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Europa elettrica 2022: a gennaio dominio coreano

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la Kia Niro, l'elettrica più venduta in gennaio nel mercato europeo.

Europa elettrica 2022:a sorpresa la Kia Niro è stata la più venduta in gennaio, davanti a Renault Zoe e Fiat 500e. Al 4° posto un’altra coreana, la Hyundai Kona.

europa elettrica 2022
Le 10 EV più vendute in Europa in gennaio (Jato).

Europa elettrica 2022: la 500 è terza a un soffio dalla Zoe

Due dati balzano all’occhio scorrendo le statistiche compilate da Jato DynamicsIl primo: il mercato europeo si mantiene debole, a causa del perdurare della pandemia e delle difficoltà in produzione per scarsità di chip. Il secondo è che la moda dei Suv è sempre più dilagante. ormai un’auto su due tra quelle vendute è un Suv, per la precisione 402.900 su un totale di. 811.332 immatricolazione in gennaio. Anche le vendite di auto elettriche e ibride plug-in sono state sotto le attese, scendendo al 18% di quota. Nella top ten delle più vendute spiccano due assenze illustri. La prima è quella di Tesla, che tradizionalmente concentra le consegne nell’ultima parte del trimestre e ha modo di rifarsi tra febbraio e marzo. La seconda è quella di Volkswagen ID.3, nata per diventare la Golf dell’elettrico e superata da altri modelli del gruppo, come ID.4 e Skoda Enyaq.

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Le 10 ibride plug-in più vendute in gennaio Europa

Quattro auto coreane nella top ten delle EV

Gennaio è stato il mese delle coreane, che piazzano nella top ten in tutto 4 modelli: oltre alla Niro e alla Kona, ci sono le più costose Ioniq 5 e Kia EV6. I più importanti gruppi europei piazzano due modelli a testa tra i primi 10. La Renault, oltre alla Zoe, piazza la Dacia Spring in 6° posizione. Stellantis, oltre alla 500, ha la Peugeot e-208 al 10° posto. E la VW ha appunto ID.4 e Enyaq. Gennaio è stato un mese freddino anche per le vendite europee di ibride plug-in. Nessun modello ha raggiunto le 4 mila immatricolazioni e solo due sono oltre quota 3 mila, la Peugeot 3008 e la Volvo XC 40. È evidente che il balzo nei prezzi dell’energia, con la crisi energetica legata al conflitto in Ucraina, raffredda l’entusiasmo per le auto con la spina. Tanto più in Italia, unico Paese ad avere cancellato gli incentivi.

Europa elettrica 2022
La progressione delle quote di mercato tra auto a benzina, diesel e con la spina (elettriche + plug-in).

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9 COMMENTI

  1. Caro Enzo,

    Non sono riuscito a inviare questa risposta legata al tuo messaggio di questa sera, ma si dovrebbe capire quale mi riferisco.

    A mio parere, il tuo ragionamento è incompleto e per spiegare il mio punto di vista utilizzo l’esempio del riscaldamento delle abitazioni.

    Se invece di caldaie a gas si usano pompe di calore, bisogna tener conto del COP della pompa. Ipotizzando che esso sia uguale a 4, l’energia elettrica consumata (e quindi da produrre) è 1/4 di quella termica prodotta dal gas naturale. Di conseguenza, tenendo conto che sostituendo le caldaie si risparmia gas naturale, esso può essere usato per produrre energia elettrica in centrali a ciclo combinato che hanno un rendimento più alto di 1/4 (ovvero 25%). Quindi, anche escludendo la generazione elettrica da fonti rinnovabili, usando pompe di calore si riesce a scaldare le stesse abitazioni risparmiando gas naturale.

    Tieni inoltre presente che le tecnologie che utilizziamo oggi per sfruttare le energie rinnovabili trasformano la stesse in energia elettrica e quindi, insieme all’aumento della generazione di energia da fonti rinnovabili, bisogna anche prevedere l’elettrificazione delle utenze finali.

  2. Toh … l’auto elettrica più venduta è quella con 7 anni di garanzia … mentre nelle phev la più venduta ha il minimo sindacale, 2 anni di garanzia … E anche la Hyundai elettrica è messa bene, con 5 anni di garanzia … toh … MG sta facendo molto bene, con 7 anni di garanzia, vedremo a fine anno i numeri della Marvel R … Inoltre la fotografia testimonia come l’elettrico resti qualcosa per i ricchi, perché la Niro parte da 35k e vende più della Spring che parte da 20k, pertanto o in Italia ci sono più ricchi che poveri (non siamo la Svizzera …) oppure i ricchi acquistano suv elettrici dalla grande autonomia mentre i poveri (spesso senza garage) scartano le piccole citycar con scarsa autonomia e prezzi ancora proibitivi.

    • Ciao Enzo, c’è anche da dire che nel resto d’Europa le auto elettriche sono ancora abbondantemente incentivate. Vai a configurare la MG ZS elettrica sul sito della MG francese per esempio. Se non ricordo male full optional sta sui 30 mila. Potrei sbagliarmi Ma stiamo su quella cifra Se non ricordo male

      • Ma l’incentivo riguarda anche le piccole, che però, nonostante gli incentivi, non decollano come dovrebbero. A dimostrazione che l’ansia da ricarica esiste e frena, mentre le elettriche con grande autonomia vanno.

        Poi, anche questa storia degli incentivi … sai quanti applausi prende questo governo se usa i soldi delle tasse degli italiani non per calmierare le bollette delle utenze ma per dare 10000 euro a chi comprare la Tesla nuova? Ma ci rendiamo conto che col reddito di cittadinanza mediamente si percepisce la metà di quella somma in un anno e ci deve campare una famiglia? Abbiamo mediamente un italiano su 10 nell’indigenza e diamo soldi per comprare l’automobile elettrica mentre ci accingiamo a riattivare 7 centrali a carbone per produrre energia per farle circolare?

        Alessandro circola troppa droga in certi palazzi, è anche ora di dire basta a politici drogati e a mercati drogati. E basta! E i costruttori che piangono miseria e poi portano degli utili d’oro, con tutti loro che aumentano il prezzo medio dei loro modelli e fanno a gara a chi si vanta a chi li ha aumentati di più e noi gli diamo pure i soldi levandoli al welfare … ma che vergogna!

        • Se non incentivassero le elettriche i poLLitici non avrebbeno nessuna scusa comunque per obbligare la gente a rottamare i Diesel di qualche anno fa. A Milano vogliono vietare la circolazione dei Diesel euro5 in area B! Autovetture praticamente quasi nuove che dovrebbero essere buttate in discarica? Consideriamo che le auto devono pagare il bollo per possederle, una assicurazione e poi non me le fai circolare? E i poveri pensionati che non potrebbero permettersi un’auto nuova cosa fai , li lasci a piedi? Poi il discorso di incentivare le Tesla o le altre marche con modelli cmunque costosi si può discutere, ma rinunciare in toto l’incentivazione non credo sia una saggia mossa. Non sono certo le auto elettriche che richiedono la riapertura delle centrali a carbone, la corrente la consumi anche tu come me con il frigorifero e la lavatrice, ma manca il gas per far funzionare le turbogas (o meglio costa meno far ripartire le centrali a carbone) , potremmo nelle centrali ibride usare l’olio combustibile come fu fatto anni fa (mi pare fosse il 2006) quando ci fu un’altra crisi del gas (e come al solito non abbiamo imparato niente dal quell’esperienza).

          • Fabio ho una mia teoria su chi usa il carbone (e se qualcuno l’ha esposta prima di me, giuro che non lo sapevo, questa l’ho partorita io da solo). Per scrupolo, ho chiesto una verifica ad un ingegnere professore universitario (che si occupa di queste tematiche), chiedendo a lui se fosse corretta. Mi ha risposto che in effetti è una teoria interessante e ha un suo fondamento, anche se andrebbe approfondita. Sono curioso di sapere che ne pensano i professori universitari amici di VaiElettrico. Provo ad esporla.

            Immaginiamo un paese che genera energia da 5 fonti: A1, A2, A3, A4, A5 dove A1 è la meno inquinante (eolico e solare) e A5 la più inquinante (carbone).

            Lo stesso paese utilizza quell’energia per alimentare diverse risorse: B1, B2, B3, B4, B5 dove B1 è una risorsa irrinunciabile e B5 è una risorsa rinunciabile.

            Ora, solo per semplicità (ma il ragionamento sta in piedi anche levando questa semplificazione), ipotizziamo che le 5 fonti energetiche producano tutte in ogni istante la stessa quantità di energia (ovviamente ognuno con le sue emissioni, A1 poche, A5 tante) e ipotizziamo per semplicità che i 5 diversi utilizzatori richiedano in ogni istante la stessa quantità di energia. In questo scenario semplificato, immaginiamo che ad esempio B1 sia l’energia per gli ospedali, carceri e polizia (servizi essenziali), B2 per le industrie, B3 per la casa, B4 per i servizi e B5 per le auto elettriche che quindi sono associati rispettivamente alle fonti di produzione A1, A2, A3, A4, A5.

            E’ chiaro da questa associazione che B5 (le auto elettriche) sono associate alle centrali a carbone (A5). Tu dirai che è una forzatura ma rispondo così: se nessun avesse acquistato auto elettriche, avremmo avuto la necessità di attivare tutte le centrali a carbone che stiamo attivando? Pensaci: per gli altri servizi non possiamo fare a meno di assorbire energia, ma per quelli “facoltativi” invece sì.

            Scopo della teoria da me ipotizzata è questa: i servizi “facoltativi” (ovvero quelli a cui potremmo rinunciare o che potremmo alimentare diversamente, ad esempio col petrolio) in ogni paese europeo sono sempre responsabili della produzione di energia meno rispettosa dell’ambiente e questo perché rinunciandoci o alimentandoli diversamente quelle centrali inquinanti potrebbero essere spente.

            Proviamo a esprimerlo in modo diverso: ipotizziamo che domani uno studio dimostri che – per pura coincidenza – l’energia prodotta dalle 7 centrali a carbone italiane sia esattamente quella necessaria per ricaricare tutte le auto elettriche italiane. Allora sarebbe evidente che se nessuno avesse acquistato l’auto elettrica, non avremmo mai acceso quelle centrali a carbone. Certo, avremmo bruciato petrolio, ma la CO2 nel ciclo di vita delle auto a petrolio è inferiore a quella delle auto elettriche.

            Anche in assenza di tutti gli assunti e di tutte le semplificazioni di cui sopra, un minimo di validità della teoria esposta sopravvive comunque.

            Chiaramente, in questo ragionamento, ci sono tantissime altre variabili da considerare: il fatto che non potevamo immaginare questo tipo di scenario, il fatto che la situazione è temporanea e destinata a normalizzarsi (e quindi il punto di pareggio nella produzione della co2 magari si allontana un po’ ma comunque sarà raggiunto), il fatto che il mio ragionamento prevede delle semplificazioni relative, ad esempio, alla produzione variabile di energia delle rinnovabili (per cui forse comunque il carbone sarebbe servito), il fatto che non avere auto elettriche ci avrebbe tirato fuori da una economia mondiale fiorente (il business dell’elettrico), le famose certificazioni di energia da fonti green, etc. etc. etc. (potrei continuare per ore a farmi le pulci da solo). Però un ingegnere o un professore capirebbe comunque il valore della teoria esposta.

            E c’è un corollario a questa teoria: i nuovi servizi non indispensabili fino ad oggi alimentati non a corrente sono responsabili sempre della corrispondente quota di energia elettrica prodotta in quel paese con le fonti più inquinanti. Esempio: se domani tutti gli italiani rinunciassero alla caldaia a metano e adottassero pompe di calore, la domanda energetica si impennerebbe. Questo “alimenterebbe” ulteriormente le centrali a carbone o comunque “allontanerebbe” il momento in cui ce ne liberiamo. Ipotizziamo per assurdo che le nuove pompe di calore (in sostituzione delle caldaie) in tutte le case richiederebbero 60 gigawatt per funzionare: ebbene, i 60 gigawatt di rinnovabili che oggi sono cantierabili non riuscirebbero così nel loro scopo a far chiudere le centrali a carbone perché nel frattempo il fabbisogno energetico è cresciuto di ulteriori 60 gigawatt, diversamente, se nessuno mettesse le pompe di calore, i 60 gigawatt ulteriori che arrivano dalle rinnovabili potrebbero essere usati per chiudere centrali a carbone per una produzione pari a 60 gigawatt. Certo, ci terremmo le caldaie a metano che però inquinano meno di centrali a carbone.

    • A suo tempo ho cambiato le 2 auto di famiglia a benzina con due coreane (Niro PHEV e Kona BEV). Confermo che a favore delle coreane gli anni di garanzia hanno avuto un peso importante.

      • E per onestà c’è anche da dire che la qualità delle coreane é anche spesso superiore alle europee.. Ad esempio vw sta puntando molto sul risparmio anche come materiali, plastiche dure, per l’economia e per guadagnare sempre di più..

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