Fango sulle auto elettriche nelle rubriche dei giornali, in questo caso il Corriere. La segnala un lettore indignato. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it

Si racconta di “ennesima delirante esperienza”
“Leggo sul Corriere nelle lettere ad Aldo Cazzullo, non nuovo a queste uscite “L’odissea per ricaricare la mia auto elettrica”. Apprezzo la vostra ‘missione’ nel fornire informazione e formazione verso un modello di mobilità più sostenibile ed economico. Avete la ‘santa’pazienza di trattare spesso questi casi. Vi giro dunque l’ennesima delirante esperienza (vera?) da parte di un insofferente automobilista alle prime armi con una Bev. Per gettare fango sulle stesse. Personalmente uso quotidianamente una Bev (una normalissima utilitaria) da 8 anni. Ho percorso 120 mila Km senza problemi particolari, anche per lunghi viaggi. Quello che manca in molti automobilisti insoddisfatti è il voler usare una Bev allo stesso modo di una Ice, con un atteggiamento mentale rigido. Anziché un approccio positivo, dati gli enormi benefici nell’usare una Bev: economici ambientali ect ect..”. Cesare Agnello
Fango sulle auto elettriche? Sui giornali è un’abitudine…
Risposta. Abbiamo letto la lettera, firmata semplicemente ‘Alberto’ e anche a noi qualche dubbio sull’autenticità è venuto. Basta un passaggio per descrivere l’impreparazione di chi scrive: “…non hanno immaginato di dotare le colonnine di un’unica presa standard. No: sono diverse tipologie e se non trovi quella giusta non carichi“. Per poi raccontare: “La mia è una piccola auto; non posso usare il riscaldamento d’inverno e l’aria condizionata d’estate. L’autonomia è poca e la difficoltà di ricarica enorme, non si può rischiare. Oggi penso che dovrò tornare a casa in Brianza in treno, abbandonandola da qualche parte scarica e chiamando il soccorso. Nessuna colonnina trovata era, per svariate ragioni, disponibile”. Chiunque possegga un’elettrica sa che queste sono difficoltà che si superano ben presto. E parlare di “una battaglia selvaggia” per ricaricare fuori Milano è una balla bella e buona. Purtroppo sui grandi giornali compaiono solo racconti di questo tipo. Dei tanti super-contenti dell’elettrico non si trova traccia.
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Lo sfogo dell’automobilista va compreso adeguatamente. Premetto che sono anche io felice possessore di una elettrica, uscire pensando di ricaricare fuori l’auto è ancora una cosa che può destabilizzare una giornata. La mia esperienza mi ha visto saltare quattro punti ricarica durante un ritorno a casa ognuno per motivi differenti (mancata localizzazione della colonnina, chiusura non segnalata di un punto ricarica, malfunzionamento e lavori stradali che hanno reso impossibile raggiungere la ricarica) e una deviazione ulteriore a vuoto mi avrebbe fatto perdere l’opportunità di tentare la possibilità di tornare a casa incolume. Alla fine sono tornato con 10km di autonomia residua, gestendo funambolicamente la potenza, con tanti dubbi sull’uso di una bev nel medio raggio.
Da designer di esperienze utente mi trovo ad osservare continuamente le barriere che provoca l’attuale sistema di ricarica, quindi per quanto non sia giusto gettare fango sull’elettrico dovremmo considerare la possibilità di migliorare ancora di più questo vantaggioso modo di muoversi e prendere spunto anche dalle email disfattiste degli utenti che ne maltollerano i difetti.
Da Roma un saluto a tutti voi.
C’è poco da fare l’EV è un’auto per esseri superiori.
Tutte queste testimonianze lo certificano.
E che interesse avrebbe il Corriere, quotidiano notoriamente di sinistra, a gettare fango sulle auto elettriche?
Provate ad accettare le opinioni altrui anche quelle che non vi aggradano.
Non è piagnucolando che si convincono gli indecisi verso la nuova tecnologia. Buone Feste
Difficile da capire questo commento.
E’ sarcastico, dato che definisce il Corriere di sinistra?
Ce l’ha con Vaielettrico quando accusa di non accettare le opinioni altrui e di piagnucolare per convincere gli indecisi?
Boh!?
-quotidiano notoriamente di sinistra-
Concordo.
E mi sta facendo venire un po’ tanto di orticaria, in primis perchè se voglio leggere Repubblica senza nessun problema mi compro Repubblica.
Ma soprattutto perchè il DNA del Corriere è ben diverso dalla piega radical chic che ormai ha apertamente sposato, e che mal gli si adatta nel suo tentativo di diverate una copia edulcorata del quotidiano del fu Scalfari, che almeno di questo stile è l’originale.
Dall’articolo di fondo del nº 1 del «Corriere della Sera»: Al Pubblico, 5 marzo 1876.
“Noi dunque lasciamo da parte la rettorica e veniamo a parlarti chiaro. Noi siamo conservatori. (…) noi siamo conservatori e moderati. Conservatori prima, moderati poi.”
E infatti il Corriere della Sera è storicamente considerato il grande quotidiano della borghesia italiana, voce autorevole dell’establishment liberale e moderato, istituzione della borghesia illuminata e un punto di riferimento per l’ordine costituito.
E che cazzo.
Scusate, ma quando ci vuole ci vuole, specie a 100 euro l’anno di abbonamento (che sto pensando di non rinnovare, ma poi cosa leggo? Repubblica?)
Comunque non si può gettare addosso la croce ad un giornale perchè pubblica una lettera di un lettore. Che per definizione contiene il pesier di un lettore, e non del giornale.
Altrimenti la schiena del Signor Massimo sarebbe decisamente a rischio.
E nemmeno si può pretendere che Cazzullo sappia tutto di tutto.
Già è al limite del macchiettistico con le sue fisse da piccoloborghese della provincia di Cuneo, praticamente un distillato della summa del riassunto di tutti i luoghi comuni per cui si possono prendere in giro i piemontesi,
(Ma lo sapete che ha vinto la Repubblica, vero? Ah, ma davvero è arrivato l’Euro da voi? Ma è vero che l’anno prossimo in Piemonte vedrete i mondiali dell’ 86? Ma è vero che usate ancora la 56k? eccetera).
Insomma, come si fa a pretendere che sia esperto di auto elettriche? lui riceve e pubblica. 🙂
se costui si lamenta del fatto che per ricaricare deve utilizzare le app e non il bancomat e/o la carta di credito come in germania il problema e’ suo non e’un problema dell’auto elettrica .
// Nessuna colonnina trovata era, per svariate ragioni, disponibile” \\
Pure la moría delle colonnine.. Chissá quali erano le “svariate ragioni” della loro non fruibilitá 🤔
“E che interesse avrebbe il Corriere […] a gettare fango sulle auto elettriche?”
Ad esempio la vicinanza a FIAT? O semplicemente il fatto che l’età media del CDA di RCS è più o meno equivalente al mio anno di nascita…
Dire falsità non è esprimere un opinione. Si chiama dire bugie.
@Marco
“…quotidiano notoriamente di sinistra…”
mi citi un articolo, UNO,
negli ultimi 2 – 3 – 5 anni
in cui il Corriere esprima una idea progressista e non necessariamente di sinistra?
uno, uno solo, sull’argomento che preferisci.
il Corriere è il giornale della borghesia bene di Milano: che questa dia di sinistra
Vien da ridere….