L’export di EV cinesi accelera con numeri record. A marzo la Cina ha spedito all’estero ben 349 mila tra elettriche e ibride plug-in, in crescita del 140% su base annua. A trainare il balzo non c’è solo la competitività industriale dei costruttori cinesi, ma anche il rialzo dei prezzi dei carburanti in diversi mercati globali, che sta riportando attenzione verso la mobilità elettrica.
Secondo i dati diffusi dalla CPCA, fonte autorevole per i dati sul mercato automobilistico passeggeri in Cina, i NEV (New Electric Vehicles) hanno coperto circa il 50% di tutte le esportazioni automotive cinesi del mese di marzo. Un segnale che mostra come il mix produttivo del Dragone stia cambiando rapidamente.

Geely corre, ma non mina la leadership BYD
Tra i gruppi più dinamici spicca Geely, che ha esportato 51 mila NEV, con una crescita impressionante del 479% anno su anno. Il colosso cinese è secondo per vendite totali e deve inseguire l’irraggiungibile BYD, che resta saldamente al comando: a marzo ha consegnato all’estero la bellezza di 120 mila NEV (+65,2%) su oltre 295 mila vendite totali.
Da registrare le buone prestazioni di alcuni marchi emergenti, come Leapmotor (+77,8%) e GAC Aion (+175%).

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Il caro carburante riaccende l’interesse per le EV
Uno dei fattori che sta favorendo questa crescita è certamente l’aumento del prezzo del petrolio, legato alle tensioni sullo Stretto di Hormuz e ai timori sulle forniture energetiche globali. Il caro carburante sta spingendo molti consumatori a considerare il passaggio all’elettrico (Leggi) una necessità economica per ridurre i costi di esercizio.
Secondo alcune stime, un aumento di 1 dollaro per gallone della benzina può generare un incremento delle vendite EV intorno al 6%.

Un po’ come sta succedendo in Australia, uno dei mercati simbolo dell’avanzata cinese. Qui i brand del Dragone hanno ormai raggiunto una quota del 25%, interrompendo un predominio giapponese durato decenni. E il caro benzina, dicono i concessionari locali, sta portando ad un aumento delle richieste per auto elettriche intorno al 50%, soprattutto per uso urbano e pendolare.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Visti i risultati più che soddisfacenti, BYD ha già alzato il target export 2026 da 1,3 a 1,5 milioni di veicoli, mentre Geely, Leapmotor e GAC stanno ampliando la presenza internazionale.
Molto dipenderà dall’andamento del petrolio: se i prezzi resteranno alti per mesi, l’effetto sulle vendite EV potrebbe diventare strutturale. Se invece il rincaro rientrerà rapidamente, l’impatto rischia di essere temporaneo.
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“Molto dipenderà dall’andamento del petrolio: se i prezzi resteranno alti per mesi, l’effetto sulle vendite EV potrebbe diventare strutturale. Se invece il rincaro rientrerà rapidamente, l’impatto rischia di essere temporaneo.”
Francamente non credo che succederà neppure se, per “fortunate” circostanze si riuscirà a ripristinare in pochi mesi il normale traffico di idrocarburi; ci sono momenti “di svolta” nella storia in cui basta un piccolo accadimento per determinare anche grandi cambiamenti nelle abitudini ed ambizioni delle persone ed in particolare nei consumatori / acquirenti: una volta che si è acquisito conoscenza di alcuni vantaggi di un prodotto non si torna indietro neppure se comporta qualche cambio di abitudine.
Al momento i prezzi di molte auto seg. B/C/D si stanno avvicinando parecchio tra ICE ibride e BEV, in particolare comincia ad emergere il TCO più favorevole di quest’ultime tanto che molti comincieranno a riconsiderare le reali necessità quotidiane rispetto agli ipotetici o poco frequenti scenari del viaggio improvviso senza soste di 1000km.
In fondo già 20 anni fa siamo passati all’inizio con circospezione dai comodi cellulari (i feature phones tipo Nokia 3110) con batterie “infinite” da oltre 10 giorni di uso reale ai primi esemplari di smartphone con “grande” display a colori -da addirittura 4pollici !- con tante nuove funzionalità ma da ricaricare anche 2 volte al giorno (come i primi GSM/ eTACS), e tutt’ora molti smartphone ancora non stanno in funzione che poco più di 24 ore….
Memore di quello storico cambio di abitudini (così come quello tra motori benzina e Diesel, che quando ho iniziato a lavorare in conc. mi dicevano “solo per camion e trattori !!”, prima di diventare un must-have anche per chi fa 8000km/anno 😂) penso che molti scopriranno che possono ricaricare molto economicamente a casa o azienda (i più fortunati pure gratis ), che di punti ricarica in giro se ne trovano parecchi, grazie alle app e navigatore di bordo.. non indagini da 007, che nei lunghi viaggi si ricarica max 70/80% a tariffa più elevata ma “chissene…” (tanto risparmio il resto dell’anno… altrimenti esistono abbonamenti convenienti) e soprattutto che a parte qualche verifica di sicurezza almeno 1 volta l’anno da un tecnico preparato (per verificare stato meccanica e usura impianto elettrico) la manutenzione periodica costosa delle termiche è un brutto ricordo del passato.