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Fa 100 mila km all’anno, c’è un’elettrica per lui?

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La Skoda Enyaq, disponibile anche con autonomia di oltre 500 km. Ma i prezzi...
Fa 100 mila km all’anno e, dovendo cambiare l’auto, Massimiliano sta pensando a un’elettrica. Quale modello può fare per lui? Vaielettrico risponde. Ricordiamo che i vostri quesiti vanno inviati all’indirizzo mail info@vaielettrico.it.

Fa 100 mila kmFa 100 mila km…/ Devo sostituire il diesel

“Leggo sempre con molta attenzione i vostri articoli e cerco di tenermi aggiornato. In questo momento devo decidere di sostituire l’auto diesel 2.000 che, dopo 5 anni, ha percorso 491.000 km. Premetto che i tagliandi li faccio ogni 50.000 km, la distribuzione dopo 250.000 km e le gomme durano in media 70.000 km. Faccio l’agente di commercio e mi sposto in tutta Italia. Normalmente ho 4 appuntamenti al giorno. Ho comprato una “semestrale” e ho speso 38.000 euro e il valore residuo è di 3.000 euro. Secondo voi  quale auto elettrica potrebbe essere più adatta? Vi ringrazio anticipatamenteMassimiliano Dal Pont 

fa 100 mila kmPer questo uso solo 3 modelli sotto i 50 mila euro

Risposta. Le auto elettriche che fanno al caso suo, con almeno 500 km di autonomia omologata (ma in autostrada ne fanno meno…) costano più dei 38 mila euro che Lei ha speso. Nella tabella abbiamo fatto una selezione con 10 di questi modelli: come può vedere, solo tre hanno prezzi di listino inferiori a i 50 mila euro. Si parte dai 43.450 euro della Volkswagen ID.3 (544 km con un “pieno”), per poi salire ai 46.350 euro della Cupra Born (548 km) e ai 48.400 euro della Skoda Enyaq. Tenga conto, però, che i costi di gestione di un’auto elettrica sono decisamente inferiori (con un normale abbonamento per la ricarica). E che la qualità del viaggio è nettamente superiore (senza rumore e vibrazioni ci si stanca molto meno), anche per la piacevolezza di guida. Dall’altra parte, però, le soste per rifornire durano di più, non meno di 20-30 minuti.
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35 COMMENTI

  1. Premetto che è la prima volta in assoluto che scrivo qui, non criticatemi se utilizzo un linguaggio non corretto, grazie.
    Tesla ultimamente ha come prototipo anche il carrello fotovoltaico “range extender” con Starlink, potrebbe essere una possibile soluzione dato che potrebbe aumentare l’autonomia fino a circa 80 km in più. Non dico che sia l’unica tenendo conto pure che non si sa nemmeno se lo metteranno sul mercato, lascio a voi le conclusioni del caso.

  2. Fare un lavoro che mi fa fare 400 km al giorno e solo 38.000 euro da investire sull’auto cioè sulla cosa che mi potrebbe tenere in vita?? O la pagano poco o la sua vita vale poco, in ogni caso cambierei lavoro.

  3. Fare cosi’ tanti chilometri secondo me richiede varie considerazioni:
    1) La rete di ricarica e’ fondamentale, e Tesla con i supercharger e’ un passo avanti a tutti gli altri, gia’ che molte delle ricariche andrebbero fatte fuori casa.
    2) Consigliare una PHEV come ho letto in alcuni commenti non ha senso. Sulle tratte di piu’ di 50Km si tratta solo di portarsi dietro pesi addizionali, senza vantaggi di resa.
    3) Le BEV hanno molti vantaggi sulle termiche (e sulle PHEV) che aumentano con la percorrenza. Percorrere 100K/anno vuol dire ammortizzare il costo dell’auto elettrica in un paio d’anni (bisognerebbe fare i conti: dico per dare un’idea). Lo scrivo perche’ spendere 60K o 80K per una BEV, invece dei 38K di una termica, e’ quasi banale, se poi si risparmiano 30-40K/anno (e sono conservativo) tra combustibile e tutto il resto.
    4) Detto questo, credo che tutte le auto nella lista siano ottime opzioni. Tuttavia, Tesla ha moltissimi piu’ Km fatti e direi che, sulla resa “alla lunga” e’ l’unica marca che puo’, oggi, vantare risultati straordinari (ci sono varie Tesla con piu’ di 1MKm certificati). Per cui la vedo come opzione con meno rischio.

  4. Io ho chilometraggi annuali di poco inferiori (70000/anno) ma fatti con tratte di 1200km al giorno in alcuni giorni della settimana, e per questi viaggi da già 12 ore di guida, se non si vogliono allungare di ulteriori 2 ore per le ricariche, la scelta migliore resta una PHEV a gasolio, o meglio ancora, a benzina convertita a GPL

  5. 500 km al giorno se puoi caricare a casa con una wallbox a 5 kW ( 6 kW in monofase di contratto) fai il pieno (10 ore di carica notturna). Ovviamente effettuerai un carica fast al giorno mente mangi anche di 15 minuti e sei apposto. Ormai le fast le trovi ovunque basta utilizzare juicepass e impostare il filtro. Secondo me si può fare

  6. e un bel citroen cx? confort ineguagliabile..
    auto storica, niente bollo, assicurazione ridotta.
    poi, con un bombolone da 90 lt di gpl.. 🥳🥳

    certo, manca a livello di inutilità elettronica (monitor vari, 30 tipi di luce ambiente, carica wireless cellulare, sensore luce, sensore pioggia, led matrix.. insomma tutto l’indispensabile per i moderni)..

  7. Ciao Massimiliano, posso darti la mia esperienza da 50/60.000km anno con mezzo elettrico
    Muovendoci spesso e avendo più difficoltà nelle pianificazioni dei tempi la rete di ricarica ha un’importanza decisamente superiore alla media Italiana, da considerare anche che tipologia di tragitti fai,
    resti dei 300/400km giornalieri? Allora le macchine citate le trovo adatte
    o mediamente hai giornate con più km ? In questo caso l unica possibilità che vedo “senza stress” è una model 3 long range, che puoi trovare sui 40/45.000 usata con non troppi km.
    In entrambi i casi quando puoi pianificare (parlo di una semplice verifica delle tipologie di colonnine) spesso trovi soluzioni di ricarica economiche, anche rapide gratuite così come la ricarica notturna in hotel
    Dopo poco ci si fa l’abitudine e si imparano le zone e gli hotel nelle varie regioni d’Italia
    L’inizio ha bisogno di adattamento, come tutti i cambiamenti e qui bisogna mettersi un po’ in gioco nel cambiare modo di ragionare il viaggio. Niente di complicato se si ha la mente aperta

    Oltre a questo i clienti si incuriosiscono, ed è un’argomento di conversazione per entrare in empatia, testato personalmente

    Senza pianificazione le colonnine fast Tesla attualmente Coprono tutte le tratte, per le altre marche si sta arrivando a buon punto in maniera rapida, (velocissima se Tesla aprirà i super charger) ma al momento c’è ancora differenza per il nostro caso specifico

    Visti i chilometraggi qualsiasi auto arrivata a fine ciclo vita varrebbe poco, a meno che Tesla non la ritiri direttamente a valore superiore potendo ripristinarla, per questo qualche tassista potrebbe darti qualche informazione sui valori residue delle model S per fare un paragone empirico, ne ho viste con chilometraggi finali analoghi su YouTube o magari su vai elettrico possono darti qualche spunto.

    Considera che la batteria dovrebbe avere un costo di circa 14.000/15.000 euro per la longrange (fonte video di Matteo Valenza che trovo realistico)

    Altrimenti il diesel rimane una buona soluzione, per noi che siamo lo 0.5% della popolazione, ma personalmente concordo con le qualità elettriche descritte da molti e non tornerei mai indietro (ora sono passato a model y),
    Viaggiare è più rilassante, in autostrada anche “autopilot base” ha la sua utilità per ridurre la stanchezza (rimanendo sempre vigili e attenti), mi è stato utile in più di 1 occasione,
    E che dir si voglia con le giuste modalità e il riuso accumulo/riciclo, la batteria inquina meno, qui saranno governi e i produttori che devono essere di parola, ma se c’è da guadagnare… Perché tirarsi indietro.

    Sono stanco di pensare a fiumi di olio motore, gas di scarico (non solo CO2), che producevo potendoli ridurre, senza considerare il fastidio che le petroliere in mare mi danno

    Non saremo a 0, ma se la transizione energetica arriverà a regime potrebbe diventarlo
    Se tutti pensiamo non è il momento, non sarà mai il momento. Dopo il mio passo, almeno 7 persone sono passate ad elettrico, tra cui famigliari, amici, e magari in questo caso colleghi. Tutti molto soddisfatti (alcuni soddisfattissimi anche se provenivano da bm M3 e 911) tanto da convertire la flotta aziendale

    Personalmente ho risparmiato 13.000 euro circa in 100.000 km, caricando a casa, quando si puó alle fast/quick gratuite, hotel o con varie promozioni che capitano tra i vari operatori, considerando risparmio bollo e 1 tagliando ad 80.000 km… A si non è più necessario il tagliando, anche se un controllo ogni 100.000/150.000 penso sia sempre un bene, basta macchina ferma

    La mia model 3 long range l ho venduta a poco meno di quello che l’ho pagata (pagata 52.000, venduta a 40.000) a 120.000 km dopo due anni, mai successo in passato

    Potrebbe essere una possibilità anche prevedere la sostituzione annuale, nel mercato dell”usato ho trovato tantissima richiesta,
    Questo ti permetterebbe di non portare la macchina a fine vita, ed anzi a permettere a chi vuole spendere meno di poter avere un’auto elettrica di tutto rispetto aiutando la diffusione delle ridotte emissioni

    Ciao Massimiliano

    • Complimenti per la risposta e per condividere la sua esperienza.
      Non ho un’auto elettrica ma ho iniziato a provarne e a fare due conti e a me risultano dei risparmi inferiori ai 13000eur ogni 100KKm.
      Se posso, vorrei fare due conti: mi dica dove sbaglio, se non chiedo troppo.
      Un diesel puo’ fare intorno ai 5l/100Km. O 20Km/l. Per cui 100000Km sono 5000l. A 2eur/l sono 10Keur di diesel all’anno.
      Una Model3 consuma intorno a 15kWh/100km, ossia 15MWh per 100000Km.
      15MWh.
      Quindi anche caricando solo col fotovoltaico staremmo sui 10Keur di risparmio. Suppongo che bollo, tasse varie, manutenzione … apporterebbero altri 3000eur/100KKm?
      Nel caso … normale in cui si potesse ricaricare sempre in casa, il costo sarebbe circa 15000kWh*0.3eur/kWh=4500eur, con 5500eur/anno di risparmio solo di carburante.
      L’altro caso estremo sarebbe caricare solo nei supercharger, che sono intorno ai 0.5eur/kWh, per cui si sale a 7500eur. Sempre un risparmio di 2500eur.

      La ringrazio anticipatamente.

  8. Buongiorno Massimiliano, come lei mi son scontrato spesso con l’idea di valutare elettrica, la differenza tra me e lei è il chilometraggio annuale(40k) e le tratte (nella stessa provincia o quantomeno raramente oltre i 50km da ufficio) , dai 3 ai 5 appuntamenti al giorno (di quelli che generalmente sai quanto durano ma spesso sai quando entri e non quando esci).

    Nel suo caso, essendo su scala nazionale le autostrade saranno la maggior parte, tralasciando la disponibilità di colonnine (meglio farsi un giro sulle varie app e vedere cosa c’è nelle tratte che fa più spesso) deve considerarea velocità, se la tratta del giorno è lunga andare a 135 fissi può rallentare le cose, quindi se non vuole svegliarsi venti minuti prima van fatti dei ragionamenti con una sorta di simulazione teorica, nei prossimi giorni mentre va dai clienti faccia mente locale a quanto tempo dopo sarebbe arrivato andando a 110/120 o aggiungendo una sosta di 15 minuti (caffè e brioche in autogrill che penso faccia cmq spesso) ma andando a velocità piena, tenendo d’occhio i km fatti dalla partenza a casa e all’arrivo dovrebbe essere facile capire se con l’autonomia delle elettriche (a cui toglierei un 35% almeno essendo autostradale e poi c’è l’inverno da considerare per 4 mesi all’anno che diminuisce ulteriormente così al massimo avrà più km di quanto pensava) va bene per lei.

    Problema appuntamenti, nel mio caso spesso i ritardi dei clienti o semplicemente consulenze che richiedevano più tempo per essere affrontate potevano spesso mangiarsi quel margine che mi tengo tra un appuntamento e l’altro, lavorando sopratutto con aziende produttive fuori dalle città per me trovare colonnine a cui lasciare l’auto durante gli appuntamenti è fuori questione, ma se già si reca nelle città o cmq in zone di uffici sarà più probabile trovare qualcosa nelle vicinanze risparmiando magari sul parcheggio strisce blu o ztl. Qua ogni commerciale fa a sé, magari per lei è più facile la gestione e comunque avrebbe modo di caricare tra uno e l’altro quei 10 minuti di fast per fare l’appuntamento successivo aspettando la pausa pranzo dove fare il pieno vero mentre mangia.

    Problema commercialista, penso che le card degli abbonamenti o anche a consumo possano tranquillamente emettere un resoconto per scaricare i costi, ma mi resta il dubbio di come gestire la carica casalinga che sarà comunque abbondante e giornaliera, essendo partita Iva individuale se lavora da casa probabilmente scarica già la bolletta ma non ho idea di quanto si possa scaricare, o se è prevista una decontribuzione diversa per le cariche auto e quindi necessita di wallbox particolari che comunicano letture etc. Il commercialista probabilmente potrà dare consigli migliori.
    Lato deduzione del mezzo non ho idea se c’è qualche vantaggio aggiuntivo, vale la pena informarsi.

    Assicurazioni, se vive in zone dove costa tantissimo ne risparmia un bel po, altrimenti si qualcosa risparmia ma non troppo (do per scontato che dati i km la casco la metta a prescindere), vale la pena anche informarsi con l’assicurazione per una assistenza più costosa della base per eventuale auto sostitutiva in caso di problemi tecnici (e non solo di incidente) dato che ogni tanto capita che le case facciano orecchie da mercante e non ti danno nulla o per periodi non sufficienti.

    Nella scelta dell’auto, oltre autonomia secondo me è prioritaria anche la potenza massima di carica, oggi non ci sono ma nei prossimi anni colonnine fino a 350kw dovrebbero iniziare a spuntare ed essere già pronti per quelle sarà una comodità impagabile
    Scelga un’auto che le permette di variare la frenata rigenerativa al volante, guidando tanto sarà basilare per recuperare quanto più possibile e soprattutto è molto comodo in sostituzione al freno motore, un uso sapiente e soprattutto variato della rigenerativa può far miracoli sui consumi.
    Possibilmente una con sw che permetta di scegliere a che % stoppare la carica (penso che su questa fascia di prezzo un po tutte lo facciano tranne credo VW che dovrebbe averlo aggiunto con degli update a qualche auto)

    Un vantaggio, sempre se la sua organizzazione lo permette, è che durante le soste di carica se son prolungate si può stare in auto con aria condizionata o riscaldamento accesi senza prendere multa e intanto fare delle chiamate, mail o perché no una riunione in videochiamata (certo far coincidere le due cose potrebbe non essere così semplice)

    Ultima cosa.. Deve avere un po di dimestichezza tecnologica, potrebbe in rari casi essere necessario scaricare una app al volo e configurare il pagamento con carta (viaggiando in tutta Italia potrebbe capitare più facilmente che girando sempre nella stessa regione), il grosso sarà cmq con interoperabilità ma meglio essere pronti sia con smartphone nfc che con le card fisiche dei gestori e un bel cavo di qualità tipo una juice per quei casi in cui magari trova un albergo che non ha colonnina ma le presta la presa normale.

    Poi mi raccomando se decide di prendere il Mercedes col massaggiatore nel sedile mi faccia sapere com’è farci una settimana di lavoro hehehe

  9. C’è un video di Matteo Valenza che intervista un taxista che ha percorso 270000 km o 3 anni e che racconta di costo di gestione e altro. Magari dargli una occhiata può aiutare

  10. Bisogna essere onesti e dire, per le esigenze indicate, ad oggi non c’è (ancora) sul mercato un auto elettrica che vada bene per questa esigenza, siccome cambia auto ogni 5 anni, probabilmente tra 5 anni la tecnologia/infrastruttura sarà adeguata anche a questo tipo di esigenze, ma bisogna essere onesti e dire che ad oggi non c’è un auto elettrica che risponde a questa esigenza.

  11. Se si devono fare molti km in autostrada la migliore da scegliere (o forse l’unica, per ora) è la Tesla.
    Se si considera il valore residuo la più conveniente è la Tesla.
    Guardate il valore di una Tesla usata con 5 anni e 500.000 km (in nord Europa ce ne sono)… è un po’ più di 3.000 euro 😉

  12. Tagliando ogni 50.000 km? Ma che auto sarebbe? Perché i tagliandi, anche long life, non arrivano a più di 30.000 su auto “decenti”
    Inoltre non parla di tagliandi al cambio automatico, molto strano.

    Poi vorrei capire perché confrontare i 38.000 euro di acquisto si una macchina usata con i prezzi di auto elettriche nuove. Si dovrebbero confrontare le usate allo stesso modo, una semestrale che perde quella cifra (5 anni fa) era una invenduta del concessionario che probabilmente superava di gran lunga i 50K.
    La garanzia poi per la macchina che sta usando è scaduta a meno di 200.000 km, quindi non capisco quelli che parlano di batteria e hanno messo in conto che nel frattempo sulla termica avrà dovuto spendere non meno di 7.000 euro di manutenzione ordinaria.

    Ma io penso alla cosa più importante, visto che facciamo lo stesso lavoro: se fai 100k km all’anno e non puoi spendere su una macchina adeguata significa che stai sbagliando. Perché sei sempre in macchina e guadagni troppo poco.

  13. Al di fuori dell’alimentazione forse sarebbe il caso di considerare almeno un noleggio… chi vuole che le ritiri con 500mila km? Forse qualcuno che le schilometra abilmente e/o che le manda in africa o est europa

  14. Consiglio di guardare sul sito Tesla l’usato garantito da loro: con 42-46mila euro (a 42k c’era 1 mese fa) si prende una Model 3 Long range con 100’000km circa, autopilot avanzato, ecc. Sono auto anche da 800 km quindi 100 in più non penso sia un problema (vedi esperienza taxista di Modena) e risparmi 20k dal nuovo.

  15. 100.000 km/anno vuol dire che si percorrono dai 300 ai 400 km/giorno e probabilmente qualche giorno anche qualcosa di più. questo è sicuramente un bel test per la durata e la sopravvivenza delle batterie di una macchina elettrica, le altre componenti sono sicuramente meno sollecitate rispetto ad un’analoga macchina termica.

    Un consiglio che mi sento di dare è quello di guardare anche alla velocità di ricarica, sia in Corrente Continua che in Corrente Alternata, perchè non sempre si riescono a trovare colonnine di ricarica rapida su tutto il territorio italiano e comunque quelle in Corrente Alternata sono più diffuse. Se disponibile, chiederei sicuramente il caricatore OBD da 22 kW, per sfruttare al massimo sia la ricarica trifase che la monofase.

    Inoltre, per sopravvivere a queste percorrenze, ritengo che sia fondamentale poter ricaricare a casa, sia per risparmiare nei costi di ricarica, che per “sopravvivere alla mobilità elettrica”, ricaricando durante la notte…

    Ultima cosa, chiedo all’autore di tenerci aggiornati sulla sua scelta ed esperienza, perchè si tratta di un bel test di vita vissuta per chiunque si stia avvicinando a questo mondo

  16. Personalmente non prenderei un’elettrica in queste circostanze. Ma anche Vaielettrico ha sempre detto che non è per tutti e questo mi sembra proprio un caso di scarsa convenienza.
    Solo una Tesla longe range potrebbe andare bene, non tanto per autonomia quanto per la rete Supercharger e il software di bordo che pianifica viaggi e ricariche meglio di chiunque altro.
    Ma la vera domanda è: chi si fiderebbe a spendere 60k euro per poi trattare così la batteria? Ricariche superfast quotidiane e continue per chilometraggi elevatissimi? Io non lo farei

    • I taxisti che lo hanno fatto sono rimasti contentissimi. Anche Massimiliano ha lasciato una lunga e interessante recensione che dimostra si può fare, con un pizzico di mente aperta (approccio al nuovo)

  17. Per 50000 euro c’è la Aptera da 1600 km di autonomia e ricarica solare, ma non arriverà prima del 2024 in Europa (diciamo pure fine 2025). Il problema, però, è come arrivare a 491.000 km restando in garanzia. Ad oggi l’unica auto che offre una garanzia in Italia così estesa è la Toyota BZ4X che in teoria consentirebbe all’utente di percorre 1.000.000 di km in 10 anni sempre in garanzia, ma l’autonomia WLTP di 516 km è insufficiente per le esigenze quotidiane, a meno di ricariche.

    C’è un altro problema: con percorrenze così elevate, il costo di esercizio di una elettrica è superiore a quello di una diesel. Il costo di ricarica infatti, terminati i kwh forfettari di un abbonamento, salirebbero a 0.79 €/kWh (+ dispersione) rendendo viaggiare in elettrico più costoso che viaggiare col diesel o col gpl. Anche il cambio pneumatici avverrebbe molto prima, non credo ci siano molte elettriche capaci di far durare i pneumatici fino a 70.000 km a causa del maggior peso e della maggiore coppia.

    Per il nostro utente, le speranze sono nel futuro:
    – in campo elettrico nel 2025 si spera saranno consegnate e omologate anche in Europa le Aptera da 1600 km di autonomia al prezzo di 50000 euro;
    – l’Italia potrebbe dotarsi di una rete di ricariche autostradali di idrogeno, consentendo così di viaggiare a zero emissioni con rifornimenti veloci. Certo, per questo i tempi si allungano …

    • Perché parli di cose che non conosci?
      Terminati i kWh dell’abbonamento, lo disattivi e lo riattivi.
      Perdi qualche minuto, 5/10, ed hai di nuovo tutto il plafond.

      Ma informarsi un poco prima di scrivere no, eh?

      • O al massimo, come scriveva qualcuno in un’altro articolo, ne fai due di due gestori diffusi e interoperabili, se cmq fai tanta strada difficilmente farai forfettari che non sfrutti fino in fondo
        Anzi, credo che soprattutto su percorrenze del genere escono i veri risparmi, pastiglie magari le cambierà una volta sola prima di darla dentro, i tagliandi etc, anche un piccolo guadagno sul rifornimento su tutta quella strada son cmq soldi in meno che escono
        Certo rimane l’imprevisto garanzia, che in manco due anni sei fuori e l’auto è ancora “giovane” ma con quella vita penso che eventuali problemi vengano tutti fuori ben prima se devono farlo

  18. 100000km all’anno? 4 appuntamenti al giorno? Agente di commercio su tutto il territorio nazionale?…l’auto elettrica non fa per lei…siate coerenti, per cortesia…

  19. Pensando che ha fatto 100k all’anno, vuol dire che è una persona che non si ferma mai, ma mai e sembrerebbe che ha i secondi contati…. quindi per me, la soluzione rimane il Diesel, sia per una questione di costo iniziale che di utilizzo. Magari tra 5 anni se ne riparla, ma ora io la vedo una pia illusione.
    Salutoni

  20. ancora si insiste :guida più rilassante; provati a fare un viaggio in questi week end e a ricaricare in autostrada, vedrai come arrivi rilassato! (sempre che arrivi).

    • Posto che alll’autore della richiesta utilizzare be l’aiuto per lavoro e quindi ritengo che dei weekend da bollino nero gliene possa fregà de meno… Bisogna sempre andare a cercare gli estremi per dimostrare le proprie (errate) convinzioni?
      In ogni caso sto viaggiandi da 4 settimane in Italia (isole comprese) e non ho perso un briciolo di tranquillità oltre a non aver fatto 1 minuto di fila per ricaricare… Se viaggi in modo stupido (termica o elettrica che sia) le file le fai comunque!

  21. comodità e velocità di ricarica, queste a mio avviso le peculiarità del mezzo “elettrico” di chi percorre prevalentemente autostrada (70000 km con un treno di gomme sono possibili solo così).
    così è possibile un’ulteriore scrematura..

  22. comunque credo che quelle percorrennze siano eccessive se non per una Tesla. Praticamente dopo 5 anni rischia di avere la batteria con una capacità residua troppo bassa, soprattutto se pensate che la dovrebbe caricare 2 volte al giorno ad una fast

  23. Mio consiglio:
    Compra una elettrica usata solo se ti soddisfi tutte queste caratteristiche:
    -Puoi caricare a casa (di notte) con una potenza di almeno 3 o 4 kW alla WallBox
    -Hai voglia di programmare (per “le località & tragitti nuovi”) le varie soste per ricarica.
    -Puoi immaginare di incastrare, magari durante una pausa caffe o pranzo, un paio di soste di 15-25 minuti per ricaricare.
    +++
    Se soddisfi i suddetti caveat puoi tranquillamente comprare una Tesla Model 3 usata Standard Range, partire al mattino con carica superiore al 60% percorrere i tuoi 500 km effettuando al massimo un paio di soste per brevi ricariche (15-25 minuti) per ricaricare.

    • Io sono pro elettrico, ma in questo caso non fa per lui!
      Ancora no, forse una Tesla può fare tutti quei km, ma la batteria cede dopo tutto queste migliaia di km, e non avrebbe abbastanza autonomia per andare avanti.

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