Ferrari Luce e l’asta da 40 milioni di dollari: ma chi è quel pazzo…

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La prima Ferrari elettrica della storia è stata venduta all’asta per la cifra “monstre” di 40 milioni di dollari. L’intero ricavato è andato in beneficenza alla Ferrari Foundation. Ma chi è il “pazzo” che ha pagato un cifra 36 volte superiore alla base d’asta fissata da RM Sotheby’s? E’ un miliardario americano che già deteneva il record della Ferrari nuova più pagata di sempre: 26 milioni di dollari per una Daytona SP3 su misura. Si chiama Herbert “Herbie” Wertheim e da anni devolve per intero gli immensi guadagni della sua attività di imprenditore e finanziere. Un personaggio che val la pena di scoprire. Ma procediamo con ordine.

 

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Herbert Wertheim ritratto al fianco della Ferrari Luce “Chassis 0” appena acquistata

Prezzo fuori scala

La Ferrari Luce ha un prezzo di listino di circa 550.000 euro, mentre l’esemplare battuto all’asta durante Monterey Car Week è partito dal doppio esatto. Si tratta infatti  del primo esemplare uscito dalla fabbrica, telaio ZFF21BUA8T0338000, identificato in codice come “Chassis 0”. Ha quindi un valore storico in quanto impossibile da replicare.

La vendita è inoltre avvenuta senza prezzo di riserva e senza buyer’s premium. I 40 milioni di dollari rappresentano quindi direttamente il prezzo di aggiudicazione e, soprattutto, la somma destinata alla Ferrari Foundation.

Eccola la Ferrari Luce: 1.050 Cv, da o a 100 in 2,5″

Una Luce “Tailor Made” unica

La vettura è stata configurata attraverso il programma Ferrari Tailor Made con una serie di soluzioni specifiche. La carrozzeria utilizza la tinta “Madreperla Semi-Gloss”, che cambia tonalità tra verde e viola a seconda della luce.

Anche l’abitacolo è stato realizzato con materiali e finiture dedicate, tra cui pelle metallizzata Le Mans in tonalità Perla e dettagli Grigio Corvara. Ferrari ha inoltre scelto elementi specifici per questa vettura, dai cerchi alle pinze freno fino al Cavallino Rampante.
Ora la vettura dovrà tornare a Maranello per essere completata e la consegna è prevista nel primo trimestre del 2027.

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Herbert “Herbie” Wertheim

L’incredibile storia del “dottor Herbie”

Il dottor Herbert “Herbie” Wertheim non è nuovo a performances del genere: l’aggiudicazione della Daytona SP3, sempre a Monterrey, risale all’anno scorso. Ma questi acquisti “folli” sono in realtà un’estensione della sua filantropia. Si ricordano in proposito:

  • 100 milioni di dollari a Baptist Health South Florida, maggio 2026.
  • 50 milioni di dollari all’Università della Florida.
  • 50 milioni di dollari all’UC Berkeley.
  • 100 milioni di dollari all’University of Florida Health

Nato a Filadelfia nel 1939 da genitori della classe operaia, si trasferì in seguito in Florida, vivendo con la famiglia sopra un panificio. Gli anni dell’adolescenza non furono facili. Fuggito di casa a 16 anni, visse di espedienti fino a quando si arruolò nella Marina per evitare di finire in riformatorio. Durante il servizio militare si appassionò alla tecnologia, sia investendo in alcune azienda hi-tech sia studiando da autodidatta fisica e chimica. Competenze che gli valsero una borsa di studio in optometria e un’assunzione alla NASA.

Tutto ebbe inizio dalle lenti contro i raggi UV

La svolta nel 1969, a 30 anni, con il brevetto di una tinta per lenti capace di filtrare i raggi ultravioletti prevenendo la cataratta. Fondò allora la Brain Power Inc. (BPI), oggi  il principale produttore al mondo di coloranti ottici e prodotti chimici oftalmici. È titolare di oltre 100 brevetti e diritti d’autore.

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La notizia dell’asta di Monterrey ha tenuto banco per tre giorni su tutti i giornali e le televisioni del mondo: qui la pagina di copertina di Supercars Blog su Instagram

La sua incredibile ricchezza, raccontano le cronache, non nasce da speculazioni mordi e fuggi, ma da una pazienza leggendaria nell’investire su start-up innovative come Apple, Microsoft, Google, GE e Bank of America molto prima che diventassero star di Wall Street. Il suo capolavoro finanziario fu l’ingresso in Heico Corporation: con un investimento di 5 milioni di dollari nel 1992, oggi detiene una partecipazione che vale oltre 800 milioni di dollari. Heico è un colosso multinazionale del settore aerospazio e difesa con sede in Florida, del quale dr. Herbie è il maggior azionista individuale.

La sua fortuna è valutata 4,6 miliardi di dollari. Firmando il “Giving Pledge”, Herbert Wertheim si è impegnato a devolvere almeno metà del suo patrimonio per sostenere l’istruzione e la ricerca scientifica.

La Ferrari più pagata di sempre? Una 250 GTO del 1962

Tornando all’asta record di Monterrey, l’unico raffronto possibile è sempre con una “Rossa”, d’epoca, però: la Ferrari 250 GTO del 1962. Proprio alla Monterrey Car Week, nel 2018, un esemplare fu venduto per 48,4 milioni di dollari. La cifra fu poi superata nel 2023 a New York quando un modello identico (dei 34 prodotti a Maranello) fu aggiudicato per 51,7 milioni di dollari. La Luce, pur essendo un’auto nuova e non ancora consegnata ai clienti, si è quindi avvicinata a uno dei riferimenti assoluti del collezionismo Ferrari.

È evidente che la finalità benefica abbia avuto un ruolo decisivo nella formazione del prezzo. La Ferrari Foundation utilizzerà i fondi per sostenere programmi educativi e questo rende l’operazione molto diversa dalla normale compravendita di una supercar.

C’è però anche un’altra componente: il “Chassis 0” rappresenta una pietra miliare della storia Ferrari in quanto prima vettura completamente elettrica prodotta da Maranello. C’è da scommettere, quindi, che diventerà un oggetto di culto nei prossimi decenni, a prescindere da come l’auto a batteria griffata dal Cavallino sarà accolta dal mercato.

La Luce è già da collezionisti

L’accoglienza iniziale della Luce non prometteva nulla di buono e ha suscitati reazioni per lo più negative tra gli appassionati. Nonostante le critiche però, Ferrari ha già comunque registrato una domanda superiore all’offerta. L’intera allocazione prevista per il 2026, inferiore a 500 vetture, è stata venduta in meno di due mesi, ancora prima delle prime consegne.

Anche l’asta di Monterey dimostra qualcosa di interessante: la prima Ferrari elettrica è già diventata un oggetto storico per il collezionismo Ferrari, prima ancora di essere arrivata nelle mani dei normali clienti. E, per un marchio che sta entrando nell’elettrico con estrema cautela, è un debutto difficile da ignorare.

  • LEGGI anche: “Ferrari Luce divide, ma può cambiare il futuro dell’auto italiana” e guarda il VIDEO

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