La filiera industriale delle auto elettriche sta diventando sempre più sostenibile. E’ quanto emerge dal nuovo report internazionale “Lead the Charge”, che ha analizzato l’impatto ambientale e sociale delle catene di approvvigionamento dei principali costruttori mondiali. Tesla guida la classifica, davanti a brand che investono sul green come Ford, Volvo e Mercedes.
Lo studio, realizzato da una coalizione di organizzazioni ambientaliste e sociali – tra cui Transport & Environment, Sierra Club e Public Citizen – ha preso in esame 18 grandi Case automobilistiche valutando l’impegno su sostenibilità ambientale, diritti dei lavoratori e approvvigionamento responsabile delle materie prime.
Il report è al suo quarto anno, il che significa che è in grado di raccogliere dati sui progressi delle case automobilistiche nel tempo. E in quest’ultima edizione mostra netti miglioramenti un po’ in tutto il settore. Anche se il lavoro da fare è ancora molto.

Il mito delle emissioni “nascoste” delle EV
Uno dei temi affrontati indirettamente dal report riguarda un luogo comune spesso citato nel dibattito pubblico: l’idea che le emissioni in fase di produzione annullino i benefici ambientali delle auto elettriche. In realtà, come sottolineano numerosi studi sul ciclo di vita dei veicoli, la maggior parte delle emissioni di qualsiasi auto, termica o elettrica, deriva dalla fase di utilizzo. L’impatto della produzione rappresenta una quota molto più ridotta.
E anche su questa piccola componente la strada va comunque migliorando. Il report mostra infatti che l’industria automobilistica ha quasi raddoppiato il proprio punteggio medio negli ultimi quattro anni per quanto riguarda sostenibilità ambientale e diritti umani nelle catene di fornitura.

Acciaio, alluminio e batterie: dove si gioca la partita
L’analisi non riguarda solo le batterie o i minerali critici. Una parte significativa della valutazione riguarda anche acciaio e alluminio, materiali che rappresentano la quota più consistente del peso di qualsiasi automobile.
Proprio su questi fronti stanno arrivando nuovi impulsi normativi, in particolare in Europa, dove le politiche industriali stanno spingendo verso produzione di batterie più sostenibili e acciaio a basse emissioni. Queste politiche contribuiscono a spiegare i buoni risultati ottenuti dai costruttori europei nel report.
Nonostante i progressi complessivi, però, lo studio evidenzia che i miglioramenti non sono distribuiti in modo uniforme: le aziende più avanzate sul fronte dell’elettrificazione stanno trainando gran parte dei risultati.

La spinta delle Case più green. Tesla in testa
Tra i costruttori che ottengono i risultati migliori figurano infatti Tesla, Ford, Volvo, Mercedes e Volkswagen, tutti marchi che negli ultimi anni hanno investito in modo significativo nella transizione elettrica.
Il report sottolinea che i produttori più impegnati sugli EV tendono anche a lavorare di più sulla sostenibilità delle filiere, che includono minerali, batterie e metalli. Volvo, ad esempio, ottiene uno dei punteggi ambientali più elevati nello studio.
I big cinesi accelerano. Giapponesi in coda
Tra le novità più rilevanti dell’ultima edizione del report c’è il forte miglioramento dei costruttori cinesi, in particolare BYD e Geely, che risultano i marchi con i progressi più rapidi nell’ultimo anno.
Questo non significa però che l’intero settore cinese sia già ai vertici: alcune aziende restano indietro e, nel complesso, l’industria automobilistica cinese rimane ancora nella parte bassa della classifica globale.
Un altro dato sorprendente riguarda il Giappone, che compare tra le aree meno performanti. In particolare Toyota – il più grande costruttore automobilistico al mondo – si colloca al terzultimo posto nella graduatoria complessiva, davanti solo alle cinesi SAIC e GAC. Anche Honda e Nissan restano nella parte bassa del ranking.

Margini di miglioramento enormi
Il report introduce anche un indicatore interessante: il cosiddetto “best-in-class score”, che rappresenta il punteggio teorico di un costruttore capace di ottenere i risultati migliori in tutte le categorie analizzate.
Per il 2025 questo valore raggiunge l’86%, molto più alto rispetto ai risultati ottenuti dalle singole aziende (Tesla è al 49%…). Secondo gli autori dello studio, questo significa che gran parte dei miglioramenti necessari è già tecnicamente possibile, semplicemente adottando le migliori pratiche già presenti nel settore.
Per l’industria dell’auto elettrica, dunque, la sfida non riguarda più solo la diffusione dei veicoli a zero emissioni, ma anche la costruzione di catene di approvvigionamento sempre più pulite, trasparenti e responsabili.
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