Fiat Tris: il ritorno elettrico della mitica Ape

Fiat Tris

Al Salone di Bruxelles Fiat ha acceso i riflettori su Tris, la tre ruote 100% elettrica considerata l’erede a zero emissioni della popolare Ape Piaggio. Un mezzo super compatto, pensato per soddisfare la crescente domanda di soluzioni per la consegna dell’ultimo miglio. Debutto in Italia nel corso del 2026.

Fiat Tris

Un progetto tra Italia e Marocco

Il Fiat Tris nasce all’interno del centro stile Stellantis di Torino, mentre la produzione è affidata allo stabilimento di Kénitra, in Marocco. Una scelta industriale ormai consolidata per il gruppo, che utilizza il Paese nordafricano come hub produttivo per veicoli compatti e a vocazione urbana. Il Tris è già ordinabile sul mercato marocchino e rappresenta un esempio concreto di come la micro-mobilità elettrica stia diventando un tassello strategico anche per i grandi costruttori europei.

Non si tratta di un concept o di un esercizio di stile: il veicolo è pronto per l’uso quotidiano, con una configurazione tecnica essenziale ma mirata a un utilizzo professionale intensivo.

Fiat Tris

Autonomia e prestazioni da città

Dal punto di vista tecnico, il Tris monta una batteria agli ioni di litio da 6,9 kWh, sufficiente per garantire un’autonomia dichiarata di circa 90 km. Un valore adeguato al tipo di utilizzo urbano e leggermente superiore a quello della Fiat Topolino, da cui eredita in parte l’impostazione concettuale.

Il motore elettrico da 9 kW, con 45 Nm di coppia, consente al triciclo di raggiungere una velocità massima di 45 km/h, limite che lo colloca nella categoria dei veicoli leggeri. La ricarica avviene esclusivamente in corrente alternata (AC): servono 3,5 ore per passare dal 0 all’80% e 4 ore e 40 minuti per una carica completa.

Versatilità operativa ed essenzialità

Il Tris sarà proposto in tre configurazioni: cabinato, con pianale e con cassone, così da adattarsi a diversi impieghi, dalle consegne urbane ai servizi municipali. Con una lunghezza di 3,17 metri e un raggio di sterzata di 3,05 metri, il mezzo promette grande agilità nei centri storici e nelle zone a traffico limitato.

Fiat Tris

Uno degli elementi più interessanti del Fiat Tris è la capacità di carico fino a 540 kg, un dato rilevante se rapportato alle dimensioni complessive del veicolo. L’area di carico misura 2,25 m² ed è progettata per ospitare un europallet standard.

Il telaio e la struttura tubolare sono protetti dalla corrosione con un rivestimento in zinco di qualità automobilistica, mentre all’interno l’approccio è volutamente spartano.
Gli equipaggiamenti sono ridotti al minimo indispensabile, ma non manca una presa da 12 V con porta USB-C, utile per alimentare dispositivi di lavoro o strumenti di navigazione. Una scelta coerente con il posizionamento del veicolo, che punta su robustezza, semplicità e costi contenuti, più che su comfort e infotainment.

Italia in prima linea

Il lancio europeo è previsto nel corso del 2026, con l’Italia tra i primi mercati coinvolti. Sarà presente all’interno della gamma FIAT Professional. Al momento, però, non ci sono conferme ufficiali per quanto riguarda specifici allestimenti e prezzi.

  • Guarda anche il VIDEO di Marco Berti Quattrini

Visualizza commenti (5)
  1. Alessandro D.

    Sapete quali sono le ragion d’essere del motocarro?
    Principalmente due. E non sempre entrambe valide contemporaneamente.

    La prima, quella aleatoria: ragioni fiscali. Se il fisco o il codice della strada favoriscono in qualche modo la formula a tre ruote, con minori tasse, minori obblighi etc etc, allora i tre ruote “fioriscono”. Altrimenti vince sempre l’automobile a 4 ruote.

    Poi c’è l’aspetto che per anni è stato oggettivamente un vantaggio: fare un veicolo 3 ruote in configurazione 1 davanti e 2 dietro è vantaggioso fintanto che costruire un asse anteriore “da auto vera” è oggettivamente “troppo più costoso” rispetto a mettere una singola ruota con la sua brava forcella da moto. E infatti è andata esattamente così: i motocarri hanno prosperato fintanto che le auto non sono state prodotte a prezzi non più così dissimili da giustificare l’oggettiva pericolosità e scomodità di quel tipo di configurazione.

    Quindi stiamo parlando di uno schema tecnico che oggettivamente già parte zoppo (discorso assai diverso è il tre ruote “2 davanti e 1 dietro”) e che oggi onestamente non ha ragion d’essere posto che uno scarsissimo asse anteriore da vettura oramai costa due lire e per viaggiare entro i 60 all’ora va benissimo anche se è fatto coi braccetti di lamiera stampata.

    Quindi mi cascano le braccia a vedere che la “novità” del 2026 è l’Ape…

    1. In effetti mi sembra un veicolo che si basa piú che altro sull’effetto nostalgia, peró proprio per questo potrebbe avere un certo successo (un pó come a suo tempo la Vespa PX che è stata venduta per decenni oltre il limite di obsolescenza tecnica). Ovviamente per favorire le vendite sarebbe opportuno tenere basso il prezzo per non stroncare in partenza il futuro del modello. E magari aggiungere le portiere che al giorno d’oggi nessuno vuole prendersi freddo e pioggia..
      Detto questo, la scelta tecnica “due ruote dietro e una davanti” non mi sembra cosí sbagliata trattandosi di un ciclomotore.

      1. Alessandro D.

        L’ape 50 si ribaltava con una curva presa bene già poco sopra i 30 all’ora.
        E più il cassone è scarico, più si ribalta facilmente.
        E’ una trappola, ha senso solamente se l’alternativa è il risciò o andare a piedi. E vivaddio: c’è stato un periodo in cui l’alternativa era proprio quello, e quindi cara e grazie. Ma direi che quel tempo è proprio finito.

    2. interessante, mi ci hai fatto pensare..facendo un motocarro hanno risparmiato sull’asse anteriore come dicevi, e manca anche cremagliera sterzo e piantone.. ma risparmiano anche sulla carrozzeria anteriore, nella foto sembra che la cabina è fatta in tubo quadro nero stile citroen Ami, e lo scudo anteriore sempra un pannello di plastica colorata in pasta arancione, neppure una lamiera con il costo di saldature e verniciature dell’Ape del passato, lamiera che però era “bella” in un certo senso, percepivi che c’era dietro qualche ora di lavoro e cura, ed assorbiva un po’ meglio gli urti deformandosi in modo progressivo.. e poi immagino mancano Adas.. airbag c’è? ..magari pure le portiere le mettono optional o fatte con pallenni di plastica
      … in pratica se ho capito, è costruita al risparmio estremo come fosse una citroen Ami (basse richieste normative in quanto quadriciclo, anzi motocarro/triciclo in questo caso) però l’ape consente capacità di carico

      a favore per me c’è l’aspetto estetico e/o nostalgico e la taglia quasi da bicicletta.. per un venditore di gelati nei vialetti di un parco effettivamente preferirei vedere la piccola cabina di un’ Ape che un furgoncino taglia kei-car

      lato economico o per chi ci dovesse fare carico più seriamente (muratori, atrigiani, consegne ultimo miglio) invece capisco cosa dici.. un camioncino 4 ruote taglia key-car tipo il Porter elettrico è molto più efficace e può anche viaggiare in sicurezza a velocità più sostenute

      però c’è la stortura che il Porter elettrico lo propongono a una cifra incredibile di 37.000 euro (e la versione termica e senza adas, per il resto scocca di camioncino identica, fabbricazione cinese, in africa la importano a poche migliaia di euro.. bho, si vede che costicchia questa microbatteria che ci aggiunge piaggio)
      https://www.vaielettrico.it/piaggio-porter-diventa-elettrico-ma-costa-37-300-euro/

      immagino perché ancora non c’è quasi concorrenza e/o sperano in grandi incentivi… allora con questo listino si crea spazio sotto per un veicolo ancora più semplificato come l’Ape.. il tuo ragionamento penso sarà per quando ci saranno piccoli camioncini elettrici da 14.000 euro e chi ci deve lavorare intensamente, non solo per i gelati, allora l’Ape forse non la considerà più anche se costa un poco meno.. che dire.. in ogni caso spero arrivi un po’ di concorrenza dall’estero per riscrivere i listini

      1. Alessandro D.

        Come ho detto, oggi un “assalino” anteriore fatto in ragionevole economia (con il suo sterzo, scatolina sterzo e quant’altro) si può avere ad un prezzo “sopportabilissimo” per la categoria. Banalmente si ricicla quello della AMI.
        I quadricicli leggeri non hanno vincoli di dimensioni. Chiaramente la potenza massima di 6 kw e i 45 km/h oltre al limite di peso non permettono certo chissà quale grandezza, ma il succo è che partendo da una base simil-AMI un caioncino 4 ruote, due posti e con un cassoncino in plasticaccia dura di 150×150 cm ci esce tutto.
        E valà: sarebbe anche simpatico.
        Quindi questa Ape o ha un costo industriale di 500 euro o stanno cercando di vendere fuffa sull’onda della nostalgia

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