Fare chiarezza sul nucleare: uno studio da consigliare





Fare chiarezza sul nucleare, al di là di chi si schiera “di qua o di là” senza approfondire veramente il tema. Ecco uno studio da consigliare.

Fare chiarezza sul nucleare
Francesco Starace, ingegnere nucleare, classe 1955, ex numero uno di Enel Group .

Starace: “Da far leggere e rileggere a chi nel governo…”

Lo studio si intitola “The Nuclear Energy Paradox- Investigating nuclear imaginaries in energy projectionsLo sviluppo effettivo mostra divergenza tra proiezioni e realtà. È possibile identificare un modello ricorrente di sovrastima, che chiamiamo il “paradosso dell’energia nucleare”. Il paradosso è radicato negli immaginari nucleari come l’economia del plutonio e/o le speranze di produzione di massa di, ad esempio, SMR. I recenti scenari energetici sono ancora guidati da narrazioni basate su alcuni immaginari nucleari. Lo studio è stato accolto dagli esperti della materia con favore. Ecco per esempio quanto scrive su LinkedIn Francesco Starace, ex n.1 dell’Enel e ingegnere nucleare: “Chi ha vissuto , come il sottoscritto, tutte le fasi dei più volte annunciati ‘rinascimenti nucleari‘ trova questo paper assolutamente illuminante . Risponde alla domanda : ‘perché crediamo ancora in una rinascita di questa tecnologia che si è dimostrata incapace di rimanere competitiva ed al passo con i tempi sempre più brevi del rinnovamento tecnologico?’. Da leggere, rileggere e fare leggere a chi si occupa nel nostro governo di politiche energetiche….

Fare chiarezza sul nucleare
Nicola Armaroli e la copertina dello studio.

Far chiarezza sul nucleare, Armaroli: “Serve la massima cautela”

Questo invece quel che scrive Nicola Armaroli, Research Director del CNR-Consiglio Nazionale delle Ricerche:  “Per oltre 40 anni si è parlato — ciclicamente — di un nuovo boom del nucleare. Eppure, quel rinascimento non si è mai concretizzato. Le cause? Diverse. Tra le principali: stime sui costi sistematicamente sbagliate, quasi sempre troppo ottimistiche. Questo studio approfondisce molto bene la questione. Il paradosso di un rilancio annunciato… ma mai realizzato. Un paradosso che dovrebbe spingerci oggi alla massima cautela quando guardiamo ai nuovi piani di sviluppo. Ambiziosi sulla carta, ma ancora in gran parte di là da venire“.

– Leggi anche:Fare chiarezza sul nucleare Macron rilancia sul nucleare. E la UE applaude

– E guarda il VIDEO: la missione impossibile del ritorno al nucleare, parla Nicola Armaroli

Visualizza commenti (6)
  1. più che altro mi sa che da capire c’è che:

    1) NON abbiamo aziende così grandi e finanziate da costruirsi da sole l’SMR senza chiedere soldi allo Stato (tutti NOI) cui magari lasciare il debito mostruoso

    2) I TEMPI di costruzione di tutti gli ultimi impianti realizzati negli organizzatissimi stati nord europei sono Raddoppiati rispetto alle stime (oltre ai mostruosi sforamenti nei costi) quindi anche cominciando domattina a costruirli, arriverebbero – con tanti Forse ! – ad essere allacciati attorno al 2040 o 2045, quindi quando tutto il sistema produttivo italiano è già stato trasferito all’estero o fallito… e con lui le famiglie.

    L’energia economica serve Ora… da domattina… occorre mettere ciò che si può più velocemente possibile e che, tra l’altro, costa molto, molto meno.
    L’energia da nucleare la possiamo continuare a comprare dagli altri quando ci serve.. e se abbiamo gli ACCUMULI , entra in azione Subito Q.B. senza rischiare di far saltare le reti come in Spagna.

  2. Le rinnovabili sono la soluzione se non si vuole più dipendere dagli altri paesi ci vorrà del tempo ma se c’è la volontà si arriva in modo da limitare i fossili al minimo indispensabile. Il problema è che lo capisca il governo, altrimenti come non pensare che sia filo fossili, lo si dovrebbe capire facilmente .
    Speriamo che lo capiscano anche gli Italiani altrimenti paghiamo tutti menzogne e costi più caste e tasse oltre che salute, mi sembra che sia chiaro..

  3. Vabbè che noi italiani abbiamo stoppato l’entrata in servizio di centrali nucleari (di prima generazione) e dopo il referendum lo stop ha prolungato sino ad adesso i tentativi di rientrare nel settore in patria… ma io mi farei una bella domanda:
    Perché nazioni potenti e con giga-imprese sin’ora non si sono riempite di centrali nucleari Se veramente è così economica e sicura l’energia elettrica?
    Perché si son invece impegnate (Cina in particolare.. il cui governo può fare quello che vuole in tutto il territorio) nell’arrivare quanto prima almeno al 50% di produzione da F.E.R. ?

    In Italia abbiamo già troppi guai da cambiamenti climatici con fenomeni estremi: territorio fragile che frana in tutte le regioni, metà Italia che rischia di restare completamente senz’acqua per mesi entro un decennio o poco più SE non si fanno grosse opere idrauliche (che per altro potrebbero funzionare anche come accumuli, o superfici perfette per il fotovoltaico galleggiante ); sarebbe meglio pensare a mettere in sicurezza il territorio e le riserve idriche.

    Anche il famigerato e fantomatico “ponte sullo stretto di Messina” già adesso il governo può tranquillamente ricalcolare il costo iniziale a 26 Miliardi di Euro (poi si sa che le cifre definitive son sempre almeno doppie) a causa del rincaro costi materie, energia, e pure i DANNI già presenti nelle zone interessate dovute agli ultimi eventi catastrofali….

    Se proprio proprio si vuol sentire progettare qualcosa di NUCLEARE ⚛️qui in Italia, facciamo PRIMA il Deposito Definitivo Nazionale delle Scorie, altrimenti è come costuire una casa partendo dal tetto.

    1. La Cina sta costruendo decine di nuovi reattori, e avere il nucleare non esclude l’utilizzo delle FER, ma forse è troppo difficile da capire, siete voi pro FER che pensate di fare tutto con dei pannelli e batterie, senza rendervi conto delle grandezze in campo

      1. le “grandezze in campo” da capire sono queste:

        installazioni mondiali nel 2025:
        — 830 GW rinnovabili
        — 2 GW nucleare

        installazioni in Cina 2025:
        — 450 GW rinnovabili
        — 1,1 GW nucleare

        Cina sta costruendo 30 reattori di varie taglie, in parte sperimentali; significa che ne attiva circa 2 all’anno.. cioè praticamente niente contando che la Cina installa la metà dei nuovi impianti energetici del pianeta

      2. Ah ah ah, grandezze in campo… uh uh. E la pubblicazione (scientifica) riporta pure il grafico per il fotovoltaico, con scala di misura logaritmica, ah ah. “Troppo difficile da capire” ah ah. Mi piacerebbe conoscere il vero motivo perché esistono messaggi così. Scusate, non sono riuscito a resistere, colpa mia. Comunque è verò: le FER non escludono il nucleare.

    1. ..e considera che IEA collabora con IAEA per la redazione dei report di carattere più generale, così nei report sembra fare campagna “pubblicitaria” nuclearista; se persino IEA si è arresa a scrivere che le rinnovabili sono più convenienti, è perché il divario di convenienza sta diventando ampio

      però ancora IEA combatte per nascondere che il nucleare di nuova costruzione in occidente è più caro persino delle centrali a metano, e che anche le nuove installazioni mondiali sono in pratica trascurabili (2-3 GW nel 2025, contro 700-830 GW di rinnovabili)

      =====================
      esempi di polpette avvelenate presenti nei report IEA (polpette di cui parla anche la pubblicazione citata qui sopra da Vaielettrico):

      — sottostima sistematicamente e di tanto le previsioni di crescita delle rinnovabili, al punto i grafici di previsioni sbagliate di IEA, con applicate sopra le correzioni con i dati reali, sono diventate un meme di internet (ok sto esagerando, è un meme da “nerds”, ricercatori che seguono il tema)

      — presenta scenari di mix energtici futuri in cui è ancora presente il nucleare, o persino lo prevedono in forte crescita, quando da tempo si osserva invece una sua riduzione progressiva

      — nei report annuali fa intendere come nuove installazioni, il ripristino a regime di centrali già esistenti ( in Francia e Giappone)

      — assume tempi di installazione e costi sottostimati per il nucleare (in pratica cita i costi in Asia, che sono 1/3 di quelli occidentali; oppure usa i costi teorici a progetto autodichiarati dai fornitori, che non comprendono i costi veri a cantiere e neanche gli oneri per il finanziamento);

      — in aggiunta, scrive previsioni di grossi cali di costo futuri del nucleare, quando nella realtà si osserva la tendenza opposta, cioé costi a salire ogni decennio che passa

      le tecnologie che stanno dimostrando dal vivo un calo di costo continuo, sono rinnovabili e accumuli; significa che tra 5-10-15 anni il divario di costo aumenterà ancora a loro favore

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