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Fatti gli incentivi, se ne va lo sconto

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Fatti gli incentivi, si alzano i prezzi reali, al di là dei valori di listino. Un altro lettore ci segnala quel che gli è accaduto con la Kona che voleva acquistare.

FATTI GLI INCENTIVIFatti gli incentivi gli sconti si volatilizzano…

I nostri lettori sono una fonte inesauribile di notizie. E quanto scrive uno di loro sul forum di Vaielettrico a proposito del Suv della Hyundai, che aveva ormai quasi comprato: “Ero interessato all’acquisto di una Hyundai Kona Elettrica xtech city 39 kw. Ha richiesto preventivamente alcuni test drive di diverse auto elettriche, ma in effetti quella sembrava una buona auto per me. Allora ho chiesto dei preventivi a tre concessionari Hyundai. Ne ho trovato uno particolarmente interessante, richiesto alla fine di marzo: il venditore ha applicato tutti gli sconti della Casa auto. E, in più, anche gli incentivi statali che si credeva ammontassero a 6.000 euro. Così ho firmato il contratto che stabiliva che, se il prezzo fosse variato di molto, si sarebbe potuto annullare senza pagare penali. Poi, come ben sappiamo, gli incentivi da febbraio sono pian piano slittati ai nostri giorni. E sono stati ridotti da 6.000 a 5.000 euro”.

fatti gli incentivi
Il logo dei bonus statali, sul sito del ministero.

“La Kona era più a buon mercato prima del bonus statale…”

“Il concessionario mi ha avvisato e abbiamo concordato per un prezzo maggiorato di 1.000 euro, scrive il lettore. Tutto bene, dunque? No, perché “la casa costruttrice, nel momento stesso in cui i bonus son diventati realtà, ha sospeso gli sconti. Cosicché, per assurdo, la Kona era più a buon mercato prima (solo con le promozioni Hyundai), che dopo (con il bonus statale)! Invano ponevo speranze sulla possibilità di poter sommare gli uni con gli altri! Il concessionario ha cercato di deviare la responsabilità del costruttore dicendo che il contratto era precedente agli incentivi statali. E che questi non risultavano essere retroattivi…”. Amara conclusione: “La verità è che la Hyundai ha ritenuto opportuno ritirare la promozione: avrebbe potuto mantenerla senza perdere nulla (la somma del bonus la recupera dallo Stato). In questo modo avrebbe incrementato le vendite…e invece ha perso un cliente“.

SECONDO NOI. La Hyundai non è l’unica Casa a sostenere le sue auto con sconti, quando serve, e a ritirare le promozioni quando l’aiutino lo dà il governo. C’è addirittura chi aumenta i prezzi di listino, proprio per massimizzare i guadagni. Però, però… bisognerebbe che gli incentivi finissero veramente nelle mani dei clienti, sotto forma di un vantaggio reale. E non solo sulla carta.

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30 COMMENTI

  1. Ulteriore prova che gli incentivi drogano il mercato e si prestano ad ogni sorta di furbizie, come quella de i BEV immatricolati a km0 nel 2021 dai dealers per usufruire degli incentivi. Non posso che sperare nella fine degli incentivi, così che ciascuno possa fare liberamente la scelta che ritiene più conveniente

  2. Come sempre il governo avrebbe gli strumenti per favorire i consumatori, ma sono 20 anni, forse 30, che il mercato auto in Italia (cioè produttori e distributori) vive grazie agli incentivi.
    Non ci vorrebbe molto, basterebbe che lo sconto fosse dilazionato nel tempo – ogni anno di possesso lo Stato ti riconosce un tot a livello di detrazione – e che ad ognuno questo tot fosse in funzione di ciò che rottama/non rottama. Il nocciolo sarebbe di fare in modo che il venditore sia all’oscuro di quanto spetta al cliente di turno… 500-1000-2000 euro l’anno per un lustro, lo saprebbe solo il cliente. Ma, come si continua a sostenere, gli incentivi nazionali sono per chi vende, non per chi compra.

  3. Motivo per cui continuo a pensare che gli stessi soldi degli incentivi andrebbero dirottati sugli investimenti in rinnovabili ed infrastrutture di ricarica. Con la benzina a 2€ il vero incentivo è tenere calmierato il costo dell’energia elettrica. Se gli stessi 5 mila euro venissero dati come bonus post installazione per chi mette il fotovoltaico sul tetto l’aumento delle vendite di auto elettriche sarebbe una normale conseguenza, così come anche la sostituzione di caldaie a gas con pompe di calore nelle abitazioni. Perché quando diventi produttore di energia elettrica non ti conviene più acquistare gas e carburanti fossili

  4. Mi terrò la Punto mjet euro4 del 2007 ancora a lungo, molto a lungo.
    Ho letto un articolo dove si diceva che rispetto a 10 anni fa la vendita di auto usate ha un peso molto maggiore e che le auto usate che hanno più di 10 anni rappresentano un numero significativo. Non mi stupisco.
    Chi si è può permettere l’auto nuova è un pubblico che si sta assottigliando.

  5. Sig Esposito , vede io sono operaio con famiglia e monoreddito , quindi so di cosa parlo , e si fidi chi e veramente monoreddito da lavoro operaio , se non ha capitali ereditati oppure l’aiuto dei familiari ( genitori) non può proprio togliersi nessuno sfizio , soprattutto ultimamente….ed io lo so benissimo…lei magari può immaginarlo.

  6. Gli incentivi vanno dati come detrazione fiscale… scali in 1 o 10 anni secondo la capacità fiscale di ogni persona, così si evitano speculazioni e truffe.

    • Se devo scalare 5 o 6 mila euro in 10 anni ecco fatto che se ne va la convenienza. Come sempre è avvantaggiato chi ha più soldi.

  7. Quando ho firmato il contratto della mia Kia e-Niro a fine 2020 oltre ai 10000€ statali con rottamazione ho ottenuto anche ulteriori 3000€ di sconto dalla concessionaria, mi spiace veramente vedere ora questo tipo di comportamenti che se poi li sommiamo al pasticcio fatto dal nostro governo con gli incentivi creano soltanto un freno a qualsiasi persona si voglia affacciare alla mobilità elettrica. Col senno di poi ho fatto bene a non aspettare, cosa che più persone mi avevano consigliato di fare…

  8. Si potrebbe mettere in mano l’incentivo direttamente al cliente, ad esempio come rimborso a seguito di immatricolazione di un’auto. Il concessionario non dovrebbe nemmeno sapere se il cliente che ha davanti usufruirà o meno in seguito all’acquisto dell’incentivo. I bonus devono essere per i clienti, non per i produttori.

    • Amen fratello (cit.)
      I bonus, qualsiasi tipo essi siano, non dovrebbero mai e poi mai passare attraverso “chi vende”, ma sempre in mano al cliente e sempre (qui lo so si potrebbe scatenare il putiferio) dopo che quest’ultimo dimostra effettivamente la spesa fatta

      • Purtroppo gli incentivi in Italia e anche in molti altri stati NON sono per il cliente ma direttamente per il produttore 🤷

    • E secondo te il concessionario che si vede arrivare clienti interessati all’elettrico nelle 3 settimane successive al varo del bonus pensa che siano passati lì per caso?

      Non c’è storia che tenga, il bonus è un regalo ai produttori, ogni anno è la stessa storia e siccome questi signori hanno deciso e l’hanno anche dichiarato ai media che sono interessati solo ai segmenti premium e non a quello mass market, è un po’ come regalare i soldi di tutti noi italiani (inclusi gli operai e chi fa le pulizie) a chi acquista Rolex, Swarovski o Prada …

        • Rolex e Prada fanno anche portachiavi se è per questo. Il problema oggi sono i produttori che si sono già posizionati in massa sul luxury. Qui uno spaccato del mercato americano che è già un mercato migliore rispetto a quello europeo (da noi va molto peggio). Ecco un’analisi indipendente:

          https://www.weforum.org/agenda/2022/05/why-electric-cars-are-getting-pricier-even-as-batteries-get-cheaper/

          – The average cost of an electric vehicle (EV) battery has fallen by 80% in the past 10 years.
          – But the average price of an EV in the US has risen more than 80% over the same period.
          – This is because manufacturers are developing luxury EV models before expanding into cheaper, mass-market vehicles – a typical approach with new technology.

          “The main reason for the almost perfect divergence of EV and battery prices is that most automakers are developing luxury EV models before expanding into cheaper, mass-market vehicles.” […] “It’s very common for automakers to deploy any kind of new technology on more expensive cars first, because [luxury car buyers] can bear the price” […] “Other automakers, including established players like Ford, GM, and Honda, and startups like Rivian, are muscling their way into the EV market with high-priced pickup trucks and SUVs. Automakers are also using bigger, more expensive batteries to give their EVs a longer range. Tesla’s market dominance, combined with rival automakers’ expensive models and the rise of bigger batteries, has driven up the average price of a new electric car considerably compared to the Nissan Leaf’s heyday. EV prices these days track closely to the average price of a luxury vehicle.”

          Bella la conclusione: “In the short run, there are enough wealthy car buyers in the US to buy as many electric cars as automakers can produce. Companies like Tesla and Rivian have months- or years-long waitlists for new orders.”.

          E’ quello che dico anche io: fintanto che ci sono code di attesa di 6 mesi o un anno, perché mai dovrebbero rinunciare ai segmenti luxury e dedicarsi al mass market? Ma quando gli capiterà mai di vendere un b-suv come la Kona con una batteria da 39 kWh ad un prezzo base superiore a 36000 euro? Neanche nei loro sogni più sconci … Dopotutto è Tavares (re delle vendite con la sua 500e) che ha avvisato che con l’elettrico obbligatorio per tutti ci giochiamo la classe media …

          E meno male che hanno messo un tetto al bonus per le EV …

          • Un lungo commento per dire nulla: io contestavo soltanto il nesso con gli incentivi, che proprio non c’azzeccano per nulla

          • Enzo ti sei a parole il paladino di tutti, ma in realtà sei esattamente l’opposto visto molti tuoi commenti, per di più ami le cinese ma non mi sembra che ne guidi una, se fosse così vantaggioso puoi sempre aprire una Partita iva e metterti a venderle tu , un mercatino piena espansione a prezzi di un quod dovresti sfondare alla grande 🤷

        • Oltre 40000€ proprio per il popolo , d’altronde chi e l’operaio con uno stipendio da 1400/1500€ che non ha 40000€ per un auto … A no lui e uno dei pochi che paga le tasse per scontate le macchine dei benestanti.

          • Sono incentivate tutte le auto elettriche, sottolineo tutte, fino a 35 mila euro. Ed essendo un incentivo fisso, la percentuale di sconto è tanto maggiore quanto meno costa l’auto. Quindi lei fa demagogia un tanto al chilo.

          • Sig Massimo , fortunatamente per lei non ha proprio idea di cosa significhi vivere con uno stipendio da operaio mantenere la famiglia e pagare mutuo/affitto e tutte le spese , altrimenti non si avventurerebbe in risposte che danno del demagogo a chi non evadendo e pagando tutte le tasse con il proprio misero stipendio magari non riesce a comprare auto usate sopra i 7/10000€ , con la beffa che usano le sue tasse per scontate le auto elettriche a gente benestante che magari da professionisti non fanno proprio tutte le ricevute…

          • Io do del demagogo a lei, non a chi vive del suo stipendio da operaio o da insegnante, stringendo la cinghia e rinunciando a tante cose, mica solo all’auto.

          • Marco 6 Giugno 2022 at 19:35
            Io sono un operaio moglie a carico perché non trova lavoro, figlio fa l’università e diamo in affitto, 15 anni fa mi hanno fatto saltare ma io ho saldato tutti per prima i dipendenti con famiglia poi quelli che vivevano con i genitori e alla fine i fornitori e ne avrò ancora per 8 anni, ma l’eletrica l’ho presa, perche certe scelte e priorità vanno fatte, soprattutto per risparmiare, visto che ho sempre avuto auto vecchie e vissute, che hanno bisogno di molta manutenzione soprattutto straordinaria, in ferie non ci vado da quando mio figlio aveva 4 anni, ma non mi pento di ogni singolo decisione, perché alla fine arrivo a fine mese ed ora con elettrica avanzo qualcosa.

    • -Si potrebbe mettere in mano l’incentivo direttamente al cliente, ad esempio come rimborso a seguito di immatricolazione di un’auto.-

      Che io sappia, e ovviamente mi prendo la libertà di sbagliare, ma è quello che succede in gran parte d’europa.

  9. Io resto del idea che gli incentivi rottamazione devono esser concessi agli acquirenti sia per il nuovo che per l’usato, e che al momento della stipula contratto la parte del incentivo può esser scontata dal anticipo, in questa modo non ci fanno la cresta il cliente verifica un corretto importo e nessuno tra qualche mese verrà una miriade di km0
    Tutti felici e contenti e soprattutto ne gioverà l’ambiente perché se rottamo un euro 1/2/3/4/5 per una BEV che sia nuova o usata al ambiente non importa anzi un usata è già stata prodotta.

  10. Non so come funziona all’estero ma non c’è dubbio che in Italia gli incentivi non esistono,
    L’unico vero incentivo è nelle mani dei compratori: rifiutare l’acquisto delle termiche e rifiutare l’acquisto di una EV costi più del 15% della sorella termica.
    Il resto è truffa.
    E lo Stato è connivente.

    • Ogni volta che leggo queste cose mi viene sempre da pensare che per quanto mi riguarda potrebbero fallire anche oggi stesso. Tutti a piangere di auto non vendute, e poi invece di massimizzare con gli ecoincentivi ( che poi gli vengono restituiti, e che quindi non perdono ) trovano sempre mille escamotage. Ma queste auto le vogliono vendere o no ? Perche a questo punto mi viene da pensare di no, e che in fondo non stanno male a vendite se alla fine fanno allontanare i clienti.

      • No, non vogliono. Non sono interessati al mass market ma solo ad una nicchia. Addirittura si sta assistendo ad un fenomeno analogo pure in Cina: anche loro stanno uscendo dal mass market.

        Xpeng, che invece aveva puntato tutto sul mass market, ha cambiato strategia e ora inseguirà Nio, ovvero gamma super premium: pochi modelli con margini stratosferici.

        E tutto questo è possibile perché le pressioni della politica e dei media sullo switch all’auto elettrica fa sì che le persone siano disposte a spendere oltre il doppio per l’acquisto di un veicolo purché elettrico e giustamente i produttori se ne approfittano.

        Ad oggi quei pochissimi produttori che si occupano di mass market in campo BEV a malapena riescono a soddisfare la domanda interna (Cina) e quindi non ci pensano proprio ad espatriare. E quando lo fanno, sono diretti verso i paesi poveri: qui infatti le loro auto andranno a ruba mentre noi ricchi occidentali, con i nostri gusti “raffinati” e il nostro vezzo di pagare 100 ciò che vale 10, siamo per loro un mercato a rischio perché rischierebbero di non sfondare. Dopotutto guarda come vanno brand come DR, Evo, MG in Italia: fuori dalla top ten (e dai media) nonostante proposte molte valide (in particolare MG).

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