da quello su strada “normale”.

    • Ammetto: non ho trovato lo stand. Gogoro quest’anno non partecipa a EICMA Gates doveva essere imbucata in qualche collettiva e mi è sfuggita. Rimedieremo. In compenso ho un sacco di materiale su Soriano Giaguaro. A breve sarà sul sito.

      • Ahiahiahiahiahi….. se avessi “saltato” una cartella stampa il mio direttore per punizione mi avrebbe condannato a provare cinquantini tappati “a codice” per i seguenti tre mesi… 🙂

        Ovviamente scherzo. Ci mancherebbe. Diciamo che (per esperienza) probabilmente non è così campato per aria il sospetto che tale aggeggio sia molto meno di ciò che promette. Altrimenti avrebbero fatto di tutto per farsi trovare. Senza per questo voler per forza dire che è fuffa, ovvio.

        In ogni caso grazie.

    • Il motore nel mozzo ha il pregio della semplicitá costruttiva e del rendimento ma peggiora il comfort su strade dissestate (perché aumenta le masse non sospese) e complica lo smontaggio della ruota posteriore (bisogna scollegare diversi cablaggi eccetera). Inoltre puó peggiorare lo “sprint” perché è collegato direttamente alla ruota senza ingranaggi di riduzione come nel sistema con cinghia o catena. Diciamo che è una soluzione tecnica adatta soprattutto ai modelli non troppo potenti come appunto il Niu.

    • Il cardano è il mattatoio dei cavalli. Se lo lasci dire da un guzziata. 🙂 Al di là dello scherzo, per quanto il Cardano sia fantastico nell’ottica di chi fa veramente tanti chilometri è indubbio che da un punto di vista dell’efficienza la potenza dissipata è mediamente più elevata rispetto ad altre soluzioni. Finché il discorso si basa su un motore a benzina al di là delle considerazioni ecologiche possiamo dire che “tutto va bene Madama la marchesa”, Se invece il discorso è ragionare in termini di motori elettrici per esperienza tenderei ad escludere che il Cardano sia la soluzione migliore. Ovviamente Prontissimo a ricredermi…

    • Non credo che il Cvt sia molto adatto agli scooter elettrici, giá con gli scooter termici era considerato un sistema “mangiapotenza” e usato solo per la relativa semplicitá e la comoditá di guida che offriva.

      • Tutto giustissimo, tra l’altro il motore elettrico per sua stessa natura di base fa le due “funzioni” di un CVT… mettergliene uno potrebbe avere (forse) un senso se la potenza è tale che si vuole provare a cercare anche la velocità… magari con un sistema tipo Aprilia Mana… ma francamente variatore e motore elettrico a pelle non la vedo una grande accoppiata… specie poi su un trottolo da 6 kw che farà tranquillamente i 100 all’ora con il suo bravo rapporto in presa diretta.

  1. Ecco francamente non ho capito nemmeno io. E sempre francamente non riesco a vedere, se non per sommi capi, i mirabolanto vantaggi di una cinghia dentata in carbonio rispetto ad una normalissima (e validissima) cinghia dentata con fibre di acciaio/kevlar che per esempio equipaggia la quasi totalità delle harley davidson. Sarebbe interessante vedere un esploso o una scheda tecnica un po’ più dettagliata. Visto così non è nulla di stupido, ma nemmeno niente di sensazionale.

    • Da quello che ho letto una cinghia in fibra di carbonio dura di piú come km e resiste meglio alla coppia “istantanea” dei motori elettrici, ma – come giustamente ha puntualizzato – non credo che uno scooter “patente A1” stressi la trasmissione piú di una Harley. In quanto al riduttore elicoidale, se ho capito bene equipaggia alcuni scooter elettrici con motore nel mozzo per attenuare i difetti di questa soluzione tecnica, ma che senso avrebbe prevederlo in un veicolo con trasmissione a cinghia o catena ?

  2. La cinghia in carbonio proposta da Gogoro promette bene ma bisogna anche vedere se costerá molto di piú di quelle “tradizionali” o del sistema con catena motociclistica. Non ho peró capito i vantaggi del riduttore elicoidale a cui è abbinata la cinghia.

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