Filosa attacca ancora, chiedendo una revisione urgente delle regole europee sulle emissioni e una strategia industriale più competitiva.
Filosa attacca ancora: “Prendere ad esempio gli Stati Uniti”
Il n.1 di Stellantis ha parlato all’assemblea dell’Anfia. Evidenziando compiaciuto “un allineamento politico tra alcune dichiarazioni recenti dell’amministrazione tedesca e di quella francese”. Segnale che “molti importanti stakeholder stanno chiamando a un’assunzione di buon senso” per rivedere il quadro regolatorio europeo. Con un approccio “più flessibile e allineato al mercato”.
Secondo Filosa, la geopolitica è ormai “un fattore interno cruciale” per l’industria: decisioni prese oggi “impatteranno quello che succederà nei prossimi 10, 15, 20 anni“. Ma il nodo centrale resta la competitività. Filosa lamenta in Europa “normative troppo stringenti ed eccessiva dipendenza dalle catene di fornitura extra-europee. Che ci impediscono di guardare al futuro con la stessa fiducia” con cui guardano gli Stati Uniti. Gli USA hanno rivisto standard emissivi e introdotto dazi per favorire il reshoring industriale. Per questo “è necessario che Unione Europea e Stati membri agiscano con urgenza“.

“Costo dell’energia e del lavoro frenano la competitività dell’Italia”
La ricetta proposta passa da una decarbonizzazione “flessibile, realistica e graduale”. Con obiettivi separati per veicoli commerciali e passeggeri. E misure per rinnovare un parco auto europeo in cui 150 milioni di vetture hanno oltre 10 anni. Filosa chiede inoltre incentivi per sostenere la produzione di nuove auto elettriche e ibride “piccole e accessibili”. E un meccanismo premiale per rafforzare la filiera produttiva “Made in Europe”. Ricordando gli impegni presi con il Tavolo Stellantis: 2 miliardi di investimenti negli stabilimenti italiani. E oltre 7 miliardi di acquisti da fornitori nazionali, più dei 6 inizialmente annunciati.
Guardando al futuro, però, avverte: “È fondamentale salvaguardare la produzione nazionale“, perché l’Italia soffre “una grave mancanza di competitività” rispetto ad altri Paesi europei. Colmare questo divario richiede “azioni strategiche” su energia, costo del lavoro e catena di fornitura, per garantire il futuro dell’intera filiera automotive italiana.


Io invece non capisco perché continuino a costruire unità immobiliari….e il numero degli italiani continua a diminuire…
I motivi sono “tragici” e non mi basterebbero due giorni per esporglieli tutti, con un’analisi che voglia essere esaustiva.
Brutalizzando il discorso, quantomeno da noi costa meno (in termini di denari e di sbattimenti burocratici) ed in ultima analisi è più conveniente costruire ex novo, magari su suolo vergine, piuttosto che recuperare metri cubi già edificati e a volte pure abbandonati.
Un’assurdità che grida vendetta e che pagheremo quanto prima, anche in termini economici.
a me piacerebbe leggere un tuo articolo a tema, se avrai tempo, anche perchè se ci rientra l’efficenza energetica e/o l’integrazione con la ricarica BEV e/o il consumo di suolo, secondo me sarebbe a tema con il portale
Un altro Marchionne che per fare gli interessi propri ha fatto (bene) quello dei padroni, fregandosene totalmente dell’Italia e degli italiani.
Disse quello che produce in Marocco e sta disinvestendo completamente dall’Italia…
posticipare il ban al 2040 fara’ solo bene al portafogli di questo qui mica all’ambiente . 6.000.000.000 di tonnellate di petrolio ogni anno in atmosfera nel mondo ,volevo solo ricordarlo per i distratti , buone feste a tutti noi .
Il Dott. Filosa mi spiega perché i cinesi hanno iniziato a lavorare sulle elettriche anni fa, mentre Fiat poi FCA poi Stellantis hanno pensato solo a distribuire ricchi dividendi? Avessero investito in ricerca e sviluppo la metà di quanto distribuito agli azionisti (leggi famiglia Elkann) adesso potrebbero probabilmente proporre un catalogo di elettriche competitivo con i cinesi.
Cantiamo tuti insieme sulla musica di “Renato Renato Renato” (Mina, 1962)
Filosa Filosa Filosa
col Puretech che si guasta a iosa
Filosa Filosa Filosa
la cinghia oliata che ti fa “crack!”
Filosa Filosa Filosa
con la catena tu l’hai cambiata
Filosa Filosa Filosa
non ha risolto proprio un belìn!
Il problema sono i cinesi. E quelli vincono col termico, con l’elettrico e con l’ibrido. Il ban del 2035 é solo una scusa per la loro conduzione scandalistica e fallimentare. Stellantis poco tempo fa brindava alle percentuali di guadagno più alte per auto, mai avute. E festeggiava i dividendi con gli azionisti.
L’Europa si sta avviando ad un solo mercato di consumatori noi siamo il bancomat delle industrie estere. Le paturnie dei vari Ad. oppure politici servono solo a portare l’acqua al loro mulino ma dell’Europa in senso fisico non interessa nulla se non come sportello per il bancomat.
Cina e America lo hanno capito benissimo, la Russia ci aspetta al varco.
Il cervello di questa situazione sta a Bruxelles se non riformano la
UE con votazioni dove vince la maggioranza questa ovvia situazione sarà definitiva.
In che senso “dove vince la maggioranza”? Il meccanismo attuale è un proporzionale come c’è in molti posti. Non è che basta avere la maggioranza relativa in parlamento per andare al governo.
L’assetto istituzionale dell’Unione europea è un po’ diverso. Il “governo” è la Commissione Europea nominata in concerto da tutti i membri dell’Unione e ratificata dal Parlamento a maggioranza. La Commissione sottopone le sue proposte al Parlamento, eletto con il proporzionale, che le approva, sempre a maggioranza. Ma ogni direttiva passa poi al vaglio del Consiglio Europeo dove sono presenti tutti i 27 Paesi membri che devono approvarla all’unanimità. Quindi basta il voto contrario di un solo Paese e il provvedimento non passa.
A quanto mi risulta, la situazione è un po’ diversa. nella maggior parte dei casi, tramite maggioranza qualificata. La maggior parte delle direttive sottoposte all’esame del Consiglio passa a maggioranza qualificata (il sistema della maggioranza qualificata si basa su un principio di “doppia maggioranza”, introdotto dal Trattato di Lisbona) che richiede due condizioni cumulative:
1) voti degli Stati membri: almeno il 55% degli Stati membri deve votare a favore;
2) Popolazione: i paesi che votano a favore devono rappresentare almeno il 65% della popolazione totale dell’UE.
Una decisione non viene approvata se una “minoranza di blocco” si oppone. La minoranza di blocco richiede la presenza di almeno quattro Stati membri, che rappresentino più del 35% della popolazione totale dell’UE. Esistono alcune eccezioni:
in alcuni settori specifici, che sono considerati particolarmente sensibili (come la fiscalità, la politica estera e di sicurezza comune o l’adesione di nuovi Stati membri), è ancora richiesta l’unanimità di tutti gli Stati membri.
E’ effettivamente così. Ma metta insieme fiscalità, politica estera e sicurezza e ha già capito perchè l’Unione europea non tocca palla sulle questioni che fanno la differenza fra contare qualcosa e non contare niente.
Sicuramente posticipare il ban di 5 anni darà la possibilità ai motori termici di fare altri soldi senza investimenti.
Ma la domanda è: siano sicuri che i clienti sceglieranno come motore termico fino al 2040 il loro “Pure tech”?
Più che altro: se non dovesse esserci nessun ban alle auto ibride, siamo sicuri che le auto elettriche le vorranno tutti così come tutti hanno voluto, ad esempio, gli smartphone o le tv a schermo piatto.
E che non finirà invece come per i palmari (per chi se li ricorda) o per i più recenti televisori 3D?
@Massimo
e tu sei sicuro che all’ambiente e soprattutto all’atmosfera vada bene che continuiamo ad emettere CO2 come nulla fosse?
nel caso, se per caso non le va bene….hai una vaga idea delle conseguenze, prima di tutto economiche? (SGHEI, per capirci, tuoi e miei)
La C02 è emessa solo dalle auto? I Data Center non inquinano? Gli aerei? I razzi dell’ecologista Musk?
Tra l’altro secondo me la maggior parte delle auto sono spente per almeno 23 ore al giorno, se non di più…..
…ho dato un’occhiata su wiki al cv dell’AD….
Avete visto in quali stabilimenti ha lavorato (su maps)?
Fox
eccolo qua, altro personaggio completamente scollegato dalla realtà.
costi dell’energia alti? beh se non avete voi le risorse per investire e farvi un parco rinnovabile a servizio delle vostre fabbriche.. non vedo chi lo dovrebbe fare per voi.
prendere esempio dal parrucchino d’oltreoceano?
beh allora tanto vale chiudere baracca e burattini, se il meglio che riusciamo a partorire sono i capolavori puretech è meglio mettersi a progettare biciclette forse vengono meglio.
ah già, basta ricordarsi però con chi si ha a che fare.. in fondo son capaci solo di chiedere aiuti di stato e ammortizzatori sociali.
Infatti hai perfettamente ragione!…Prima di tutto non avessimo tagliato i ponti con il gas dalla Russia oggi pagheremmo ancora l’energia molto mone e saremmo più competitivi….secondo ci si lamenta sempre che le case cinesi vendono a meno perché hanno aiuti di stato ma noi facciamo lo stesso vendendo prodotti scadenti sempre più cari
Sarà ricordato dagli storici come uno dei tanti che ha contribuito ad annientare Stellantis in Europa, relegandola a vendere apparecchiature mobili per avvelenare i pedoni, i ciclisti, avventori di carrozzine e passeggini e curvi bastone-dotati negli stati disuniti, che si avviano speditamente verso il Medioevo 2.0, sotto l’imperio del feroce ma indifferente re Arancione.
Secondo l’AD Filosa uno dovrebbe levarsi un’auto diesel di 10 e più anni che percorre 18-21 km/lt per un’altra nuova fiammante ibrida benzina con +/- gli stessi consumi?
Se proprio mi si dovesse rompere ci sono ottime BEV cinesi con oltre 400 km di WLTP che sembra inizieranno a costare meno di queste bellissime e fiammanti nuove ibride del gruppo Stellantis.
Io ancora non ho capito perché, se ho un auto perfettamente funzionante anche se vecchiotta, dovrei cambiarla per forza.
Non è forse inquinante rottamare un’automobile e costruirne una nuova da zero? Consumismo e ambiente sono 2 parole che non vanno d’accordo per nulla…
Giusto . E’ il convitato di pietra di cui poco si parla. Ma non si punta temi allo scambio 1/1 tra ICE -BEV ma forse 3/1 o 4/1. Cioè su 4 ICE rottamate solamente 1 o 2 di quei proprietari potrà acquistare una BEV. Finalità che trovo anche giusto. Fosse per me non produrrei più macchine né palazzi proponendo una moratoria per i prossimi 50 anni.
Te lo spiego io. È molto semplice, quello che davvero impatta per l’ambiente non è il metallo o la plastica che bene o male sono riciclabili di cui è fatta la tua auto, ma sono le tonnellate di benzina o gasolio che la tua auto brucia nell’atmosfera, e più la tieni e più peggiori. Discorso completamente diverso se invece tieni più possibile una auto elettrica, con il tempo compensi la CO2 prodotta per la sua produzione e poi vai sempre a migliorare perché la quota di rinnovabili dell’energia che immetti per camminare è sempre di più. È il principio del saldo ecologico. Con una termica non potrà mai essere positivo.
Con l’acquisto di un’auto nuova è il saldo in banca che va in negativo….mi consenta… 🙂
Su questo aspetto vorrei che qualcuno mi chiarisse meglio la cosa.
Da quello che ho letto, la produzione di un’auto termica tipo SUV richiede 5-7t di CO2, mentre una elettrica 8-12 (a causa della produzione delle batterie agli ioni di litio).
Con la differenza ci fai circa 30.000km con la termica.
E tutto questo solo se la ricarica la fai con energia al 100% da fonti rinnovabili.
Questo è corretto?
Ringrazio se qualche esperto mi aiuta.
Perché tengono conto solamente la produzione di un auto, non tengono conto del carburante (benzina o gasolio) e dei liquidi che vanno in sostituzione periodica (olio motore – olio cambio e differenziale) altrimenti sai che numeri da capogiro…
Questo però è solo una aspetto del problema: è solo quello economico personale. Il vero vantaggio a passare ad una BEV è quello delle emissioni 0, che una termica non avrà mai, che è un vantaggio per tutta la collettività.
@Enrico Ambrosini
Nella produzione ovviamente non sono conteggiati i materiali di consumo per l’uso quotidiano.
Per l’uso quotidiano ho letto che si stima 1,5-2t di CO2 ogni 10.000km (che dovrebbe tenere conto di tutto) per le auto termiche e zero per le auto elettriche (questo solo se l’energia per la ricarica è prodotta da fonti rinnovabili).
Da cui la stima che per arrivare al pareggio di CO2, con un auto termica hai circa 30.000km di percorrenza.
Letto diversamente, con l’auto elettrica inizi ad essere meno inquinante in media dopo i 3 anni (ipotizzando 10.000km/anno di percorrenza media).
Quanto sopra se i numeri che ho letto sono corretti.
@Gianluca Zini
Non stavo considerando l’aspetto economico ma solo le emissioni di CO2.
Vale quindi quanto ho risposto a Enrico Ambrosini.
A livello globale conta l’emissione complessiva e non solo quella derivante dalla percorrenza nell’uso quotidiano.
Vero però è che soprattutto nelle città inquinate del nord il problema non è la CO2 ma i PMx e gli NOx, ed a tal fine l’auto elettrica è indiscutibilmente migliore, ma non risolve, in quanto circa il 60% di tale inquinamento (p.es. a Torino) è dovuto al riscaldamento domestico, un altro 10% alle attività industriali ed un altro 15% ai mezzi pesanti. Quindi con l’auto si può agire solo sul restante 15-20% (se fossero tutte elettriche).
Ciao, puoi rifare tu stesso il calcolo,
una volta noti alcuni parametri utili:
– 1 litro di benzina combusto = 2340 gr Co2
– 1 litro diesel combusto = 2650 gr Co2
…però ogni litro di carburante si porta dietro circa un altro +25% (dato Europa) di emissioni dovuto alla filiera di trasporto, raffinazione e distribuzione, e trascuriamo per semplicità le emissioni al km relative ai cambi olio, freni e e altre manutenzioni, che pure qualcosa pesano in più rispetto alle BEV (a memoria forse un altro +2%)
– 1 litro di benzina combusto = 1,25 x 2340 = 2925 gr Co2
– 1 litro diesel combusto = 1,25 x 2650 = 3312 gr Co2
prendiamo un auto di taglia media (seg. C) e aumentiamo un poco i consumi dichiarati dal costruttore, diciamo a spanne che siano:
– benzina 15 km/litro emette 2925/15 = 195 gr Co2/km
– diesel 19 km/litro emette 3312/19 = 174 gr Co2/km
==== per l’elettricità:
— mix italiano è da 270 gr di Co2 /KWh, ma scende rapidamente ogni anno, diciamo che nei prossimi 2 anni farà media circa 240 gr Co2 (e poi scenderà ancora)
– ci sono le perdite di trasporto elettricita e ricarica, tra +19% e +22%, allora abbiamo 1,21 x 240 = 290 gr /KWh
aumentiamo un poco anche i consumi dichiarati da una elettrica, diciamo che una segmento C percorre 100 km con 15 KWh misurati in batteria,
cioè con 1 KWh percorre 6,7 km, allora abbiamo (290 gr / 6,7 km)= 43 gr Co2 al Km
NB: negli anni successivi il mix migliora e questo valore scende ancora, tenderà a 22 gr Co2 per KWh, ma ora teniamo 43 gr
==== vediamo i debiti di emissione per la fabbricazione
– la scocca di una BEV, tolta la batteria, richiede circa -0,6 tonn Co2 di fabbricazione rispetto a una ICE
– la batteria di una BEV da 60 KWh, richiede un surplus di emissione di Co2 di circa 76 kg x KWh (media sui prodotti venduti in europa, compresa fase finale di riciclo), allora abbiamo (76 kg x 60 kwh)= +4,560 tonn Co2
il saldo ad oggi è un debito di fabbricazione sceso a circa 4 tonn di Co2,
mentre negli anni passati era più alto; e scenderà ancora in futuro
==== kilometraggio di pareggio emissioni
[(emissioni al km ICE) – (emissioni al km BEV)] x (km-pareggio)= debito emissioni di 4 tonn di Co2
vediamo ICE-benzina vs BEV-60 KWh,
segmento C, usate in Italia:
(195-43 gr Co2/km) x (km-pareggio) = 4.000.000 gr Co2
(km-pareggio)= 4.000.000/ 152 === 26.300 km
se la batteria è più piccola, o l’uso è prevalentemente urbano, o siamo in paesi con mix ancora più decarbonizzati del nostro, o se la ricarica avviene da fotovoltaico domestico, il pareggio avviene anche prima
@ MT64
in Pianura Padana le polveri sottili dipende anche da dove e quando le misuri
i riscaldamenti contribuiscono ma ci sono solo in inverno, e le industrie e gli allvamenti non sono nei centri abitati.. cioè in città e nell’interland, dove gli sforamenti dei limiti degli inquinanti sono peggiori, il contributo della auto e dei furgoni diesel della logistica è preponderante, lo vedi banalmente dalle misurazioni delle stazioni di controllo messe non troppo lontane da viali trafficati
al momento se ricordo, una ICE emette al km:
– 7-8 microgrammi al km di polveri ultrafini (le più pericolose, andrebbero conteggiate a numero e non a grammi) dalla marmitta, senza contare le fasi di rigenerazioni dei diesel che alzano questo valore
– non ricordo quanto al km, gas che poi in atmosfera formano altre polveri fini, il cosidetto “particolato secondario”
– 7-8 microgrammi di polveri fini dai freni
– 7-8 microgrammi di polveri miste dai pneumatici
– irritanti per le vie aree ossidi di azoto (NOx), cancerogeni idrocarburi policiclici aromatici (IPA), monossido di carbonio (CO)
– Co2 in quantità
con la BEV invece in pratica hai “solo” le emissioni (di polveri non ultrafini, è un misto di polveri fini e grosse, per lo più cadono a terra invece che rimanere sospese in aria) dei pneumatici, maggiorate di un +20% per il peso aumentato, e prima o poi si lavorerà anche su queste (favorire microvetture in città), perché è un particolato con anche plastiche, inquinano le acque
Propongono per noi una bella transizione “flessibile, realistica e graduale”. Magari accompagnata con della vaselina.