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EV, l’ atout di Coopservice per vincere i bandi publici

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vigilanza con veicolo elettrico

L’offerta di veicoli elettrici può far guadagnare punti preziosi nei bandi pubblici. Ma pure una leva per ridurre le emissioni nei lavori e nei servizi acquistati dalla pubblica amministrazione può essere un’opportunità per le aziende. Ne abbiamo parlato con i responsabili di Coopservice che hanno esperienza sul tema.

Per comprendere il fenomeno bisogna conoscere la sigla CAM che si traduce in Criteri Ambientali Minimi che corrispondono ai requisiti green di un prodotto o servizio. Sono definiti dalla pubblica amministrazione e disegnano il prodotto o servizio con minor impatto sull’ambiente. Scegliere ed offrire un mezzo elettrico può fare la differenza. Lo conferma Carlo Bassanini, direttore operativo di Coopservice, realtà imprenditoriale con 22 mila dipendenti.

In palio nei bandi dai 3 ai 5 punti 

la sede
La sede di cooperservice

Con i CAM è possibile ottenere una premialità dai 3 ai 5 punti che possono fare la differenza in un bando pubblico” sottolinea Bassanini. Ma non sempre è possibile proporre l’opzione elettrica: “Ha costi importanti di investimento e si devono fare i conti con la riduzione della base d’asta e con un continuo efficientamento delle richieste. Proponiamo i veicoli elettrici dove è possibile farlo”. Esistono situazioni dove conviene perché si riducono i costi, per esempio nella gestione della flotta dei veicoli.

Manca un indicatore specifico 

Inserire l’elettrico nella proposta del bando richiede un lavoro di progettazione ed una profonda analisi costi/benefici. “Coopservice ha iniziato un percorso green anticipando la normativa. Vi è una forte attenzione nei piani di crescita e di sviluppo alla riduzione dell’impatto ambientale”. In particolare: “E’ stata la prima azienda, anticipando la normativa ed i CAM, a produrre al proprio interno studi LCA (Life Cycle Assestment) ed EPD (Environment Product De-claration)”. Sono stati creati degli strumenti specifici che “oggettivizzano il ruolo degli indicatori di danno ambientale”. Il riferimento è alla ISO 14040 “ad oggi l’unico strumento che consente la valutazione di questi indicatori quali il GW (Global Warming), l’eutrofizzazione, lo smog fotochimico ecc…”. Manca un indicatore specifico sull’impatto elettrico.

Dopo i bandi le azioni concrete sul campo

un'auto elettrica aziendale
Il servizio di fattorinaggio a Milano con la Renaul Zoe

Oltre il metodo ci sono le esperienze sul campo, indicate da Bassanini: “Ad esempio la trasformazione dei mezzi per il trasporto di merci a combustibili naturali per i farmaci”. Poi “l’utilizzo di Porter elettrici per la distribuzione dei pasti nelle RSA del Comune di Reggio Emilia”. In alcuni casi si utilizzano le auto elettriche: “La Zoe per i servizi di fattorinaggio all’interno dell’interland milanese per un grande gruppo della GDO. Sono scelte che hanno comportato un recupero dei costi di esercizio in quanto le politiche ambientali dei Comuni avvantaggiano questi mezzi non facendo pagare, per esempio, l’ingresso in area C”. Una premialità e un vincolo hanno reso profittevole per l’azienda la scelta elettrica.

Micro mobilità con motore elettrico

la ricarica
La ricarica di un’auto elettrica aziendale Coopservices

Coopservice ha esplorato anche il campo della micro mobilità : “Sono veicoli a 2/3 ruote per il pattugliamento delle strutture fieristiche ed aeroportuali dove questi mezzi permettono anche di aumentare il campo visivo degli operatori”.
L’elettrico è un elemento interessante anche nei numeri di Coopservice: “Delle 3.697 attrezzature utilizzate nei servizi erogati 2.185 sono esclusivamente elettrici quindi un parco attrezzature che arriva al 59,1% del totale”. E non è finita qui: “Riteniamo che questo non sia ancora abbastanza – dice Bassanini – e nel piano strategico 2018-2022 ci siamo dati ulteriori obiettivi di miglioramento”.

A Reggio Emilia pasti distribuiti in elettrico

L’orizzonte è a emissioni zero, ma è interessante vedere nel particolare l’esperienza di Reggio Emilia. “Riguarda la distribuzione dei pasti a domicilio nel Comune di Reggio Emilia per conto di una azienda di ristorazione e a favore di persone anziane non completamente autosufficienti”. In campo ci sono 6 operatori “addetti alla consegna dei pasti 7 giorni su 7 ed il mezzo elettrico consente di circolare in zone particolari e altrimenti inaccessibili del centro città, sia per gli spazi limitati che per i divieti di circolazione – sottolinea Bassanini -. Il porter elettrico è fondamentale per garantire il servizio“.

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2 COMMENTI

  1. I bandi publici per veicoli ad impatto zero sono esistiti dal 1990 se hanno avuto pregi ma hanno avuto anche grosdi diffetti
    Il pregio e stato per esempio come nel caso di Roma
    avere creato per esempio una vera intera flotta di bus elettrici che e stata operativz a Roma dal 95 ( vedi Tecnobus)
    Il difetto di questi bandi e stato di non avere inescato una vera propria messa in concorenza tra i costruttori e di non avere spinto ne prodotti a tecnologia avanzati a prezzo premium ( competitivita tecnologica) ne prodotti di tecnologia tradizionale a basso cost low cost ( competitivita economica)

    La maggiore parte del tempo sono usciti con tacito accordo tra i costruttori pocco desiderosi di promuovere questo tipo di mezzi con tecnologia Low Cost a prezzi Premium

    L’esempio piu eclatante e quello del Piaggio Porter Elettrico che solo un amministrazione cieca o con le mani legatepoteva permettersi di mettere 35000€ in un mezzo a batterie al piombo e motore a spazzola e di creare un parco di 10000/15000 veicoli tutti usciti da questi diversi bandi

    Oggi esistono prodotti competitivi sia sul piano tecnologico e commerciale e la Tesla 3 e li per riccordarci che per il prezzo di un Porter un vero gioello teconologico

    Quando arriverano in Italia bandi publici estremamente come esistono negli stati Uniti che mettono i costruttori alle strette e li obligano a mettere il meglio fi loro stessi per vincere il bando? ( vedi appalto US Parcel Post 125000 furgoni)

    Mi potete spiegare perche i mezzi commerciali non usufruiscono di incentivi!

    • Grazie Patrick per il grande bagaglio di conoscenze a iniziare dalla storia dell’elettrico in Italia. Rispondo però dall’ultima domanda: ci sono anche degli incentivi commerciali per i veicoli commerciali. In Sardegna si arriva a 25 mila euro a fondo perduto per il furgone, ma al bando non ha partecipato quasi nessuno ed è stato riformulato dalla Regione. https://www.vaielettrico.it/sardegna-maxi-contributi-ma-le-imprese-non-partecipano/

      Per i bandi citati parliamo anche dell’alba dell’elettrico e si tratta di appalti per la costituzione di flotte pubbliche. Ora per lo meno per gli autobus elettrici ci sembra di capire che ci sia una maggiore maturità e maggior confronto https://www.vaielettrico.it/mobility-innovation-tour-martedi-17-a-cagliari-si-parla-di-e-autobus/

      Ma l’articolo non è riferito ai bandi per la flotta elettrica, ma ai bandi dedicati ai servizi – dalla security alla distribuzione di pasti….e soprattutto per la cura del verde pubblico – dove può e deve essere premiante – a mio modesto parere – l’offerta/proposta di veicoli elettrici in alternativa a quelli termici. Oltre la sostenibilità economica (che in alcuni casi c’è) quella ecologica.

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