Home Auto EV, il Fatto Quotidiano coinvolto in incidenti nel 100% dei casi

EV, il Fatto Quotidiano coinvolto in incidenti nel 100% dei casi

5
CONDIVIDI

Rimestando gli stessi dati della stessa ricerca (un survey del gruppo assicurativo AXA sulle e-car in Svizzera) il “Fatto Quotidiano” ha sostenuto che le auto elettriche fanno più incidenti di quelle termiche. Addirittura il 40% in più. Non è dato sapere se si tratti di pura malafede, scarsa competenza, o zoppicante conoscenza della lingua inglese nella traduzione del testo originale. Fatto sta che uno studio di per sé discutibile, nella formulazione e nelle conclusioni, diventa l’ennesima occasione per criminalizzare  l’auto elettrica.

Vediamo allora cosa dice il rapporto, firmato da Anna Ehrensperger, manager responsabile del settore ricerche e prevenzione, nella sua versione ufficiale riportata nel sito di AXA.

AXA scrive: identica la frequenza dei sinistri

La premessa è che il mercato delle e-car crescerà molto velocemente nei prossimi anni. Lo dimostra un sondaggio condotto in Svizzera, dove oggi circolano 25.000 Ev. Un terzo degli automobilisti, infatti, ha deciso di acquistare un auto elettrica in futuro. Uno su due, addirittura, nella classe d’età fra 18 e 24 anni. E il 98% di chi già la possiede dichiara che non ritornerà più al motore termico.
Fin qui, continua AXA, la frequenza di incidenti fra Ev e termiche è sostanzialmente identica Ma con una particolarità: è inferiore del 10% per le utilitarie e le medie, mentre è  superiore di quel fatidico 40% per le categorie delle auto di lusso e dei SUV più potenti.

Ma SUV e Premium Ev ne fanno di più

Perché, si chiede il report? Per rispondere AXA ha effettuato una serie di prove e di crash test presso la base aerea di Dübendorf. Concludendo che le ragioni possono essere tre: la più repentina erogazione della potenza a tutte le velocità, i diversi sistemi di guida, il più ampio ricorso a sofisticati sistemi di assistenza alla guida. Tre elementi, aggiunge, che non sono un pericolo in sé (al contrario, aggiungiamo noi), ma possono facilmente indurre all’errore chi approccia un EV per la prima volta e senza un’adeguata preparazione.

Colpa della super accelerazione

Metà degli automobilisti coinvolti nei test, infatti, dichiara che nel passaggio dall’auto tradizionale a quella elettrica ha dovuto adottare diverse abitudini di guida, proprio per adattarsi a queste diverse caratteristiche.  Soprattutto alla forte e inaspettata accelerazione. Nel primo crash test, per esempio, è stato simulato un frontale a 70 kmh, dovuto all’inaspettata rapidità con cui un’auto elettrica in sorpasso ha intercettato il veicolo che procedeva in senso opposto, il cui guidatore non ha valutato l’esatta velocità ritardando la frenata. Ma si tratta, evidentemente, di un incidente costruito a tavolino, seppur su premesse credibili. La morale della favole è che «saper guidare una macchina non significa saper guidare ogni macchina. Il che è vero anche per i diversi modelli di auto tradizionale». Insomma, il rischio di rimanere sorpresi dall’inaspettata accelerazione l’ha sempre corso anche chi è passato da una Panda a una Ferrari.

Stessi danni, stesso pericolo d’incendio

E le conseguenze? Anche su questo AXA ha cercato risposte (si tratta di stimare i danni causati) concludendo che auto elettrica e auto termica non presentano differenze sostanziali nel rischio complessivo. Nell’incidente sopra descritto, per esempio, i danni sono stati ingenti su entrambe le vetture con possibilità di lievi o gravi lesioni per i passeggeri.
Nel caso di sinistri ad alte velocità, quindi molto distruttivi, è possibile che il pacco batterie risulti gravemente danneggiato. Ma i sistemi di sicurezza interni disattivano automaticamente la corrente, scongiurando il rischio di corto circuiti o scariche elettriche letali per passeggeri e soccorritori. C’è una rischio di incendio, come c’è per il carburante disperso nelle auto a benzina e diesel. Nelle auto elettriche, sostiene però lo studio di AXA, le fiamme possono svilupparsi più rapidamente e non è possibile estinguerle con i sistemi tradizionali (sarebbe necessario sottrarre ossigeno coprendo il rogo con una coperta). Perciò, conclude lo studio, anche qui è necessaria una specifica formazione dei nuovi automobilisti elettrici. Devono sapere che è necessario uscire e allontanarsi più in fretta dall’auto incidentata.

Il falso problema della silenziosità

Un secondo elemento critico, sottolinea AXA, questa volta per pedoni e ciclisti, deriva dalla silenziosità.  E’ quindi più probabile che a bassa velocità e in città non ne sia avvertito l’arrivo. Siamo un po’ alla scoperta dell’acqua calda. Infatti la normativa europea già prevede che elettriche e ibride di nuova immatricolazione siano dotate di segnalazione acustica a velocità inferiori ai 20 kmh.  E le vecchie EV? si chiede AXA, che invita i proprietari a dotarle volontariamente di dispositivi acustici.

Insidie della guida autonoma, ma che c’entra l’EV?

Infine, le insidie della guida autonoma. Tutte le nuove auto premium ne sono dotate, a prescindere dalla motorizzazione. Però, arguisce lo studio AXA, chi acquista auto elettrica è generalmente più propenso ad adottare nuove tecnologie. Quindi potrebbe essere indotto ad attivare sistemi di guida robotizzata anche dove non consentito, innescando incidenti. Il 99% dei possessori di e-car dotate di assistenza alla guida, ne fa abitualmente uso, soprattutto sulle lunghe percorrenze e in autostrada. Paradossalmente, sostiene Axa, sistemi studiati per aumentare la sicurezza, in realtà la limitano. Frenata assistita (ADS) e controllo elettronico della stabilità (ESP) prevengono i sinistri. Ma si segnalano «diversi casi» di incidenti causati da un «eccessivo rilassamento-distrazione» del pilota che si affida all’assistenza elettronica. L’autopilota, insomma, aumenta la sicurezza se usato cum judicio, ma la pregiudica se se ne abusa.

Il nostro parere

Da questa serie di considerazioni, lo studio di AXA distilla un decalogo di suggerimenti che in verità si avvicinano sorprendentemente alle raccomandazioni della mamma: prudenza, attenzione alla strada, parsimonia nell’uso della tecnologia, cautela nelle prime uscite con l’auto elettrica.

Tutto questo, reinterpretato dal “Fatto”, diventa  il sugo di due paginate così titolate: “Elettriche, provocano il 40% dei sinistri in più delle altre” e “Incidenti stradali, le auto elettriche coinvolte nel 40% di sinistri in più rispetto alle altre”. Davvero difficile credere che si tratti di errori in buona fede. Titoleremmo la vicenda: “EV, il Fatto Quotidiano coinvolto in incidenti nel 100% dei casi”.

5 COMMENTI

  1. [..]Insomma, il rischio di rimanere sorpresi dall’inaspettata accelerazione l’ha sempre corso anche chi è passato da una Panda a una Ferrari.[..]
    Corretto: la macchina accelera più in fretta –> invoglia a correre di più –> statisticamente provoca più incidenti –> paga di più.
    Sono a favore delle macchine elettriche ma non alla loro difesa a tutti i costi. La maggior part delle persone che amano l’elettrico è perche sono più performanti e a basso costo di esercizio, questa è la verità. l’ecologia importa a pochi (a me si) altrimenti ci sarebbe stata una invasione di auto a GPL e metano. C’è chi vuole correre e chi no, di sicuro con una Panda non ti viene di correre perché non puoi.

  2. Ho la panda e non corro perché correre è pericoloso.
    L’ho anche trasformata a GPL ovviamente per risparmiare!

  3. Ho visto un incidente tra tesla e BMW a Milano, la tesla è uscita dallo stop un po’ velocemente mentre aspettava la BMW che passava, un po’ di coccio ai rispettivi angoli di fari, e spavento per gli occupanti, nessuna grave conseguenza se non per il portafoglio del teslaro.

    • Vogliamo dirlo? Il vero problema con la Tesla può essere il reperimento dei pezzi di ricambio, per una riparazione post-incidente. Gira voce che l’amministratore delegato di una grande azienda italiana ha aspettato mesi per riparare il suo Model S, dopo un piccolo danno. Ma questa è tutta un’altra storia…

Comments are closed.