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Facciamo due conti: auto elettrica o termica?

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Facciamo due conti: davvero l’acquisto di un’auto elettrica, invece di un’auto a benzina o a gasolio, può rappresentare un affare dal punto di vista economico? Non è sempre facile fare questo raffronto, le variabili in gioco sono tante…

Facciamo due conti: quanto ci costa un’auto elettrica?

La compilazione del semplice Excel SCARICA ORA che abbiamo riprodotto sopra richiede di inserire un valore solo nelle caselle contrassegnate dal colore giallo. E restituisce, alla riga 14, con fondo bianco e carattere rosso, il costo totale dell’auto calcolato nel periodo. Il file è aperto e le formule utilizzate sono visibili per la massima trasparenza. A titolo di esempio, abbiamo inserito i dati relativi alla Hyundai Ioniq elettrica. Chi si volesse cimentare in un raffronto potrà eventualmente caricare nella colonna a fianco i dati relativi a un’auto termica comparabile.

Facciamo due conti e compiliamo assieme: la potenza

facciamo due conti

Per la potenza in kW del motore, fa fede quanto riportato sul libretto di circolazione. La potenza dichiarata dal costruttore normalmente corrisponde con questo dato, anche se in alcuni casi, soprattutto per le elettriche, ci sono delle difformità. A differenza di un’auto termica, un’auto elettrica infatti, nella maggior parte dei casi, è in grado di sviluppare la massima potenza per un periodo limitato di tempo. Quindi a volte succede che il dato dichiarato sul sito dal costruttore sia quello della potenza di picco, e che il valore omologato sia inferiore. Per il calcolo del bollo, fa ovviamente fede il dato omologato riportato sul libretto di circolazione dell’auto.

Facciamo due conti: il riferimento è il prezzo di listino “ivato” all’acquisto

Il prezzo di listino dell’auto è forse il dato più semplice da reperire, nel listino del produttore pubblicato sul sito o, banalmente, nella parte alta del preventivo. Attenzione: le auto elettriche beneficiano dell’incentivo statale solo se il loro prezzo di listino è uguale o inferiore a 61.000,00 Euro (50.000,00 Euro + iva). Affinché si possa beneficiare dell’incentivo statale per l’acquisto di un’auto elettrica, il dealer deve proporre al cliente uno sconto pari ad almeno 1.000 euro. In molti casi l’azione commerciale della casa produttrice è legata all’attivazione di un finanziamento.

L’incentivo statale ora è molto alto per l’elettrico

Un’illustrazione tratta dalla sezione Ecobonus del sito del Ministero Trasporti.

Mai come in questo periodo, le sovvenzioni da parte dello stato sono elevate per chi desidera acquistare un’auto elettrica. Lo ripetiamo: si parla di 6.000 euro di bonus se non abbiamo un usato da rottamare e di 10.000 euro di bonus se lo abbiamo. Tale bonus viene scontato direttamente dal concessionario sulla fattura di vendita. Qui la situazione aggiornata degli Ecobonus dal sito del Ministero.

Facciamo due conti: incentivi locali, non dappertutto

All’incentivo statale si somma in alcuni casi un incentivo locale. Normalmente questo incentivo deve essere richiesto dall’acquirente direttamente alla Provincia o alla Regione di riferimento e viene erogato all’acquirente stesso. In alcuni casi è possibile delegare la concessionaria allo svolgimento della pratica. Ed è proprio il concessionario la persona giusta a cui chiedere lumi sull’entità del bonus, che si può verificare sul sito dell’ente locale.

Periodo in anni: quanto la tengo l’auto?

facciamo due conti

E’ evidente che la storicità relativa ai veicoli elettrici sia ancora esigua per poter fare delle valutazioni di durata. Tuttavia, la pressoché inesistente necessità di manutenzione, lascia presagire una durata superiore a quello di un pari veicolo diesel o benzina. Questo significa che nel lungo periodo, 8 o 10 anni, sembrerebbe meno probabile che un’auto elettrica richieda interventi di manutenzione che la rendano anti-economica. La batteria di un’auto elettrica ha generalmente una garanzia del costruttore di 8 anni o 160.000 km. E in media, dopo tale utilizzo, l‘efficienza si è ridotta solo di circa il 10%

Percorrenza annua in km: quanti km faccio?

Ognuno di noi ha esigenze di mobilità diverse. L’auto elettrica a oggi non è per tutti. Personalmente percorro oltre 60.000 km l’anno a bordo di una e-Golf, ma la mia è una situazione perfetta di distanza casa-lavoro (circa 100 km), possibilità di ricaricare sia a casa che in ufficio. Con una rete di ricarica rapida molto capillare nella regione nella quale mi sposto di più, il Trentino Alto Adige. Tutti elementi che devono essere considerati attentamente.

Consumo: attenzione a dove prendo il dato

Renault Zoe Consumi intermedi

Il dato sul consumo di un’auto elettrica più indicativo è a mio avviso quello relativo al dato dichiarato nel ciclo WLTP, aumentato di circa un 10%. Per esempio: la Renault Zoe ora dichiara 393 km di autonomia, ma si tratta di un valore di medio. Questo vale per tutti i modelli. Se sappiamo ad esempio che ci muoveremo quasi esclusivamente in autostrada, dobbiamo normalmente aumentare il valore WLTP di un 25%. In città, invece, l’autonomia aumenta, anche oltre il dato medio di omologazione. Anche per le auto termiche i dati di consumo nel ciclo WLTP aumentati di circa un 10% sono relativamente realistici. Ma sulle auto diesel e benzina i test di consumo reale sono molto più  frequenti. E quindi non è complicato reperire più test e calcolare un dato medio, magari adattato al proprio utilizzo prevalente.

Costo manutenzione annuo: ce lo dice il costruttore!

A oggi molto spesso questo dato è possibile chiederlo direttamente alla concessionaria. Sono sempre più comuni i pacchetti di manutenzione programmata, attraverso i quali possiamo conoscere in anticipo il costo annuale di manutenzione dell’auto. Questo è molto utile per stimare i costi a lungo termine. A questo proposito teniamo presente che i costi di manutenzione imprevisti (manutenzione straordinaria) su un’auto elettrica rappresentano una possibilità molto remota. Provate a pensare a quanto avete speso in questi anni per guasti imprevisti o manutenzione programmata con la vostra auto termica. Facciamo due conti e meditiamo…

Costo elettricità contro diesel o benzina: attenzione a prendere il dato giusto dalla bolletta!

facciamo due conti

Se facciamo due conti, il costo reale dell’energia elettrica necessaria al caricamento del pacco batteria della nostra auto si aggira intorno ai 18 centesimi di Euro (0,18 Euro) Potete semplicemente prendere l’ultima bolletta di casa, sottrarre l’eventuale canone TV e i costi fissi (che avreste anche nel caso in cui non decidiate di acquistare un’auto elettrica) e dividere l’importo restante per il numero di kWh indicati nella bolletta. Questo è il vostro costo dell’energia. Costi del diesel o della benzina? Non sono un segreto per nessuno!

Per l’assicurazione RC: l’elettrica di solito paga meno

Il costo dell’assicurazione RC normalmente è più basso per l’elettrica. Pare che le compagnie assicurative stimino come più bassi i rischi relativi all’utilizzo di una macchina di questo tipo. E, di conseguenza facciano pagare meno chi guida questo tipo di auto (qui altre info). Ad ogni modo, un bel preventivo risolve qualsiasi dubbio: facciamo due conti…

— Leggi anche: Posso guidarla un’elettrica? 5 cose da sapere prima

61 COMMENTI

  1. Nell’ipotesi di rifornirsi di energia elettrica fuori casa, escludendo il posto di lavoro serve un data base sempre in aggiornamento collegato ad una app in grado di determinare il costo più conveniente in rapporto al luogo, al tempo a disposizione, se la colonnina è più o meno libera e sottoscrivere varie convenzioni.
    Duferco: 0,10 € / kWh (abbonamento base da 25€ + IVA al mese per 300 kWh/mese)
    Enel X: 0,45 €/ kWh (senza abbonamento, con app JuicePass)
    Enel X: 0,50 € / kWh (ricarica rapida in DC)
    Ionity: 0,79 € / kWh (senza convenzione)
    Ionity con Audi: 0,31€ al kWh
    Ionity con BMW: 8,11€ a ricarica
    Ionity con Mercedes: 0,29€ al kWh
    Ionity con Porsche: 0,33€ al kWh
    Tesla Supercharger: 0,3€ al kWh
    La valutazione economica del rifornimento si complica.

  2. Grazie Alberto per il suo prezioso contributo.
    Noi abbiamo considerato un utilizzo che consenta la ricarica casalinga, che è la più economica.
    Stimando di utilizzare parzialmente anche le colonnine pubbliche bisogna ovviamente fare una media in base alla preponderanza dell’una o dell’altra ricarica.

  3. Non so la situazione di tutti i costruttori però la media degli anni della garanzia è di 5 anni e poi, volendo, ci sono le estensioni anche fino a 10 anni. Il fatto è che più si hanno anni di garanzia è più ci si è costretti a portare l’auto dal concessionario il che incrementa i costi.
    l’italiano medio o vende l’auto entro i primi 5 anni oppure se la tiene oltre 10 a se non fa molti km oppure ci sono quelli che si comprano àuto usate cambiandole ogni 5….non vedo possibile mantenere gli ultimi due dei 3 scenari grazie alle batterie che costano quanto l’auto stessa ad aver problemi almenoché, per mantenere l’ultimo scenario, tutti non si venderanno l’elettrico dal terzo fino al quinto anno d’età… Insomma la vedo dura per il mercato dell’usato e chi su di esso basa l’acquisto della propria auto.
    Il mercato è poi drogato quindi i prezzi reali non sono questi, i parcheggi ancora non si pagano al pari del bollo e, per quanto riguarda le tariffe della corrente di casa, a raddoppiare della richiesta energetica non credo che non si avranno aumenti al pari di quello delle colonnine
    Insomma, non credo che ci si possa far calcoli su quello che sarà la vera situazione globale dell’auto con l’elettrico a diventare una soluzione di massa.

    • Dimenticavo, per farsi due conti anche per il medio termine bisogna tener in mente che a comprarsi l’elettrico adesso che non è un obbligo ci sono gli incentivi ma a venderla e poi a prendersi un’altra forse no…. Prezzo pieno.

    • Ce lo vedo “Peppino o’ meccanico” che mette le mani su una EV della quale non e’ in grado nemmeno di capire il reale funzionamento.

      • In linea di massima, visto che “Pepp ò meccanico” sarà destinato alla lunga pure a cambiare mestiere, intanto ci pensa “Ciruz l’elettorato” che si sarà aggiornato e visto che gli serve la stessa presa diagnostica per fare quello che faceva prima, con un terzo di quello che si prende la concessionaria ti controlla ogni anno lo stato delle batterie….

        • Credici. Gia’ oggi la maggior parte delle vetture nuove e’ passata a messaggi CAN 29 bit aspetta la prossima cifratura del BUS e poi vedi Ciruz che quazzo legge.

        • E te lo dico con enorme esperienza dato che negli ultimi due anni mi sono occupato di decodificare (per lavoro) messaggi CAN su vetture non proprio popolari.

          • Senz’altro sarà difficile però, per le leggi sulla libera concorrenza, gli elettrauti saranno messi in grado di occuparsene procurandosi le giuste attrezzature visto che saranno messe sul mercato per loro ….non credo che le concessionarie agiranno in regime di monopolio anche perché, scherzi a parte con Pepp e Ciruz, due mestieri (meccanico ed elettrauto) rischieranno di scomparire visto anche che il meccanico, più di sospensioni, freni (a se pure si consumeranno) e sterzo non vedo di che altro potrebbero occuparsi con una full elettrica.

          • Le leggi per la libera concorrenza potrebbero essere una spinta giusta di cui non ho tenuto conto. Tenga presente, pero’, che non sempre le cose funzionano correttamente. Anche oggi io dovrei poter portare la Lexus presso qualunque meccanico per la manutenzione. Provi a vedere se trova un meccanico che sia in grado/abbia l’attrezzatura per mettere mano alla parte ibrida. Io per esperienza non ho trovato nessuno se non Lexus.

  4. Giuseppe, io ho parlato di garanzia del pacco batteria. La durata media della garanzia del pacco batteria è di 8 anni, in alcuni casi persino 10, mai di 5. Non è stato preso in considerazione in questa tabella il valore residuo dell’auto al termine del periodo, in quanto non c’è ancora una storicità tale da consentire previsioni attendibili.
    Lungi da me fare con questo foglio un calcolo sulla situazione globale dell’auto in futuro. L’obiettivo è molto più modesto ed è quello di una valutazione della convenienza nell’attuale situazione.
    Se vuole fare delle proiezioni di come sarebbero i prezzi dell’elettrico, in confronto a diesel e benzina e al netto degli incentivi attuali, il foglio si presta anche a questo: metta semplicemente a zero la voce incentivi.
    Ricordi che scegliere un’auto elettrica a oggi non la obbliga a ripetere questa scelta quando dovrà sostituirla. La mia sensazione, per come si stanno evolvendo le cose, è che quando non ci saranno più gli incentivi, probabilmente (è una mia sensazione), le auto elettriche saranno competitive all’acquisto anche con auto termiche.
    La mia previsione è anche che tra 8/10 anni il valore di un’auto elettrica sul mercato dell’usato supererà probabilmente quello di un’auto diesel, ma al momento non lo possiamo sapere.

    • Intanto “per elettrificazione” il popolo intende anche le hybrid e per Toyota credo siano 5 anni estendibili…
      Per le full elettrici non saprei la situazione anche perché ogni casa costruttrice comunque applica periodi di garanzia diverse….

      • Continuo qui perché mi sono dimenticato…. Non mi risulta che ci sia una legge che obbliga le case costruttrici né ad unificare i periodi di garanzia, né di fissare gli anni minimi per le batterie… Se mi sbaglio, illuminami.

      • Giuseppe, quando parliamo di auto elettriche non parliamo di ibride. Le auto ibride hanno un funzionamento diverso, hanno un consumo anche di carburante oltre che di energia, hanno costi di assicurazione, bollo, manutenzione diversi. Non possono essere inserite in questo foglio di calcolo.
        Non ho mai scritto che ci sia una legge che obblighi le case a unificare i periodi di garanzia. Mi sono limitato a osservare le condizioni applicate dai costruttori. A meno di smentita, non mi risulta al momento nessuna auto elettrica che sia commercializzata in Italia con una garanzia sul pacco batteria inferiore agli 8 anni o 160.000 km. Normalmente questo è lo standard.

        • Qui si sa che si parla di full elettrica ma il popolo, in fatto di eco incentivi e di scelte che può fare, le considera tutte e fa le sue valutazioni sulle convenienze prima di effettuare una scelta . E, secondo il mio punto di vista, a non considerare questo aspetto visto quanti hybrid che si vendono è un errore.
          Per rendere un confronto di costi più appetibile verso i lettori, sarebbe stato più opportuno fare una valutazione inserendo anche una hybrib nel confronto.

    • Se la vogliamo mettere sotto il punto di vista economica, la soluzione attuale più conveniente visto che, a quanto abbia letto, le elettriche pagheranno bollo dopo il 5 anni mentre le hybrid dopo 3, sarà per l’immediato e per il medio termine comprarsi una full hybrid anche plug in e farla a metano così si ha una tri fuel con una grande capacità di autonomia, estensione vantaggi bollo dopo il terzo anno perché a metano (a seconda delle regioni), stessi vantaggi dell’elettrico nei blocchi e, sempre a quanto abbia letto visto che già è stato fatto e qualche casa starà pure per immeterla sul mercato, farà i 30 km/litro…

      • Giuseppe, di quale marca e modello parla? Mi dica, così proviamo a trovare la controparte elettrica e facciamo un confronto!

    • Ecco un esempio…non so dov’è che lho letto, ma si parla anche di 5euro per fare 30 km con riduzioni fino al 30% di CO2.

      In ogni caso, non vedo il senso di quello che dici ossia che dopo il primo elettrico, non sei obbligato …. Lo stato concede “eco incentivi” allo scopo di rinnovare il parco auto quindi sarebbe opportuno usarlo quando servirebbe ossia prima d’essere costretti per legge a passare alla nuova tecnologia oppure se costretti per i blocchi…. Non ne sono sicuro, però avrei letto pure che si stà pensando a modificare gli incentivi basandosi sullo stato ISEE… però, come già detto, può darsi che mi stia sbagliando.

      Sull’usato, credo che saranno basse e sullo stesso piano: il diesel per eliminarlo e visto che subirà i blocchi, l’elettrico per le batterie visto che, dopo un certo numero di anni, costeranno più loro che l’intera auto.

      • Se le tecnologie si evolvono, si evolveranno di pari passo anche le officine, non crede? Ad ogni modo, di che tipo di manutenzione ritiene possa aver bisogno un’auto elettrica.

  5. Giuseppe, lei non è sicuro di troppe cose. Qui cerchiamo invece di riportare e riassumere i fatti. Poi possiamo esprimere senza problemi le nostre opinioni e le nostre sensazioni, ma non è utile e anzi è dannoso riportare informazioni delle quali non si è certi. Quindi la invito ad evitare.
    In questo articolo non ho fatto raffronti di nessun tipo né ho espresso pareri circa la convenienza di una tecnologia rispetto ad un’altra. Tuttavia, sono ovviamente disponibile a fare insieme a lei un raffronto di costi se ha piacere. Mi indichi il modello che percorre 30 km con 1 Euro (di cosa?) e proviamo a verificare insieme.
    Riguardo al senso di ciò che dico e che lei non capisce, cerco di spiegarmi meglio. Lei obietta all’acquisto di un’elettrica oggi perché dice che gli incentivi non ci saranno per sempre. Poi invece nell’ultimo intervento afferma che sarebbe opportuno utilizzarli oggi. Non capisco. Poi parla della possibilità che un domani gli incentivi siano adattati in funzione dell’ISEE. Ok, e se anche fosse? Non dovrei considerare oggi l’acquisto con gli incentivi di oggi, solo perché un domani potrebbero essere inferiori o non esserci?
    Riguardo al costo di sostituzione del pacco batterie, mi sembra che abbiamo più volte affrontato l’argomento. Di norma la durata del pacco batterie supera ampiamente la vita dell’auto.

  6. Giuseppe, le ho già detto che questo non è un confronto. Nella tabella lei trova infatti solo un’auto, un’auto elettrica. L’idea è che in questo modo chiunque possa inserire i dati relativi all’auto elettrica che sta prendendo in considerazione, comprenderne i costi, e confrontarli con i costi di un’auto termica paragonabile per capire se per lui/lei l’operazione possa essere conveniente.

    • Di fatti, lho capito ed inizialmente avevo detto che c’erano troppi variabili che non renderebbero veritieri i calcoli visto che sarebbero solo quelli immediati che non dureranno per molto …. La gente pensa a quello che succederà come minimo fra un medio termine così come si fanno i calcoli su un mutuo…. Era più opportuno fare direttamente un confronto tra modelli simili per carrozzeria e potenza ma aventi diversi soluzioni visto che l’elettrificazione, a che lo vogliate, consiste in varie soluzioni… Tutto qui… Era solo un mio pensiero.

  7. Giuseppe, le do un consiglio. Lo prenda per quello che può valere. Faccia attenzione alle fonti di ciò che legge. Non tutto ciò che viene pubblicato online è frutto di una ricerca attenta. E non tutte le informazioni, anche se corrette, sono aggiornate. Ad esempio a oggi, lo ripeto, non sono a conoscenza di nessun modello di auto full electric che abbia una garanzia della batteria inferiore a 8 anni o 160.000 km. Noi qui, sig. Giuseppe, cerchiamo di fare il nostro meglio per essere quanto più oggettivi e precisi possibili. E siamo aperti a qualsiasi confronto. Però non a essere presi in giro. La buona informazione richiede attenzione, tempo, ricerca. Rispondere a lei richiede tempo e attenzione. Faccia in modo che ne valga la pena. Non ho capito quale obiettivo lei abbia nel suo frequentare così assiduamente questo portale se lei ha già la verità in tasca rispetto a ciò che è meglio e a ciò che è peggio. Le chiedo gentilmente un po’ di rispetto per il nostro lavoro. E mi scusi se il modo in cui affrontiamo gli argomenti non è quello che lei si aspetta. Mi auguro che possa essere apprezzato da altri.

    • Grazie del consiglio e senz’altro starò più attento , però un consiglio lo darei anch’io… se non le risulta che ci sia un marchio che da meno di 8 anni o 160 mila km per le full elettriche allora le posso anche credere però, in fatto di fonti, il discorso che fa lei sulla bontà del suo (o vostro) lavoro lo possono fare altrettanto altri (le altri fonti) sul loro e le parole che ha usato lei per gli altri potrebbero essere usate anche da loro nei vostri confronti perché automobilismo è un autorevole fonte e di fatti la soluzione a metano su hydrid è autorizzato dal ministero dei trasporti , thewam riporta una notizia (incentivi su basi ISEE) del ministero dell’ambiente riportato da innumerevoli altre testate, quelle sulle batterie lo si trova identico altrove, mentre sulle batterie hybrid c’è il sito ufficiale Toyota quale mia fonte e già a mettere a confronto ciò che offre Toyota (estensione fino a 10 anni o 250 mila km) rispetto a già quello che dice lei come onevole fonte, ciò non rende la full elettrica economicamente la soluzione vincente soprattutto per quanto riguarda anche la svalutazione dell’usato ( rispetto alle altre soluzioni) e anzi, sarebbe già un miracolo l’averne un mercato dell’usato….
      Per il resto, rispetto il vostro lavoro altrimenti non starei qui e su questo (lo stare qui) l’avrei già spiegato….su l’essere assiduo… non mi ci vedo anche perché, a vedere quanti intervengono su tutti i vostri articoli, gli assidui, per presenza, sono altri….

        • Riguardo agli incentivi, e alle possibilità di revisione in funzione dell’ISEE, non capisco cosa lei voglia dire. Al di là che questo succeda o meno, ciò non toglie assolutamente nulla alla situazione attuale.

          • Volevo dire che se la fonte citata non fosse “per blasone” onerevole abbastanza per essere presa in considerazione, del messaggero non credo che ci si potrebbe dubitare… L’ISEE c’entra ai fini dei calcoli a se uno volesse comprare un elettrico non adesso ma l’anno prossimo e prima di farlo decide di farsi due calcoli…

  8. Giuseppe, lei non ha bisogno di dovermi credere sulla garanzia delle batterie. È sufficiente che mi porti un solo esempio di un produttore che a oggi vende una full electric con meno di 8 anni o 160.000 km di garanzia. E si ricordi inoltre che la fine della garanzia non decreta la morte della batteria. Anzi, i produttori si tengono ampi margini. Se garantiscono la batteria per questi km e questo tempo, significa che sanno che la batteria dura molto di più.
    Riguardo alla presunta convenienza di un veicolo ibrido con impianto a metano, se mi porta gentilmente un esempio di quale veicoli potrebbe accettare questa modifica e con quali costi, io sarei molto felice di fare un confronto. Attendo.

    • Se la reputo una fonte sicura le credo altrimenti mi toccherebbe contattare ogni singolo marchio visto che, a dubitare come lei di ogni altra fonte, nessuno sarebbe credibile . La fine della garanzia decreta di fatto la fine dell’auto visto che, a succedere qualcosa, costa più la batteria che l’auto stessa per non parlare poi del deprezzamento del valore dell’auto a volerla rivendere cosa che sarebbe anche la causa di un inesistente mercato dell’usato in futuro.

      • Giuseppe, non mi risulta nessuna auto elettrica la cui batteria costa più dell’auto stessa. E la fine della garanzia del pacco batteria di un’auto elettrica non ne decreta affatto la fine. Se un’auto diesel nuova dopo due anni non è più in garanzia è forse da rottamare?

        • C’è un lettore in un vostro precedente articolo che si è lamentato del costo esorbitante della batteria di una Peugeot hybrid… Fosse stata vecchia l’auto , l’avrebbe rottamata e non ci avrebbe cambiato la batteria … perciò, non neghiamo evidenze delle cifre esorbitanti delle batterie in generale che sarebbe un insulto verso l’intelligenza di qualsiasi lettore che ci possa seguire…

  9. Riguardo al valore dell’usato delle elettriche, io ho fatto solo delle supposizioni. E l’ho specificato. Ma lei, Giuseppe, nella sua vorace voglia di contraddire a tutti i costi qualsiasi affermazione, non se ne rende conto. Sia gentile, parliamo di fatti. Porti l’esempio di un modello ibrido o ibrido plug-in convertibile a metano e io mi impegno a fare un raffronto per lei. Però mi faccia la cortesia. Restiamo razionali.

    • A fare supposizioni lo facciamo tutti però, anche dietro una supposizione, ci vuole un ragionamento per logica e, a ragionare per logica, non vedo un florido futuro per il mercato dell’usato per l’auto full elettrica al pari a se tutte le auto endotermiche usate avessero più di 200mila km alle spalle visto che il motore, in questi casi, sarebbero già agli sgoccioli. .
      Assolutamente no, non contraddicono a priori o per preconcetti o per altro visto che tante volte concordo con pensieri di molti … semplicemente contradico per mie ragion vedute e, a come vede, già a dire “mie” ragion vedute vuol dire che accetterei anche di aver torto in un confronto.
      L’auto in questione pare sia una Toyota hybrid visto che con essa l’azienda che ha creato l’impianto ha poi ottenuto l’ok e l’omologazione Euro 6D Temp dal Ministero di Infrastrutture e Trasporti per la commercializzazione sul mercato italiano.

      https://www.federmetano.it/2020/08/07/toyota-c-hr-1-8-hybrid-librida-a-metano/

      https://www.autoblog.it/amp/post/1023687/ecomotive-solutions-impianto-a-metano-per-auto-ibride-con-autogas-italia

      Piuttosto, visto che è lei a scrivere articoli e non io, contatti lei l’azienda e si faccia spiegare visto anche che è lei ad avanzare perplessità e non io . Ovviamente, visto che questa soluzione è adottabile per altri modelli e marchi, ci si potrebbero anche raggiungere risultati migliori di quelli ottenuti con questo modello Toyota
      Comunque, visto che si possono ottenere anche miglioramenti di CO2 rispetto all’auto originale, prevedo di mio , così come ho anche letto, che le case costruttrici immeteranno di loro qualcosa.

      • Giuseppe, noi qui cerchiamo di parlare di auto elettriche. Trattandosi una tecnologia relativamente nuova e sconosciuta per la maggior parte delle persone, cerchiamo di spiegare cosa le differenzia dal resto. Nel caso di questo articolo in particolare ci siamo focalizzati sul calcolo dei costi legati all’auto elettrica. Se lei poi desidera confrontare questi costi con quelli di un’auto diesel, benzina, gpl, metano, bi o tri-fuel, questo è sicuramente il senso. Se invece si aspetta che facciamo un approfondimento su una modifica che renda un’auto ibrida un’auto ibrida a metano, non credo che questo succederà, perché non è su questo il nostro focus.

        • Sinceramente non cerco prove comparative tra quell’auto a metano con l’elettrico o con altre… personalmente già conosco gli esiti , piuttosto era per lei il prendersi informazioni così si possa rendere conto che l’elettrico da quando lo acquisti, lo usa (praticabilità compresa) e alla fine lo rivendi (aspetto mai pensato a quanto pare) non conviene rispetto alla trifuel visto che fra poco si diffonderà ….
          Comunque, ed in ogni caso, ha capito il senso dei confronti …però, proprio perché si parte sempre da un presupposto di confronti perché voi ritenete di poter convincere che la full elettrica sia la migliore, non capisco come possiate considerare come rivale solo il diesel perché secondo me non avete capito il concetto che in Italia l’elettrificazione consiste nel dare ecoincentivi al fine di acquistare una mild, full, plug in hybrid o una full elettrica perché il diesel, grazie al dieselgate, ormai ha gli anni contati anche a livello di futuri restringimenti sulle emissioni da parte del legislatore europeo.
          Sarei io in voi, punterei ai confronti con i diretti e veri rivali ossia le mild, full e plug in hybrid a maggior ragione del fatto che da poco si possono fare a metano.
          Per me è una questione di impostazione editoriale da parte vostra.

  10. Giuseppe, mi perdoni, lei conosce gli esiti di prove comparative tra auto ibride convertite a metano e un’elettrica pura senza nemmeno sapere di che auto sta parlando? Per favore!
    Qua si parla di cose concrete. Noi qui parliamo di auto per le quali le persone hanno la possibilità di andare a farsi fare un preventivo, auto che sono commercializzate oggi. Lei parla di auto che potrebbero essere convertite a metano senza avere idea di un modello specifico, nè di quanto costi la conversione, nè tanto meno di quanto costi la manutenzione. Questa è mancanza di rispetto per il nostro lavoro.
    Poi, secondo lei il fatto che un’azienda abbia ottenuto l’approvazione di una conversione a metano di un’auto ibrida e il fatto che lei pensi che questo tipo di auto si diffonderanno automaticamente fa si che il mercato dell’usate delle elettriche non abbia futuro? Suvvia.
    Non funziona così, Giuseppe.

    • Che ci possa credere o meno non è un mio problema e anzi, L’essere sotto valutati è sempre un vantaggio oltre che, per me, un complimento. Comunque, l’auto omologata già c’è da molti mesi ed è stata omologata passando l’ultima euro 6 (questo sarebbe la novità) ed essendo a metano è estimato tra quelli che usano il metano da una vita anche se questa non è la prima azienda che fa una cosa del genere su una hybrib … si ricordi che le auto a GPL e metano hanno una storia ben più antica della prima prius e hanno un nutrito numero di estimatori ed inoltre la bifuel di fabbrica prima dell’elettrificazione ha interessato tutte le case automobilistiche quindi non credo che non si possa trovarne qualcuno che faccia almeno una versione per un modello visto che so già di studi avanzati su qualcosa sul generis … non si offenda però le tocca informarsi visto che se non fosse stato per me neanche sapeva dell’esistenza di questa trifuel hybrid capace di emettere il 20/30% di CO2 in meno rispetto all’originale, con un consumo così basso e con un autonomia maggiorata … Buona fortuna

  11. Giuseppe, parliamo di numeri per cortesia.
    Se è già certo di un risultato economico di gestione a favore di un’auto di questo tipo, se esiste, ci fornisca cortesemente il riferimento di una marca e di un modello specifico del quale si possano avere le caratteristiche e i costi, tutti i costi (di acquisto dell’auto, della conversione, della relativa manutenzione). Solo a quel punto potremo parlare di qualcosa di concreto.

  12. Caro Paolo, mi stupisce che uno preparato come lei, non abbia informato il sig. Dallosso, che sull’auto da lui stesso promossa: ibrida elettrica a benzina e metano, proprio ieri il ministro dei trasporti ha imposto l’installazione del fotovoltaico su tetto cofano e bagagliaio, oltre: udite udite! di idonea pala eolica, atta a generare ulteriore energia, in funzione della velocità e direzione del flusso ventoso.
    Sia professionale e corretto, cribbio!!!

  13. Sulla rivendita di un auto elettrica ho qualche dubbio, in particolare sul fatto che se le auto termiche non hanno fatto grossi progressi negli ultimi anni e non ne faranno, al contrario l’elettrico arriverà in forza con modelli sempre migliori / meno costosi / più performanti, quindi l’auto elettrica del 2020 fra 5 anni sarà vecchia ed obsoleta rispetto ai modelli nuovi in vendita. E’ un obsolescenza veloce tipo quella dei cellulari.

  14. Marco, si, potrebbe essere. Un’altra possibilità è che tra cinque anni abbia più valore sul mercato dell’usato un’auto che non ha alcuna limitazione su circolazione, anche se di cinque anni di età, e tecnologicamente non allo stato dell’arte.

    • Per andare bene con l’elettrico la devi vendere a metà garanzia delle batterie e ciò non è compatibile con la maggior parte delle abitudini degli italiani in fatto di compra vendita dell’auto visto che l’auto se la mantengono molto di più il che poi non rende conveniente l’elettrico usato per il tempo residuo delle batterie visto che, a succedere qualcosa , per quanto costano conviene cambiarsi l’auto… chi vuoi che si comprerebbe un elettrico usato di 8 anni?
      Quindi già di suo ha questo problema di fondo
      In Italia non c’è una data di switch endotermici /elettrici come in qualche paese del nord e a farlo loro (paesi più avanzati) fra i 5 e i 10/15 anni significa che se proprio dovesse succedere in Italia (cosa già difficile proprio perché siamo l’Italia) ciò avverrebbe tra almeno 20 anni.
      Questo implica che il valore dell’usato degli endotermici si terrà alto già di per sé per questo (ossia per mancanza di data di switch) oltre al fatto che, numeri alla mano , sarà ancora la soluzione più diffusa avente in questa categoria con un piede dentro anche l’hybrid visto che il suo altro piede , per legge e per incentivi, si trova nell’elettrico.
      I blocchi si fanno nelle grandi città e non altrove e quindi, per costrizioni, per i prossimi 20 anni il problema riguarda queste persone e non chi lo fa per scelta ed inoltre interessa le utilitarie.

      • Giuseppe, un esempio: a oggi il pacco batteria di una Nissan Leaf ha un prezzo di listino di 8.560,00 Euro + IVA, oggi. Quindi, su un prezzo di acquisto dell’auto di circa 40.000,00 Euro la sostituzione del pacco batteria pesa circa un 20%, oggi. Il prezzo delle batterie è in costante calo. E’ quindi probabile che tra 10 o 12 anni, il costo sia ben inferiore a 8.560,00 Euro. Inoltre, come detto già molte volte, difficilmente si procede alla sostituzione dell’intero pacco batterie. Il pacco batterie dura generalmente per tutto il periodo di vita dell’auto (un po’ come avviene con il motore di un’auto diesel o benzina).

        • I ricambi vengono gestiti dalle concessionarie e al passare del tempo i prezzi non diminuiscono ed anzi, dopo un certo periodo che il modello esce di listino, aumentano in maniera spropositata… Come al solito parlate di cifre non alla portata di tutti mentre solo quello che ci vuole per le batterie, ci si compra quasi un utilitaria tradizionale nuova per i prossimi 15 anni…

          • Normalmente la sostituzione dell’intero pacco batteria non è necessario. Ad ogni modo, per restare sull’esempio Leaf, Nissan in Giappone propone già la possibilità di sostituire il pacco batteria la cui efficienza sia scesa sotto al 70% con un pacco batteria ricondizionato a un prezzo di 2500,00 euro.
            Ma questo è un intervento che si rende necessario su poche auto che hanno raggiunto intorno ai 10 anni di vita e che hanno avuto percorrenze molto elevate.

          • Riguardo alle cifre non alla portata di tutti, vorrei sottolineare che il prezzo di acquisto di un’auto è solo una delle componenti del costo chilometrico. Non necessariamente un’auto più economica al momento dell’acquisto è l’auto che ci costa meno.

    • Poi voglio proprio vedere a se passerà l’incentivazione in base all’ISEE a quanti converrebbe…

  15. Visto che avete riposto l’articolo di comparizione fatta da avral a cui non concordo visto ch’è stato fatto all’estero e non in Italia e, anche se fosse stato fatto in Italia con i prezzi italiani, non si è tenuto conto :
    1. Calcoli fatti da una società leasing che prevede cambio auto dopo 4 anni (e lo specificano) per le svalutazioni e per giunta i loro calcoli sono stati fatti all’estero e non in Italia
    2. svalutazione dell’elettrico sull endotermici é maggiore visto che gli italiani si mantengono l’auto per molto più di 4 anni
    3. Parabossalmente l’elettrico non converrebbe proprio alla povera gente e a coloro che sono costretti a comprarlo per i blocchi a quando non si hanno box visto che solo dalle colonnine ci si possa rifornire
    4. Probabili incentivazioni in base ISEE elimineranno convenienze per la maggior parte delle persone che oggi se ne sono approfittati per gli incentivi…
    5. Il giorno in cui scompariranno gli incentivi di vario genere e che la corrente di casa costerà di più per causa dell’aumento della richiesta energetica italiana, l’elettrico non converrà mai.

      • Di fatti, però ho inserito il commento per quel articolo qui perché si integrava al discorso oltre al fatto che lì i commenti sono stati chiusi…

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