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Five entra nel consorzio per il battery swap a due ruote

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five battery swap

L’italiana Five e la cinese Niu sono entrate nel Consorzio Motociclistico Batterie Intercambiabili (SBMC) lanciato un anno fa da KTM, Honda, Piaggio e Yamaha; ora le aziende consorziate sul progetto del battery swap a due ruote sono addirittura 21.

La missione dell’SBMC è quella di accelerare l’implementazione di sistemi di batterie intercambiabili per moto e scooter elettrici, sviluppando specifiche tecniche comuni e la standardizzazione globale e aperta. L’ obiettivo è garantire la piena interoperabilità delle batterie intercambiabili, per facilitarne l’applicazione e promuovere la mobilità sostenibile.

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I rappresentanti delle 21 aziende che con Five e Niu hanno aderito al consorzio SBMC per il battery swap

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Tutti i partecipanti al Consorzio SBMC hanno recentemente tenuto un summit presso il KTM Motohall di Mattighofen,  in Austria.  Hanno valutato i progressi compiuti nel primo  semestre e messo a punto la strategia e gli strumenti per soddisfare le sue ambizioni.

I membri attuali sono: AVL, Ciklo, FIVE, Forsee Power, Hioki, Honda, Hyba, JAMA, Kawasaki, KTM, Kymco, Niu, Piaggio, Polaris, Roki, Samsung, Sinbon, Sumitomo Electric, Suzuki, Swobbee, Vitesco, VeNetWork, Yamaha.

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Fabio Giatti

FIVE (Fabbrica Italiana Veicoli Elettrici) è il gruppo bolognese punto di riferimento per la mobilità elettrica ed ecologica. Opera con i marchi Italwin e Wayel.  FIVE ha deciso di unirsi al progetto di battery swap del Consorzio SBMC come produttore di batterie. Ha come obiettivo espandere la produzione  non solo per i propri marchi ma anche per collaborazioni OEM di motocicli.

«Siamo molto orgogliosi – dice Fabio Giatti, CEO di FIVE – di far parte del Consorzio SBMC. In 4 anni abbiamo prodotto più di 15.000 batterie per le nostre bici elettriche. Abbiamo deciso di espandere la nostra attività come produttori di batterie per motocicli elettrici».

«Creare uno standard per le batterie, condiviso dalla maggior parte dei marchi di motocicli, è l’unico modo per far sì che i clienti si fidino di più dei motocicli elettrici – dice Fabio Giatti – ottenendo una maggiore sicurezza e garanzia di durata dei veicoli».

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Yan Li

«Ci impegniamo a migliorare l’accesso alla mobilità elettrica urbana attraverso la creazione di standard comuni per le batterie intercambiabili»  afferma Yan Li, CEO di NIU Technologies. E aggiuge: «Riteniamo che questa tecnologia sia fondamentale per l’adozione di soluzioni sostenibili a 2 ruote per la città riducendo i tempi di ricarica, estendendo l’autonomia del veicolo, diminuendoi costi per gli utenti finali».

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7 COMMENTI

  1. …. mi sembra che NON sia chiaro che un conto è “scambiare”, impedendo il furto, batterie da scooter: grandi come una scatola di scarpe, pesanti una dozzina di kg e con una tensione di 48 V
    Altro discorso è scambiare batterie da auto/furgone o camion: pesati qualche centinaio di kg delle dimensioni di 1-2 metri quadri e con una tensione di 300-800 Volt.

    Una sola curiosità: ho provato a cercare su internet il sito del consorzio, per avere maggiori info …
    Google non ha trovato nulla ! speriamo bene

  2. Se fosse così anche per l’automotive, avremmo risolto il problema dello stoccaggio dell’energia da fonti rinnovabili, e potremmo costruire auto con 2 o massimo 300 km di autonomia, più leggere economiche. I distributori di carbrante potrebbero continuare ad esistere (sarebbero distributori di batterie), si potrebbero usare pile e batterie di ogni tipo (conta solo il formato) e le macchine finalmente sarebbero accessibili a tutti Lo stato potrebbe continuare a mettere le sue accise sul pieno senza preoccuparsi di dove recuperare le decine di miliardi che perderebbero con le ricariche a casa…. La tecnologia c’e’ ma per la politica è pura fantascienza

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