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Finalmente! Via libera alla conversione elettrica a due ruote

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Finalmente il via libera alla conversione elettrica delle ruote, con un kit omologato. E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore dal 1 ottobre 2022 il decreto del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili che allarga il retrofit alle moto, abolendo di fatto il vincolo dell’omologazione di ogni singolo esemplare.

Dal 2017 scriviamo del calvario dei ragazzi riminesi di Motoveloci, ora Retrokit Italia, per omologare il suo kit di conversione del Vespino (leggi qui) e ora siamo arrivati a destinazione. Ma ci vorrà  ancora un po’ tempo per vedere i loro kit in vendita.

I kit per trasformare la Vespa in elettrico si vendono in tutta Europa, dalla Gran Bretagna alla Germania, mentre in Francia oltre la legge esiste pure un incentivo. Dal 1 ottobre anche l’Italia ha la legge, ma poi servono la qualifica ufficiale di costruttori accreditati al ministero e l’omologazione dei kit.

Cosa dice il nuovo regolamento

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Il kit di Retrokit

Vediamo il regolamento pubblicato in Gazzetta: “Disciplina le procedure per l’approvazione nazionale, ai fini dell’omologazione, nonché le procedure di installazione di sistemi di riqualificazione elettrica su veicoli delle categorie internazionali L, M1, M1G, M2, M2G, M3, M3G, N1 e N1G, originariamente immatricolati con motore termico”.

Al di là della “grammatica istituzionale”,  il decreto  unisce il decreto retrofit in vigore dal 2015 (ora abrogato) con quello sulle due ruote, mai entrato in vigore. Il Consiglio di Stato aveva chiesto giustamente di avere un solo riferimento normativo. Un percorso lungo, ma siamo arrivati al capolinea con il nuovo decreto che allarga la conversione alle moto.

C’è anche il retrofit della Guzzi d’epoca

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Come per il decreto retrofit 2015, fanno parte della filiera il costruttore con necessario accredito e l’installatore ovvero un’autofficina (“un’impresa esercente l’attività di autoriparazione“). Uno dei requisiti fondamentali del sistema di propulsione elettrico è questo: “Non siano alterate le originarie caratteristiche del veicolo in termini di prestazioni e sicurezza“.

Come funziona il sistema di omologazione?

La domanda di omologazione deve essere presentata presso un servizio tecnico insieme ad una scheda informativa, conforme al modello A o B, e se viene superata la verifica di idoneità la Direzione generale della motorizzazione rilascia il certificato di omologazione al costruttore che è anche responsabile “delle procedure di recupero e trattamento del pacco batterie esauste“.

Patrizio Moto Guzzi
Patrizio Roversi in sella alla Moto Guzzi convertita in elettrico

Lo abbiamo già scritto ma ora è valido anche per le due ruote: è bandito il fai da te per l’installazione del kit elettrico. Il regolamento è chiaro: “Ogni sistema di riqualificazione elettrica è installato dal costruttore attraverso la propria rete di officine di assistenza, ovvero da un installatore“.

E’ vietato il montaggio fai da te. E non si torna indietro

la batteria del kit elettrico
La batteria del kit elettrico della Vespa

Installato il kit l’installatore rilascia una dichiarazione (vedi qui) dove “certifica l’osservanza delle prescrizioni per l’installazione disposte dal costruttore del sistema“. Il passaggio finale prevede l’aggiornamento della carta di circolazione o documento unico. Attenzione: una volta passati all’elettrico è vietato tornare indietro.

Buona notizia per le imprese e ne nascono di nuove: ecco Talet-e

Abbiamo sentito Alex Leardini di Retrokit Italia che da mesi ha fatto il pieno di ordinazioni per il suo kit. “Stavo già lavorando sulla scia del decreto del 2015, si tratta di una buona notizia“. Intanto è nata, proprio al momento giusto, una nuova azienda: la startup Talet-e da Messina (città dove spesso si sono convertite auto anche del Nord Italia). La nuova azienda propone una seconda vita elettrica per gli scooter. Si presentano come una piattaforma; dal 2023 verrà aperto un Flagship Store a Roma, con quattro aree di servizio: due per clienti privati e due per aziende, enti, istituzioni.

A Talet-e non si limitano alla conversione delle due ruote di proprietà ma vendono scooter già convertiti dall’azienda. Offrono il servizio anche alle aziende produttrici che “puntano ad allargarsi all’elettrico” e si mettono anche al servizio di enti pubblici e aziende che vogliono elettrificare la loro flotta.

Il link alla Gazzetta Ufficiale con la legge

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8 COMMENTI

  1. Non sono d’accordo sul bandire il fai da te se alla fine ci sono kit omologati e immagino una revisione del mezzo prima della circolazione. Il solito modo per far magnare lo stato e ridurre il numero dei possibili utilizzatori di questa tecnologia: in questo modo bisognerebbe bandire anche il fai da te del motore termico!

    • Ci sono centinaia di migliaia di due ruote super inquinanti, veicoli con anche 50/60 anni e non hanno un vero valore storico (ce en sono così tante)

  2. Contento per il nuovo aggiornamento legislativo…ma continuo a chiedermi la sostenibilità economica di una conversione a questi prezzi…

    • Questo è un problema chiaro che spendere per la conversione quanto si spende un veicolo nuovo non è conveniente dal punto di vista economico, poi sulla Vespa o Lambretta o altre moto c’è anche un fattore di affetto per cui tanti sono disposti a spendere. Chiaro che si tratta di piccoli motori e batterie relative e non possono costare tanto quindi è necessario la presenza sul mercato di un player che riesca industrializzare e far calare il costo.

      • In effetti diciamo pure che per un privato qualunque puó essere una grossa spesa ma, per fare un esempio, per i club dedicati ai modelli storici dovrebbe essere un investimento fattibile.

  3. Ancora non ci siamo , perché bandire il fai da te?
    Speravo di poter omologare la mia 500 retrofitted che con tanta cura sto realizzando da alcuni anni.
    Dovrò rivolgermi al tüv tedesco per far valere il mio lavoro con costi non da sottovalutare.

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