Ferrari elettrica, in Cina la vedono sotto tutt’altra Luce



La Ferrari Luce  ha scatenato critiche feroci per il design, tanto da essere accusata di tradire l’identità storica del Cavallino. Ma secondo un’interessante lettura proposta da Jiri Opletal su CarNewsChina, la questione estetica potrebbe essere secondaria. La Luce non sarebbe stata progettata per piacere agli appassionati europei o americani, bensì per riconquistare il mercato cinese, diventato negli ultimi anni sempre più difficile per i marchi premium occidentali.

Ferrari Cina
La foto di copertina dell’articolo pubblicato da CarnewsChina

CarNewsChina: Ferrari guarda a Pechino più che a Modena

L’articolo firmato da Jiri Opletal e pubblicato da CarNewsChina, una delle testate più seguite sull’industria automobilistica cinese, propone una chiave di lettura diversa rispetto alle reazioni emotive che hanno accompagnato il debutto della Luce.

Secondo l’autore, il progetto non sarebbe nato per soddisfare il tradizionale cliente Ferrari, ma per intercettare una nuova generazione di ultra-ricchi cinesi, cresciuti nell’era digitale e dell’elettrificazione. Una clientela che non necessariamente associa il prestigio all’estetica classica delle supercar italiane, ma che ricerca oggetti tecnologici, esclusivi e fortemente distintivi.

Non a caso la Luce è una vettura a cinque posti, con carrozzeria che rompe gli schemi Ferrari e con un’impostazione molto più vicina al linguaggio dei prodotti hi-tech di lusso che alle sportive tradizionali. Un approccio rafforzato dalla collaborazione con Jony Ive e Marc Newson, i designer che hanno contribuito a costruire l’immaginario estetico di Apple, che già da anni ha una partnership strategica con Foxconn e produce in Cina, a Zhengzhou.

Un esemplare unico del Denza Z9 GT , creato congiuntamente da BYD e dal marchio svizzero di orologi e gioielli di lusso Chopard, è stato venduto per 700.000 euro, circa 5,53 milioni di yuan (815.000 dollari), al 32° gala di beneficenza amfAR di Cannes

Il problema Ferrari in Cina

La Cina è stata per anni uno dei principali motori della crescita del lusso automobilistico europeo. Oggi però il quadro è cambiato. I costruttori locali come BYD, Yangwang, Nio o Xiaomi hanno trasformato il mercato premium cinese, offrendo prodotti tecnologicamente avanzati e perfettamente allineati ai gusti locali. In questo scenario molti marchi occidentali stanno perdendo terreno e devono ripensare il proprio approccio.

La lettura di CarNewsChina è che Ferrari abbia deciso di anticipare il cambiamento, realizzando un modello capace di parlare il linguaggio della nuova élite cinese invece di inseguire i canoni estetici apprezzati dagli appassionati occidentali. Per questo motivo la Luce appare quasi come una dichiarazione d’intenti: meno nostalgia e più innovazione, meno culto del motore termico e maggiore attenzione all’esperienza tecnologica.

Un prodotto simbolo più che un modello di volume

Ferrari ha presentato la Luce come una vettura dai numeri importanti, ma probabilmente non sufficienti da soli a giustificare un prezzo superiore ai 550 mila euro. La vera funzione della Luce potrebbe quindi essere un’altra: diventare un manifesto strategico per la Ferrari del futuro.

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Anche diversi osservatori internazionali tra cui Reuters hanno descritto la vettura come un “statement product“, un prodotto destinato a ridefinire il posizionamento del marchio nell’era elettrica più che a generare grandi volumi di vendita.

Da questo punto di vista le polemiche potrebbero essere persino parte del piano. Se tutti parlano della Luce, Ferrari ha già ottenuto una parte del risultato.

  • LEGGI anche: “Gli estremi della Cina elettrica: la Chery da 7.000 dollari e la BYD da 2,76 milioni” e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (8)
  1. Ma è possibile che tutti i commenti si basino esclusivamente sull’estetica ?
    Nessuno che pensa o dica chissà come va, cosa hanno fatto per giustificare un costo del genere, che tipo di variabili potrà avere in termini di prestazioni? Massa di superficiali e attenti solo ad apparire non resta altro da pensare.

    1. Alessandro D.

      Cosa vuole amico mio, l’estetica in un’automobile (così come in una motocicletta intendiamoci) è quella cosa che ti fa venire voglia di capire come va tutto il resto. E poi magari di comprarla pure.
      E mi creda, non lo dico io, ma lo dice un secolo buono di serissimi studi su questo specifico argmento.
      Quindi siccome la Ferrari Luce al 99% del mondo (per lo meno alle nostre longitudini) risulta diversamente piacevole, evidentemente la cosa è un problema.

  2. Di fronte al disastro i “cortigiani” sono sempre pronti a trovare giustificazioni ed inventare teorie assurde.
    Secondo questo genio del marketing Ferrari progetta la prima auto elettrica con l’ obiettivo di fallire sui suoi tradizionali mercati di riferimento ??
    Ad uno cosi Elkann proporrà certamente un contratto di consulenza strategica.

  3. 1 mancano tutte le stupiderie apprezzate e cercate dai cinesi
    2 se si inseguono i grossi numeri si perde l’Esclusività e la Distinzione creati in 70 anni.
    3 se inseguono bydè e soci in un mercato di schermi e comandi vocali (o l’auto che saluta 🤦‍♂️) hanno perso in partenza: ma da Al-kan posso aspettarmelo.
    affermare che il marchio del cavallino sia famoso solo per il motore termico.. 😭😭 fa capire molto

      1. Alessandro D.

        Dieci secondi di orologio di prompt su Copilot, quindici secondi per caricarlo su imgbb.com e dodici secondi netti per scrivere il commento.
        Se me lo rubano e dicono che è mio ci sto già guadagnando. 🙂

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