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Facciamo come la Svizzera? Non ti obbligo a passare all’EV…

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Facciamo come la Svizzera? La Confederazione ha scelto una strada diversa rispetto all’Europa, che progetta lo lo stop alle termiche dal 2035.

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La consigliera federale Simonetta Sommaruga (foto da Twitter).

Facciamo come la Svizzera? Target al 2025 condivisi con tutti i settori

Nessun obbligo dall’alto, con tutte le polemiche che ne conseguono e a cui stiamo assistendo nella UE. Il governo elvetico punta su un percorso condiviso, con una tabella di marcia approvata una prima volta nel 2018 e ora aggiornata al 2025 . La nuova fase è stata siglata da alti rappresentanti dei settori automobilistico, elettrico, immobiliare e delle flotte aziendali. Nonché dai responsabili della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni. Con la regia della consigliera federale Simonetta Sommaruga sono stati stabiliti i nuovi target. Entro fine 2025 la quota di auto elettriche pure e ibride plug-in nelle nuove immatricolazioni dovrebbe raggiungere il 50% (nel primo trimestre 2022 era già al 25,5%). Alla stessa data dovrebbero poi essere disponibili 20.000 stazioni di ricarica (a inizio anno erano 7.150). Con l’obiettivo qualitativo di “ ricariche facili da usare e a misura di rete: a casa, al lavoro e in viaggio ”.

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La mappa delle stazioni di ricarica, dal sito della Confederazione.

Ricariche capillari, nei condomini e nei quartieri

Per raggiungere gli obiettivi principali, gli attori della tabella di marcia sono coinvolti in misure volontarie nei rispettivi campi d’azione. Sini coinvolte 59 organizzazioni, che a loro volta progettano le loro Roadmap 2025. Con 75 misure, di cui 44 nuove e 31 già avviate nel 2018, adattate o estese. Questi i 3 progetti trasversali più rilevanti:

  • ricarica in edifici condominiali
  • ricarica nei quartieri
  • economia circolare delle batterie (riutilizzo come batterie di 2° Life e riciclaggio).

È difficile immaginare qualcosa del genere in un universo complicato e litigioso come la UE, con 27 Stati membri. Ma sarà comunque interessante veder procedere il progetto svizzero, soprattutto nell’installazione capillare delle ricariche a casa e al lavoro.

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47 COMMENTI

  1. Passano sicuramente senza nessun obbligo, è appena venuto a trovarmi mio cugino dalla Svizzera mi ha detto che è la prima volta in trent’anni che il carburante costa meno qui che da loro, ora è a 2,50€ al litro e in continuo aumento.
    Da noi senza la mano dello stato saremmo sopra i 2,70€ al litro quindi di obblighi neanche qui ne servirebbero.

  2. La pistola puntata è sul prezzo, chi come me ha faticato a comprare una Yaris Hybrid non è per volontà ma per necessità, ma i governi si susseguono e continuano a fare incentivi solo per i ricchi ..gli incentivi andrebbero fatti in base a quanto inquini per fare un km, e limitati ai prezzi bassi, sotto i 20k e sul prezzo reale di vendita medio degli ultimi 6 mesi, non su quello di listino…che è sempre gonfiato ..gli incentivi così sono per chi vende le auto non per chi le compra …anzi non capisco perché chi rottama senza comprare non abbia almeno degli abbonamenti ai mezzi pubblici

    • Perché gli incentivi NON sono mai stati per il cittadino ma ben si per i produttori, si qualsiasi settore.
      Concordo con te io rottamo l’auto e mi danno un bonus del valore incentivo perché elimino un auto che inquina, con quello faccio ciò che mi serve o auto nuova ad emissione zero o usata sia da sia da concessionaria o da privato sempre emissione zero, o abbonamento mezzi pubblici, ma sarebbe pura utopia e non aiuterebbe chi decidono loro.

  3. Da parte mia posso dire che la parola “obbligo” mi è indigesta di suo…perchè in un contesto democratico e di libero mercato voglio avere il diritto di scegliere quello che mi garba o che è più confacente alle mie esigenze (o che semplicemente mi piace di più) oltretutto visto che i soldini per ogni acquisto escono dal mio c/c e non dall’Opera Pia .
    Comunque e a parte questo concetto (imprescindibile) di democrazia , penso appunto sia giusto lasciare al valore e alla validità delle proposte far la parte del protagonista….se e quando i mezzi saranno competitivi nel prezzo , avranno caratteristiche + prestazioni + autonomie confacenti alle (differenti) esigenze di tanti , e possiamo anche aggiungere , le infrastrutture necessarie saranno comode , fruibili e dal giusto prezzo, nessun “obbligo” sarà necessario…a me stesso le auto elettriche non soddisfano ancora per varie ragioni ( e per una mia personalissima passione) ma se un domani faranno fronte a quelle che sono le mie esigenze e ne avrò pure un tornaconto economico , deciderò anch’io in tale direzione (ps. Per la moto no grazie !) …esempio banale tra i tanti…nel 2003 comprai un televisore LCD e ricordo che spesi 2,5K€ poi nel giro di 4-5 Anni scese di prezzo sino a 8-900€ offrendo in aggiunta una qualità di immagine sempre migliore e fu così decretata la quasi fine del tubo catodico…fu la tecnologia stessa che direzionò il mercato in una direzione piuttosto che un’altra (mica i consumatori furono obbligati a non acquistare più televisori CRT) !
    Portate / portiamo tutti pazienza…il tempo scorre e porterà novità di cui ognuno si farà le proprie personali valutazioni e sceglierà di conseguenza !

  4. Partiamo da un dato inconfutabile: L’Italia non è la Svizzera o la Germania o la Norvegia. In Svizzera ci ho abitatoto per un periodo tantissimi anni fa, a Sant’Antonio frazione di Balerna, e la palazzina dove abitavo non era certo di lusso, ma aveva i rifugi antiatomici, il riscaldamento a pavimento, l’acqua calda corrente condominiale. Da noi gli amministratori parlano sempre al futuro per rimediare i voti, e poi spesso lasciano le cose peggio di come le hanno trovate. A Roma dove vivo il sindaco Raggi aveva promesso la raccolta differenziata minimo 70% e ben tre funivie, per snellire il traffico. Non ha fatto niente ha lasciato tutto peggio di prima compresi cumuli di immondizia per le strade. Adesso il nuovo sindaco Gualtieri sta promettendo molte cose, ma viene usato sempre il tempo futuro. Quindi in Italia è meglio non sperare nei punti di ricarica diffusi in maniera capillare, nei condomini o nei posti di lavoro oltre che per strada. Resto dell’idea che l’auto elettrica da noi è consigliabile soltanto a chi dispone di un box privato, e comunque rimane indatta per i lunghi viaggi. Questo a meno che non si voglia essere divorati dall’ansia da ricarica. Penso che un viaggio di piacere non debba essere un continuo controllo della carica residua né una ricerca affannosa della colonnina libera. Io per mio conto due anni fa ho cambiato la mia meravigliosa diesel, 10 anni e tanti chilometri senza il minimo guasto, con una full hybrid, stessa marca, che garantisce consumi ancor più contenuti, specialmente in città. Di più sulla via dell’ elettrico non mi sentirei proprio di fare.

  5. Certo, come no, in Svizzera non sanno neanche cosa sia il gas metano per le abitazioni e fanno tutto con la corrente elettrica perché hanno le centrali nucleari. In Italia è già tanto che ci arriva la corrente in casa figuriamoci se siamo pronti per passare all’elettrico in modo serio.

    • ma la svizzera dal nucleare produce si e no il 20% della sua energia elettrica e in buona parte la rivende ai paesi confinanti, non è che la svizzera va in elettrico xkè ha il nucleare, ma va in elettrico perchè hanno preso quella direzione decine di anni fa.

      è come dire la svizzera ha solo la tv via cavo che io ricordi mentre in italia siamo pieni di antenne sul tetto..

  6. A mio parere è ora di pensare alle infrastrutture e lasciar fare al mercato per quanto riguarda il parco circolante. il passaggio all’elettrico sarà naturale, una volta risolti i limiti strutturali (ricariche, economie di scala, chimiche delle batterie) non c’è alcun motivo per cui le persone non passino all’elettrico. Un po’ come in Norvegia, quando la gente si è spostata sull’elettrico perché ha visto che è obiettivamente meglio, non ha più senso continuare con gli incentivi.

  7. Il discorso è sempre quello: queste macchine per molti utenti costano troppo. Inoltre la gamma di veicoli attuale è ancora ( aspetto smentite che mi renderebbero felice ) troppo orientate alla città. Io di piccoli fuoristrada stile Jimmy o pick-up a misura “italiana” io nn ne vedo.
    Domanda: qualcuno ha esperienze di veicolo elettrico e gancio traino?

    • Vero: il discorso è sempre quello, sapere distinguere costo da prezzo. È assodato che su una durata di vita di 10 anni le auto elettriche costano nettamente meno di quelle termiche.

      • Allora facciamo due conti della serva: prendiamo una famiglia di 3 persone,magari con un figlio che va alle medie o superiori. Un reddito di 3000€ al mese ( e credo di essere generoso ) mutuo residuo 20 anni con rata da 600€ al mese ( e anche qui sono generoso in favore della famiglia ) dimmi tu come tira fuori 40k o a fare le rate in serenità

        • Dimmi tu invece come fa a pagare la benzina, i bolli, i tagliandi, gli interventi (cambio della cinghia, pastiglie dei freni, ecc.) al suo pandino. Va bene hanno l’apecar, ma allora la sostituiscono con una twizy, mica con la Kona. Per quelli del pandino invece una ZOE a 30k la trovano senz’altro e risparmiano di sicuro sui 15 anni che fanno durare le auto. Sì, 15 anni: 99% delle ZOE del 2013 hanno ancora le batterie originali!

          • Allora ti dico cos’è successo a me:
            2016 svampa la lupo gpl di mia moglie. Prendiamo una Yaris ibrida a 16500€. 5000 di anticipo, 4 anni di rate da 168 più maxirata finale da 7000 euro. Tradotto 320 euro al mese per quattro anni ( pensando di mettere via 150€ al mese per coprire la maxirata) risultato, non ho dormito per 4 anni. Figurati adesso tirarne fuori almeno il doppio per un’elettrica. Io capisco quello che vuoi dire ma tanta gente, più di quella che pensi non ci arriva

          • Con 30k se permetti qualcosa di molto meglio di una Zoe elettrica la si può ancora comprare visto che fino a prova contraria le auto termiche sono ancora prodotte e vendute e lo saranno ancora per un po’. Poi se vogliamo metterla sul piano culturale/filosofico ossia “lo devo fare per salvare il mondo” , che è l’unico motivo per cui si dovrebbe veramente passare all’elettrico, allora dovrebbero smettere di vendere le termiche da subito così entro 6 mesi non abbiamo più corrente elettrica.

          • @Cvcekd se per te meglio di qualcosa di silenzioso, pulito e il cui serbatoio viene riempito a casa mentre tu ti dedichi ad altro è una cosa che fa rumore, puzza e devi andare a riempire con carburanti (pagati in rubli) sempre più cari, fai pure. La mia casa, da quando ho il fotovoltaico, consuma meno energia di prima e ci carico anche l’auto!

  8. Quanto costa caricare in Svizzera? Ieri ho fatto con la Zoe il pieno Becharge a Livorno e mi hanno preso 65 cent/kWh ossia più del triplo di quanto pago a casa… le colonnine in giro non mancano affatto ma sono prezzi da ladrocinio, che mandano all’aria ogni calcolo economico.

    • Io uso gli abbonamenti quando devo ricaricare fuori casa. Hanno prezzi contenuti, possono essere attivati x un solo mese e hanno tagli differenti

  9. La Svizzera a differenza di noi quando legifera è sempre a favore del cittadino e ha figure professionali atte a verificare che le leggi non siano interpretative ma quelle sono senza scappatoie, che non siano discriminanti e che tengano conto di tutti prima della pubblicazione.

  10. Ke dire?? Leggendaria precisione Svizzera 🇨🇭🕵️ dai cronometri Cosc alle auto elettriche trend è lo stesso 😁😉

  11. la Svizzera non ha una nessuna fabbrica di auto con migliaia di dipendenti….
    Litigiosi: ognuno fa i propri interessi….vedi riunioni di condominio in Italia

  12. In Svizzera non ci sono obblighi in quanto gli svizzeri all’elettrico ci passano da soli, senza che qualcuno li debba convincere.

    E ricordiamoci che la Svizzera:

    – s.e. non ha raffinerie;
    – fa in modo che gli stabilimenti inquinanti delle proprie aziende vengano costruiti all’estero;
    – pure il campionato di motocross fin dagli anni 80 lo faceva svolgere in italia.

    Loro l’ambiente ce l’hanno nel dna, non c’è bisogno di nessuno che li obblighi.

    • -Loro l’ambiente ce l’hanno nel dna, non c’è bisogno di nessuno che li obblighi.-
      e certo, facile essere “ambientalisti” inquinando a casa di altri..
      dovremmo fare così anche noi:
      troviamo un posto isolato e ci trasferiamo tutte le nostre attività produttive/inquinanti.
      e qui facciamo gli splendidi con il turismo 👍

      • Infatti ho messo s.e., in quanto avevo delle informazioni in merito ma non avevo la certezza.

        Che tu sappia dove sono?

        • Una a Cressier, nel Canton Neuchâtel, e una a Collombey, nel Canton Vallese, ma quest’ultima è in via di smantellamento.

  13. Ma certo! Ma facciamo come la Svizzera! Nessun obbligo! Sono perfettamente d’accordo! Per esempio, Proprio oggi ho fatto attivare le prime tre prese “blu” collegate ad altrettanti contatori domestici all’interno di un piccolo condominio dalle parti di Verbania. Seguirà a breve un altra presa nella quarta unità abitativa e, più avanti, ulteriori 2 prese per altrettanti uffici. Non mi ha obbligato nessuno, ma secondo me l’immobile ne sarà valorizzato non poco. ☝️

  14. Con tutto il bene che voglio alla Svizzera, dove ho lavorato per 7 anni, è facile fare certi discorsi quando il reddito procapite è molto elevato (come già detto da Enzo, anche se ci sono molti squilibri anche li, non sono tutti ricconi, diciamo che ce ne sono parecchi che alzano la media), ma soprattutto quando i cittadini sono solo 8 milioni, due milioni meno della sola Lombardia.

      • ahahah eh si. Anche se io entravo a Gaggiolo, non a Bizzarrone. Ma negli anni un pò di svizionario l’ho imparato anche io. 😂😂😂😂

        • ahaha ma allora anche qui abbiamo dei mangia ramina :)) In ogni caso ho sempre visto la Svizzera come una piccola Europa. Pensate che il c.Ticino avrebbe deciso autonomamente di passare al 100% elettrico con i stessi tempi di altri cantoni ? no, ma certe decisioni vengono prese dal governo centrale nonostante i cantoni abbiamo una grande autonomia.
          Da europeista rinuncerei volentieri a parte della nostra sovranità per un governo centrale europeo efficace, una federazione.

          • Mangia ramina mi sfuggiva anche se mi era familiare. Poi mi son messo a tippare sul natel e ho trovato. 😂

  15. Ci manca poco che non mi squartino i pneumatici per i miei commenti, eppure guarda caso la penso come gli Svizzeri. E’ palese che con una fitta rete di colonnine lasci alle persone la libertà di passare all’elettrico, senza una pistola puntata alle tempie. In Svizzera, comunque, è tutto più semplice: spendere 40000 euro per un’auto nuova è da straccioni, motivo per cui loro non hanno il problema del prezzo troppo alto che abbiano noi e possono fare una scelta libera (devono scegliere tra una Audi A4 e una Polestar 2, capirai lo sforzo …). A noi questa possibilità è negata ed inoltre ci viene imposto un prezzo d’acquisto maggiore. Senza contare la longevità: in Italia mediamente un’auto arriva a fine vita dopo 23 anni e mezzo circa (nel 2021 l’età media del parco circolante è di 11,8 anni e un’auto su 4 ne ha più di 15 anni) e questo non perché gli italiani adorino camminare con auto antiquate con sospensioni scassate ma semplicemente non hanno i soldi per acquistare auto nuove (tante famiglie hanno come auto più “nuova” un’auto usata acquistata con già 8 o 10 anni di vita sulle spalle …). Con una media di 11.885 km annui percorsi, chissà le utilitarie elettriche (ho detto le utilitarie, non le Tesla) di oggi a durare 23 anni e 273355 km, chissà …

    • Non necessariamente l’età media del parco circolante è inversamente proporzionale al reddito medio. Non posso parlare per la Svizzera, ma in Norvegia il parco circolante ha un’età media di quasi 11 anni ed il tasso di ricambio annuale è molto simile a quello italiano. Non necessariamente chi ha un reddito più alto lo vuole spendere cambiando spesso auto.

      • Anche voi norvegesi andate in giro con Panda e Ypsilon di 20 anni? Oppure andare in giro con gigantesche Volvo di 20 anni?

        “Non necessariamente chi ha un reddito più alto lo vuole spendere cambiando spesso auto.”: quindi i norvegesi che acquistano in massa la Dacia Spring (… sarcasmo …) se la terranno anche loro per 20 anni perché non vogliono spendere i loro soldi cambiando spesso auto. Buono a sapersi.

        • Carissimo Enzo, forse in altri Stati hanno un reddito più alto rispetto noi italiani perché se no la gente scende in strada e manifesta vivacemente! Noi in Italia scendiamo in strada solo quando la squadra del cuore vince il campionato! Che poi non ho capito cosa ci guadagnano i tifosi se vince una piuttosto che l’altra squadra! Potrei capire i calciatori, che già guadagnano un botto di danaro! Ma comunque, non l’ho mai capito e mi rifiuto di capire il senso del casino in strada per la vittoria di questa o di quella squadra! Viceversa, capisco il casino di chi scende in strada per gli stipendi inadeguati!

          • Capitai a Madrid il giorno in cui il Real Madrid vinse lo scudetto in finale contro l’Atletico Madrid. Io che il calcio non lo seguo capitai per sbaglio nella piazza principale, dove si erano radunati tutti i tifosi e ci capitai proprio nei minuti finali della partita, vinta dal Real Madrid. Stavo per scappare temendo gli esaltati e invece erano tutti a camminare piano per strada, parlando a bassa voce, nessuna esagerazione, niente … incredibile …

            Che vuoi farci, altri mondi …

    • Come spieghi, però, che siamo, dopo l’America, il paese con il maggior numero di auto per 100 abitanti? Le seconde e terze auto chi ce le regala? E saranno pure catorci di 15 anni, ma mantenerle non costa poco.

      • In Europa siamo preceduti, quanto ad auto per mille abitanti, dal Lussemburgo; nel mondo, oltre agli USA, dovremmo essere dietro ad Australia, Nuova Zelanda ed alcuni altri stati minori

      • Perchè siamo sentimentali e ci affezioniamo.
        Pensi che un mio amico ha un Ducati 996 che non usa più, ma proprio più. Tra l’altro mi ha pure confessato che sarebbe un po’ da sistemare… e morire! non me lo vuole vendere manco se glielo pago in contanti e vengo a prendermelo col furgone! 😉

      • Massimo hai visto il prezzo delle case all’estero, in particolare in Svizzera? Da noi costano tanto nelle metropoli, ma fuori poco. E poi le case sono come dei buoni del tesoro che si lasciano in eredità ai figli. Se gli italiani comprano l’auto è perché gli serve per i tanti spostamenti, magari se nel resto del mondo si affidano allo smart working o hanno il bus che passa sotto casa per accompagnare i figli a scuola forse servono poche auto. In famiglia, prima di sposarmi, eravamo in 5 e tutti con un’auto, adesso che sono sposato siamo in 2 ed entrambi con un’auto. In pratica un’auto a testa, se tutti lavoriamo/studiamo/etc. l’auto non è uno sfizio ma una necessità, una “tassa” per potersi muovere, vuoi per la mancanza di mezzi pubblici e metropolitane, fai tu …

        Ma quello che fai notare avvalora la tesi. E sappiamo tutti come in famiglia non tutte le auto sono nuove e ci sono auto acquistate usate o malandate, già con molti km sulle spalle, proprio perché non siamo ricco, quindi il problema si porrà con le elettriche.

        In Norvegia tengono anche loro l’auto per 20 anni? Vero, ma loro hanno stipendi doppi rispetto ai nostri e acquistano auto di qualità che sono più longeve. Una cosa è una Volvo di 20 anni, un’altra è una Fiat Punto. Nel 2020, in Norvegia l’auto più venduta è la Audi e-Tron con 9227 unità, staccando quella “utilitaria” di Model 3 che è arrivata a 7770 unità. Prima e seconda posizione. Nello stesso anno, in Italia vince la Fiat Panda con 110465 unità seguita da Lancia Ypsilon a 43033 unità. Non credo che in Norvegia vadano in giro con una Panda o una Ypsilon per 20 anni, ma magari il nostro amico Sandro mi smentirà anche su questo …

        • E caro Enzo, ci dimentichiamo sempre che siamo in Italia, paghiamo a caro prezzo i servizi che non abbiamo! Siamo bravi solo a parlare, parlare, parlare, bla bla bla; e spesso diciamo cose che sfuggono alla nostra conoscenza. Però non sono né gli svizzeri e neanche i tedeschi che eleggono i politici che abbiamo! Di fatti, abbiamo quello che ci meritiamo! Io, prima di criticare l’America, o magari la Norvegia oppure la Finlandia, criticherei quello che accade in Italia! Già basta pensare che all’inizio del COVID, (circa 27 mesi fa) vi fu un virologo che in TV disse: da noi il COVID non arriverà mai! E se mai dovesse esserci qualche caso, abbiamo il miglior sistema sanitario al mondo! Di fatto, quello che è successo in questi ultimi 27 mesi, oggi è storia! e come se non bastasse, in questi giorni, sempre in TV, apprendiamo in che stato versano i pronto soccorso degli ospedali italiani! Meno male che abbiamo il miglior sistema sanitario al mondo; pensa un po’, vorrei vedere il peggior sistema sanitario al mondo!! Io ho vissuto qualche anno all’estero (in Inghilterra con esattezza) dal 1973 al 1979! Ebbene, a fine del 1976 la mia banca mi diede la tessera bancomat con il PIN e potevo prelevare cash a qualsiasi ora del giorno e della notte (come si è sempre fatto nei comuni bancomat)! E quando venivo in ferie in Italia e lo raccontavo agli scienziati italiani (quelli che si vantano di usare il 100% del cervello) mi prendevano per racconta balle o visionario! E questi cervellotici che si vantavano e si vantano di usare il 100% di cervello, mi dicevano: se gli inglesi bevono tè e fanno brodaglia spacciandolo per caffè, come fanno ad avere dei macchinari che con un pezzo di plastica ti da del cash? Ma guarda un po’ che caso strano! Anche noi abbiamo dei macchinari che elargiscono cash con un pezzo di plastica! Si chiamano bancomat! Certo, con 10 anni di ritardo rispetto l’Inghilterra, ma meglio tardi che mai!
          La realtà è che spesso si parla senza avere un briciolo di conoscenza di ciò che si dice! Il più delle volte si parla per sentito dire; oppure per il “secondo me”! secondo me in America e secondo me in Francia! Però, dipendiamo al 100% dal mondo intero! E se dall’estero ci chiudessero il gas oppure il petrolio, che ce ne facciamo della Panda di 20 anni fa? Però in compenso, in Italia abbiamo le cattedrali nel deserto incomplete che non servono a nulla, sono all’abbandono e che a noi popolo (intelligentissimo) ci sono costati miliardi del vecchio conio! E le pale eoliche deturpano l’ambiente! Ed i pannelli fotovoltaici sono brutti da vedere! E le auto elettriche non sono buone! E bla bla bla, solo chiacchera, futile chiacchera! E con questo concludo sapendo di aver sollevato un vespaio! Ma io per lo meno, non mi vanto di usare il 100% di cervello come molti!
          Una buona giornata.

  16. Mi sono stufato di sentire parlare dell’Europa come un organismo litigioso, ogni democrazia lo è e la Svizzera non fa che percorrere la stessa strada di sciacallaggio. Ma se l’Europa non avesse fatto una chiara scelta per la transizione ecologica fissando dei paletti anche temporali lo avrebbe potuto fare la Svizzera? La risposta è chiara. La Svizzera si poteva muovere prima visto che al suo interno è coesa e univoca. Non gettiamo sempre m* sull’Europa e sosteniamo nelle mille difficoltà un tentativo unico nella storia di assemblare differenti identità in una unica comunità. Fallirà? possibile, ma personalmente mi impegno per sostenere questo tentativo ed uscire da stagioni assurde e prive di senso.

    • Io sono un europeista convinto e condivido molti concetti nel post di Roberto. Però è innegabile che a volte i processi decisionali sono lenti e faticosi, in un mondo che va di corsa, e c’è da chiedersi se è stata una mossa azzeccata fare entrare tanti Paesi che dello spirito europeo condividono poco o nulla. Non è essere disfattisti, ma realisti. Poi non c’è dubbio che la Svizzera nel procedere in questo modo è agevolata dalle dimensioni, da una tradizione di decisioni condivise e anche da un reddito medio che agevola una rapida transizione all’elettrico.

      • Anche io sempre stato europeista, ma ci sono punti in cui dovevamo vedere una parte di sovranità, purtroppo sarebbe andata contro la politica interna.

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