Home Alla ricarica Fidarsi delle app sui consumi? O rischi di restare a piedi?

Fidarsi delle app sui consumi? O rischi di restare a piedi?

25
CONDIVIDI

Fidarsi delle app è consigliabile, per simulare i consumi (e quindi l’autonomia) dei percorsi della nostra futura auto elettrica? Una prova sul campo per verificarlo.

 Fidarsi delle app? Testiamo EV Check della VW

fidarsi delle app
Il grafico del tracciamento del nostro percorso nella simulazione dell’App EV Check di Volkswagen.

Queste app, utilizzando gps, giroscopio e accelerometro del nostro smartphone e attingendo ai dati di consumo, danno la simulazione del consumo in un dato percorso. Normalmente le usa solo chi un’elettrica non l’ha e vorrebbe farsi un’idea prima di acquistarla. Noi abbiamo fatto quello che nessuno fa. Abbiamo deciso di testare quella di Volkswagen, EV Check e per farlo abbiamo utilizzato una vera ID.3. A percorso completato, abbiamo messo a confronto i dati della simulazione con quelli reali, per capire se ci raccontano la verità. Vediamo come è andata. Per prima cosa abbiamo allineato la percentuale di carica della nostra ID.3 reale con il SOC (State of Charge) simulato nell’app. Avevamo infatti già utilizzato in precedenza l’app. L’informazione resta memorizzata senza possibilità di reset. Pertanto abbiamo proceduto alla ricarica fino ad allineare i due valori: SOC 71% Al primo utilizzo dell’app è necessario impostarla scegliendo il modello di elettrica della quale vogliamo simulare i consumi (ovviamente della Volkswagen). Abbiamo selezionato la ID.3 con batteria 58 kWh.

Fidarsi delle app? Il consumo reale è il 35% in più…

fidarsi delle app
La Volkswagen ID.3 della prova, con batterie da 58 kWh.

A questo punto siamo partiti da Rovereto (TN) e abbiamo viaggiato fino a Trento seguendo la SS12. Giunti al capoluogo, abbiamo imboccato la SS237 per Riva del Garda, dove ci siamo fermati e abbiamo analizzato i dati confrontandoli con quelli reali. All’arrivo a Riva del Garda l’autonomia reale di ID.3 era scesa dal 71% iniziale al 52%. Il consumo si è attestato quindi a 11,00 kWh. Il simulatore del produttore però ha restituito un risultato un po’ più ottimistico: a suo avviso la ID.3 su questo percorso sarebbe giunta a destinazione con un SOC del 57%, per un consumo di 8,10 kWh. Il consumo reale è stato, quindi, di oltre il 35% più elevato rispetto a quanto simulato dall’app! Certo, questa differenza è enorme e rende l’app di fatto inaffidabile nei risultati mostrati. L’utente che volesse basarsi sulle stime di questa app per valutare la possibilità di adozione di un’elettrica per le proprie percorrenze, rischierebbe di trovarsi in difficoltà. O, perlomeno di non veder rispettate le proprie aspettative.

Secondo noi: troppi margini di errore, attenzione

Il SOC all’arrivo è del 52%, nettamente inferiore a quello segnalato dal simulatore (57%)

Noi vogliamo credere nella buona fede del costruttore. Ciò che probabilmente accade è che l’app non preleva correttamente i dati relativi alla temperatura esterna. Dati che però hanno un grosso impatto sul consumo dell’auto. Questo, come sappiamo, è dovuto a un maggior consumo di energia per tenere al caldo il pacco batteria e per riscaldare l’abitacolo. Inoltre, la pioggia che ci ha accompagnato lungo tutto il percorso ha richiesto l’azionamento del tergicristallo (ulteriore assorbimento). E ha aumentato la resistenza al rotolamento, già di suo superiore rispetto a quella che avremmo avuto d’estate (con pneumatici estivi). In ultimo possiamo considerare anche un margine di errore dovuto ai sensori dello smartphone. Nel nostro caso si tratta di un Iphone 11 Pro Max. Tutto ciò non giustifica del tutto la Volkswagen nella comunicazione di dati che i consumatori potrebbero prendere per buoni. Attenzione quindi!

Apri commenti

25 COMMENTI

  1. Esiste un’app, a pagamento e abbonamento, che prevede uno strumento da collegare alla presa OBD per misurare i consumi reali, lo stato della batteria e altri utili parametri, per sapere realmente fin dove si può arrivare. Impostata la meta finale, consente di arrivare con tutta tranquillità

  2. Forse potrebbe essere più utile e costruttivo per tutti fare le simulaziomi con A better route planner. Là si possono impostare molte altre variabili, oltre al consumo medio che di per sé viene leggermente sovrastimato di default dall’app stessa. E si potrebbero confrontare i risultati su un’app “universale” e non legata a nessun costruttore in particolare.

    • Interessante osservazione Gino.
      Sono d’accordo.
      Purtroppo ABRP è conosciuta solo da chi un’elettrica la ha già. E poco o per nulla da chi invece guida una termica.

      • Non penso sia proprio così Paolo, dal momento che guido una termica e sto per prendere una Plugin. Però mi sono interessato, seguo con piacere il sito ed ho fatto delle simulazioni con ABRP per capire se al momento avrei avuto problemi logistici per spostarmi con un’elettrica pura. So che è semplicemente questione di tempo (implementazione infrastruttura di ricarica in primis) poi passerò con entusiasmo all’EV.
        Spero e non credo di essere una mosca bianca 🙂

  3. Ciao, premesso che ho un termica ma percorro meno di 8.000 km/anno sto pensando se mi converrebbe venderla per passare ad una elettrica 100% (ID3 piace). Leggo e trovo molto interessante la tua analisi (abito a Riva), che mi aiuta a capire e bene se optare o no. Mio fratello ha appena ordinato per la moglie una 500 elettrica, poi anche in base alla sua esperienza vedró. Intanto grazie!

  4. Uso una Peugeot e-208 e ho dedotto che, per evitare questo problema, la PSA sottostima enormemente l’autonomia residua, a tal punto che se fai una giornata di autostrada tirando un po’ il computer di bordo si offende e l’autonomia residua è sballata per un paio di settimane…

    Come al solito uno deve conoscere il proprio veicolo e stimare sulla base del percorso e dello stile di guida che intende attuare, cosa che il computer di bordo non può fare.

    • Certo, se uno il veicolo ce l’ha lo conosce. Se ancora non ce l’ha e si basa sui risultati di un simulatore come EV Check per capire come potrebbe trovarsi con un’elettrica, l’app potrebbe mostrare risultati che poi non troverebbero riscontro nella realtà.

  5. Paolo, Enzo, attenzione per favore.
    EV Check NON è un’app che assiste il guidatore di un’auto elettrica.
    Questa app, EV Check, come spiegato nell’articolo, é un app pensata per chi NON ha e NON guida un’auto elettrica, ma guida invece un’auto TERMICA e sta pensando di passare all’elettrico.
    EV Check, se attivata e utilizzata in un viaggio qualsiasi a bordo di un’auto TERMICA, dovrebbe dirci quanto invece avremmo consumato se quello stesso viaggio lo avessimo fatto con un’elettrica, nel caso specifico ID3 58 kWh.
    Il senso del mio test era: visto che un potenziale acquirente di ID3, ma che oggi guida diciamo una Golf TDI, potrebbe usare questa app per capire se le proprie percorrenze potrebbero essere adatte a un’elettrica, questa app gli darebbe dei risultati affidabili?

  6. Premessa io non ho mai guidato una ID.3 ne ho mai usato l’app EV Check .
    Scusatemi ma NON capisco !
    Che senso ha una app CHE NON dialoga con l’auto che stai guidando?
    Oggi Volkswagen si vanta della ottime funzioni della elettrica/display di bordo, ma essa non comunica con l’app prodotta dalla stessa Volkswagen.
    Ciò genera chiaramente errori folli !

    • Commento poco interessante, che conferma la superficialità con la quale troppo spesso si leggono gli articoli, o forse solo i titoli.

      • Direi di no, non è un commento poco interessante. E lo dico da possessore di auto elettrica (full), acquistata più che altro per sfizio e non per necessità. Gli unici 500km circa andata e ritorno sono stati un calvario: colonnine ricarica non funzionanti e poche. Per ricaricare abbiamo perso tre ore, forse di più, tanto per arrivare a casa, senza contare il tempo perso a girare sperando di avere la fortuna di trovare una colonnina funzionante. Il Paese, ma credo l’Europa in genere non è ancora pronta.

        • Giuliana, sicuramente a oggi non ci si può spostare in elettrico su lunghe tratte con la stessa leggerezza con la quale ci si sposta con un’auto termica. Il viaggio a lungo raggio in elettrico va pianificato. Ma con la pianificazione è fattibile e senza problemi. Il commento poco interessante è poco interessante perché in questo articolo non si parla di un’app a supporto dei guidatori di auto elettriche, ma di un simulatore a uso di chi un’elettrica non ce l’ha e la sta valutando.

      • Quando Mercedes presentò un’app simile – EQ Ready – fui il primo e l’unico a dubitare dell’efficacia di una app nel fare quel tipo di calcolo [ https://www.vaielettrico.it/una-mercedes-in-prova-ma-non-e-unauto-e-una-app/ ]. Sono contento, nel caso di un’app analoga, i vostri test abbiano confermato i miei dubbi sull’attendibilità.

        Il mio commento “inutile” è collegato con la mia idea che un possessore di un’auto elettrica avrà sempre l’ansia da ricarica il giorno in cui dovrà fare un viaggio più lungo. E sarà così per un po’ di anni. Perché anche se dovessero aumentare le colonnine, aumenteranno anche le auto elettriche e quindi l’ansia sarà sempre determinata da questi fattori:
        – presenza di colonnina
        – colonnine tutte occupate (ovvero stallo libero)
        – colonnina funzionante
        – colonnina veloce
        – costo kw erogato (se non è della compagnia con la quale sono “abbonato”)
        – sveglia da impostare per andare a levare l’auto dallo stallo altrimenti si rischia la multa

        Questa ansia viene esorcizzata con la parolina magica “organizzazione” o “pianificazione”. E’ la stessa parolina che usano per rifilarti un miniappartamento: in effetti se fossimo degli automi, non avremmo bisogno di spazio, non avremmo bisogno di tavoli: mangi, sparecchi, pulisci il tavolo, metti il pc, poi lo levi per cena, mangi, sparecchi e rimetti il pc. Dopotutto se si può vivere in un camper, il miniappartamento è un supercamper, no?

        Se chiedi ad un possessore di una Mercedes perché ha pagato il doppio o il triplo il suo modello di auto rispetto, ad esempio, ad una Focus con prestazioni e consumi simili, lui ti risponderà: il lusso del comfort. Il fatto di essere avvolto in sedili di pelle, materiali di qualità, il silenzio durante la marcia. Se chiedi al possessore di un’auto ICE perché la preferita ad un’auto elettrica ti risponderà: il lusso di non dover pianificare. Accendi l’auto e vai, senza pensieri, senza distrazione, vai dove ti porta la strada, scegliendo il percorso solo perché lì hai visto un bel viale alberato o un paesino arroccato su una montagna. Non devi salire in auto solo dopo aver pianificato il viaggio, obbligato a fare un certo percorso perché altrimenti resti a piedi.

        Non è un caso che non esiste un’app equivalente per i possessori di auto ICE. Perché i possessori di auto ICE hanno in dotazione il lusso di non dover pianificare, non hanno la mente e il cuore attanagliati dall’ansia di ricarica delle auto elettriche. Non devono andare in autostrada a 70 kmh senza aria condizionata e le 4 frecce per risparmiare elettricità, non devono avere la vista da condor per cercare una colonnina di ricarica, non devono avere netflix sul cellulare per guardarsi le serie tv in auto mentre l’auto ricarica. Buona visione: https://www.youtube.com/watch?v=xlskfQm_Cj8

        • Enzo, sia gentile. Faccia pace con se stesso.
          Se ritiene che le elettriche non soddisfino il suo bisogno di lusso, non si tedi nel seguire i nostri approfondimenti e i nostri articoli. Cosa la trattiene qui? Lasci perdere, no? Se è così convinto che le elettriche non abbiano motivo di esistere, non faccia disinformazione per chi legge.
          Il test di Matteo Valenza al quale lei fa riferimento non dice per nulla quello che lei ha voluto interpretare. Ma l’esatto contrario. Secondo lei se prendo un’auto Diesel e ho nel serbatoio 10 litri di diesel e mi piazzo in autostrada fino a quando l’autonomia è molto bassa e sono costretto a un certo punto a rallentare per limitare i consumi fino al primo distributore, questo significa che l’auto non è valida ed è un’auto che rischia di lasciarmi a piedi?
          La pianti Enzo. Ha stufato.
          Se vuole restare e essere costruttivo, è il benvenuto. Se è qui solo per dare sfogo alla sua necessità di protagonismo, no.

          • Negli USA è stata appena presentata una auto elettrica con autonomia da 1600 km e prezzo concorrenziale, inferiore a 50000 euro. E comunque con molto meno si può avere un’auto con una autonomia degna. Sarò libero di pensare che un’auto elettrica con una buona autonomia, un prezzo accessibile e buone prestazioni sarà molto allettante piuttosto che un’auto con una autonomia bassa? Anche altri utenti, possessori di auto elettrica, commentano lamentano problemi di autonomia e di ricarica. I dubbi e le perplessità degli utenti non sono legittimi? Se gli unici commenti ammessi sono “evviva la Renault elettrica!” scrivetelo a caratteri cubitali nel sottotitoli del sito, non sono ammesse critiche all’elettrico, solamente elogi. Almeno uno lo sa prima.

            Commento su vari quotidiani online e ogni volta vedo gli utenti liberi di esprimere le loro opinioni e anche di criticare il contenuto dell’articolo, mai lette accuse di protagonismo o di mancanza di costruttività solo perché si ha un’opinione differente. Lasciate le persone libere di esprimere la propria opinione o il proprio dissenso, chi legge ragiona con la sua testa e decide liberamente quale pensiero condividere.

          • Non fare la vittima, Enzo. Qui hai scritto più tu di noi, e non ti abbiamo mai censurato anche quando facevi il bullo con nick Vaidiesel. Tutti sono liberi di esprimere opinioni. Perfino noi, pensa un po’ che sfacciataggine. Però, caro Enzo, evita di forzare la manina: dimmi per esempio quanti, tra i nostri lettori “possessorei di auto elettrica” si lamentano dell’autonomia o della ricarica. Trovami uno solo che sia pentito di averla acquistata, al di là della normale segnalazione di qualche disfunzione.

          • Ma infatti non faccio la vittima, mi confronto e vorrei continuare a farlo, pur nella diversità delle opinioni e preferenze personali. Mi piacerebbe continuare a farlo, mi spiace quando leggo “Se è qui solo per dare sfogo alla sua necessità di protagonismo, no” e non so come interpretarlo: opinioni diverse non è mai da protagonista.

            Per quanto riguarda la tua domanda, è estremamente probabile che gli acquirenti di auto elettrica siano ben contenti del loro acquisto come è estremamente probabile che qualunque acquirenti acquisti un bene molto costo sia contento dell’acquisto fatto: prima dell’acquisto uno si informa per vedere se un prodotto è adatto alle proprie esigenze, se lo è lo compra. Quindi si presume che chi ha acquistato una elettrica l’abbia fatto a ragione veduta: ricarica da casa, pochi spostamenti lunghi, risparmio sulla sosta blu nel proprio comune, etc. Se ad oggi le elettriche pure non superano il 10% forse è proprio perché ci sono gli ostacoli che io e l’altro 90% lamentiamo: ansia da autonomia sulle lunghe distanze, incognita sull’affidabilità del pacco batterie, mancanza di un modello con le caratteristiche cercate, prezzo troppo alto, etc. Ma NON sono pessimista: ogni giorno presentano nuovi modelli e io ne ho già adocchiati un paio interessanti per me, ad esempio. Però quei problemi esistono, ad oggi esiste un problema di presenza e affidabilità delle colonnine, esiste un problema di costo di ricarica alle colonnine, esiste un problema di tempi di ricarica, etc. Questo è quello che pensano il 90% degli italiani che, anche a fronte di incentivi ipergenerosi (da 10000 euro in su …) non preferisce ancora, come in Norvegia, le elettriche alle ICE.

          • Enzo, lei fa esattamente la vittima. Vuole un confronto? Su cosa lo vuole, sul nulla?
            Nel post precedente scrive “Il mio commento “inutile” è collegato con la mia idea che un possessore di un’auto elettrica avrà sempre l’ansia da ricarica il giorno in cui dovrà fare un viaggio più lungo.”
            Nel post successivo scrive: “è estremamente probabile che gli acquirenti di auto elettrica siano ben contenti del loro acquisto come è estremamente probabile che qualunque acquirenti acquisti un bene molto costo sia contento dell’acquisto fatto”
            Se le contesto qualcosa, nel post successivo rigira la frittata, rimaneggia il suo pensiero o parla d’altro. Non abbiamo bisogno delle sue non posizioni.
            Grazie.

          • Il tuo ragionamento fila. Ma quanti sono, secondo te, gli italiani che davvero non hanno la possibilità di passare all’elettrico? Pensi onestamente che il 90% degli italiani sia contemporaneamente: indigente, sprovvisto di possibilità di ricarica domestica o al lavoro, costretto frequentemente ad utilizzare l’auto privata per lunghi viaggi? Io sarei pronto a scommettere di no. Più probabilmente gran parte di loro è semplicemente male informato. Avrebbe solo vantaggi usando un Ev, ma purtroppo non lo sa. Vaielettrico è qui per questo.

          • Sono libero di pensare che un possessore di auto elettrica avrà problemi di ansia da ricarica e ciò nonostante abbia davvero fatto la scelta migliore per sé? Le 2 cose non sono in disaccordo. Un possessore di auto a metano probabilmente tutta la vita lamenterà un problema di prestazioni e ciò nonostante potrebbe aver fatto la scelta migliore per sé (perché magari pensava ai costi del carburante) e questo perché nella vita, Paolo, non si può avere tutto, o non ancora. Ogni scelta presenta dei compromessi. Anche chi riceve in dono una Ferrari nuova avrà dei problemi, sarà in ansia quando dovrà parcheggiarla fuori o quando farà manovra nel traffico cittadino. Ogni scelta ha dei pro e dei contro, è innegabile che questo valga anche per l’elettrico. Poi ognuno di noi mette sul piatto della bilancia pro e contro e vede quale, tra le possibili opzioni, ha il pro più pesante.

            La forza delle auto elettriche è che i suoi contro sono destinati in buona misura a ridursi nel tempo: auto migliori, più punti di ricarica, etc. etc. Ma oggi quei contro ci sono e quindi, mettendo sul piatto della bilancia pro e contro di una elettrica, oggi, nel 2020, meno del 10% la ritiene in Italia la scelta migliore (e sia chiaro, per loro l’elettrico è oggettivamente la scelta giusta). Magari domani sarà del 20 o 30 o 60% quelli che la sceglieranno perché la situazione sarà migliorata: non c’è nulla di male, sono il primo a sperare che sia così. L’auto appena presentata negli USA ieri fa 0-100 in 3.5″ e parte da 21000 euro: un’auto ICE con quelle prestazioni non costa meno di 150000 euro. Favolosa! Come si fa a non amarla? E questo varrà per le auto che si ricaricano da sole (come quella) o quelle che hanno 1600 km di autonomia (sempre quella), quindi il futuro dell’elettrico (che può essere già domani) è assolutamente roseo. Ciò non significa, e lo ripeto, che oggi non ci siano delle criticità.
            Matteo Valenza nella sua rubrica parla ogni giorno dei difetti della Tesla eppure la ricomprerebbe (e lo capisco bene, avendo quella somma forse la prenderai anch’io). La sua è una rubrica a favore dell’elettrico dove lui è preciso, puntiglioso e accurato nel descrivere ogni minimo difetto di un’auto elettrica, ogni piccola disavventura, è così dettagliato che se comprassi una Tesla oggi mi sembrerebbe di averla già guidata tutta una vita. Ma la sua è una rubrica a favore dell’elettrico. Posso pensarla in modo simile a lui (io sono un po’ più critico perché non ho la sua disponibilità)? Posso pensare che la sua Tesla Model 3 performance è eccellente ma che sotto quella fascia l’offerta è ancora scarsa e poco conveniente? Posso essere felice quando vengono presentate xpeng o altre auto con un miglior rapporto prezzo/qualità?

          • A titolo di esempio: lo scorso mese sono dovuto andare a Milano (in tempo di Covid) per una visita medica. Programmo il viaggio nel pomeriggio. La mattina lavoro, mangio, dopo mangiato mi metto al volante e volo presso la clinica privata (con annesso parcheggio interno). Faccio la visita e poi di volata torno a casa. Arrivo tardi a casa, la visita dura un po’, ma la palpebra era ancora su. Viaggio fatto in tutta comodità con una Giulietta 1.6 diesel TCT (di mia moglie), non devo neanche fermarmi a mettere diesel. L’avrei potuto fare con una elettrica? No! Neanche la Tesla Long Range avrebbe resistito così tanto, di notte, in autostrada, non mi avrebbe consentito di “volare” da Pisa a Milano e fare il ritorno in giornata. Oppure mi sarei dovuto – come dite voi – “organizzare”: cercare prima la colonnina più vicina lì, sperare di trovarla funzionante e libera, poi prendere un taxi o un mezzo pubblico per raggiungere la clinica. Invece ho potuto parcheggiare direttamente nel parcheggio interrato della clinica, priva di punti di ricarica. Se avessi speso 35000 euro per una Nissan Leaf (il doppio della mia Giulietta) che non mi avrebbe consentito di coprire quella distanza negli stessi tempi, costringendomi a soste più lunghe e a percorsi più tortuosi, a più sbattimenti, calcolo dei tempi di ricarica, rischio di multe perché non sai quanto la visita durerà, etc. non sarei stato contento, sarei già stato a rimpiangere la mia Giulietta. Avrò diritto di pensare che questo è un problema che un acquirente – come il sottoscritto – si pone in fase di acquisto?

  7. Questo tipo di prove sono, a mio modo di vedere, molto interessanti.
    Pur con tutte le approssimazioni del caso, restituiscono dati sicuramente più verosimili dei dati di omologazione delle vetture.
    Sarebbe interessante qualche prova di lunga durata, sulla scia delle vecchie prove “10.000 km a cofano sigillato” di Quattroruote. Prove completamente inutili da un certo punto di vista, che però offrivano molti spunti di riflessione e si rivelavano utili e interessanti per molti altri versi.

    P.S. Piccola aggiunta, relativa al pezzo “Vaielettrico cresce con voi: come vorreste che fosse?”:
    urge assolutamente un limite di caratteri massimi nei commenti. Qualcuno, due o tre in particolare, hanno scambiato i commenti per il palcoscenico per i loro sproloqui. Spesso inutili.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome