Europa sempre più elettrica, Italia sempre più sola nel suo attacamento alle motorizzazioni tradizionali. La conferma dai dai dati di vendita di agosto.
Europa sempre più elettrica: 29,2% di quota (noi al 6,4%)

Come ogni mese siamo qui ad interrogarci sul perché solo in Italia l’elettrico non prende piede. I dati sono disarmanti. In agosto le EV in Europa sono arrivate al 29,2% di quota , ma senza la zavorra del nostro Paese (che fa media) si sarebbe già sopra quota 30%. Qui in agosto si sono vendute solo 4.486 auto a batterie, su un totale continentale di 243.207 (+52,2%). E qui la quota di mercato è ferma al 6,4%, lontanissima dagli altri prinicpali mercati. Il Regno Unito è al 30,4%, la Francia al 38,3%, la Germania al al 32,4% e la Spagna al 13,4%. Anche analizzando i dati dei primi 8 mesi dell’anno la musica non cambia. La quota delle elettriche è 8,1% in Italia (grazie alla coda degli incentivi), 29,9% in Francia, 26,2% in Germania, 25,6% nel Regno Unito e 10,2% in Spagna. Qui vanno di più le ibride plug-in, salite in agosto al 12,0%. Con Regno Unito al 14,5%, Francia al al 6,2%, Germania al 12,0% e Spagna al 14,3%.
Fusilli: qui energia cara e stipendi bassi

E rieccoci quindi a cercare di capire perché agli italiani l’elettrico proprio non va giù. Un’analisi l’ha fatta su LinkedIn l’ex n.1 di Renault Italia, Raffaele Fusilli, elencando 4 ragioni (vedi anche video sotto). “1) la ricarica. 100 km alle colonnine rapide costano circa 16 euro in Italia, contro 10 in Francia e Spagna. A benzina? Circa 13. 2) la presa. Solo il 30% delle abitazioni italiane dispone di un box privato; a Roma, il 25%. Senza ricarica domestica, la convenienza svanisce. 3) gli stipendi. Dal 2010 al 2025 il salario reale italiano è sceso del 4%, la media OCSE è salita dell’8%. Come acquistare auto più costose con meno potere d’acquisto? 4) il valore residuo. Dopo 3 anni, un’elettrica conserva circa il 50% del prezzo iniziale; una termica, il 65%. La conclusione? Nessuna campagna pubblicitaria può creare box auto, aumentare gli stipendi o abbassare il costo dell’energia. Per vendere l’elettrico, bisogna renderlo accessibile“.
C’è dell’altro, oggi l’elettrico è diventato conveniente

Spiegazione interessante, ma che non ci convince appieno. Con la benzina a 2,155 e il gasolio a 2,345, la ricarica pubblica è diventata conveniente anche da noi, pur restando più cara che in Francia e Spagna. E ormai ci sono modelli elettrici, come la Leapmotor T03, che costano come una citycar termica, poco più di 15 mila euro. Poi è vero che il valore dell’usato è inferiore, con una svalutazione più rapida. Ma è vero anche che il costo della manutenzione è molto più contenuto con un’elettrica, in presenza di un mumero minimo di interventi. L’ostacolo vero è l’atavica diffidenza degli italiani verso tutto quello che è nuovo, alimentato da una classe politica che vive guardando sempre al passato. Siamo il Paese nel quale la tv a colori è arrivata 10 anni dopo il resto d’Europa. E poi, non dimentichiamolo, c’è una lobby del petrolio fortissima, in grado di condizionare politica e opinione pubblica in tutte le decisioni che contano.
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Io personalmente non la compro perché con la mia ibrida ho sempre problemi per caricare, ci sono colonnine occupate da auto termiche e poche colonnine , insomma non c’è la certezza della colonnina, per chi non ha un box questo è il motivo principale
Bisogna che cominciamo a dircelo tra di noi. La realtà è che l’Italia è un paese di merda, che con i paesi dell’Europa non c’entra assolutamente niente.
@Guido Baccarini
Le auto a metano, nel mio comune, anni fa, cominciarono a diffondersi quando, parimenti, cominciarono a diffondersi le pompe.
Ergo, niente colonnine, niente BEV.
Questo tanto per cominciare.
Riguardo al discorso sull’assistenza, ribadisco con forza quello che ho detto nel mio post precedente.
Al di fuori della rete delle Concessionarie (di talune Concessionarie, perché in talaltre ci capiscono poco nonostante lo stemma di casa madre sull’insegna dell’officina) l’assistenza è ZERO, NIET, NADA!
Il classico “meccanico” che, in un modo o nell’altro, ti rimetteva in sesto la ICE con problemi, per la BEV NON ESISTE.
Ripeto, confermo e sottoscrivo!!!0
@Francesco
Gentilissimo, complimenti per averci fornito una plastica rappresentazione del tipico”utente” di questo blog.
Un soggetto, cioè, con tutte le verità in tasca che, con toni saccenti e presuntuosi, impartisce lezioni di vita all’italiano “medio”, credendo quindi di essere l’italiano “superiore”. Vado per punti:
1 – Mi piacerebbe tanto sapere dove sono queste colonnine “calibro 22”, con la ricarica a 25€/kWh. Dove abito io (cittadina del meridione con 56.000 abitanti) ci sono 3 (dicasi TRE) colonnine per tutto il popolo bue e la ricarica costa il triplo, se non qualcosa in più. Di supermercati o centri commerciali che ti consentano di ricaricare “a scrocco” ( quelli “lungimiranti” che frequenta con assiduità il nostro amico damiano I, per intenderci) io non ne ho mai visti. O, perlomeno, qui nel Congo non ce ne sono.
2 – Avere un box privato, caro il mio super italiano, non vuol dire in automatico potersi permettere una BEV, per le quali i prezzi di attacco sono ancora altissimi, se aspiri a comprare un minimo di auto seria. I vari QUADRICICLI elettrici sempre sponsorizzati dalla Redazione (T03, Spring, Zoe) a 18/20.000 € manco li considero. Per inciso, io il box privato ce l’ho, ma giro con una Multipla a metano dal 2013 (400.000 km) e non arrivo a comprare manco un usato termico.
3 – Con i propri stipendi, molti italiani “medi” (come li chiama la tua Intelligenza Superiore) devono risparmiare sul VITTO. Per cui, l’acquisto di un’auto nuova (qualunque essa sia) non è un problema all’ordine del giorno e, di conseguenza, i ragionamenti sul bollo gratis, tagliando che costa la metà, ecc. finiscono direttamente in pattumiera.
4 – Per finire, almeno in Italia, il mercato delle BEV usate semplicemente NON ESISTE.
Così come NON ESISTE una reale assistenza qualificata al di fuori della rete di TALUNE Concessionarie, manco tutte.
Saluti da Mediolandia!
Autobiografico, direi.
Mi ricorda quel tale che diceva “Io i violenti li massacrerei di botte” e di fronte alle risate altrui si offendeva pure, non vedendo l’evidenza.
1. Non saprei, non avendo il nome del comune. Se nel suo comune ci sono 0 auto elettriche, direi che 3 colonnine per chi è in transito siano più che sufficienti. O forse pensiamo che sia giusto fare cattedrali nel deserto?
2. A giudicare dalle percentuali di segmenti C, D ed E venduti in Italia, c’è un enorme buco: salvo che Angelorso possa affermare che siano TUTTI privi di Box. I conti non tornano tra i venduti e chi POTREBBE ma non vuole.
3. vedi punto 2: dove sono quelli che invece non hanno bisogno di risparmiare e si potrebbero permettere economicamente? C’è un grosso problema anche culturale e non solo economico.
4. Su Autoscout24 in questo momento ci sono in vendita 402.000 auto usate, di cui 8.150 elettriche: sono il 2%, il doppio del circolante. Non esiste rete di assistenza? Lo afferma senza saccenza e superiorità, vero? Dall’alto della sua esperienza, immagino.
Risponderei per punti di Fusilli:
1) ammesso il caso irrealistico di avere bisogno di una colonnina veloce “tutti i giorni” e ammesso di avere una utilitaria elettrica economica che sia in grado di assorbire l’alta potenza delle colonnine super veloci, esistono colonnine fast a 0,7€ al kWh; Per 15kWh necessari per fare 100 km fa 10,5€ (nella realtà urbana/extra urbana anche meno, ma metto 15kWh esagerando). La stessa distanza a benzina, con una utilitaria a 15 km/litro mi servono 6,7 litri, ossia 14,3€.
Nei casi reali in cui si parcheggia al lavoro o in parcheggi pubblici per commissioni, la colonnina fast non serve e si può attaccare alle classiche 22 kW, a prezzi che vanno dai 25 ai 60 €/kWh (o gratis in alcuni supermercati).
2) vedi il punto 1. Aggiungo che se è vero che il 30% degli italiani ha un box auto, mi aspetterei una quota che tenda al 30%, non all’8.
3) E’ proprio perchè gli stipendi italiani sono, a dir poco, ridicoli che bisogna passare all’elettrico. Con il risparmio del carburante e i costi di manutenzione pari alla metà (se non un terzo), la classe media potrebbe finalmente permettersi qualche risparmio. Nel mio piccolo, sto passando ora all’elettrico proprio per questo, e non perchè sono un ricco privilegiato.
Opterò per un buon usato garantito, perchè nuova costa troppo e non accetto finanziarie da usura.
Aggiungo che all’italiano medio, francamente, l’auto bella, moderna, super full optional (con funzioni inutili mai usate nella vita reale che mettono in crisi le centraline ogni due per tre) piace, anche al costo di farsi dei debiti per anni con finanziamenti che vanno vicino all’usura. Quanti nella realtà si indebitano per anni per un’auto termica, invece di accontentarsi di una categoria più modesta o di un usato garantito? L’80%.
Se lo stesso italiano medio facesse lo stesso finanziamento per l’elettrico, almeno recupererebbe qualcosa dal pizzo pagato alle finanziarie.
Provate a mettere a confronto una bella auto termica e la stessa categoria elettrica, vediamo quale è davvero più economica.
4) La svalutazione è anche dovuta alla domanda; se è bassa, è ovvio che l’elettrica perde di più. Se l’italiano medio continua a scimmiottare “l’auto a pile”, il suo valore perde molto.
Egoisticamente parlando, meglio per me. Meno elettriche ci sono in giro, più è probabile trovare occasioni nell’usato, pagare 0 in bollo, avere un prezzo della corrente in casa basso (ho bloccato la tariffa a 0,16€ al kWh). Continuate pure a guidare a benzina, “l’auto a pile” fa schifo. Purtroppo però mi dovrò subire anch’io il cambiamento climatico a causa di una politica che non vuole cambiare assolutamente nulla
Bravo @Francesco ! 👍👍
Condivido al 110% 👏👏👏👏
quello che dici contiene delle inesattezze e forse un po sconnesso alla realtà dei fatti. Garage: il fatto che uno possieda un garage non lo obbliga a prendersi l’elettrico, non c’è una legge, non ci sono imposizioni c’è libertà di scelta e di mercato poi considera che molti garage sono dimensionalmente dei ripostigli perchè costruiti negli anni 60 e 70 (poi io in garage ci metto le moto e le macchine dormono fuori). altro falso mito: a lavoro non hai colonnine per la ricarica (perchè mai un’azienda dovrebbe farti le colonnine per la rua ricarica?), alle volte non hai parcheggio che molli l’auto in vie adiacenti ed anche in divieto di sosta, i supermercati pullulano di colonnine: bah io non li vedo ma oramai visti i ritmi di lavoro la spesa me la prenoto e me la porta a casa l’ALI o la COOP col furgone frigo diesel. l’auto elettrica perde molto di valore e molto velocemente ma considera che ad oggi sei un betatester su questa fascia di prodotto, la tecnologia cambia così velocemente che una ev di 3 anni ed aquiparabile ad un iphone 7-8 quando sul mercato c’è il 18 quindi si corre ma è anche obsoleta tecnologicamente (elettronica lenta con bug, batterie di vecchia concezione e ricarica lentissima, modelli bloccati ai 130 kmh perchè usano componenti “scadenti” che non sono in grado di resistere a sollecitazioni di una semplice velocità autostradale ma che anche i consessionali spesso non sanno come riparare, autonomia da triciclo elettrico. L’auto elettrica fa schifo? no i nuovi modelli hanno molti pregi sopratutto andando sui segmenti premium che costano ovviamente pistolate per molti (anche le termiche) sulla fascia economy sono più indietro rispetto allo stesso segmento economy termico dove trovi più offerta, scontistica e veicoli pronta consegna valore e rivendibilità più stabile . I finanziamenti sono sempre e solo truffe legalizzate , fortunatamente io non ho necessita di aprirne però anche avendo una elettrica premium e poco usata non mi passa minimamente per la testa di vendere gli altro quattro veicoli termici con i quali ho sempre molta soddisfazione nell’usarli e manco ancora di cambiare le moto per prenderla a pile (idea che proprio aborro) le termiche quando avranno fatto il loro tempo e servizio e saranno tecnicamente “ko” allora saranno sostituite con qualcosa che , quando sarà il momento, avrà una tecnologia di nuovissima generazione (magari le ev attuali saranno già defunte e sostituite da qualcos’altro)
Il fatto è che non tutti hanno intenzione di accapigliarsi in ragionamenti e calcoli finanziari si va dove si è sempre andati e si sta dove si sta sempre stati.
io stesso non ho voglia di mettermi lì a cercare una nuova compagnia di fornitura elettricità e gas e poi ho capito parlando con docenti che sarà sempre peggio perché i ragazzi oggi fino alle medie sono sempre più capre, quindi oltre alla pigrizia mia avranno anche l’ignoranza.
io non credo proprio a “paura del nuovo” (ogni tecnologia nuova e che ha portato progresso appena è arrivata al giusto prezzo ha vinto…) e nemmeno a i complottisti che pensano a “poteri forti della lobby del petrolio” piuttosto..dove è finita la normativa europea delle E-Car? la vedo come unico sistema per abbassare la cosa fondamentale: il prezzo delle elettriche..riuscendoci eliminando gli adas/auto semplici,magari senza schermoni odiati da tanti ma venerati su internet/ che finisca la stupida moda di vendere auto con ruote enormi e quindi finestini piccolissimii , che creano solo auto “troppo grandi fuori e piccole dentro” ..solo la cosa di vendere utilitarie con ruote normali vuol dire diminuire il prezzo di un mille euro in gomme…
Salve
In Italia il governo non punta su ecoincentivi di massa per passare all elettrico ,fanno le cose solo per fare soldi e non per quelle giuste…mentre altri Stati stanno puntando alla transazione in modo serio agevolando le persone nell invogliare alla transazione …
bravo Fusilli, 4 punti 4 verità
ma la colpa è delle lobby petrolifere e dell’atavica “diffidenza” verso le cose nuove.. (le televisioni a colori come satana.. TOP) infatti cellulari prima e smartphone dopo, negli altri paesi circolavano già negli anni ’70. si si
in francia la gente ha deciso spontaneamente di passare all’elettrico, non certo per il “malus”.. 😉
PS la T03 non ti permette 200 km con una tirata unica come una pandina.. e si, tanti hanno l’utilitaria come unica auto. sapevatelo
Sicuramente i motivi citati dal ex dirigente di Renualt, non so dire in che misura. Ma abbiamo anche persone che hanno la villetta con FV e passano dal diesel al GPL pensando di risparmiare…
Le spiegazioni di Fusilli, invece, a mio parere spiegano tutto perfettamente.
Sorvolando sulla correttissima considerazione legata al potere d’acquisto della maggior parte degli Italiani, l’attuale costo di benzina e gasolio è transitorio e dovuto alle crisi internazionali in atto, che prima o poi finiranno.
Il costo della ricarica alle colonnine, invece, è un problema serio e rimane sul campo.
Poi, c’è la “conditio sine qua non”, ovvero il possesso di un box privato.
È inutile girarci intorno: il prerequisito indispensabile per pensare all’acquisto di una BEV è quello di possedere uno spazio privato all’interno del quale ricaricare la macchina.
Altrimenti, si diventa schiavi dell’auto, così come talvolta si diventa schiavi degli animali domestici.
Infine, suggerisco alla Redazione, quando si parla di macchine, di parlare di macchine e non di QUADRICICLI elettricisti tipo la T03, la Spring o la Zoe, peraltro vendute a prezzi osceni.
Commento interessante, nella parte tecnica.
Secondo me, l’avvento di auto con ricarica in 20′ (vedasi leap B03x) permetterà a tutti, inclusi quelli senza box, di considerare l’acquisto di una elettrica.
Altro punto : le nuove batterie LFP caricano in quei tempi e costano molto meno delle NMC usate ora sulle long range. Avendo densità superiore alle vecchie lfp (quelle sulla grande panda per fare un esempio), permetteranno di abbassare i prezzi delle long, aprendo il mercato a chi vuole una sola auto per quotidiano + viaggi. Sono tecnologie disponibili commercialmente, in arrivo.
Visto che l’auto più venduta in Italia è la Pandina (molto economica), e quella elettrica è la T03 (molto economica), tendo a pensare che abbia ragione Fusilli: gli italiani non hanno un reddito tale che incentiva l’acquisto di macchine costose. Vero che nel lungo termine l’elettrico è vantaggioso, ma se voglio fare 12 di autostrada tutte di fila (per tornare al paese d’estate e viaggiare di notte, esempio discusso ieri), il termico è avantaggiato.
Se citiamo le statistiche, però sarebbe meglio citare tutte: il costo medio delle auto vendute nell’ultimo anno superava i 30k.
nuculare e
idroggGeno anche nel caffè
Tafazzi Land
in Italia l’Idiozia , se pensiamo bene
la corruzione , se siamo maligni
domina da decenni
“Europa sempre più elettrica, Italia sempre più sola”
correggete prego: ” Italia sempre più sòla”
per proteggere due o tre colossi nazionali degli idrocarburi gli schieramenti politici stanno distruggendo tutto il tessuto produttivo nazionale in un paese già da 40 vittima di arretramento del reddito netto (tra politiche di svalutazione della lira prima e con contratti sempre più deboli poi in era €uro), così in Italia si fermano le produzioni per poi spostarle all’estero ad esempio nella “Spagna pigliatutto” dell’automotive
https://www.motor.es/noticias/renault-industria-espana-electricos-2026116631.html
Politiche industriali quasi inesistenti, Confindustria che si sveglia solo ora nel piagnucolare il caro-energia quando dovevano esser loro a spingere per dar appoggio ad aziende nazionali nelle F.E.R. tra produzione ed accumulo energetico, da sfruttare quantomeno a livello distretti industriali, mentre le nostre start-up trovano più appoggio all’estero….
https://www.today.it/dossier/economia/energy-dome-co2-battery-soldi-claudio-spadacini.html
Mentre le altre nazioni (ed i loro cittadini) man mano si attrezzano al cambiamento tecnologico e climatico, noi italiani fermi a vecchie idee e tecnologie superate…
Io ne ho 2 aiuto ad alzolare la media. E a quelli che non hanno un garage o uno spazio auto privato dico che, prima di pensare all’auto (sia termica che ev) , dovrebbero pensare alla casa…
Hai provato a comprare una casa oggi??
I produttori, dopo anni di sviluppo e ricerca, miliardi spesi, centinaia di prototipi, ripetute vacanze nella bellissima Italia seguendo la bandierina del capo comitiva, bevendo l’espresso al bar con biscottino pagato 16 euro, avranno concluso che è proprio sprecato gettare le perle ai porci.
Ossia le generazioni di italiani in grado oggi di comprarsi un’automobile nuova è meglio accalappiarle entusiasticamente in uno schema Ponzi di investimenti sovranisti in nucleare e metano che coinvolgerle nella pelosa carità ai loro figli e nipoti.
Il problema è la lontananza tra la realtà e quello che circola sui social, essendo così poche le elettriche in strada le persone non hanno un confronto diretto tra le cavolate propagandate (e foraggiate dalla lobby petrolifera) e la realtà dei fatti.
A questo vanno aggiunti i concessionari che spingono soprattutto quello che conviene, ovvero il prodotto che ormai annualmente deve rientrare in officina per la costosa manutenzione.