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Firenze la città più elettrica, Napoli flop

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Francesco Starace, ad ENEL con il sindaco di Firenze, Dario Nardella.

È Firenze la città-capoluogo più elettrica d’Italia. Gli addetti ai lavori sono concordi nell’indicarla come un esempio da seguire per la mobilità a emissioni zero. Flop invece di Napoli, ancora priva di una minima rete di ricarica. 

Firenze: taxi, car sharing, oltre 150 colonnine…

Il capoluogo toscano si è mosso tempestivamente, mettendo ben 70 veicoli elettrici nella flotta di taxi cittadina e avviando tra i primi un servizio di car sharing con le Renault Zoe gestite da Adduma, che si sono aggiunte alla flotta iniziale di Peugeot e Citroen. Fino a qualche anno fa Firenze era una delle città più caotiche e inquinate d’Italia. Ma bisogna dare atto all’amministrazione di essersi mossa per cercare quantomeno di attenuare  la situazione. Anche con l’inaugurazione di tramvie che collegano zone molto popolose, come Scandicci e ora Careggi, con la stazione di Santa Maria Novella. Grazie ad accordi con gli operatori (in particolare con Enel X), poi, la provincia di Firenze dispone di oltre 150 colonnine, più di Roma e Milano. Oltre ad alcuni Destination Point riservati ai clienti Tesla. Un’infrastruttura strategica per una zona ad alta attrattività turistica

Roma col nuovo regolamento alla ricerca del tempo perduto

Virginia Raggi con la Nissan Leaf avuta in dotazione per il Campidoglio

Roma invece sta cercando di recuperare il tempo perduto. Lo fa cercando di dare attuazione al regolamento che dovrebbe portare già entro il 2020 all’installazione di 700 colonnine, che dovrebbero diventare 1.200 a regime. La giunta di Virginia Raggi rivendica la semplicità della norma, che prevede una distribuzione capillare delle colonnine su tutto il territorio di Roma, dal centro alle periferie. Le società che aderiscono, infatti, sono tenute a distribuire nelle sei zone del cosiddetto Pgtu e in maniera uniforme il 60% degli impianti di ricarica. Restando libere di collocare il restante 40% dove credono. Nel regolamento, inoltre, si specifica che il 20% dei nuovi impianti dev’essere ad alta potenza, quindi da 50 kW in su. Ovviamente la parte del leone la farà Enel X.

Il sindaco Beppe Sala con un bus elettrico

Milano punta forte sui bus elettrici e sulla rete a2a

Milano ha tutta l’intenzione di accelerare, grazie anche al fatto che il sindaco Beppe Sala crede fermamente nella mobilità elettrica. Lo fa anche grazie all’impegno di due società partecipate: a2a, che si occupa degli impianti di ricarica, e ATM, che gestisce  la rete dei bus. A marzo il sindaco ha festeggiato l’entrato in servizio del primo di 25 bus elettrici Solaris, impiegati sulla linea 84. Ma presto si attende il varo di una seconda gara per altri 175 bus elettrici (guarda). Quanto alle colonnine di ricarica, a2a dal 2010 a oggi ne ha installate oltre 70, ma è solo l’inizio di un piano più ambizioso.

Torino, Iren comincia della flotta di casa

Anche Torino sta finalmente spingendo sulla mobilità elettrica, grazie al piano messo a punto da Iren. Partendo giustamente dalla flotta di casa, con una riconversione che poi povtà servire da modello da proporre alle aziende clienti. Il capoluogo piemontese è spesso in testa alle tristi classifiche sugli sforamenti ai limiti massimi tollerabili per le emissioni ed è chiaro che anche il Comune dovrà attivarsi con provvedimenti più incisivi.

Bologna accelera con il car sharing gestito da Tper

La presentazione del car sharing Corrente

Bologna sta a sua volta accelerando grazie all’azione di un’assessora alla mobilità piuttosto determinata, Irene Priolo. Che si muove tra mille difficoltà, tra cui la resistenza dei tassisti a digerire un bando che prevede la concessione di 30 nuovi licenze solo a veicoli elettrici.  Un buon passo avanti si farà a settembre con il lancio del car sharing elettrico Corrente, che a regime disporrà di 240 Renault Zoe. Nota positiva: il servizio sarà gestito da Tper, la società che opera il trasporto pubblico regionale (guarda). Con auspicabili, logiche integrazioni.

Genova pensa anche a elettrificare le banchine

Genova a sua volta sta sperimentando i bus elettrici, fabbricati dall’italiana Rampini. Il sindaco Marco Bucci ha più volte annunciato che in futuro solo i mezzi elettrici potranno circolare in centro, ma ancora non siamo alla fase operativa. Positivo il progetto di mettere in elettrico le movimentazioni portuali, attraverso un investimento di 8 milioni per punti di ricarica sulle banchine.

Napoli è la maglia nera: pochissimi punti di ricarica

Napoli, infine, è la maglia nera. I punti ricarica si contano sulle dita die due mani (noi siamo arrivati a sette in tutta la provincia), tra centri commerciali, la sede dell’Enel e poco altro. Ed è un peccato, per una città che è rinata dal punto di vista turistico e che dovrebbe offrire anche questa opportunità. Tempo per recuperare c’è, ma serve un piano di cui al momento non siamo a conoscenza.