Finiamola con il petrolio e salviamo l’Italia, prima ancora che il pianeta. Claudio, che vive in Francia, interviene su caro-benzina e caro-energia. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it

Finiamola con il petrolio, è una droga dura in mano ai trafficanti
“Vi seguo dalla Francia, paese che, avendo il nucleare, non ha i problemi del costo dell’energia che ha l’Italia. Ma è chiaro che anche qui si discute del caro-prezzi in arrivo, soprattutto sul fronte della benzina. Ho letto l’intervento del lettore che lamentava di essere stato a lungo schernito per avere puntato da tempo sul fotovoltaico a casa. Scherno che, peraltro, si ravvisa anche in molti commenti all’articolo stesso. Ebbene vorrei girarvi qualche passo di un articolo comparso qui sul sito Numerama. E che mi sembra inquadrare bene la questione: “Guidare elettrico non è voler salvare gli orsi polari, è smettere di elemosinare la propria energia a teocrazie o petro-dittature. L’argomento ecologico serve spesso da vetrina. La vera posta in gioco è altrove: ridurre una dipendenza che pesa molto sulle bilance commerciali ed espone a crisi ripetute. Il petrolio è semplicemente una droga dura di cui il trafficante può tagliare le forniture in qualsiasi momento”.
Non è una dipendenza da cui uscire, se davvero si vuol essere sovrani?
L’articolo cita una serie di Paesi che dalla dipendenza dal petrolio sono già usciti o stanno comunque uscendo. Anche per ragioni che poco hanno a che fare con l’ambiente: “La Norvegia illustra perfettamente questo cinismo: il paese esporta massicciamente il suo petrolio greggio mentre elettrifica il suo parco. Vende la dipendenza e riduce la sua. Strategia fredda, ma coerente. E mentre intere nazioni iniziano la loro cura di disintossicazione per puro istinto di sopravvivenza, l’Europa preferisce ricoprire la transizione di una vernice moralizzante. Che irrigidisce l’opinione pubblica. Ora, la posta in gioco non è essere ‘ gentili’con il pianeta, è essere sovrani”. Se vale per la Francia, che ha il nucleare, non dovrebbe valere a maggior ragione per l’Italia, che ha solo pioggia e vento con cui produrre rinnovabili?”. Claudio Zaccardi

Finiamola con il petrolio? Almeno dimezziamo la dipendenza…
Risposta. L’aumento dei prezzi di benzina e gasolio in presenza di crisi come questa è, come al solito, disarmante. Un altro lettore ci segnala che in una delle aree di servizio autostradali più trafficate, Secchia Ovest (Modena Nord, in A1), il gasolio servito è arrivato addirittura a 2,4 euro. E comunque il self è a 2,022. Come conferma anche la rilevazione pubblicata dal Sole 24 Ore, che pubblichiamo qui a fianco.
Noi non crediamo che sia possibile eliminare la dipendenza dal petrolio. Ma crediamo che (come spiegato a suo tempo dall’Enel) si possa arrivare a coprire con le rinnovabili fino al 70% dei consumi. Calmierando i prezzi (lo dice lo stesso ministro Pichetto Fratin) e mettendoci molto più al riparo da queste fiammate speculative. Ma serve una politica chiara, che unisca governo ed enti locali nell’agevolare le nuove installazioni. Cosa che al momento latita completamente. Anzi, tutto il contrario.


Ma siete seri? Ancora credete che potete liberarvi del petrolio e dello Stato? Nonostante i gestori dell’energia abbiano sempre più quota da rinnovabili il prezzo non è mai sceso. Pensate per esempio ai rifiuti, più si differenzia e più si paga di tari, invece del contrario. E comunque lo Stato tasserebbe di più l’energia perché non può perdere il gettito che ha dal petrolio e perché deve pagare le marchette a Usa in primis. E basta con la storia dell’ecologia, faccio meno CO2 io con una euro 5 che la maggior parte degli elettrici che non fanno un passo a piedi e non sanno neanche che esistono le biciclette, ipocriti…
La parte iniziale è una visione pessimista che però può avere delle ragioni, quella finale la solita mistificazione della realtà di chi vuole giustificare e sostenere la propria posizione inventandosi argomenti e atteggiandosi da quello che ha capito tutto. Complimenti
-Pensate per esempio ai rifiuti, più si differenzia e più si paga di tari, invece del contrario.-
Guardi, su questo ohimè ha ragione in linea di massima. Solo per amor di conoscenza, e in fondo per avvalorare la sua tesi, le posso però portare l’esempio del Comune di Verbania che ricorrentemente rende conto di quanto fruttano alle casse comunali i rifiuti debitamente separati (che si: vengono rivenduti per il riciclo e portano soldi) ed effettivamente è capitato che da un anno con l’altro ci fose anche una riduzione della TARI.
Quindi: si, non lo fa quasi nessuno
ma anche: Si, se si vuole si può fare.
L’errore sta a monte l energia e’ un problema nazionale e serio non va lasciato alla pancia ma va gestito da tecnici senza cercare a tutti i costi un consenso immediato.
Non ci sono parole: demagogia allo stato puro.
Italia e Francia, paesi noti per le miniere di uranio.
Sono d’accordo con tutti. L’importante è che qualcuno domani mattina paghi la mia nuova auto elettrica che non mi posso permettere
@Luca
se non te la puoi permettere
stai senza.
e, visto che taluni parlano di politica e voto,
non dimenticare di votare sempre per i liberisti e gli amici del libero mercato:
per costoro
se non te la puoi permettere
è colpa tua,
ed è giusto che tu stia senza
Ciao Mario, immagino tu punti alto, vorresti vedere una programmazione politica statale che va anche oltre al liberismo, per spingere nelle direzioni giuste ancora più rapidi; ma qui io da noi per assurdo mi acconterei anche già di avere dei “liberisti” al governo
questi non sono “liberisti”, a me sembrano “amichettisti”, mantengono il mercato non libero, non strasparente; ai nuovi arrivati ( energie rinnovabili e accumuli ) non viene permesso di competere su un piano di mera convenienza, dove già vincono; si tiene tutto bloccato per proteggere le rendite di posizione delle aziende fossili anche se questo ha dei costi enormi per tutti gli altri
il paradosso Italiano è che all’epoca per fare liberalizzazioni nel mercato energia ci volle un Bersani, di area non liberista, però almeno riformatrice, “progressista”
ogni volta che ho sentito parlare di “liberismo” in Italia
era un miliardario o collegato / sponsorizzato da gruppi industriali
Il ” liberismo” in italiano si traduce con “IO sono libero di far quello che mi pare”, ai danni degli altri
Il vero Libero Mercato è mettere regole Chiare, Uguali per tutti, Controllo Ante/Post per evitare distorzioni ed abusi…
ma i primi a non volere ciò son gran parte degli elettori… che nella confusione, prevaricazione ci sguazzano
Anche in televisione spesso si vedono rappresentare vincenti alcuni personaggi equivoci, fuori dalle regole ma in qualche modo fatti passare per “simpatici, invidiabili, di successo.”, mentre “gli altri” vengono spesso ridicolizzati… come anche il citato Bersani (per via del suo curioso modo di esprimere concetti… con “giaguari da smacchiare”😂) che però aveva fatto tanti provvedimenti per rendere più equo e trasparente il mercato, molti dei quali annullati da un “notissimo sig. B”, sedicente liberista re degli oligopoli italiani, che, tra l’altro, in tema “energia” ha sviluppato contatti e contratti con famosi/famigerati “capi di Stato” tra cui Putin e Gheddafi ( notissimi liberisti !! 😂😂)
@R.S.
“..vorresti vedere una programmazione politica statale che va anche oltre al liberismo..”
in realtà…no.
non lo so.
vorrei però, per cominciare, che la cultura media di chi va a votare fosse un pelo maggiore,
che sapesse almeno le basi, che sapesse cosa significa “libero mercato”, “economia pianificata”, cose così, le basi proprio.
e poi che votasse, con questa maggior consapevolezza, come gli pare, destra sinistra sopra o sotto.
nient’altro.
invece vedo un Paese che è fermo alle grida manzoniane,
ai Ferrer che attraversano la folla osannante
distraendo le masse con questioni totalmente insignificanti,
o lucrando su piccole o grandi tragedie locali
(Garlasco, o la famiglia nel bosco, per dire)
spostando l’attenzione.
la TV e i giornalisti poi alimentano il fuoco fatuo
il mondo va avanti
e l’italiano medio si ritrova
senza obiettivi, senza comprensione del presente, senza capacità di immaginare il futuro.
e qualcuno si chiede pure perchè gli italiani non facciano figli.
tra i paradossi italiani
le liberalizzazioni fatte dalla sinistra, che hai citato,
e il primo presidente del consiglio donna, di destra.
p.s.:
scommettiamo che nelle prossime settimane
almeno una questione locale tipo quelle sopra citate,
o proprio quelle
avrà notevole eco mediatica,
che finirà dopo la data del referendum?
Ma cosa c’entra l’auto elettrica ? si sta parlando di energia elettrica quella che usa anche a casa sua per accendere la luce, scaldare un toast, usare la TV e la lavatrice eccetera. Se non può permettersi l’auto elettrica, quindi probabilmente non può permettersi la maggior parte delle auto, si tenga quella che ha e amen ma tutto questo cosa c’entra col costo dell’energia e il tema delle rinnovabili?
Mi pare che nessuno di voi “scienziati” abbia sin qui risposto alla fondamentale domanda dell’amico Franco.
E dunque, ve la rifaccio io.
Chi votereste in Italia (che possa governare con maggioranza) in grado di operare per il bene comune e di seguire le orme della Spagna?
Possibilmente, a domanda rispondete, senza buttarla in caciara con le solite statistiche, links e citazioni, non pertinenti all’argomento in questione.
Grazie.
Buttarla in caciara è pretendere una risposta a una domanda idiota (quando mancano due anni al voto).
@Aga_Khan
quando ci saranno le elezioni e avrò letto i programmi ti saprò dire,
e la risposta potrà anche essere “nessuno”.
Insisto: l’opinione della popolazione è costantemente monitorata,
porre la domanda come la poni tu è semplicemente un metodo puerile per spostare l’attenzione e buttarla sulla tifoseria sterile da asilo.
“che gusto di gelato vuoi?”
“beh, prima fammi vedere quali hai!”
personalmente ho idea su chi voterò, i più netti e preparati su questa posizione, per spostare in questa direzione la posizione di una eventuale coalizione; ma anche cittadini che votano diversamente, penso possono far sentire la loro voce se concordano che ci stiamo autosabotando
per avere un “effetto Spagna” clamoroso sui prezzi elettricità, andrebbero sbloccate in fretta penso almeno i primi altri 30 GW di nuove rinnovabili utility scale tra quelli con autorizzazioni già quasi pronte; al ritmo attuale rallentato, ci mettiamo altri 5 anni, è un gran peccato; si potrebbe fare in 2 anni, con i primi effetti sui prezzi già dopo il primo anno
in ogni caso prima facciamo e prima risparmiamo decine di miliardi all’anno e rimettiamo in marcia l’economia; sono molti più soldi che azzannarci su come ritoccare a fatica e dolorosamente il bilancio statale su sanità, tasse, pensioni, bonus in stile lotteria
Di certo non quelli che s-governano adesso…
Non e’ un caso che proprio il governo spagnolo sia stato quello che con maggior forza si sia schierato contro l’intervento americano ed israeliano in Iran: gli spagnoli son coloro che piu’ di altri hanno lavorato in questi anni per affrancarsi dalla dipendenza dal petrolio, con significativi risultati in termini di incidenza delle rinnovabili nei consui energetici e quindi nell’abbattimento dei costi delle bollette.
Grazie a questo impegno hanno potuto avere la forza di dire finalmente NO, noi non ci stiamo!
Pero’ le cose vanno avanti lo stesso anche senza il loro consenso….
@Franco
però gli spagnoli pagano l’elettricità molto meno di noi che abbiamo le palle legate al gas.
sempre furbissimo l’italiano medio.
Sono i vari governi di destra di centro e di sinistra che hanno governato in questi ultimi decenni dopo essere stati votati….
Unica è andare ad abitare in Spagna insomma…
Non c’è bisogno di andare in Spagna.
L’importante è che il popolo italiano al momento del voto faccia la medesima scelta del popolo spagnolo.
E’ molto semplice.
Sentiamo, chi voteresti in Italia (che possa governare con maggioranza) in grado di operare per il bene comune e di seguire le orme della Spagna?
Cosi’ tanto per capire ….
@franco
domanda inutile e fuori tempo: non ci sono elezioni oggi e nemmeno domani,
quando ci saranno vedremo i programmi e ciascuno valuterà.
oggi è quello che abbiamo,
quindi valutiamo l’oggi:
oggi possiamo dire che il Governo attuale spinge in direzione opposta alle rinnovabili, questo è un dato oggettivo,
e questa oggettività si scontra pesantemente con la geopolitica e la storia, in barba a tutti i sovranismi di facciata.
tranquillo che se la politica sente, o sentisse, un chiaro ed evidente FASTIDIO popolare rispetto a queste politiche energetiche
la politica si attiverà/attiverebbe in altra direzione.
manifestare il dissenso paga eccome. anche solo su un sito come vaielettrico, di cui è di sicuro monitorato il “sentiment”
a @Franco ed @enrico posso suggerire che basta far diventare mainstream la necessità dell’indipendenza energetica VERA, autocratica nei fatti e non a parole?
Se diventasse un vero interesse nazionale, di tutti i cittadini (destra, sinistra, centro, sotto, sopra, in mezzo..) forse ogni partito presenterebbe una sua “ricetta” più realistica del sogno nucleare (che, pur facendolo da domattina, arriverebbe tra 10/18 anni), visto che l’energia serve a tutti, qualunque sia il “credo politico”.
E poi, francamente, non serve emigrare – spero ! – visto ciò che abbiamo già.
Enrico Matteri ai suoi tempi voleva affrancarsi dalle famigerate “sette sorelle” anglofone degli idrocarburi ma il tanto strombazzato “piano Mattei” del nostro governo non ne ha affatto rispecchiato lo spirito di sicurezza nazionale, legandoci a molti altri stati, pure dittature, con i soliti idrocarburi (giusto per mantenere le nostre infrastrutture ENI/SNAM/ENEL e quelle private ..) mentre invece avrebbe dovuto puntare molto di più sull’autoproduzione nazionale, quindi con F.E.R. disponibili in abbondanza:
abbiamo idroelettrico (da aumentare, anche per gestire le forti disparità nelle disponibilità di acqua)
abbiamo il geotermico (con nuove tecnologie ci sono molte più zone adatte allo sfruttamento)
eolico on & off shore e persino mareomotrici (con 7000km di coste ci saranno delle zone adeguate no ?? )
e fotovoltaico con accumuli ovunque ci siano spazi industriali e capannoni da coprire; l’agrivoltaico va implementato in maniera non esageratamente restrittiva.
Visto poi che noi stiamo spingendo per produrre bio-carburanti con scarti agricoli (sarà vero? o son campi coltivati per le raffinerie? ) sarebbe possibile anche mantenere in esercizio molti vecchi veicoli adatti o adattabili … lavorando anche sulla filiera della componentistica e delle autofficine di elaborazione (sul refitting elettrico personalmente ci credo poco o nulla, visti i costi effettivi adatto solo a flotte autotrasporto merci/passeggeri).
Cerchiamo di farci sentire dai “nostri” politici di riferimento… cerchiamo di diventare realmente autonomi energeticamente … serve a tutti .. serve ora.
-chi voteresti in Italia (che possa governare con maggioranza) in grado di operare per il bene comune e di seguire le orme della Spagna?-
Ovviamente per il Re, incarnazione vivente della Corona, sacro simbolo dell’Unità Nazionale e custode dei destini della Patria. Essa, cerchio d’oro indissolubile, fonde la gloria del passato e la stabilità del futuro nel patto eterno tra Popolo e Trono, per la grandezza della civiltà e la gloria dell’Italia. AVANTI SAVOIA!
avanti al buio , zigzagando verso non si sa dove, ottima meta.
Per schematizzare, ci sono due fasi nella riduzione progressiva e a lungo termine l’espulsione dei combustibil fossili dai nostri consumi:
1) decarbonizzare il mix di produzione dell’elettricità,
ridurre sempre più l’uso delle centrali termoelettriche a metano o carbone (e sul lungo periodo sostituirei anche il nucleare)
2) elettrificare (o dove non possibile, alimentare con elettro-carburanti di sintesi, creati usando elettricità decarbonizzata) il resto dei servizi: trasporti su gomme, riscaldamenti, navi, aerei, settore agricolo, alcuni processi industriali, settore militare
Se ricordo Enel affermava che la rete elettrica italiana era già pronta ad accogliere mix con 60-70% rinnovabili, cioè già ora (mettendoci dentro i rinforzi delle dorsali di trasmissione ad alta tensione già pianificati ora)
aggiungo: sul lungo periodo non i sono limiti tecnici ad arrivare al 100% di rinnovabili nel mix elettricità; ci vorrà tempo per far crescere la quantità di installazioni di accumuli di energia e di altre rinnovabili
mix elettrici 100% rinnovabili è il programma dichiarato di Spagna, Portogallo, Germania, Austria, Danimarca, Svizzera, (credo anche Olanda e Belgio) oltre alla Norvegia che avendo molto idroelettrico ha già fatto in fretta
100% rinnovabili ad oggi non è più difficile, quello che è più difficile e lento, è la fase 2, assorbire dentro al mix elettricità (o agli elettro-carburanti derivabili dall’elettricità) anche gli altri servizi che ora invece vanno a carburanti liquidi o gassosi: trasporti, riscaldamenti, etc
Mi piace ciò che ha scritto Claudio, dobbiamo andare di rinnovabili non perché sono green, almeno non solo per quello, ma perché in questo modo saremmo molto meno ricattabili dal fornitore di energia primaria di turno. E visto che all’attuale governo piace il termine “Sovranista” tanto da utilizzare tale sostantivo per il “Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste”, potrebbe utilizzarlo anche ridefinire il nome dell’attuale “Ministero dell’ambiente e Sicurezza Energetica”
Sanchez in Spagna è un vero sovranista,
ha fatto il bene e l’indipendenza del suo paese facilitando le insallazioni rapide e massiccie di rinnovabili utility scale in Spagna accelerando dal 2019 ad oggi
il governo in Italia per me si sta comportando da traditore della Patria,
con i decreti del 2024-2025 ( DL Agricoltura, Aree idonee, Testo unico, etc) ha quasi vietato le rinnovabili “utility scale”, cioè i grandi parchi fotovoltaici a terra, agrivoltaici a terra interfilare, i parchi eolici, che non necessitano di incentivi e producono grandi quantità di energia a prezzi molto bassi
questo ha stoppato un “boom” di installazioni che stava arrivando anche da noi; ora installiamo 6 GW di nuovi impianti di rinnovabili all’anno, ma potrebbero essere quasi il triplo; in Germania ne installano 23 GW all’anno
apparentemente da noi si vuole proteggere le rendite della filiera fossile, a partire dal colosso ENI, poi anche gli impiamenti della rete del gas (altre navi rigassificatrici previste), e le centrali termoelettriche
il nostro governo invece distribuisce incentivi sotto varie forme per impianti fotovoltaici per autoconsumo, cioè per i tetti di aziende o abitazioni, anche quando non necessiterebbero di incentivi, basterebbe snellire la burocrazia per renderli attraenti; o incentivi per agrivoltaico del tipo a pannelli alti, avendo quasi vietato quello economico a pannelli bassi
gli impianti per autoconsumo fanno bene a chi li installa, ma non fanno scendere i prezzi dell’energia per gli altri connessi alla rete, che poi si trovano pure a pagare in qualche modo gli incentivi; o almeno, gli impianti per autoconsumo non fanno scendere velocemente i prezzi al’ingosso dell’elettricità, perchè se ne installa una quantità modesta all’anno e sono impianti con un costo energia risultante conveniente per autoconsumo, ma non così bassi rispetto ai costi dell’energia degli impianti utility scale
Concordo in pieno, vogliamo l’energia da fonti rinnovabili ma vietiamo l’istallazione degli impianti di produzione, questa è la transizione green!!!!!
con la politica energetica spagnola bisogna continuare a ripeterci: “abbiamo perso l’industria automobilistica italiana.. abbiamo perso l’industria automobilistica italian… abbiamo perso l’industria automobilistica italiana” come un mantra.
Da quanto hanno massimizzato la produzione F.E.R. e ridotto a quasi 1/3 (rispetto all’Italia) il costo energetico, si sono aggiudicate molte nuove linee produttive di veicoi, batterie etc etc (oltre poi a NON essersi inimicati i cinesi seguendo atteggiamenti e politiche trumpiane, che ci hanno escluso dai loro insediamenti in Europa).
L’energia serve a tutto ed a tutti… quindi occorre che chiunque governi si adoperi per farci avere la più economica e SICURA disponibile… ed al momento, come dimostrano le implementazioni mondiali, ci sono solo le F.E.R.+B.E.S.S. per economicità e velocità di realizzazione (poi, chi vuole, può anche auto-costruirsi impianti & depositi nucleari, se trova dove farli, purché a proprie spese).