Il gestore olandese di ricarica rapida Fastned ha diffuso i dati aziendali del primo trimestre 2026. E’ il primo CPO a farlo. Una gestione operativa in attivo, con nuovi record per energia erogata, ricavi e sessioni di ricarica. Ma gli oneri finanziari incidono ancora molto sui bilanci. Una situazione che probabilmente accomuna tutti i gestori della ricarica.
Fastned ha aperto il 2026 con numeri in forte crescita, vendendo 55,6 GWh di elettricità rinnovabile nel primo trimestre. I ricavi hanno raggiunto 39,2 milioni di euro, in aumento del 40% su base annua.
Un risultato che conferma la crescita della domanda di ricarica pubblica in Europa e il rafforzamento del modello industriale degli operatori HPC.

Più sessioni e più energia per ogni sosta
Secondo i dati diffusi dall’azienda, tra gennaio e marzo 2026, Fastned ha registrato un aumento del 32% dell’energia erogata rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In totale, Fastned ha gestito 2,1 milioni di sessioni di ricarica nei nove Paesi in cui opera (c’è anche l’Italia), con una crescita del 28%. In media, ogni sessione ha generato 26,5 kWh di energia venduta.
Secondo le stime, questa energia ha permesso di percorrere circa 277 milioni di chilometri in elettrico, evitando 50,3 kilotonnellate di emissioni CO₂ equivalenti.
Si tratta di indicatori interessanti, per la prima volta resi pobblici da un grande operatore, perché mostrano non solo un maggior numero di utenti, ma anche un utilizzo più intenso delle infrastrutture esistenti.
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Utile operativo sì, ma gli oneri finanziari…
Tuttavia, pur essendo Fastned redditizia dal punto di vista operativo grazie alla crescita del suo business, il quadro finanziario completo cambia un po’ guardando al dato su ammortamenti e investimenti, che incidono negativamente sui conti finali.
Nel 2024, a causa dell’espansione ad alta intensità di capitale in tutta Europa, la società ha registrato una perdita netta di 30,2 milioni di euro, nonostante l’aumento dei ricavi.
Dopotutto, Fastned finanzia la sua crescita tramite prestiti e obbligazioni. Lo scorso gennaio è stato siglato un nuovo framework finanziario, mentre a marzo la società ha raccolto 32 milioni di euro da investitori privati attraverso un bond.

Nuove aperture, anche in Italia
A proposito di infrastrutture, l’espansione della rete Fastned è proseguita con otto nuovi siti inaugurati nel trimestre tra Danimarca, Italia, Francia e Regno Unito. Altri quattro siti sono stati ampliati o modernizzati. A fine marzo 2026, la rete europea Fastned contava in totale 414 stazioni.
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Ci sarebbe da fare un confronto con distributori di carburanti… Quanto impiegano ad andare in attivo? Quanto influiscono i costi di finanziamento? Di quanti contributi pubblici beneficiano ?
Sicuramente la tendenza è un incremento della mobilità elettrica (purtroppo soprattutto per elevati costi idrocarburi per i prossimi anni causa conflitto in Iran) quindi i CPO nei paesi europei evoluti non dovranno attendere ancora molti anni (Italia a parte),; forse dovranno espandersi parecchio in Spagna, in cui vengono costruiti tantissimi modelli BEV ed hanno pure costo energia molto favorevole ma al momento questi vantaggi non vengono ancora sfruttati dagli iberici come in nord Europa; devono ancora riprogrammare le modalità di trasporto oltre ad ammodernare e stabilizzare le reti elettriche ai livelli necessari.